Essere Serena
Copertina dell'episodio 25: Migliora il rapporto con i tuoi genitori: Ruoli impliciti, senso di sé ed emancipazione
EP 2553 min

Migliora il rapporto con i tuoi genitori: Ruoli impliciti, senso di sé ed emancipazione

con Enrico GambaPsicologo e psicoterapeuta

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DESCRIZIONE

Individuarsi dalla famiglia di origine è una delle sfide più importanti. Come assorbiamo modelli senza filtri e come comprendere la storia dei genitori ci libera.

Quando nasciamo siamo spugne che assorbono tutto. Il problema è che lo facciamo senza filtri, e poi replichiamo quei modelli senza esserne consapevoli.

CAPITOLI

  1. Nasciamo spugne: assorbire senza filtri

  2. Ruoli impliciti

  3. Replicare o ribellarsi ai modelli

  4. Vedere la storia dietro i genitori

  5. Emanciparsi senza rancore

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Serena Malaspina: Ciao Enrico, grazie mille per aver accettato l'invito e benvenuto su Essere Serena Podcast.

Enrico Gamba: Grazie, grazie Serena, grazie a te dell'invito.

Serena Malaspina: Allora io vorrei partire con una frase che dici in uno dei tuoi video YouTube dove affermi che individuarsi nella propria famiglia di origine è una delle sfide più importanti della vita. Volevo chiederti cosa intendi con questa frase e in che modo la nostra famiglia contribuisce in un certo modo a formare chi siamo oggi.

Enrico Gamba: Sì, ma sai Serena, il tema della famiglia di origine è un tema complesso, un tema complesso ma estremamente importante perché tutti nasciamo all'interno di un sistema familiare che per sua natura manifesta tutta una serie di complessità, pensa ai tanti elementi che vi appartengono con pensieri diversi, modi di ragionare diversi, con abitudini diverse e pensa anche a tutta la storia che quel sistema familiare ha.

Enrico Gamba: Allora c'è un fatto, il fatto è che quando noi nasciamo siamo davvero delle spugne che assorbono tutto quello che sperimentano e il problema è che lo facciamo senza avere dei filtri di pensiero cognitivi, di capacità, di cogliere questi aspetti, questa multitudine di sfaccettature che in qualche modo andiamo proprio ad assimilare.

Enrico Gamba: con i quali iniziamo ad interagire sviluppando poi a nostra volta tutta una serie di processi, di abitudini che semplicemente tendiamo poi a replicare però senza esserne consapevoli per cui capita per esempio che la mamma si comporta con noi in un certo modo e noi iniziamo a reagire in un certo modo il papà fa lo stesso e noi reagiamo in un certo modo vediamo certe dinamiche fra i nostri genitori e noi iniziamo a reagire in un certo modo o replicando un po' loro stessi modelli

Enrico Gamba: oppure sviluppando una volta magari di inediti però sempre in relazione a loro, questo senza esserne consapevoli. Cosa succede? Che poi quando iniziamo a crescere, iniziamo a sviluppare un senso dell'io e iniziamo a dire io sono così, io sono così, io sono così, che però non sempre ha a che fare con ciò che realmente noi siamo, nel senso che semplicemente magari mi dico io sono timido e sì va bene sei timido nel senso che magari fai fatica a parlare con le persone.

Enrico Gamba: ma questo è il risultato di cosa? di una tua naturale predisposizione alla timidezza, quindi un tratto temperamentale, un'introversione oppure il risultato per esempio di mancate interazioni oppure di modelli familiari che è assimilato nei quali magari i tuoi genitori facevano molta fatica a socializzare per cui vedendo loro non hai imparato a tua volta a sviluppare un'adeguata socializzazione magari con le persone

Enrico Gamba: Estraneo quelle poco conosciute magari i genitori non invitavano mai amici a casa e per te stare con gli amici è una cosa che esce dalla tua zona di comfort perché non sei abituato a questo Allora individuarsi cosa vuol dire? vuol dire essenzialmente che io a un certo punto devo iniziarmi a porre delle domande fondamentali del tipo ma chi sono io veramente? Sono timido oppure non ho mai imparato a socializzare questo a causa della mia storia del mio sistema di origine della mia famiglia di appartenenza e allora ecco che questo processo di individuazione ha a che fare con pormi queste domande e iniziare un po' a togliere, no? A togliere tutto quello che magari trovo che non voglio più appartenermi, allora magari mi rendo conto di avere questa tendenza alla timidezza, mi rendo conto che essa è frutto più di abitudini apprese e allora io a un certo punto dico ma senti io però voglio imparare la socialità, non lo so, mi iscrivo a un bel corso di teatro e inizio a sperimentare, no? Ecco questo ha a che fare col processo di individuazione.

Serena Malaspina: mi viene in mente anche quante volte certe paure o ansie che possiamo avere non si capisca bene da dove provengano alle volte abbiamo paura di viaggiare abbiamo paura del buio e molte volte c'è una cosa di cui mi sta rendendo conto

Serena Malaspina: è che non sempre derivano appunto dalla nostra diretta esperienza. Cioè tante volte appunto non abbiamo neanche mai provato qualcosa, Ed è particolare, cioè proprio, il capire l'origine, no? E effettivamente capire se è dentro di noi e proviene dalla nostra esperienza diretta o se appunto magari deriva da qualcosa che abbiamo appreso, come giustamente dicevi.

Enrico Gamba: Sai, qua ci sono tanti diversi approcci anche in psicoterapia, generale nel trattamento, per esempio, so, dell'ansia o delle fobie, veramente sono diversi. Io penso che poi ciascun approccio, come dire, vada veramente utilizzato a seconda poi della persona, della sua tipologia, suo modo di funzionare. in generale, volendo dare un riferimento, la questione è questa, Serena, ovvero che io di certo posso semplicemente cercare di cambiare quello che è

Enrico Gamba: il mio sintomo oppure la mia tendenza mentale focalizzarmi su di esse e iniziare per esempio in un approccio un po' più cognitivo comportamentale andare a lavorare proprio su questo e dire finché a un certo punto ecco un po' alla Goethe no Goethe aveva per esempio paura delle altezze e lui a un certo punto cosa fece a un certo punto? Si disse mi sono stufato di aver paura delle altezze allora iniziò a salire in cima alle cattedrali e poi si affacciava, sveniva perché era una cosa che per lui era allucinante proprio aveva fortissimi vertigini

