Essere Serena
Copertina dell'episodio 3: Alta sensibilità: forza o debolezza? Persone altamente sensibili, creatività ed auto-compassione
EP 345 min

Alta sensibilità: forza o debolezza? Persone altamente sensibili, creatività ed auto-compassione

con Federica BoscoScrittrice e sceneggiatrice

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DESCRIZIONE

La sensazione di solitudine tipica delle persone altamente sensibili. Federica racconta il percorso dall'inadeguatezza alla scoperta della sensibilità come forza e creatività.

Le persone ti dicono: non hai idea di quanto mi abbia fatto sentire meno sola. Quel 'meno sola' è tipico, perché la sensazione di solitudine, buio e freddo è molto intensa.

CAPITOLI

  1. Sentirsi troppo: la solitudine delle PAS

  2. Rincorrere le aspettative degli altri

  3. Dall'inadeguatezza alla forza

  4. Creatività e sensibilità

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Serena Malaspina: Ciao Federica, grazie di essere qui!

Federica Bosco: Grazie a voi, grazie a te, grazie a chiunque prende il suo tempo per ascoltarci.

Serena Malaspina: Allora io partirei dal titolo del tuo libro. Mi dicevano che ero sensibile, perché si sente sbagliato un percorso per scoprire come tramutare l'ipersensibilità in una risorsa preziosa. E quindi la mia domanda è proprio, che cos'è l'ipersensibilità? E perché è importante riconoscerla?

Federica Bosco: titolo mi dicevano che ero troppo sensibile, che credo che sia proprio il nodo di tutto quanto, cioè il fatto che tu sia troppo qualcosa, quindi qualcosa che c'è, qualcosa che infassilisce, qualcosa che è ingestibile e qualcosa che infassilisce sostanzialmente gli altri. Questo libro l'ho scritto ormai, devo fare un po' di conti, ma ci siamo intorno almeno sette anni fa.

Federica Bosco: se non ricordo male, quindi grande, io sono una ragazza grande, quindi avevo ben più di 45 anni e sono sempre stata considerata quella strana, in famiglia, fuori della famiglia, ma strana perché introversa, perché con intuizioni diverse, sicuramente sensazioni diverse, è una praticamente impossibile

Federica Bosco: possibilità, scusa il gioco di parole, di comunicarlo agli altri, principalmente a me e a Poetani, perché chiaramente si parla di me bambina, quindi cosa è successo in quegli anni, quegli pochi anni fa, che per caso inciampo in questo libro di Rolf Selling, che era uno psicologo, che a me è mancato non da moltissimo tempo, un libriccino piccino.

Federica Bosco: sull'ipersensibilità, di Feltrinelli, fra l'altro, quindi lo si vede spesso alle stazioni entrando e afferro questo libro e praticamente lo sottolineo tutto, dalla A, dalla prima pagina all'ultima, di ma è impossibile? Questa persona sta dicendo a me, che mi son sempre sentita così, che non sono strana ma che ho un cervello strutturato in un certo modo, e come me, diciamo, 15-20% della popolazione mondiale, un calcolo impossibile da fare perché...

Federica Bosco: che è impossibile verificare, figuriamoci, però insomma ti dà una misura che ti dice non sei sola perché poi il 15% su 100 è un conto ma quando si parla di miliardi di persone è un altro conto comincia ad essere insomma un piccolo esercito e non solo non sei sola ma ci sono appunto molte altre persone come te però io vengo dagli anni 70 negli anni 70 ma neanche tanto insomma

Federica Bosco: diciamo che è da poco che si è cominciato un pochino a porre l'attenzione su chi ha delle si chiamano neurodivergenze e anche questa rientra in quei parametri là, cioè vuol dire non sei settato come praticamente tutti quanti, ma hai felini disposti in un'altra maniera. Secondo il mondo è strutturato per quelle persone là che hanno quindi l'emisfero sinistro

Federica Bosco: che è dominante, perciò sono le persone razionali, sono le persone pratiche, sono le persone che capiscono in un certo modo, ripetendo, imparando a memoria, persone che hanno sicuramente appunto un minore livello di emotività e di sensibilità, poi vedremo che cosa si intende poi, non è la bontà, è proprio un altro concetto, e il mondo funziona.

Federica Bosco: La scuola funziona seguendo questi parametri qua, tutti gli altri a fare loro. E quindi gli altri sono trattati come dei malati, come degli strani, come dei nerd, alla fine. Quindi lasciati indietro, lasciati indietro perché ti considerano... ai miei tempi eri... non sei scema, ma non hai voglia di studiare, sei distratta, sei agitata, sei appunto pesante, eccetera.

Federica Bosco: Per cui per 45 anni io mi sono sentita dire questo, anche perché spessissimo ho fatto terapie con percorsi con psicologi e nessuno mai, mai ha neanche provato a dire, ma forse insomma lei non ha veramente un problema, forse è il mondo che è molto duro per i pochi filtri che a lei nessuno ha mai ipotizzato una cosa del genere, che poi è anche facilmente verificabile.

Federica Bosco: Non è una cosa che... cioè non è né una malattia né qualcosa che poi vai a diagnosticare. Ci sono dei test che puoi fare anche online, ma questa è una cosa per te. Non è che poi hai scritto, oddio sono iper sensibile, oddio, lo sai per te. Perché queste persone che hanno appunto...

Federica Bosco: questa grande capacità che diventa introspettiva perché senti altre cose e non mi senti altre che ti aiuterebbero di più, per cui sei perso, se vogliamo usare questa parola, in altri concetti, in altri pensieri, in altre intuizioni, in altre idee, anche in altre creazioni, perché si tratta sempre di persone molto creative in quanto appunto l'emisfero destro è quello deputato alla creatività, all'immaginazione, a tutto quello che appunto può essere.

Federica Bosco: meno pratico quindi se tu hai una bella testa per la creatività e magari però poi ti dimentichi di pagare le bollette oppure non sai guidare chissà ci sono un po però ecco se nessuno te l'ha mai fatto vivere come un problema non è un problema perché dovrebbe essere un problema semplicemente se è una persona che ha delle capacità delle capacità

Federica Bosco: neanche da dire diverse perché diverse non vuol dire che bisogna essere uguali, sempre là si torna, no? C'è uno standard, devi adeguare quello standard, tutto quello che è fuori, quello standard è anormale, ma se fosse il contrario, no? Se fosse quello il giusto lo standard, di persone che comunque sono più ricettive rispetto all'ambiente, perché ti prego di interrompermi quando puoi, quando puoi, perché io tendo poi a...

Federica Bosco: a dilungarmi o a parlare, ma tu entra dentro quando vuoi. In natura si dice che gli animali persensibili siano quelli che proteggono il branco, perché per primi si accorgono se c'è un pericolo che arriva, no? E quindi tutti stanno facendo festa, ehh viva intorno al falò, e gli animali persensibili sono quelli che sentono un rumore e cominciano a dire ragazzi aiuto, arriva il lupo, e sono anche quelli che vengono mangiati per primi, perché così consentono al gruppo di scappare. La natura è molto pratica, eh, non è...

Federica Bosco: non è emotiva e non è romantica, la natura è pratica. Quindi si dice anche questo. Allora, leggendo appunto questo libro, ho cominciato a riflettere come sono, come sono sempre stata, sul fatto che ci fosse una decodificazione di questi sintomi, di questo modo di essere. E ho tirato un grandissimo spiro di sollievo che però poi è stato seguito ad una grande rabbia, ad una grande...

Federica Bosco: da un grande dispiacere, da una grande sensazione di incomprensione e che fa sì che, insomma, tu pensi che avresti potuto avere una vita diversa sicuramente più facile, se non fossi stata obbligata a inserirti in situazioni che semplicemente non erano le tue e ne sei uscita a maccata. Perché è chiaro che se cerchi, come ti viene detto appunto, che non vai bene come sei e dici quindi come sono, ditemelo voi perché io non...

Federica Bosco: lo so, perché se io provo dolore, dispiacere, rabbia, paura, nessuno mi valida queste emozioni, anzi mi dicono madonna che palle, ma vai a giocare con gli altri bambini mentre magari tu sei super stanco, perché una delle feature di questo tratto è che ci si stanca già la mattina presto, hai già la batteria al 20% perché basta poco.