Enrico Gamba: Però alla fine narra che, alla fine, forza di insistere con questa cosa, grazie alla forza di volontà, arrivò a correre sulle putrelle delle case in costruzione insieme ai Carpentieri, no? Cioè, per dirti quanto era focalizzato su questo. E quello è un approccio, no? È un approccio che secondo me è importante se si ha la volontà, appunto, come quella di Goethe, va bene, perché uno dice, ok, mi focalizzo lì. Ricostruire la storia allo stesso tempo però, a mio avviso, è molto importante, soprattutto in psicoterapia, perché vedi... il grande malinteso che alle volte ne viviamo è quello semplicemente di dirci io sono fatto così e credimi molte persone fanno veramente fatica a mettere in discussione questo io sono fatto così senza rendersi conto che questo io sono fatto così è una gabbia a tutti gli effetti dalla quale poi diventa davvero difficile uscire io sono timido io sono ansioso io sono

Enrico Gamba: angosciato, sono una persona preoccupata, sono una persona infelice. Ecco, guarda, quando poi si arriva a costruirsi queste identità che negli anni diventano sempre più solide e strutturate, esse diventano davvero delegabili. Allora andare a ricostruire la storia è utile perché se io inizio a capire che magari, ma guarda, sì, io soffro da una tendenza depressiva, beh però vado a vedere mamma papà che in effetti anche loro avevano un po' questa tendenza, oppure solo la mamma, non lo so, oppure solo il papà.

Enrico Gamba: e allora ecco che io inizio un processo appunto di individuazione, ne parlava Jung di questo chiaramente che è stato uno dei primi a parlarne in maniera così estesa, dove io a un certo punto dico ma allora ma io non sono come la mamma, io non voglio essere come la mamma come il papà e allora questo mi aiuta in primo luogo a dare un senso, a dare un significato a

Enrico Gamba: anche esternalizzare quella forma mentale, quindi non è mia, non sono io, non è una cosa connaturata al mio essere, è qualcosa che viene da fuori di me e questo è già un primo passaggio fondamentale, non scontato, che ciascuno di noi nella vita dovrebbe fare a mio avviso, ecco, proprio in un'ottica di crescita personale che secondo me, prescindere dalla terapia, ciascuno di noi dovrebbe coltivare e la questione è proprio io devo osservarli, miei genitori, Cioè devo partire da lì e dire, ma, aspetta un attimo.

Serena Malaspina: Certo, certo. E poi un altro aspetto che mi viene in mente, anche appunto che ho notato negli anni, all'interno del mio percorso di crescita e di terapia, è che quando si inizia a essere consapevoli, diciamo, determinate dinamiche che magari sono state trasmesse, molte volte c'è un po' quest'istinto alla rottura, no? Come per dire, no, per identificarmi devo tagliar fuori un po' tutto quello che...

Serena Malaspina: ho appreso, un po' con una sorta di ribellione, no? A chi più o chi meno, chiaramente, e sulla base, ovviamente, anche del modello familiare dal quale si proviene. Però una cosa che, invece, sto imparando, appunto, più passano gli anni, è quanto invece, oltre, appunto, a quello che abbiamo appreso, che non c'è, diciamo, d'aiuto, che ci può limitare, appunto, come magari le paure, le ansie, eccetera,

Serena Malaspina: C'è anche realtà qualcosa di positivo che abbiamo ereditato dalla famiglia. Questi modelli magari, certe qualità, certi modi di vedere il mondo che possono essere diciamo invece funzionali. E quindi ti volevo chiedere un po' cosa ne pensi di questa differenza, se effettivamente capita o comunque ti capita di vederlo anche con i tuoi pazienti e nella tua professione.

Enrico Gamba: sì Serena assolutamente sì. Freud diceva una cosa abbastanza forte, diceva a un certo punto bisogna ammazzare il padre, bisogna uccidere il padre, come dire, che bisogna arrivare per avvistare in un'epoca molto diversa dove il padre erano queste figure molto forti, molto autoritarie, per cui ammazzare il padre simbolicamente voleva dire che uno a un certo punto deve andare veramente oltre, far avvenire un po' quel processo di separazione di cui parlavi tu e veramente staccarsi.

Enrico Gamba: e quello che tu dici a mio viso è un passaggio successivo estremamente importante, estremamente utile e anche importante, vedi? Una delle questioni a volte che mi capita di osservare in terapia ma in generale nell'aiutare le persone è proprio questa grande difficoltà che vivono magari anche a 40 o 50 anni o ancora di più nel

Enrico Gamba: rielaborare le emozioni verso il proprio sistema di appartenenza, verso i propri genitori. Ci sono persone di 60 anni che odiano ancora i propri genitori.

Enrico Gamba: magari anche giustificatamente, non dico che sia sbagliato, senso che magari veramente mi capitato nell'arco del mio lavoro, del mio percorso, di incontrare delle storie talmente allucinanti dove uno dice guarda, ti capisco, anche io li odierei totalmente, però il problema è l'odio, problema è quel risentimento, il problema è quel dolore, quell'emozione negativa che poi di fatto danneggia me.

Enrico Gamba: dall'altro canto io non posso nemmeno semplicemente reprimere, oppure semplicemente far finta che non esista, oppure perché anche quello non va bene, capisci? Perché se io nascondo quelle emozioni o addirittura le attutisco ogni volta che cercano un po' di risalire, appunto, non so, ecco, utilizzo qualsiasi strumento per evitarle e questo non vuol dire che io le abbia superato e rielaborate. Allora rielaborare ha a che fare con quel processo di cui accennavi tu prima.

Enrico Gamba: ovvero il fatto serena di riuscire in qualche modo veramente a distanziarsi e a vedere la realtà per quella che è. Allora, volendo vedere la realtà, per esempio uno dei grandi insegnamenti che ho appreso nel mio percorso di terapeuta, l'ho preso da una forma di terapia che è quella sistemica delle costellazioni familiari, la realtà ecco che è un approccio molto particolare, molto...