Federica Bosco: tirarti giù perché cominci su questo cervello, si accende come un modem e cominci a scaricare dati su dati, quindi non c'è una linearità, è tutta una grande lavagna di cose, di pop-up che si aprono, devo fare questo, devo fare quello, ho detto questo e poi magari c'è i bambini, il can, il gatto, il marito, i genitori, insomma la vita e tutto questo ti viene addosso come un'ondata che ti sbatte contro un muro, perché oltre a questo non è soltanto un'organizzazione pratica.

Federica Bosco: è il fatto che ci sono le emozioni attaccate a ogni pensiero, emozioni molto forti ma emozioni travolgenti in più, legate al fatto che sarò capace di arrivare a fine giornata, sarò capace di incontrare quel cliente che mi terrorizza perché è aggressivo, oppure sarò capace di... oppure magari c'è una visita da fare o paura, cioè tutto quanto questo alle 11 di mattina.

Federica Bosco: sei già pronta per andare a letto fra un po' e ancora non sei a nulla. Poi c'è tutto il retro pensiero, incrocio la portinaia, mi guarda male. Che avrò fatto? Perché crescere con l'idea che siamo sbagliati fa sì che tu comunque cammini sempre un po' sulle uova. Perché sempre sei stato programmato così.

Federica Bosco: Ci devi pensare per fare il contrario, ma ci devi pensare, no forse non ce l'aveva con me, forse qualcuno ha buttato la spazzatura male, oppure forse ha litigato col marito, semplicemente in quel momento stava pensando ad altro. Quindi devi dire forse non è così. Però il primo pensare è quello vai ce l'ha con me, che cosa ho fatto? Spalmato su tutte le relazioni che puoi avere su una giocazione.

Federica Bosco: Ecco perché appunto il leggere nero sul bianco, che tutto questo aveva un motivo, una ragione, ecco sicuramente è stata una insomma veramente un respiro di sogliete.

Serena Malaspina: penso che sia molto importante appunto, ed è quello che poi hai fatto tu con il tuo libro, cioè trasformare quella che è stata il tuo vissuto, no? Hai detto fino a 45 anni io sono cresciuta senza sapere, sentillemmi sbagliato, scopro questa cosa la tramuto poi in qualcosa che può aiutare gli altri.

Federica Bosco: Sì, perché anche questo credo che sia un po' una tendenza tipica di chi ha avuto molte difficoltà e dire se scopro che c'è una cosa che può far star meglio, perché non parlarne agli altri? E che perché io ti dico la verità quando ho scritto questo libro, che è stata poi la mia esperienza più la raccolta di quello che avevo studiato, perché Elaine Aron, questa psicologa americana, lei stessa e persensibile, dagli anni 80 ha cominciato a raccogliere una serie di dati

Federica Bosco: e ha capito che c'era un tratto e quindi lei è proprio stata la pioniera. Quindi leggendo lei, leggendo altre cose, incontrando informarmi, all'epoca se ne parlava un po' meno adesso e ammetto che non sono più ferratissima sulle novità dei libri, circa di presensibilità, perché insomma quello che mi interessava l'ho letto da chi l'ha studiato per primo, eccetera. Poi poi le esperienze sono uniche per ognuno.

Federica Bosco: quello che mi fremeva capire che ci fossero degli studi. Quindi quando ho raccolto questo materiale e l'ho fuso insieme alla mia esperienza, poi non mi aspettavo che... di avere... insomma... scusa un attimo. Non mi aspettavo che qualcun altro come me provasse tutto questo. E non mi aspettavo che così tanti... E oltre tutto questo libro è stato tradotto in diverse lingue, mi ricordo un sacco di ragazzi in Polonia, per esempio.

Federica Bosco: perché la copertina è molto carina, quindi la versione polaca, celeste con un piccolo riccio e mi pare si dica... Vrasliva! per sensibile o sensibile e allora vedi insomma tante persone che ti dicono non hai idea di quanto questo libro mi abbia aperto gli occhi, mi abbia fatto sentire meno sola ecco il meno sola è proprio tipico perché la sensazione di solitudine buio e freddo è molto intensa

Federica Bosco: per una maggior parte delle persone. Ripeto, se sei stato accudito e dall'inizio amato e protetto come una persona che è giusto che tu ottenga, e quindi anzi, è stato rispettato il tuo riposo, sono stati rispettati i tuoi sentimenti, le tue emozioni, sei stato validato, sei stato calmato quando ti agitavi troppo, ma con amore.

Federica Bosco: Questo tratto non ci fa neanche particolarmente caso, perché è tuo. E quindi sei una persona mediamente risolta, che non ha problemi di autostima e va nel mondo bene, perché si vuole bene. Quindi sceglierà una carriera o qualcosa che possa essere molto vicino a...

Federica Bosco: quello che lui è al suo cuore, alle sue inclinazioni, quindi non avrà bisogno di travestirsi da quello che non è, sbagliando praticamente tutto. Perché poi il problema è quello, ti infili in una serie di studi, di corsi di studi, lavori, amicizie, matrimoni, fidanzamenti, uno più disastroso dell'altro, nel tentativo di far qualcosa, di far contenti poi gli altri perché dici, speriamo, forse lo sapete voi come devo essere, visto che io comunque sbaglio.

Federica Bosco: speriamo poi per accorgersi che nessuno è contento soprattutto te e alla fine non sai più veramente a chi dare i resti perché poi più vai avanti più complicato riuscire a mettere insieme poi i pezze

Serena Malaspina: E non capisci forse neanche più chi sei, no? Perché se rinneghi quasi quello che dint-

Federica Bosco: Non lo sai chi sei, perché non ne hai la più fallida idea, perché intanto chi è normodotato, neuro, neurotipico, non se lo chiede proprio, chi è, perché non è un problema.

Federica Bosco: con poca emotività e anche poca sensibilità, ripeto non buono o cattivo, semplicemente non ti toccano una gran quantità di cose, no? Quindi, se qualcuno ti guarda male non te ne frega nulla, se tagli la strada a qualcuno, un cretino quello, se c'è un problema è un problema dell'altro, se qualcuno...tutta questa energia in più che riservi, che trattieni...

Federica Bosco: usare qualcos'altro e sei arrivi la sera riposatissimo, capisce? Se invece tutto il mondo ti fa male, ti buca con gli spilli, come se ti spintonassero continuamente, la fatica emotiva, il dolore dispiacere è enorme, non finisce mai, non finisce neanche con il riposo la notte, non finisce mai, sei sempre in qualche modo

Federica Bosco: in allerta, in agitazione, ad aspettarti un po' il peggio.

Federica Bosco: Quindi se per esempio prendiamo questo momento storico qui, questo momento storico secondo me è, non lo so, il peggiore che potesse mai verificarsi nei tempi recenti, negli ultimi decenni, è un orrore. Come fai a andare, cioè a non pensarci?

Federica Bosco: come fai a essere a dormire sereno? quando lo senti il dolore del mondo, lo senti le urla perché sta succedendo un massacro accanto a casa perché è accanto a casa nostra sì, noi siamo qui con il selfie, con il ring tutto meraviglioso e bellissimo ma accanto, i nostri fratelli, le nostre sorelle sono massacrate in questo preciso istante mentre parliamo non puoi non interessarti

Federica Bosco: questo oppure sì, oppure c'è chi se ne disinteressa, se ne disinteressa di conseguenza sicuramente dormi sonni più tranquilli e ripeto non è bene o male è la percezione personale di qualche cosa. Allora chi ha questo tratto perché voglio ben chiarire che non si tratta di buoni e cattivi si tratta di avere delle sensazioni molto più profonde, di avere questa capacità di mettersi nei panni dell'altro, di sentire l'altro a pelle perché siamo fatto in questo modo qui perché il nostro cervello va a

Federica Bosco: verificare immediatamente quello che sta provando l'altra persona sentendola, senti proprio questo campo energetico, quando una persona ti racconta una cosa, diventi quella persona lì. Cioè era un vecchio film di Jerry Lewis, non so se sai chi è, perché sei molto giovane, è stato un comico incredibile, un comico americano che faceva sempre questo personaggio un po' spigatello, un po' toccato, che poi in realtà era...

Federica Bosco: estremamente sensibile e faceva l'infermiere e quando qualcuno gli raccontava che aveva rotto la gamba lui stava malissimo perché sentiva esattamente tipo la signora che raccontava non si immagina sono caduto dalle scale lui si sentiva male così ed è un po quello no porca miseria ti entri nella pelle di quest'altra persona ed è anche difficile uscirne per questo poi gli per sensibili vanno a fare gli altamente sensibili usarebbe dire

Federica Bosco: vanno a fare lavori che tendenzialmente hanno a che fare con gli altri, quindi spesso è volontariato, oppure si tratta di psicologi, oppure si tratta comunque di medici, di quelle anche insegnanti, insomma, o comunque stare con persone che hanno bisogno di essere ascoltate, di essere capite, perché stiamo malissimo negli ambienti fortemente, insomma, aggressivi, prepotenti, dove c'è...