Enrico Gamba: dibattuto anche e frainteso perché poi in realtà ha delle origini in termini proprio terapeutici altissime, Bert Hellinger che è stato l'ideatore, ha preso da grandissimi terapeuti del secolo scorso poi come dire è stato utilizzato in vari ambiti per cui si è un po' screditato anche come modello però è un modello incredibile di terapia e uno dei messaggi che trasmetteva era proprio quello imparare a stare con ciò che è vedere la realtà, Allora, la realtà prima di tutto è che i genitori mi hanno dato la vita. Allora sai, già questo è un dono importante, un dono che ha grande valore. Quindi se io anche solamente riuscissi in qualche modo a far la pace con la mia famiglia di origine, dicendo, guarda, mi ha dato la vita, è già una cosa grandissima, è una cosa infinita, è una cosa con la quale io potrò fare delle cose pazzesche. Quindi va bene, fatta, va bene.

Enrico Gamba: vai in pace. Ecco se già riuscisse a fare questo passaggio dentro di me anche a fronte di situazioni magari drammatiche come credimi mi è capitato di sentirne tante, già questo è un passaggio enorme. Se poi riesco a fare anche quello che dicevi tu, no? A un certo punto fare proprio un lavoro di fino dove io inizio a dire ma guarda allora questi aspetti sono aspetti negativi che io non voglio più e vedo che in me hanno ancora una risonanza tendo ancora a reagire, per esempio non so, mi era capitato un paziente che aveva avuto un padre

Enrico Gamba: che era molto, come dire, che lasciava tutto andare, molto lassista, molto... che non si prendeva cura di niente, quindi né tanto meno della famiglia, molto... non so, anche confuso mi viene da dire. E questo figlio che è riusciuto con una rigidità mentale incredibile, Con capito? Con una forma anche di giudizio interiore altissimo, no? Perché? Perché la sua più grande, profonda e intima paura era quella di diventare come il padre

Enrico Gamba: Allora ecco, capisci? Allora in questo io lavoro di fine, io a un certo punto devo iniziare a dire ma allora questi aspetti che io ritrovo in me, quanto hanno a che fare con la mia famiglia di origine? Là dove vedo che essi sono negativi devo iniziare un percorso proprio trasformativo, Mettendomi in discussione poi iniziando ad operare. Allo stesso modo io dovrei avere la capacità e ho l'attenzione a cercare invece le cose positive.

Enrico Gamba: i miei genitori erano genitori che appunto mi hanno curato molto poco e questo mi ha fatto soffrire tantissimo, questo ha avuto una serie di effetti su di me però per esempio mi hanno trasmesso il senso del lavoro, il senso dell'impegno sociale, il senso del dedicarmi alle attività della vita e non è scontato eh, perché anche questo non è scontato oppure mi hanno trasmesso non so, la capacità di svolgere tutta una serie di attività

Enrico Gamba: Ecco non è il massimo, avrei preferito che mi amassero e passassero il tempo con me però mi hanno trasmesso questo e questo è positivo. Ecco Serena riuscire a fare già anche solamente questo nella vita appunto vuol dire essere all'interno di questo processo proprio di rielaborazione no? Che ha a che fare poi, se vogliamo vedere, con quella che a mio avviso è una visione molto bella in terapia, anche se è poco battuta, che è quella un po' più transpersonale, io un certo punto devo riuscire a staccarmi da me stesso, dalla mia storia, per arrivare un po' come il frutto che si stacca dall'albero a staccarmi e andare a generare dell'altro, dove a un certo punto riesco davvero ad andare un po' oltre me stesso.

Enrico Gamba: e quindi anche oltre quei rancori, quei dolori, quelle sofferenze che sennò mi vincolano e mi limitano.

Serena Malaspina: Certo, E mi viene in mente anche, appunto, hai citato la rabbia rancore, che appunto molte volte si provano anche giustamente, cioè nel senso a livello oggettivo ci sono delle situazioni che sono brutte, che sono state difficili e ingiuste, diciamo, Però, appunto, è proprio un tema che è saltato fuori anche nelle domande quando ho chiesto...

Serena Malaspina: alla community se si avessero dei temi. E il tema del perdono o della rabbia è saltato fuori varie volte, perché appunto quasi non si riesce a giustificare, Però appunto, come dicevi, secondo me c'è un momento in cui poi questo non voler lasciare andare e voler rimanere attaccati al passato molte volte, o comunque al voglio, cioè ho ragione e quindi

Serena Malaspina: di fatto è giustificato che io provi questa emozione e sicuramente è giusto provarle e non reprimerle. Però allo stesso tempo se si rimane poi vittime di queste emozioni, cioè la persona che ci rimette, di fatto siamo noi, E quindi è molto importante appunto a un certo punto rendersene conto perché uno potenzialmente i genitori possono anche morire, può non esserci più la persona che ci ha causato il dolore, però ce lo portiamo comunque dentro, quindi è come se ci fosse fino alla fine dei nostri giorni, potenzialmente.

Enrico Gamba: Sì sì, non è come se di fatto rimane lì e di fatto rimane lì proprio a livello di sistema nervoso, Serena, senso che ci sono proprio dei processi di attivazione neuronale dentro di me che si sono magari attivati appunto quando da bambino ho vissuto tutta una serie di dinamiche e che di fatto continuano ad attivarsi come dei trigger che riattivano costantemente dei traumi che riportano costantemente a delle emozioni non rielaborate che di fatto vanno ad impattare sul mio sistema immunitario, sul mio sistema endocrino, quindi sul mio umore.

Enrico Gamba: sul mio star bene nella vita, sul mio sentirmi rilassato meno in essa. Per cui è assolutamente fondamentale a mio avviso riuscire a fare questo passaggio. Guarda, degli insegnamenti, uno degli altri insegnamenti che ho appreso per esempio nel lavoro con le costellazioni familiari, che sono questi gruppi insomma che per anni ho fatto, ecco poi ogni tanto faccio ancora ma più raramente perché insomma richiede tutta una certa organizzazione, però molto belle.

Enrico Gamba: è stato anche quello sai di riuscire a vedere e questo ci deriva in realtà dalla terapia sistemica e quindi da autori un po' sconosciuti come un po' Boszormenyi-Nagy eccetera però insomma veramente di gran valore che in buona sostanza hanno mostrato quanto quello che noi riceviamo dalla nostra famiglia di origine è il frutto di un percorso di vite che ha a che fare magari con tre o quattro cinque generazioni a venire

Enrico Gamba: E allora sai, riuscire a vedere questo, riuscire veramente un po' ad astrarsi, riuscire veramente ad andare in questa visione un po' transpersonale, come ti dicevo, transpersonale vuol dire proprio che io vado un po' oltre me stesso. E ci permette di riconoscere, per esempio, che, sì, io provo rabbia verso mia madre che non si è presa cura di me, ma magari posso vedere che in una generazione precedente, magari la nonna aveva il marito morto in guerra, esempio, no? Quelle generazioni di oggi avevano...

Enrico Gamba: questo e allora era morto in guerra, allora magari lei si è trovata a dover gestire, che ne so, due o tre figli, allora non è stata assolutamente in grado e allora magari quella figlia, quella mamma, l'ha dovuta mandare via, l'ha dovuta mandare da degli zii perché non aveva in alcun modo la possibilità proprio di dare da mangiare e allora quella mamma è cresciuta, è incapace di prendersi cura di quelli che poi sono stati suoi figli, perché? Perché non ha ricevuto questo da bambina? Allora

Enrico Gamba: Per me figlio riuscire a vedere questo, riuscire a vedere che quindi mia mamma è stata veramente, ecco ha avuto quella storia e mi aiuta a capire che quello che io ho subito, quello che io ho vissuto che è accaduto, ecco nessuno lo toglie, quello c'è, è la mia storia però ciò che accaduto è accaduto perché c'era dietro una storia precedente per cui i miei genitori hanno fatto magari il massimo che erano in grado di fare

Enrico Gamba: con la limitatezza del loro tempo e della loro mente, della loro visione e allora ecco che già fare questo passaggio dentro di me diventa importantissimo perché io posso iniziare a lasciare andare un po' quel rancore, inizio a vedere quel disegno più ampio e a volte questo ha radici veramente antiche, a volte si parla di due o tre o quattro generazioni precedenti perché per esempio i traumi familiari

Enrico Gamba: vengono di fatto davvero tramandati. Io ho avuto una mamma per esempio magari, non lo so, cattiva e questa cosa qua mi angoscia, mi fa passare la mia vita ad angosciarmi, a soffrire, a sentirmi non amato e quindi questo mi porta a provare a... no? E a giustificare questo rancore per cui magari quando come dicevi tu anche quando quella mamma muore io continuo a provare dolore e rabbia, continuo a provare angosce, questo magari poi si riversa nei miei rapporti con le persone, col mio compagno, con la mia compagna, capisci? Si crea questo dinamico e se io riesco però a capire che quella cattiveria nasceva da essenzialmente una profonda ignoranza che nasceva a volta da

Enrico Gamba: da non essere stata coltivata, non aver avuto la possibilità davvero di crescere umanamente, non... insomma, riesco quindi a capire questo, a vedere questa storia più ampia. Scusa, eh, Serena, veniamo bersagliati? Non so come mai, abbiamo disattivato le cose, però... Scusa, Sì, scusami, perdonami. E vabbè, perché ora c'è anche internet che collega... liberarti dalle... vabbè, comunque, dicevo...

Enrico Gamba: Ecco che nel momento in cui io riesco davvero a rendermi conto di questo, riesco ad unire questi puntini e capire che quindi anche quella cattiveria non è che sia giustificata, non è che venga tolta la responsabilità di essa, mancherebbe, le azioni compiute sono azioni compiute, però riuscire a capire che c'è un disegno più ampio che ha portato all'evolversi di quella situazione tipicamente aiuta un attimino a sviluppare questo processo,

Enrico Gamba: individuazione dove io inizio un attimino a staccarmi emotivamente perché mi rendo conto che che quello che è accaduto è frutto di un processo molto più ampio di me e anche dei miei genitori di quello che c'è stato prima e poi come dicevi tu il passaggio importantissimo avviene proprio nella comprensione che quelle emozioni quei vissuti quegli stati interni e in realtà danneggiano davvero me Per cui oltre al danno la beffa nel senso che magari va bene sono nato in un sistema di persone inconsapevoli che non capivano niente un po' ignoranti che mi hanno trattato pure male mi hanno pure anzi addirittura oggi si parla tanto del narcisismo quello un po' cattivo magari ci ha avuto questi genitori così e so che però mi hanno magari fatto proprio oggettivamente anche del male però oltre al danno che ho subito la beffa che io passo tutta la mia vita a pensare a loro e come se io ti dicesse non pensare ad un cavallo non pensare ad un cavallo non pensare a...

Enrico Gamba: il cavallo mi viene in mente, allora io posso arrivare a dire no non ci voglio più pensare gli odio non li sopporto però di fatto sono sempre presenti. Allora ecco riuscire a fare questo lavoro dentro di me dove io a un certo punto riesco davvero a metterli da parte dove riesco davvero a però ecco prima di fare questo proprio ad attraversare un po' quel dolore a viverlo a risperimentarlo e qua sai se non è complesso perché ha a che fare proprio con una rielaborazione che deve avvenire non tanto nel pensiero al tempo si facevano lunghe psicoterapie di anni anni anni a parlare a parlare a parlare di cose magari avvenute prima che il linguaggio venisse sviluppato per cui come faccio a rielaborare emotivamente qualcosa che è accaduto prima che io avessi la facoltà di parlarne capisci e allora questo non va bene non funziona allora bisogna usare altri strumenti e appunto magari come ti dicevo fenomenologici esperienziali come lo psicodramma per esempio Moreniano, oppure le costellazioni di Hellinger e oppure pratiche proprio che vanno a lavorare sui sui traumi quindi oggi per esempio viene molto usato l'EMDR proprio che mi aiutano ad andare a rielaborare emotivamente a livello proprio di sistema nervoso quelle emozioni al fine di riuscire ad andarlo

Enrico Gamba: lasciarlo andare, anche le tecniche immaginative per esempio, un altro grande filone in terapia per questo. Ecco, questo è un po' il lavoro che bisogna imparare a fare. Di certo se io riconosco di avere ancora dei rancori, magari a 30 o 40 anni, rispetto ai miei genitori, insomma io a un certo punto devo fare un passaggio, no? Perché uno dice vabbè, insomma senti, guarda, l'unica cosa bella che mi hanno dato magari è la vita, però io la sto sprecando pensando a loro, o a quello che non c'è stato, capisci? invece di focalizzarmi su che cosa io posso effettivamente fare oggi con la mia vita e che cosa davvero posso costruire in essa. E allora ecco di questo un po' il percorso che va fatto.

Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. Mi ritrovo tantissimo perché appunto, specialmente quando parlavi del del fattore del pensiero, no? Perché comunque cresciamo in una società dove ben o male il pensiero è, diciamo, forse il principale metodo, strumento col quale ci approcciamo al mondo, E molte volte per cercare di capire l'origine e la soluzione, diciamo, di qualche problema, tendiamo a

Serena Malaspina: cercarne appunto utilizzare questi strumenti razionali e nel mio percorso mi sono resa conto proprio in realtà quanto nel momento in cui ho iniziato ad accedere alla parte più esperienziale che era proprio quello il problema, cioè io ero nella mia testa totalmente perché volevo capire il mondo, volevo analizzare il mondo, volevo averlo anche sotto un certo aspetto sotto controllo no? perché ti dà un po' quest'illusione.

Serena Malaspina: ma in realtà poi le dinamiche nelle quali molto spesso rimaniamo incastrati non derivano assolutamente dalla parte razionale. Magari abbiamo anche un pensiero che continua a venire, però l'origine di questo pensiero in realtà poi è molte volte legato a un'emozione, a una sensazione, un vissuto al quale non possiamo forse neanche accedere a livello di memoria,

Enrico Gamba: brava, sì assolutamente sì Serena questa è la questione ed è il motivo per cui per esempio io amo tantissimo pratiche come la mindfulness, avrai avuto modo di vedere magari andando a vedere un po' nel mio sito o vedendo sul canale youtube perché amo tantissimo la mindfulness per esempio? perché la mindfulness è una di quelle pratiche intanto antichissima più di 5000 anni per cui insomma se è arrivata fino ad oggi a noi un motivo ci sarà

Enrico Gamba: ma perché? perché ci allena a sviluppare proprio questa capacità transpersonale di iniziare a distanziarci un po' da noi stessi e qua andrebbe spiegata bene, in buona sostanza riuscire a vedere anche i miei pensieri non più come come dire come qualcosa che davvero mi appartiene io sono i miei pensieri, io sono la mia mente, io sono le mie emozioni

Enrico Gamba: Questa è una visione che sinceramente mi trovo spesso a dover mettere in discussione, perché non è propriamente così quel chi sono io socratico, sai Socrate che era fissato con sta cosa, e in realtà è una di quelle domande che noi davvero dovremmo porci costantemente nella vita, e pratiche come la meditazione, come la mindfulness in particolare, perché qua quando si parla in occidente di meditazione si aprono migliaia di porte, altro discorso.

Enrico Gamba: Però ecco, pratiche come la mindfulness ti aiutano proprio a sviluppare questa capacità di osservare senza intervenire, senza reagire, di osservare ma anche di nominare, di dare delle categorie a cui gli stati interni che viceversa facciamo fatica, come dicevi tu, a vedere, ad accedervi ma anche proprio a nominarli.

Enrico Gamba: e invece pratiche come la mindfulness svolte con regolarità ci portano proprio inevitabilmente a conoscere sempre più queste parti di noi stessi, a vederle sempre di più lentamente ma costantemente. Somministrato dei questionari e quelli che hanno partecipato. Normalmente quando faccio i corsi somministro questionari in entrata e in uscita per vedere come le persone

Enrico Gamba: riescono effettivamente a cambiare dopo un percorso magari di qualche settimana ed è interessante perché quelle persone che praticano la mindfulness lo fanno con una certa continuità quindi fai conto una decina di settimane per quattro volte alla settimana una ventina di minuti al giorno più o meno questa un po' la media in generale aumentano proprio questa capacità di osservare i propri stati interni, primo, ma anche di descrivere questi stati interni oltretutto una serie di altri effetti

Enrico Gamba: e quindi questa funzione è importantissima perché allora io inizio a riconoscerli, inizio a vederli, inizio a disidentificarmi da essi e anche questo ha molto a che fare col processo di individuazione che dicevamo e grazie proprio a questo processo io posso iniziare anche a cambiarli per esempio inizio a vedere che mi arrabbio e magari prima me ne accorgevo quando ero già lì che tiravo le testate contro il muro e sanguinavo e magari praticando

Enrico Gamba: io inizio ad accorgermene giorni, giorni prima, volte addirittura serena, capito? perché inizia a salire lentamente e poi magari esplode o l'ansia, lo stress o la tristezza, capisce? allora ecco questa pratica mi allena proprio a fare questo, a diventare sempre più consapevole giorno per giorno al pari proprio dell'andare in palestra, capisci? Io sviluppo una funzione della mia mente, a livello neuronale io faccio crescere alcune aree del mio cervello che mi permetteranno proprio di aumentare questa capacità, di vedere questi automatismi che si attivano dentro di me, iniziare a riconoscerli, nominarli e a scegliere se attivarli ancora oppure no.

Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente e appunto questo... un secondo solo, sta passando l'ambulanza. Ecco, è fermata, no, ok, va. No, niente, ogni tanto fatto. Ehm, questo tema che hai spiegato in maniera molto, molto chiara e che veramente penso centrale, molte volte viene dimenticato perché si ha un po' quest'illusione di...

Serena Malaspina: Allora inizio qualcosa e vedrò subito il cambiamento, mentre in realtà il cambiamento appunto avviene col tempo, no? Quindi magari qualcuno prova a meditare e dice ma vi aspetto che la meditazione sia pace dell'anima e subito no? Accedi a questo stato divino. In realtà appunto non è così no? Però un tratto molto interessante è proprio il cambiamento che può avvenire appunto con pratica costante.

Serena Malaspina: appunto dall'applicazione di determinati tipi di pratiche come appunto la mindfulness proprio a livello come dire cerebrale anche con per esempio la corteccia prefrontale che può appunto modificarsi di dimensione o il lavoro sull'amigdala quindi l'amigdala che detecta diciamo tutto quello che riguarda la paura e diciamo i rischi nell'ambiente no e quindi una cosa che appunto

Serena Malaspina: avevo scoperto e che poi ho approfondito in un libro di van der kolk, era proprio quanto determinati pratiche abbiano un reale effetto non solo a livello di vissuto ma proprio a livello corporeo, no? E un tema che si collega a questo, che hai trattato in alcuni dei tuoi video, è quello dell'epigenetica. E io ti chiederai un po' appunto di spiegarci di che cosa si tratta, perché penso che sia un concetto ancora, diciamo,

Serena Malaspina: poco conosciuto a livello diciamo di massa e secondo me molto importante anche proprio per andare a capire quanto siano importanti questi tipi di pratiche se vogliamo.