Federica Bosco: dove c'è tanta competizione, cioè non siamo neanche in grado perché non abbiamo una mente poi strategica assolutamente no, quindi siamo proprio ci facciamo mangiare per cui se hai questa capacità è chiaro che tendi a aspettarti dagli altri una certa dose di onestà o una certa dose di quantomeno appunto di decenza ahimè il mondo non è questa roba qui

Federica Bosco: e ogni volta uno se ne accorge, ogni volta dice ma sarò imbecille, credo che questa cosa la si possa ben poco risolvere perché in fondo vai sempre appunto nel mondo con un po' questi occhialoni rosa, un po' come un bambino, sei sempre un po' infantile, da qualche parte speri che qualcuno ancora ti abbracci e ti dica guarda va tutto bene, non è così, il mondo assolutamente non è così, anzi e quindi in quel senso li bisogna un po' imparare.

Federica Bosco: Chi ha una soglia molto inferiore di emotività ed empatia sicuramente vive molto meglio, su questo non ci piove perché comunque anzi rimane anche più lucido in situazioni di aiuto presso l'altro, non viene travolto dal dolore dell'altro, infatti quando uno dice un chirurgo...

Federica Bosco: non si mette, non stai lì a dire poverino, il chirurgo deve aggiustare i tuoi pezzi e salvarti la vita, poi se è doctor house, se anche se è uno stronzo col botto non importa perché lui deve essere assolutamente lucido, perché se si mettesse a pensare che ne so chi cura i bambini, figurati, non potrebbe farcela, quindi ci sono anche appunto dei mestieri che impongono una certa freddezza e va benissimo.

Federica Bosco: Ho letto anche uno studio molto molto interessante, circa gli persone altamente sensibili, per cui si ritiene che non per tutti, ma per molti di loro, questo tratto, quindi questa sorta di ansia da prestazione, questo stato di allerta costante che ti fa verificare se c'è un cambiamento di umore, se c'è qualcosa di storto, se c'è qualcosa di strano, in realtà è quella che viene chiamata una trauma response, c'è una risposta al trauma, una reazione al trauma.

Federica Bosco: Cioè se da piccolo, da bambino hai vissuto in famiglie disfunzionali con genitori, si chiama l'attaccamento ansioso insicuro, cioè quando hai adulti intermittenti che a un momento ti accudiscono, al momento dopo urlano, litigano e si chiudono in un trattamento del silenzio o ti trattano male o ti abusano chiaramente, siccome per sopravvivere un bambino non può fare altro.

Federica Bosco: che adattarsi perché non ha alternativa, allora impara tutta una serie di strategie per capire, quindi camminare meglio lungo i muri, capire quando deve assolutamente annullarsi e disconnettersi dalla realtà e quindi questa cosa dopo dice come sei sensibile in realtà continuo a rispondere a un ambiente ustile e prevengo.

Federica Bosco: Qualunque tipo di problema o di attacco nei miei confronti e questo lo vai a fare anche quando ci sono quando c'è una situazione non chiaro quando sai con delle persone che non riesce a prevedere cerchi di tamponare cerchi sempre di insomma cerchi sempre di portare pace perché hai paura assolutamente paura che queste persone in qualche modo ti possano attaccare e quindi

Federica Bosco: A volte l'alta sensibilità purtroppo non è tanto un tratto, un dono, è una arma di difesa.

Serena Malaspina: Su questo mi collego perché tutto quello che hai detto è quello che è successo anche a me, nel senso che per me è stato fondamentale riconoscere e conoscere questi tratti, tutto quello che riguarda le risposte ai traumi, tutto quello che riguarda l'infanzia che vive ancora nel presente. Ed è assurdo quanto tante volte...

Serena Malaspina: abbia proprio vissuto il passato nel presente, quindi queste paure anche in ambienti che in realtà erano tranquilli, con persone tranquille, ma io avevo questo timore dentro, mi portavo dietro.

Federica Bosco: Non riesci mai veramente a rilassarti perché non ti fidi. Non lo so se questa cosa passa, sono sincera, anche perché comunque il prossimo, l'altro è sempre un'incognita. Quindi tu parti dal presupposto che se non sono stata protetta in famiglia da chi mi ha messo al mondo, perché mai uno strano dovrebbe occuparsi o preoccuparsi per me?

Federica Bosco: diciamo che e questo sono insomma che molti molti psicologi o comunque in generale si parla molto del diventare poi genitore di se stesso cioè accudere il famoso bambino interiore che non è stato accudito insomma a suo tempo quando era necessario anche questo non è la c'è che bello guarda mandami poi dopo

Federica Bosco: Il lavoro sull'inner child, il bambino interiore, è un lavoro molto importante che è anche molto strano all'inizio, perché ti senti veramente scemo a parlare a te stesso in maniera anche dolce perché non ti viene, ma a me non viene, mi viene un insulto verso me stessa se per caso sbatto da qualche parte, perché comunque sono sempre stata chiamata Goff.

Federica Bosco: sono sempre stata chiamata San Bernardo sono sempre stata chiamata Nominoli e il Nominolo mi scatta in testa automaticamente e poi mi dispiace di aver pensato male ma è andato automatico quindi già quello è stato un pensiero come se io mi distaccassi mi vedessi a fuori e mi dicessi imbecile hai fatto cadere non lo so un bicchiere e poi di nuovo sono io che mi mortifico quindi è un lavoro cioè se si comincia a farlo presto meglio io ho cominciato tardi non so

Federica Bosco: Forse un po' migliorato, forse un pochino sì, però dipende dai giorni, se sono molto stanco o nervosa me ne dico di ogni, sono senza pietà. È evidente che sei il primo nemico di te stesso, sei te, cosa pretendi di fare? Cioè, autorizzi gli altri poi a trattarti nello stesso modo? Perché sostanzialmente pensi che è vero, tu hai una falla, hai qualcosa di sbagliato in te e se lo pensi te a livello anche istintivo, gli altri lo percepiscono. Provano, fanno una battutina.

Federica Bosco: te non ti difendi o sei troppo permaloso è fatta, ti garantisco che ti asfaltano, è così, e purtroppo poi le persone che ti asfaltano sono molto più di quelle che invece cercano di al contrario e dici ma no guarda veramente non è successo niente, sei tranquillo e ti aiutano, purtroppo la percentuale è sempre un po' omenilopus come si dice, no è sempre...

Federica Bosco: la mia vita sopra la tua, cercare insomma un po' di prevaricare è tipico dell'essere umana, io credo che questa sia una tendenza abbastanza forse innata, ecco, che non si possa veramente risolvere, ma c'è anche un discorso culturale, perché comunque noi italiani siamo particolarmente, abbiamo questo modo particolarmente anche aggressivo di trattaggio, perché per dirti

Federica Bosco: australiana che è diagnosticata ADHD, quindi disturbo dell'attenzione, con le figlie anche lo stesso, perché comunque è una cosa ereditaria. Anche sull'ipersensibilità è una cosa ereditaria e spesso sono tratti molto simili, io sono ADHD, diagnosticata da tre anni e i tratti sono quasi appiccicati all'ipersensibilità, perché comunque sono sempre tratti di grande

Federica Bosco: difficile da gestire, si impara, quindi quando ero più giovane ero un macello di emozioni che non sapevo assolutamente come gestire, quindi poi scatenano anche disturbi alimentari o comunque disturbi del controllo, dell'ansia che poi dicono ah vedi allora tu sei borderline perché fai questo e fai quello, in realtà poi no, cerchi soltanto di darti un abbraccio in un modo che funziona e che poi fa male alla lunga però

Federica Bosco: uno prova quello che riesce per stare un po' tranquillo. Quindi dicevo alla mia amica Kylie, che ha vissuto in Italia 30 anni, poi ha detto ciao ragazzi saluto la curva e me ne torno, è tornata in Australia dove c'è molta attenzione alle neurodivergenze, quindi ADHD, autismo, iper sensibilità, tutto quello che vuoi. Quindi nelle classi i bambini sono seguiti ma non seguiti come, ah quello è un matto perché non è.

Federica Bosco: hanno un modo diverso di apprendere, perché sappiamo che è un modo più creativo. Le difficoltà che ho potuto trovare io a scuola, che ero spalla tonda, si dice a Firenze, perché vuol dire che ti fa fatica fare le cose, ti fa fatica studiare. Io non capivo la grande frustrazione che voglia a, ti dicevano, ripeti a voce alta, incapace. Anzi, peggio, proprio mi va via tutto, come un lavandino dove l'acqua va via e non la trattiene. Sottolinea.

Federica Bosco: registra, studia con le amiche, ancora peggio perché le amiche tutte velocissime, brillantissime, chiudi il libro e ripeti, oh Gesù lo sai che ho avuto i brividi ora che l'ho detto, chiudi il libro e ripeti, io sono incapace di ripetere, io non ricordo, non ho niente in testa, se non faccio un abbinamento, un'associazione.

Federica Bosco: con qualcosa di creativo, quindi una data la posso associare a qualcosa che mi può essere successo che so, come dire il cavallo bianco di Napoleone, mi ricordo il cavallo bianco perché, non so, mi immagino il quadro, se mi dici date, se mi dici, io non ricordo, quindi chiaramente automaticamente sei un imbecille, quando invece basta semplicemente tenere alta l'attenzione e quindi hanno dei sistemi, insomma dei programmi assolutamente compatibili.

Federica Bosco: con i ragazzini che hanno un tipo di apprendimento diverso, che poi appunto suonano la chitarra, la batteria, fanno danza, fanno teatro, fanno un sacco di cose strafiche, perché appunto hanno questa immaginazione incredibile che invece di essere schiacciata viene proprio stimolata al massimo e semplicemente si sostiene che fa un po' più fatica, quindi ci si adatta all'apprendimento che è un po' diverso e quindi i bambini poi vanno tranquilli dove vogliono, perché...

Federica Bosco: perché va bene, no? Semplicemente io non imparo così, imparo cos'ha, non è che sono scemo. Chiaro, se cresci con lo stigma, sei scemo e quindi sarai scemo per sempre.

Federica Bosco: Quindi dicevo, in Australia è così, qui almeno io trovo grandi difficoltà e ho trovato grandi difficoltà durante tutto il corso di studi e alla fine ho smesso, cioè mi sono diplomata e poi basta l'università era assolutamente impensabile perché non avevo metodo non sapevo proprio comunque appunto ero scema e

Federica Bosco: E tuttora, dico la verità, quando le persone mi dicono ah, mi sono lavorato in medicina, mi sono lavorato in giurisprudenza, per me sono dei virigeni. E poi mi dicono, eh, ma te scrivi i libri. E dico, vabbè, scrivere un libro che ci vuole. Ti giuro, io rispondo così, ma io ci credo. Dico, vabbè, scrivere un libro lo scrive chiunque. Hai idea di cosa vuol dire laurearsi? Perché per me quello è una cosa da supereroio, non sarei veramente capace. Questo è un fatto.

Federica Bosco: Poi magari però riesco a fare delle cose che altre persone magari non fanno, manco ci pensano e io non considero come cose importanti. E questo appunto fa parte del mio passato, però dovessi tornare indietro, avessi per le mani qualcuno con queste difficoltà, ecco io mi rendo conto di andare molto in punta di piedi con persone presso cui verifico...

Federica Bosco: le stesse cose, allora mi viene da usare una cortesia estrema, cioè proprio i guanti felpati, perché come ti dicevo mi metto al posto dell'altro e ho paura che l'altro si possa essere offeso e allora cerco di... ti faccio un esempio, una cosa che io non sopporto, odio, odio in maniera invericonda, a parte che sono una per malosa, per cui non è facile che io mi offenda, ma per esempio se io...

Federica Bosco: Dico, ti chiedo qualcosa, ho un dubbio sulla grammatica, diciamo così. Quello o quella che mi fa la battuta, o non sei la scrittrice te, oppure sempre la stessa cosa la scrittrice, mi dai una penna, o non sei la scrittrice, queste battutine un po' stupide a dare per scontate cose, no? Oppure...

Federica Bosco: Ti chiedo una... sì, oppure mi presti questo, oppure sai dove è quell'altro? Rispondere tipo, ah ma non sai mai nulla, ah ma... Cioè con una sorta di critica anche solo come battuta. E quindi sto attentissima a questa cosa, perché a me, a me dà fastidio. A me danno fastidio un milione di cose e cerco di non farle. Perché darà davvero fastidio a me? Allora, se una persona fa qualcosa di goffo, non gli sto a dire, ah ma guarda, ma che p***a.

Federica Bosco: che in piastro che sei, ma che imbranato che sei, oppure non lo sai. Pazienza, anzi, tutto bene, ti sei fatto male. Perché detesto questa cosa, che la gente ti metta in mezzo e ri da di te. Mi hanno riso addosso dietro. Io avevo le trecce quando ero piccina, me l'hanno fatta tenere un po' tanto. Quando forse era meglio già a dodici anni, ora va.

Federica Bosco: I miei dodici anni nell'81-82 erano diversi dei dodici anni di adesso, TikTok, eccetera. Però magari, ecco che lì era un po' un segnale di facile debolezza, no? Quindi, cioè, tipo in autobus arrivava la stronzetta di turno e ti metteva in mezzo, e avevo molta, molta paura. Ecco, una delle emozioni forti che nel libro appunto racconto è la vergogna, la paura.

Federica Bosco: che sono delle emozioni fortissime che per quanto mi riguarda hanno praticamente coronato tutta la mia vita sicuramente da bambina ma anche insomma anche da adolescente anche più grande perché è la paura di non essere all'altezza, la paura di essersi perso qualcosa e soprattutto io non ce la farò da solo.

Serena Malaspina: Mi collego anche a quello che dicevi prima di persone che fanno battutine o che ti screditano in qualche modo e quindi anche l'importanza che almeno io sto vivendo proprio negli ultimi anni di avere attorno persone che mi facciano bene e non persone che tante volte uno cresce con persone che ti screditano e non ti rendi neanche conto che non è la normalità, no? Perché per te è la normalità, no? E quindi questo è molto importante.

Federica Bosco: hai detto qualcosa di estremamente importante, ci sei arrivata molto presto, non è la normalità, ma se sei cresciuto con le briciole, pensi che le briciole siano il massimo che puoi avere anche se hai sempre fame. Poi guardi intorno e vedi babbi che si fanno magari anche un po' prendere in giro, mamme che danno dei consigli.

Federica Bosco: che ridono, dove c'è una serenità particolare e soprattutto magari si è aperti all'ascolto o si si appoggiano determinate inclinazioni a me mi sembrano gli alieni e dico ah madonna, dico ma questa è star trek perché non... quindi ti abitui a credere che quella è la normalità quindi sei sempre in uno stato di fame e di carenza ecco no non è la normalità non è la normalità

Federica Bosco: è automatico che nelle relazioni fuori casa, già in casa sono così fuori casa è uguale, quindi vuol dire che le amiche te le scegli su una base di prepotenza, quindi qualcuno sta qui e te stai sotto c'è una cosa che diceva sempre Elaine Aron, linking and ranking linking è l'unione, cioè fare un collegamento insieme fra persone ranking è la classifica

Federica Bosco: e molto spesso chi è molto sensibile tende a fare avere delle relazioni ranking quindi te stai sotto e l'altra persona sta sopra perché almeno sta con te siccome sei abituata a essere solo se è capitato ad avere l'amica magari popolare che ti porta dietro perché tanto te vai sempre dietro, perché da sola sei invisibile e te ti senti un attimo vista, amata, ci sei anche se il prezzo poi da pagare è quello che non devi mai dire la tua, devi...

Federica Bosco: sottostare un pochino a questo questo podio se vogliamo le relazioni sentimentali facilissimamente che un empatico sia preda di un narcisista anche maligno, patologico, manipolatori persone tossiche per l'innata l'innato desiderio di sistemare le cose per l'innata pazienza per la sopportazione perché dici vabbè

Federica Bosco: questo è, la normalità, il poco, questo è, perché queste persone sanno riacchiapparti, in qualche modo perché hanno queste lacrime di plastica che scendono a comando a cui noi siamo molto sensibili, perché siamo addolorati da appunto dalla sofferenza altruca, che però per queste persone non è vera, è simulata. Quindi ci arriviamo a capire che è ora di andare via, ma dopo i fuochi, come si dice noi a Firenze, troppo tardi.