Enrico Gamba: Assolutamente sì, Serena, fondamentale, anche perché vedi, come ti dicevo prima, il problema è che le nostre credenze, soprattutto quelle riferite a noi stessi, hanno il grande potente effetto di limitarci tantissimo. Un tempo si credeva, per esempio, che quello che noi eravamo, eravamo, nel senso, una volta che sei nato in qualche modo hai un patrimonio genetico che decide un pochino

Enrico Gamba: della tua evoluzione, poi tipicamente eri intorno di 18-20 anni, inizia a decrescere fino a morire, basta miseramente. Questa era un pochino la visione che noi avevamo di noi esseri umani. Poi, grazie in particolare alle neuroscienze, quindi alla possibilità di fare risonanze magnetiche funzionali, di fare le PET, che è la tomografia a emissione di positroni, di vedere proprio i flussi di sangue nel nostro cervello,

Enrico Gamba: E è stato possibile iniziare a vedere come di fatto tutte le attività che noi andiamo a svolgere nella nostra vita quotidiana vanno di fatto a trasformare il nostro sistema nervoso, nostro, tutto il nostro sistema nervoso. E per esempio all'inizio, anni settanta, avevamo fatto questi belli esperimenti, queste risonanze magnetiche funzionali ai tassisti di Londra e avevano visto che tutta l'area deputata proprio alla

Enrico Gamba: rappresentazione visospaziale in loro era molto più ampia rispetto a quella delle persone comuni, oppure i violinisti avevano una specializzazione emisferica proprio per l'utilizzo della mano sinistra anziché della mano destra e si vedeva proprio una variazione nel loro cervello. Allora, tutto quello che noi facciamo cambia il nostro tessuto, cambia proprio le funzioni che noi svolgiamo, cambiano la struttura del nostro sistema nervoso, come banalmente, ecco,

Enrico Gamba: continuando ad attivare proprio queste aree facendo arrivare sangue in esse esse ricevono sostanze nutritive esse iniziano sempre di più ad attivarsi sempre di più a crescere quindi aumentando proprio la densità per esempio neuronale e e proprio anche la massa neuronale quindi ecco questo vale per tutte le attività che noi svolgiamo serena con continuità e con intensità

Enrico Gamba: Questi qua sono i due criteri. La mindfulness come qualsiasi altra attività cambia il nostro cervello. Non è di più o di meno. La psicoterapia cambia il nostro cervello. La ginnastica cambia il nostro cervello. Ok? Tutto cambia il nostro cervello. Di fatto però che cosa è che cambia la mindfulness? La mindfulness come dicevi giustamente te cambia alcune aree specifiche.

Enrico Gamba: perché fa arrivare ad esse maggiormente a flusso di sostanze nutrienti, le attiva maggiormente, che sono aree fondamentale. Cioè, per esempio, la corteccia orbito frontale è la zona del nostro cervello che ci permette di fare sintesi rispetto a ciò che accade nella realtà, nostra vita. In buona sostanza aumenta la nostra intelligenza, la nostra capacità di prendere informazioni, di metterle insieme, di generarne di nuove e quindi magari anche adattarci meglio alle situazioni della vita.

Enrico Gamba: Oppure, per esempio, riduce la massa, meditatori esperti, se hai visto dopo tre anni di meditazione, appunto ancora una mezz'oretta al giorno, si visto che hanno proprio la massa dell'amigdala più piccola rispetto alla medita delle persone. Questa cosa vuol dire? Vuol dire che se la mia amigdala è più piccola, essa va a mandare in giro proprio ormoni in misura inferiore rispetto ad una amigdala ipertrofica, più grande.

Enrico Gamba: e quindi questo cosa vuol dire? Vuol dire che se io mi troverò di fronte ad una situazione e io mi agiterò molto meno avendo un'amigdala più piccola, mi andrò a preoccupare molto meno e visto che ormai siamo costantemente preoccupati di tutto, capisci bene l'implicazione che questo può avere nella nostra vita. Noi veniamo addestrati ad essere preoccupati, pensare che solamente la banalità del male, il telegiornale.

Enrico Gamba: di vendere notizie, insomma ovviamente le testate continuano ad alimentare un pochino tutto il negativo che c'è nel mondo.

Enrico Gamba: Quindi cosa succede? Succede che pratiche come la mindfulness, fatte con costanze, con regolarità, magari anche con intensità, a volte con intensivi, perché no, di fatto vanno a cambiare queste aree e aumenta per esempio anche il ponte, che è un'area del nostro cervello più profondo, che praticamente ci permette di percepire noi stessi nelle diverse situazioni della vita, quindi noi stessi nell'ambiente intorno a noi, nostro corpo, nostri...

Enrico Gamba: le nostre sensazioni nel mentre in cui viviamo. l'importanza di questo, Io mi sto arrabbiando e però inizio ad accorgermi di me stesso che mi sto arrabbiando. Perché per molti questo non è assolutamente scontato per la maggior parte, anzi mi trovo appunto, come dicevamo già, che sono lì sanguinante o non so che, oppure che ho commesso anche magari degli atti dannosi, no? Per la società, per gli altri, magari posso aver fatto anche cose folle.

Enrico Gamba: Allora la mindfulness aumenta questa mia capacità di accorgermene, di essere presente e poi anche di autoregolare questi miei stati interni. Cioè che cos'è che mi dona la pratica di consapevolezza? La capacità di dire no questa cosa qua per me non va bene, mi fermo. Vedo che mi parte un pensiero per esempio ansioso, non sarò in grado di... l'origine dell'ansia è questa, non sarò in grado di... non sono capace di...

Enrico Gamba: ma allora io mi fermo? No, aspetta, perché no? Capito? Perché non posso avere fiducia in me stesso? Perché visto che sono già riuscito tante volte devo ancora starmi a rompere le barbe? No, allora mi fermo, capito? E questo è il passaggio fondamentale Serena. Avviene dopo un po', giustamente, come dicevi tu. Il problema qual è? Per esempio, le persone che normalmente frequentano i corsi di mindfulness, all'inizio l'ansia aumenta.