Federica Bosco: troppo tardi ci facciamo molto male. Quindi quello che per me è stato fondamentale e non è dare colpe, ognuno fa con quello che ha, ma io mi sono accontentata tantissimo nella vita, mi sono fatta anche dire tante cose in famiglia perché quello era il modo.

Federica Bosco: perché quello era il sistema della famiglia di metterti in mezzo, di fare battutini. Ora io ti ripeto, Serena ha un odio delle battutine e ti dico a Firenze se ne fa molto uso, perché i fiorentini, sai, sono un po' molto caustici, hanno queste battute sempre forti, cioè un fiorentino si fa ammazzare, ma deve farla la battuta, che per chi ascolta è molto divertente, perché abbiamo una comicità straordinaria, ma per chi riceve...

Federica Bosco: fa male perché comunque vado a fondo. Per fare la risata della tavolata, allora ogni cosa che fai è screditata, se fai una cazzata ti garantisco ti verrà ricordata, per sempre, per cui puoi fare 10 cose bene, e guarda ho trovato la cura per la calvizia, sì però quella volta quando sei andata è faticoso.

Federica Bosco: è faticosissimo e poi magari ti dicono no ma io stavo scherzando no cara quella è manipolazione perché se io amo una persona le voglio bene la prima cosa che voglio che stia bene e mai voglio che si senta umiliata, imbarazzata e in cattiva situazione. è il contrario dell'amore, è una grande fregatura perché ti dicono no ma dai lo faccio per il tuo bene, un cazzo scusami il francesismo se io devo fare qualcosa per il tuo bene

Federica Bosco: ma non ti tratto in quel modo lì, assolutamente no e ti spiego le intenzioni che ho soprattutto cioè se ti vedo in difficoltà io vengo incontro a te e se ti vedo che hai successo io sono stra felice per il successo che hai anzi lo dico a tutti perché sono fiero, intimamente fiero, se io non sono risolto allora il tuo successo mi farà incavolare perché sì

Federica Bosco: sono contento per te, ma nello stesso tempo mi fai, mi dai fastidio e questo conflitto genere una relazione tossica, perché io non posso essere contento per te, perché di base sono frustrato per me. Nello stesso tempo mi sento in colpa perché dovrei essere contento per te in quanto amico, fidanzato, figlio, fratello, quello che vuoi. Quindi pensa come è tutto complicato. C'è una sola soluzione, andare via. Non le puoi risolvere in questa situazione.

Federica Bosco: Quando ti dicono, oh no ma fatelo scivolare, altra battuta da neurotipico, fatela scivolare. Intanto io ho visto dei neurotipici fare dei cazziatoni da paura ad altra gente. Che io ero così. Delle urla, delle parolacce, ma proprio familiari a volte. Dopodiché, ne fregato più niente. Cose che io posso rimanere tre settimane...

Federica Bosco: col cuore in gola se mi hanno detto delle cose simili. Queste se ne fregavano altamente. Beh, beati voi se riuscite. Però non è così che si strutturano, non si strutturano così le relazioni. Sanee. Quindi se te non te ne vai da queste situazioni, non c'è niente che ti possa scivolare, perché sarai acchiappato in ogni modo di contino, perché comunque c'è questa parabola che io uso sempre, non è mia, ne parlò. Oddio, Liz Gilbert di Mangia Prega Ama.

Federica Bosco: sai che fa molti TED Talk, tempo fara molto attiva.

Federica Bosco: è una metafora del secchio dei granchi e la famiglia è un po' come il secchio dei granchi e quando un granchio cerca di scappare gli altri lo tirano giù e questo succede quindi se te arrivi e sei soddisfatto e sei felice perché c'è qualcosa che va bene ecco questa tua felicità dà un po' fastidio quindi bisogna che ti si ritiri giù al livello perché la famiglia si compatte

Federica Bosco: contro di te ed è orribile e non c'è soluzione se non andare via generando in te un sacco di sensi di colpa perché ti senti la pecora nera perché sei... vedrai che sei... comunque ti senti cattivo perché poi insomma chiudere delle relazioni come quelle della famiglia è devastante per chi le compi eh non è mai una cosa fatta tanto alla leggere però diventa sopravvivenza perché come faccio?

Federica Bosco: Capito? Come faccio io a fiorire, a crescere, a volermi bene se continuo ad avere questo specchio di me fallita, fallace, sbagliata, inadatta, inadeguata? Dimmene una. E questo è il fatto. Ed è difficile ed è dolorosissimo. E anziché cacciarti a forza, perché tante volte dico no, ma è tua madre, ma è tuo padre, ma è la tua famiglia. Non vuol dire.

Federica Bosco: non è perché cos'è la bibbia no le relazioni sono un'altra cosa ricacciarti a forza in questi incubi che spesso appunto nelle famiglie succedono le peggiori cose è mandarti a morire, appunto basta questo è per cui prendere delle importanti distanze anche per te io per la vita ma per periodi in cui uno proprio fa un detox ti permette sai di fare che cosa di vedere dove sei te

Federica Bosco: e si torna quando dicevi ma chi sei te? non lo puoi sapere finché sei in una centrifuga di voci, tuo padre che è così, tua madre, tutti i parenti, la famiglia, la scuola tutto quello che gli adulti di riferimento ti hanno detto che sei perché tu sei piena di voci in testa no? quando fai qualcosa hai mille dubbi, hai mille paure che non sono le tue, ti sono state inculcate

Federica Bosco: dentro la voce tua è talmente flebile che non la puoi sentire che è la voce delle tue inclinazioni delle cose che ti piacevano delle cose che non ti piacevano e allora se non stai solo se non ti distacchi completamente da questo concerto che hai nella testa non puoi davvero capire chi sei senso che che me ne frega io sto proprio bene così

Federica Bosco: Non ho bisogno di altro, non ho bisogno di dimostrare altro, perché spesso è chi ha questa forma grandissima di frustrazione che avrebbe voluto essere, che magari te diventi qualcosa, diventi un parolone, ma insomma magari fai qualcosa di pubblico. Come ti odiano? Perché vorrebbero averlo per sé e lo userebbero in un altro modo? Allora, perché non fai così? Perché non fai così? A me viene spesso detto, ma perché o non te la tiri di più?

Federica Bosco: mi stavo detto a volte, mi fa ridere, oppure perché non sei più presente a destra e sinistra? perché io non sono capace. Io in televisione per esempio mi sento molto male perché non riesco, non riesco a... tanto mi sento proprio a disagio e imbarazzo, non riesco mai a prendere la parola e vengo solitamente inghiottita, viva! Poi adesso hai visto come sono... adesso proprio non c'è... funziona chi urla di più quindi proprio mi chiedo subito, non entro neanche in merito.

Federica Bosco: Però di sicuro, se fossi stata una persona sicuramente meno sensibile, anche più sicura di me, ci sta che avrei fatto un'altra carriera, avrei fatto più carriera, chissà no, perché chiaro, ci sei, non hai paura, anzi, fai mille cose perché non provi vergogna a nessun tipo. Io ho mille vergogna, ho mille imbarazzi e certe cose so che non riesco a farle, ma non lo dico con rimpianto, rammarico, non mi importa perché non è la mia via, non è la mia strada.

Federica Bosco: finché io ho vissuto con un'idea che dovevo avere una certa immagine dovevo fare delle cose io ho provato a farle con immensa fatica perché non mi sentivo comunque all'altezza mi sentivo stanca tanto stanca e comunque continuava a non capire e continua a non capire come funzionano certe dinamiche perché non ce le ho installate e non le posso scaricare Capito?

Serena Malaspina: No, dicevo che quello che hai detto è molto importante, nel senso che fino a quando non ascoltiamo la nostra voce interna per tutto il casino che abbiamo nella nostra testa, le voci e altro, di tutte le altre persone della società, è...

Serena Malaspina: pensiamo che le vie giuste siano quelle degli altri, cioè qualcun altro ha la risposta per stare bene e in realtà no, in realtà non è così, è il contrario perché è solo la nostra strada e quella di loro.

Federica Bosco: In realtà è la tua voce quella che conta, però è vero che vorresti avere avuto una guida a qualcuno che ti diceva che devi fare così, sarebbe bello, no? Devi fare così e va bene. Sarebbe bello che qualcuno ci avesse dato il librettino delle istruzioni, 1.1, 1.2, schiaccia sto bottone, fai questo, eccetera. Non è così. E vedi quando vedi gli altri che sono...

Federica Bosco: soddisfatto che hanno una vita regolare per dire famiglia figli per me io non ho avuto figli e non sono sposata non sono mai stata sposata e visto da fuori sembro oddio forse adesso meno perché adesso anche con cioè ci sono molte vite molto più solitarie visto poi social ci sono più persone che stanno molto per i fatti loro io sono sempre stata appunto considerata strana anche in questo

Federica Bosco: ben a casa mia? Ma sto proprio bene, anzi a volte quando prendo un appuntamento un impegno poi arrivo la sera vorrei spaccarmi la testa perché ho detto di sì che è terribile me ne rendo conto poi vabbè ho fatto anche le mie cose fino a 40 anni 43 anni ok poi ora dopo non ho più sinceramente avuto gran voglia poi c'è stato il periodo della pandemia ecco io ti dico io sto bene per gli affaracci miei molto bene avessi avuto figli non ti dico che

Federica Bosco: un eurimpianto, non li ho avuti e va benissimo anche perché penso che gli debba fare chi è tagliato, chi è bravo fare il genitore, non ci si improvvisa per come la vedo io, siccome so che sono appunto faccio tanta fatica in tante cose sono estremamente emotiva eccetera, io so che magari ecco certi errori non li avrei fatti ma ne avrei fatti altri e non avrei non sarei sopravvissuto al senso di colpa e guarda banalmente io ho questo gatto che forse va be'.

Federica Bosco: famosa perché ne parlo parecchio, ho scritto anche il libro, ha scritto un libro su di me che uscirà fine novembre dove mi tratta malissimo che è stato un gatto, è un Maine Coon, è fuori, non so se riesco, mi piacerebbe fartelo vedere ma... ecco, si sta spiando i vicini giustamente. Allora l'ho preso da grande e l'ho preso questa razza perché è una razza molto impegnativa non è il gattino classico è un gatto che è...

Federica Bosco: Intanto già con lo sguardo estremamente giudicante, quindi già ti senti in colpa anche se va tutto bene. E un gatto, sono gatti un po' cani, perché ti devono stare lì. Non amano essere toccati, no, non è colpa. Il mio non ama essere struppicciato. Quindi, curiosamente, si è ripetuta questa cosa, perché ho detto, oh che bello il gatto affettuoso. No, non ho avuto un gatto affettuoso.

Federica Bosco: che da una parte mi ha dispiaceuto tanto, dall'altra parte ho detto aspetta però perché questo gatto dovrebbe essere affettuoso con me? barra perché una persona dovrebbe essere affettuosa con me? perché io pretendo questa cosa come mi fa sentire questa cosa? certo mi sarebbe piaciuto un approccio diverso ma questo gatto barra o questa persona è così quindi non è una cosa che giudica che dà un giudizio o un peso a me stesso

Federica Bosco: questa persona che è fatta così. Io mi metto dall'altra parte e dico mi piacerebbe qualcuno che ogni 30 secondi mi strupiccia mi cosa oppure se è una persona che mi abbraccia mi cosa mi tocchiccia mi fa no. Allora dico vedi che alla fine i rapporti funzionano se si rispetta la natura altrui quindi è stato, non ti dico è gatto figlio perché assolutamente no i figli sono figli, gli animali sono animali però c'è questo rapporto alla fine

Federica Bosco: molto adulta, l'ho preso a 50 anni, di cercare di mettermi nell'idea di questo gatto che per esempio è molto pauroso. Quindi quando ha molta paura, poverà, c'erano stati gli operai fino a stamani, quindi chiaramente non è che si sia rilassato tanto fra martello pneumatico, gente con le scarpone e i mobili in braccio, però quando ci sono delle paure che vedo irrazionali, per esempio si spaventa quando vede il cencio per dare in terra.

Federica Bosco: terrorizzato però se ci sono i fuochi d'artificio dorme. è curioso non so perché però ho pensato a me quando io ho delle paure se qualcuno mi dice ah ven via ma come sei ridicola o qualcuno che mi dice dai guarda ti faccio vedere e io questo esercizio lo faccio per me stessa gli dico infatti gli faccio le canzoncine via via soffiamo la via brutta la paura vai via brutta paura e lo

Federica Bosco: e gli dico guarda io capisco che hai paura però ti dico che questa paura non è una paura vera e ti faccio vedere è una cosa folle a raccontarla ma non ti dico il bene che mi fa perché lo dico a me e poi vedo che il gatto si rilassa il che vuol dire che sono riuscita a mettermi in una condizione diversa da quella che è stata fatta nei miei confronti e questo per me è stata una grande vittoria

Federica Bosco: Poi mi sono scoperta paziente, mentre sono sempre stata molto irritabile e irritata, perché mi sento sempre presa in castagna, colta in fallo, eccetera. Anche qui ho cominciato a dire quanta è mia questa irritazione e quanta non è mia questa irritazione. Ho capito? È un lavoro infinito, è un lavoro faticosissimo, è un lavoro che può non riuscire o può non portare a nulla, però credo che valga la pena provare a farlo.

Federica Bosco: però non me l'ha insegnato nessuno, ecco sono arrivata un po' a tentoni a quest'età qui dopo... dopo tentativi, dopo grandi tentativi quindi non ci sono due per sensibili altamente sensibili uguali però è vero che secondo me si... ci si riconosce, ci si riconosce proprio dallo sguardo e dal sentire

Serena Malaspina: Ma rispetto appunto hai già citato un po' di azioni ma appunto ci sono delle azioni dei consigli che ti senti dare a persone che appunto vivono questa alta sensibilità, in persensibilità, non so come dirlo esattamente.

Federica Bosco: Scusami, c'è un po' di cosa in gola. Allora, senti, non tutte le cose funzionano per tutti, come sai ovviamente. Nel libro avevo citato una serie di cose che sono consigliate dagli psicologi, appunto, anche da coach, comunque si sa, è anche il buon senso semplicemente, tante volte. Una cosa importante dicevano appunto i momenti in cui ti senti molto sovraicitato, molto sovrastimolato, per dire...

Federica Bosco: il classico caso di vado in vacanza che è una cosa piacevole, in realtà tutto lo spostamento e l'organizzazione per andare in vacanza già da solo figuriamoci se c'è i bambini, animali al seguito, che è una cosa veramente straziante, mentre la gente fa fichissimo, vado in macchina, la radio accesa, eccetera, o vado in macchina o ho la radio accesa o

Federica Bosco: devo stare attenta a mille cose, quando prendi il traghetto, che ne so, arrivi a Santorini, vuoi tornare a casa perché sei sfinito. Quindi ti dicono di cercare quando sei molto scombinato, di cercare di portarti al momento attuale usando i sensi, quindi il freddo per esempio, se hai del ghiaccio o una lattina fredda, ti riporta un pochino in quadro, vanno a usare qualcosa di molto forte, una mentina.

Federica Bosco: Queste cose stimano, però non è che ti dissolvono assolutamente, quindi credo che sia importante provare a prevedere rispetto a quello che uno si sente, per dire per me dormire è fondamentale, cioè dormire, avere una buona qualità del sonno ti cambia completamente la vita. Quindi le ore giuste, la temperatura giusta, il buio giusto e il materasso giusto, perché se non ti riposi, quelle sono le ore assolutamente fondamentali.

Federica Bosco: con tre ore io sono un grillo, con tre ore dopo tre giorni sono morto veramente e quelle ore sono importantissime, la qualità del sonno è la prima cosa, io mi sono accorto, guarda ma banalmente ho cambiato il materasso e mi ha cambiato la vita, prima l'avevo fatto fare speso un sacco di soldi un mal di schiena, dormivo malissimo, l'ho preso all'Ikea diciamoci la verità e sto daddì ho pagato un quarto

Federica Bosco: veramente dormo tanto tanto bene, mi sveglio meglio e mi sto meglio integratori fatevi consigliare dal vostro farmacista, dal vostro medico integratori di omega 3, integratori di vitamine, di magnesio perché ti hai bisogno di aiutare questo povero corpo e questa povera testa, bere tantissima acqua come cammellini, tutto questo aiuta perché è inusile dire

Federica Bosco: vado dal dottore, sono depressa, sono all'ansia e sì, però prima di prendere il pillo, ne ho presa, eh, figuriamoci, no, no, figuriamoci, vanno prese quando sono da prendere con il controllo medico, però secondo me prima di sì, sì, lei segna questo, lei come dorme, lei cosa mangia, chi frequenta, lei quanto beve, lei quanto...