Enrico Gamba: Eh, ma ho capito, grazie! Cioè, nel senso, facciamo di tutto nella nostra società per non renderci conto di niente, per assuefarci a tutto, è chiaro che non la senti. Oppure che la senti quando è talmente esplosiva che diventa il panico. E quindi se tu inizi a focalizzarti su te stesso, su te stessa, certo che inizierai a sentirla di più l'ansia all'inizio però, perché poi, continuando a praticare, inizierai a... riconoscere per esempio quei pensieri disfunzionali che l'attivano e inizierai quindi a ridurla sempre di più.

Serena Malaspina: Certo, sì sì, è proprio un... l'importanza proprio di passare attraverso quello da cui molte volte siamo distratti, Come dicevi.

Enrico Gamba: Assolutamente sì, assolutamente sì Serena, se noi non facciamo questo noi non entriamo in contatto con quella parte di noi che si è consolidata, e quando parlo di parte di noi parlo proprio del nostro sistema nervoso, e quindi non riusciamo nemmeno a contaminarlo. Vedi l'epigenetica di cui mi chiedevi, è una conoscenza molto importante che oggi davvero sta facendo molto la differenza nella...

Enrico Gamba: di come noi esseri umani funzioniamo. Epigenetica deriva dal greco ciò che sta sopra i geni e che cosa cos'è che sta sopra i geni? Sono dei marcatori chimici che in buona sostanza noi andiamo a secernere sulla base delle esperienze che noi facciamo dove con esperienze intendiamo proprio tutta l'aria che respiriamo il cibo che mangiamo le emozioni che proviamo soprattutto si è visto no? Di fatto possiamo dire che noi siamo per il 95 % epigenetica più che genetica

Enrico Gamba: nel senso che di fatto tutto quello che noi andiamo a vivere nella vita va a costruire ciò che noi siamo ma lo fa appunto grazie a queste continue autoregolazioni con l'esterno che di fatto vanno a portare alla trascrizione dei nostri geni quindi se io prendo due gemelli omozigoti, metto in due contesti diversi l'epigenetica farà sì che loro cresceranno con tutta una serie di differenze

Enrico Gamba: Addirittura oggi sappiamo che l'epigenetica viene anche trasmessa di generazione in generazione, questa è una conoscenza che normalmente non viene diffusa molto, però è importantissima nel senso che di fatto sappiamo che questi marcatori chimici passano anche di padre in figlio, di madre in figlio, ok? Quindi cosa vuol dire? Vuol dire che anche esperienze, per esempio familiare, torniamo al concetto che ti dicevo prima, Di fatto vanno poi a essere tramandate nelle generazioni a venire.

Enrico Gamba: ma in ogni caso ecco qua quello che conta a sapere è che tutte le esperienze che io vado a svolgere giorno per giorno di fatto vanno a cambiare il mio sistema e se ci pensi è un'ovvietà cioè tu prova a vedere un non lo so un giocatore di rugby insomma giocatore di rugby lo vedrai mingerlino uno che gioca a un certo livello no? lo vedrai con una muscolatura importante poi

Enrico Gamba: in base addirittura poi al ruolo che giocheranno nella squadra, verrà e delle diversità nel corpo. E certo, molti vengono selezionati sulla base di caratteristiche già predefinite, ma tutti quegli allenamenti fatti 4, 5, 6 volte alla settimana, cosa hanno comportato? Ecco, comportano ovviamente un cambiamento nel corpo. Vado in palestra, mi alleno facendo certe cose, questo cambia il mio corpo. E questa è un'esperienza comune di tutti. Ciò è reso possibile grazie all'epigenetica.

Enrico Gamba: Ciò accade chiaramente anche nella nostra mente, è esattamente la stessa cosa. Se io per esempio inizio magari anche a causa di un'esperienza negativa che possa aver avuto, non per forza nella famiglia di origine, ma magari anche, non lo so, a scuola, magari subito del bullismo, allora inizia a dirmi, io non vado bene, io non vado bene, io non sono in grado, io sono meno degli altri.

Enrico Gamba: Ecco che è normale che magari mi trova 18 anni con un bel disturbo d'ansia strutturato che magari mi porta anche a mettere in atto condotte di evitamento, Per cui non esco di casa, per cui non socializzo, per cui... e quindi cresce. Capisci? E... questa è epigenetica. Viceversa, se io inizio di nuovo ad uscire, fronteggio quella paura che mi sale enorme all'inizio, ma vado avanti e poi continuo, e poi continuo, e poi continuo...

Enrico Gamba: Alla fine l'epigenetica farà sì che si costruiranno nuovi percorsi neuronali, gli altri antecedenti verranno colonizzati, quindi mi viene la paura ma io reagisco e allora ecco che la paura inizia a smorzarsi via via sempre di più, ci vuole tempo. Oppure intensità, ecco faccio magari un'esperienza proprio forte, mi iscrivo al corso di teatro, sono un timidone, quella roba lì, primo giorno sto malissimo, mi vien da vomitare in bagno, però...

Enrico Gamba: poi insisto insisto insisto e magari a fine anno faccio pure un bello spettacolo e questo wow allora io non sono sì sono timido però riesco fare diversamente e poi negli anni

Serena Malaspina: Certo, Siccome è veramente centrale appunto questo discorso che facevi sull'epigenetica, perché proprio ci restituisce la capacità, la possibilità di cambiare le situazioni anche per chi proviene dalle situazioni più, come dire, difficili, sbagliate, ingiuste.

Serena Malaspina: che molte volte capita proprio che per via di queste convinzioni che vengono portate avanti e poi questi atteggiamenti che vengono, diciamo, che confermano queste convinzioni limitanti si arriva magari, da, si arriva ad essere, non so, adulti con radicate queste credenze del non posso, perché mi è successo questo, no? Come se questo evento del passato

Serena Malaspina: veramente fosse destinato a definire il futuro, quando in realtà appunto con i concetti come l'epigenetica è interessante quanto la nostra azione possa realmente e cioè cambiare le cose, è solo un no pensa positivo che molte volte ci sono stati anche questi questi aspetti invece che danno tutto per scontato come per dire fai pensa positivo e andrà bene, in realtà no perché ci sono delle modifiche che devono avvenire proprio a livello appunto

Serena Malaspina: corporeo, di cervello, eccetera, per poter effettivamente cambiare le cose, no? Perché altrimenti uno costruisce su una base che non ha, forse, no?