Federica Bosco: Cioè ha un ambiente... perché se non risolvi queste cose qui, puoi prendere tutti i medicinali e gli integratori che vuoi. Non risolvi, cioè resisti un altro po' finché croni. Una cosa curiosa invece che ho scoperto da poco tempo è l'EFT (Emotional Freedom Technique), che io credo fosse una bischerata, e invece ci sono degli splendidi video online. Io uso molto le cose inglesi e americane per il semplice fatto che sono molto più avanti a noi.

Federica Bosco: di parecchio e quindi trovo molto giovamento. Praticamente si tratta di picchiettare in certi punti ripetendo delle cose e ganso perché ci sono cioè il picchiettaggio per ogni situazione tipo ho l'ansia mi sento inadeguato mi sento stanco mi viene da piangere ho problemi di soldi

Federica Bosco: e ti ripeti delle cose e la prima cosa è accetto, onore a un uomo e stesso a prescindere e si parte con questo e poi i picchietti sono i punti dell'agopuntura, c'è la mano e qua su c'è la fronte, l'angolo dell'occhio sotto occhio, qui, qui il cuore, questa zona e sotto il costato e si ricomincia un 5, 6, 7 minuti e durante questo picchiettio ti ripeti

Federica Bosco: o mi sento travolto, a me questa cosa la faccio spesso, quando mi sento travolta troppe cose, dico, nonostante io sento tutto questo scombussolamento, io lo sento, perché lo devi validare a te stesso, io mi sento travolto dagli eventi, io mi sento piano di ansia, ma nonostante io mi senta così, intanto amo, onoro e rispetto a me stesso, forse questo, sentirmi travolto...

Federica Bosco: nasconde delle mie paure che mi sono servite e mi servono per proteggermi però probabilmente io riuscirò o riesco a superarla semplicemente stando più tranquillo e cioè ti dai una spiegazione se segui video sono già un po' strutturati quindi tu ascolti e basta ci sono anche in italiano per carità ascolte però lo puoi fare anche da te perché è come se tutti parlassi confortandoti

Federica Bosco: e con questi punti praticamente ti vanno un pochino ad equilibrare non ci credevo per nulla ho detto ma figurati e invece l'ho fatto un po' di volte, i momenti in cui mi sentivo particolarmente non c'è quelle forme di ansia che vanno più a fondo di un motivo qualunque che sai che è magari qualcosa più a fondo mi ha molto, cioè proprio mi sento dopo mi sento proprio più tranquilla, più posata

Federica Bosco: col fatto che comunque non sarà mai così ma sarà sempre un po' così perché comunque la propria percezione della realtà è sempre un po' estrema, non ci si fa molto.

Serena Malaspina: Però molto interessante, perché ci sono molte ricerche molto studiosi che ne parlano adesso, ma che magari possono, cioè le nuove scoperte possono aiutare veramente l'autoregolazione fondamentale, oltre che tutto questo livellamento di dormo, mangio bene, sono circondata da relazioni sane, è molto importante e molto spesso non veniva preso in considerazione. Oddio. Ecco, ce l'ha.

Federica Bosco: infatti che credo che sia la base, ecco come vive uno la propria vita è la sua oasi, no? È inutile ritornare in un ambiente estremamente appunto stressante sperando di perché, che ne so, hai fatto mezz'ora di meditazione che passi tutto, ma assolutamente no, cioè singolarmente queste cose non servono e oltretutto dirò un'altra cosa, non so se abbiamo il tempo.

Federica Bosco: Però le regole che funzionano per tutti, specialmente per i neurotypici, ecco sono proprio le cose che non funzionano per noi o almeno per me. E ho provato sempre a farlo perché andavano bene per tutti, tipo fare lo sport la sera, correre, eccetera. Fa bene, metto le mani avanti, bisognerebbe fare un sacco di sport sempre all'aria aperta perché quello è una cosa perché noi esseri umani non siamo fatti per star seduti gobby con il computer.

Federica Bosco: siamo fatti per andare nella natura, camminare grandissime distanze, stancarci, guardare, vedere il bello, respirare, il mare, i odio, la montagna noi siamo fatti per stare nella natura, anche abbracciare gli alberi se nessuno ti vede, è bellissimo, la neve, il mare ma le nostre vite fanno schifo perché, va detto, siamo tutto contro la natura, quindi assolutamente fare queste cose, però non le devo fare, ecco qui volevo arrivare

Federica Bosco: Farle perché godo a farle, mi fa piacere farle e non perché devo farle, io invece ho avuto un sacco di devo nella testa non devo mangiare i zuccheri, devo perdere 5 kg, devo correre 3 volte a settimana, le altre 3 volte devo fare 1 ora e mezzo di yoga Ecco io mi sono infilata in questi meandri con un'ansia terribile, un senso di colpa, un essere cattivo verso me stessa perché hai visto non hai la forza di volontà, hai visto non ce la fai perché non è la mia indole

Federica Bosco: ma perché tantissimi altri, per dirti l'amica che esce dall'ufficio e va in palestra, che per me è quello un supereroe perché lei si rilassa in palestra, io mi ammaggia, io se devo finire la giornata e sapere che devo andare in palestra a fare la doccia, uscire, tornare a casa in macchina e fare la cena ma allora sparate, mi fate prima perché non posso farlo, ma ti garantisco che la mangio parte delle persone e dopo vado a fare l'aperitivo cioè quando vivevo a Milano

Federica Bosco: io volevo assolutamente essere come gli altri, ma non potevo, eppure... eppure erano tutti felicissimi di cominciare le palestre a aprirsi prestissimo perché tanta gente ci va prima ad entrare in un ufficio, tipo alle 7 poi fai la sua ora di spinning e dopo vai in ufficio, poi dopo l'ufficio vai a fare l'aperitivo ma io neanche l'ultimo dell'anno riesco a farla questa cosa

Federica Bosco: mi piacerebbe provare, sentire cosa si prova a provare quel tipo di benessere. Per me è altro, veramente sto bene quando sono sola, ecco se mi fa fare una passeggiata alla Consuma che è non molto lontana da Firenze, per me quella è una cosa bella. Quindi trovare le tue di cose. Cioè io ho passato l'inverno a Diamond Painting,

Federica Bosco: appiccicosi e poi hai delle perline colorate con tutti i numeri e con questa pennina appiccichi il corallino corrispondente e poi ti viene fuori il disegno tutto il rilievo è una cosa che me l'ho detto madonna che palle eppure mi sono fatta un inverno così perché tenevo non so netflix sentivo una serie e facevo la mia cosina e mi rilassava se quella è la tua cosa fai quella cosa cioè deve piacere a te non perché lo fanno tutti non perché

Federica Bosco: ma se non fai yoga, sacco di gente quando fa yoga sta peggio perché non è il tuo? perché ti fa venire fuori delle cose che non è voglia che venga fuori? perché non è il tipo di movimento per te? però magari un altro ti dice io se faccio i pop sto da dio e allora devi fare i pop io se faccio in pasto il pane sto da dio, allora fai quello non andare a...

Federica Bosco: fare altre cose o a cena, perché non è il tuo. Ecco, quindi, cominciare dal basso, da cercare di capire che cosa può piacere, però farlo come un favore a se stessi, non perché appunto ti viene detto di farlo. Però devi trovare un pochino delle strategie di sopravvivenza, per esempio c'è un fatto che a un certo punto scoppi, e se scoppi non puoi più lavorare, non riesci più a gestire nulla.

Federica Bosco: e non puoi esserci per tuo compagno, i tuoi compagni, i tuoi figli. Cioè il disastro dopo è molto più grande. Quindi è questo che non deve arrivare al limite, che ti devi fermare prima, perché dopo quando non ce la fai più, come fai? Anzi, dopo devi chiedere aiuto, è ancora peggio perché è difficile chiedere aiuto.

Serena Malaspina: Farsi poi le giuste domande e darsi le risposte autentiche, senza cercare di trovarle al di fuori di noi, no? Perché non le troveremo.

Federica Bosco: era la risposta dentro di me ed è quella sbagliata, perché era lo sketch di Guzzanti. Sì, riuscire... io non lo so se si può riuscire così o se ci vuole un un trama in certo un po' il modo, magari che ne so, una brutta relazione ti mette di fronte a...

Federica Bosco: a te stesso, o una brutta rifigata, o un licenziamento, o una malattia, non so, a volte abbiamo proprio bisogno di uno schiaffo fortissimo per imparare a volerci bene se qualcuno proprio ci ha dimostrato una grande cattività, una grande crudeltà, che allora cominciamo a dire ma sai che c'è? ma me avete proprio rotto le palle tutti quanti, ma chi siete voi? perché mi hanno abituato?

Federica Bosco: ad accontentarmi così tanto mi hanno detto che io non ero degna, non dovevo avere niente, ma chi l'ha detto? Io non voglio più vivere così affamata in questo modo perché tu hai deciso che io dovevo stare zitto, non dovevo chiedere mai niente, dovevo tacere tutte le mie paure, tutti i miei dubbi e andare in giro così per il mondo impaurito. No, non voglio più, non l'accetto più.

Federica Bosco: e di conseguenza cominciano a cadere test, perché comincia a cadere tutto il tuo impianto di relazioni, tutto perché sono tutte uguali alla fine, cioè le persone che infrequenzi sono tutte uguali, tutte uguali e gli hai concesso di schiacciarti in qualche modo, cioè gli hai concesso di mancare di mancarti di rispetto o comunque di considerarti meno di quello che sei perché per primo l'hai fatto tu

Federica Bosco: Quindi se cominci a cercare di mettere i famosi paletti, perché poi il problema sono i confini, i paletti, che bisogna imparare a mettere, quindi no, non t'avvicinare, questo è il mio spazio, è una cosa complicatissima perché ti fa sentir male e non sai neanche tu che cosa è giusto o no. Perché ti sembra sempre che il tuo corpo possa essere attraversato da chiunque. E mettere paletti vuol dire, questa cosa mi dà fastidio, ma siccome non siamo in contatto con noi stessi...

Federica Bosco: perché è la prima cosa che ci insegnano, non essere a contatto con te stesso perché quello che provi mi dà fastidio, quello che provi è inaccettabile, è noioso, è esagerato quindi quando te senti paura o disagio, skip così facendo quando c'è una persona che ha un'energia negativa nei tuoi confronti quando c'è una persona che ti sta provocando, lo senti e skipi e rimani e non te ne vai

Federica Bosco: Quindi rimani finché poi non esplodi in tutte le relazioni. Quindi quando ne casca una, cascano tutte, perché non ce la fai. Magari non lo sa neanche spiegare, magari chiudi e basta. Mi è capitato un sacco di volte. Mi è dispiaciuto lì per lì, ma poi all'alunga non mi è dispiaciuto perché so che questa persona non se ne è neanche accorta. Oppure la persona ha dato colpa a me dicendo ma tanto quella era strana, mi va benissimo, non mi interessa ricriminare, non è assolutamente mi interesse.

Federica Bosco: e però mi ha fatto sentire meglio perché comunque non era una relazione sana per me ecco quando si cominciano a mettere dei paletti alla fine rimani molto più solo perché molte poche persone ti vanno bene e perché poi sei talmente esasperato che non fai passare quasi niente e poi impari anche magari a rispondere a tono anche se magari in maniera un po' brusca all'inizio perché non hai quella diplomazia magari

Federica Bosco: di una persona più tranquilla, più sana, più sicura di sé, che non si sente intaccato nella propria autostima e semplicemente dice a te, guarda, non sono d'accordo oppure non mi piace il modo in cui mi stai parlando. E l'altra persona percepisce che c'è un sano equilibrio. Di solito, chi non è abituato risponde magari anche male perché si sente improvvisamente invaso e non gli piace più quella situazione.

Federica Bosco: e allora dall'altra parte magari ti dicono ah ma come sei sospettibile ok hai già capito che la persona non va quindi ecco un po' si va anche per tentativi e fallimenti però ti dico la verità poi alla fine le persone con cui ci si circonda non sono molte quelle con cui si sta veramente bene sono molto poche e poi alla fine va bene va bene va benissimo eh sì

Federica Bosco: Stai bene perché veramente puoi essere te stesso, perché non ti stanno sempre a fare le pulci, a fare le battutine, non sei lì a dire, odio questo lo posso dire a quello no... Stai bene, perché comunque ti senti, ti senti rilassato, sai che se vado a cena con quella persona so che passerà una serata divertente e tranquilla, mentre so che se vado a cena con quella persona, ecco quando c'è questa sorta di ansia...

Serena Malaspina: Ma è quello che sei.

Federica Bosco: quella che va poi tenuta in considerazione perché è quella che ti fa da bussola.

Serena Malaspina: Esatto. Guarda, allora io chiuderei adesso con un format di tre domande a cui rispondere con una parola con una frase. Allora la prima è qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Federica Bosco: Ok allora, senti, c'è un... io bevo dei caffè molto lunghi, bevo il Nescafè, dei tazzoni enormi, per me la mattina io sono svegliata da questa sveglia perosa di nove chili e mezzo e non si scappa, alle 7 meno un quarto la sveglia miagola, allora lui vuole andare a mangiare, vuole uscire, eccetera, allora io mi preparo sto tazzone e me lo bevo fuori.

Federica Bosco: io qui ho un giardinetto ma comunque terrazza finestra quello che è nel silenzio totale perché quell'ora della mattina è preziosa perché mi sembra che il mondo sia ancora a stropecciarsi gli occhi non c'è nessun rumore ci sono ancora gli uccellini non c'è ancora il traffico questa cosa mi fa veramente bene cioè se io parte tantissimo non riesco a dormire insomma fino a tarde un po' mi dispiace ma non sono più riuscita

Federica Bosco: Però ecco, se devo dormire più a lungo dopo, non so, mi sento scombinata. Per me è importante quella mezz'ora lì, apprezziosa.

Serena Malaspina: Perfetto. Scusa, sta passando l'ambulanza ogni due secondi. Perdonami. Ok. Allora, seconda, qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio?

Federica Bosco: E così allora ritorno alle EFT che dicevo prima, perché non lo faccio spessissimo ma lo faccio quando mi sento particolarmente travolta ma non in maniera, non è che sono stanca, che è successo qualcosa o più cose quindi mi prendo un video di EFT e con chi lo pratica lo seguo, dura appunto una decina di minuti picchiettando su questi punti di agopuntura e io dopo mi sento veramente meglio. Questa cosa

Federica Bosco: La consiglio anche solo da provare, anche solo per dire mi fa bene oppure non mi fa assolutamente bene. Ecco, nella peggiore delle ipotesi hai perso sei minuti.

Serena Malaspina: Esatto, bellissima. E quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?

Federica Bosco: Senza dubbio la mia nonna, Licia, a cui ero molto attaccata, è morta da tanti anni, era una donna che ha fatto una vita che non era la sua, perché lei perse tutta la famiglia nei bombardamenti della seconda guerra mondiale, 31 agosto il 45, quindi poverina, lei ha avuto un disturbo post-traumatico da stress complesso che sarebbe stato diagnosticato ora, non negli anni 50. Per cui era una donna estremamente artistica.

Federica Bosco: e creativa da cui ho sicuramente preso perché una donna che amava molto la solitudine diceva o solo a solitudine o beata solitudine o solo abbiatitudine, non so se era questa frase non lo so da dove eri estrapolata la devo cercare però la ripeteva spesso, era preziosa la sua solitudine o poi dipingeva poi mi ha insegnato yoga quando ero piccolina fu lei a insegnarmi yoga, pratico ancora e lei mi diceva

Federica Bosco: che non vuol dire non ho bisogno di nessuno, ma che io sono stabile da sola, cammino da sola, non mi appendo a nessuno e questo è stato l'insegnamento più grande della mia vita perché oggi posso dirne tante di me stessa però che ho fatto tutto da sola nel bene e nel male e questa è una cosa che mi fa sentire molto bene, mi fa sentire nonostante tutto quello che possono aver detto che mi dicono eccetera, però io dico vabbè, io al mio piccolo ho fatto tutto da sola.

Serena Malaspina: Bellissimo, sono venuti brividi. Federica, che dire, ti ringrazio di cuore e sono sicura al 100% che questo episodio servirà a tantissime persone, compresa me, quindi grazie.

Federica Bosco: ve lo auguro, ve lo auguro tantissimo. Grazie a te e appunto a chi ci vuole ascoltare, non mollate perché comunque poi veramente vi lascio liberi e non mollate perché vale la pena imparare a usare questo tratto come un qualcosa di bello e non vederlo come un difetto è vero che stiamo in un

Federica Bosco: creano empatia, che creano queste oasi di amore, di pace, di protezione.

Serena Malaspina: Grazie, grazie mille.

Federica Bosco: Grazie, tu. Grazie, Serena. Un abbraccio grande.

Serena Malaspina: Perfetto, allora stoppo qui, allora vediamo...

Serena Malaspina: 📌 summary, keywords

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