Enrico Gamba: Sì, sì, servono proprio le abitudini di vita, Serena, c'è, bisogna veramente impostare nella propria vita delle abitudini diverse che hanno a che fare con la cura del proprio corpo e con la cura della propria mente. E poi chiaramente a volte servono proprio anche dei percorsi proprio di rielaborazione, dicevamo, no? Io per esempio posso prendermi cura del mio corpo, della mia mente, delle mie relazioni, tutto quello che faccio nella vita.

Enrico Gamba: e poi però avere sempre quelle sensazioni che magari ritorna allora lì posso anche andare a rielaborare, andare a mettere insieme i pezzi e conseguendo percorsi o lavorando su di me in maniera mirata però quello che dobbiamo davvero apprendere è proprio questo, ovvero che quei pensieri auto limitanti che in qualche modo coltiviamo dentro di noi e che di fatto continuano poi a caratterizzare tutte le azioni che compiamo nella vita di fatto diventano il nostro destino come diceva Gandhi: i pensieri diventano parole,

Enrico Gamba: le parole diventano azioni, le azioni diventano abitudini, le abitudini diventano carattere, il carattere diventa destino. Per cui se io non inizio ad interrompere questo meccanismo, non inizio in qualche modo a riconoscere in primo luogo queste forme della mente, a metterle in discussione e poi a cambiarle proprio nell'attività concreta, reale della mia vita, è chiaro che non...

Enrico Gamba: cioè se io mi dico sì devo socializzare, ma no, non riesco però quando saprò socializzare lo farò ecco è chiaro che questa roba qua non funzionerà mai invece devo superare quella paura uscire. Sai qua c'è una questione poi importante Serena da vedere ovvero il fatto che noi esseri umani siamo, ahimè, lo strumento che utilizziamo per percepire il mondo per cui ciascuno di noi è il filtro che utilizza per interpretare la realtà che lo circonda e quindi a un certo punto io inizio a vedere le cose in un certo modo e faccio fatica a metterlo in discussione perché io mi identifico in io, in questo io, mi identifico in Enrico, mi identifico nella mia storia, mi identifico, capisci? e questa falsa identificazione, perché spesso non è così accurata come dovrebbe essere

Enrico Gamba: è solamente il frutto di tante esperienze mai rielaborate e poi mi porta a fare dei grossi errori, a trovarmi in difficoltà, a scontrarmi nelle situazioni della vita, a vivere grandi sensi di frustrazione anche per esempio, Per cui sicuramente questo lavoro interiore di ridefinizione di me stesso, dove io un certo punto, là dove vedo questi pensieri soprattutto svalutanti, o queste emozioni che non riesco a collocare e inizia invece a lavorarci su, proprio serena la differenza fra vivere una vita un po' col pilota automatico, senza sapere bene o male dove stiamo andando rispetto a quella invece di vivere una vita dove ci assumiamo la piena responsabilità di noi stessi e davvero cerchiamo di fare la differenza in essa, ecco questa è un po' la...

Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. È veramente importantissimo da realizzare e rispetto a questo tema, volevo farti una domanda delle pers... cioè, questo avviene specialmente da quando si è giovani adulti ma anche di persone che in realtà sono molto più grandi, che molte volte queste credenze limitanti magari provenendo da diciamo famiglie o situazioni appunto diciamo disfunzionali, no?

Serena Malaspina: Cioè, secondo te, quanto è importante... perché è un tema che viene, diciamo, trattato... una sensazione che si sperimenta spesso quando si analizza, diciamo, il rapporto proprio con i propri genitori, è quello del senso di colpa, nel momento in cui, appunto, bisogna magari creare una distanza fra chi sono io, chi voglio essere, e chi ho imparato ad essere anche, appunto, sulla base di...

Serena Malaspina: appunto, dell'apprensione in famiglia, delle credenze che sono state trasmesse, eccetera. E molte volte c'è una sensazione di senso di colpa quando si va a trattare l'argomento, che porta o a non trattarlo, cioè nel senso a non trattarlo proprio perché magari una persona si sente in colpa a mettere in discussione o analizzare determinate dinamiche, oppure appunto nel momento in cui si sono fatte le realizzazioni, magari appunto tramite un percorso di terapia, eccetera, il...

Serena Malaspina: diciamo creare un distacco o comunque appunto tagliare, cioè come si dice tagliare il cordone sotto un certo aspetto per appunto emanciparsi sotto questo aspetto e appunto volevo chiederti è normale sentire questo senso di colpa e come fare anche sotto un certo aspetto a ritagliarsi il proprio spazio

Serena Malaspina: rispetto alla famiglia di origine per ritrovarsi e creare sotto un certo aspetto chi vogliamo essere.

Enrico Gamba: Sai Serena, anche questo è un bel tema ecco perché giustamente come puntualizzi tu nel percorso di individuazione di se stessi, questo percorso di consapevolezza che stiamo un po' delineando oggi insieme, è chiaro che ci sono dei grossi ostacoli che dobbiamo imparare ad affrontare. Chiaramente questi dipendono moltissimo da ciascuno di noi, ciascuna storia è differente.

Enrico Gamba: quello che tu vedi forte è questo senso di colpa, Il senso di colpa sai, nasce in realtà da diversi fattori, uno dei più potenti è proprio la "lealtà invisibile", di questo parlava sempre Boszormenyi-Nagy ecco l'autore ungherese di cui ti parlavo prima, che è stato un grande terapeuta che ha fondato la terapia contestuale, buona sostanza l'idea qual è? E che esplicitamente o spesso anche implicitamente

Enrico Gamba: il nostro sistema di appartenenza, i nostri genitori ci fanno ricoprire dei ruoli che per noi sono disfunzionali ma nei quali siamo pienamente identificati. Capita molto spesso in terapia di incontrare persone che hanno avuto genitori non maturi, non evoluti, non...

Enrico Gamba: che in buona sostanza hanno chiesto ai figli di essere loro, genitori o compagni o consulenti o psicologi senza però poi peraltro mai legittimarli ad esserlo. a me non è ancora incapitato in tanti anni di lavoro con i gruppi di incontrare qualcuno che dicesse sì sì io dico ai miei genitori cosa devono fare loro capiscono migliorano e evolvono, non succede mai

Enrico Gamba: I figli tipicamente cosa fanno? Ascoltano queste lamentele infinite o non lo so questi conflitti fra genitori, questo e quello. A un certo punto si vengono anche chiamati in causa perché vengono chiamati un po' diventare giudici che devono anche decidere chi è buono e chi è cattivo, è giusto e chi non è. Poi dicono la propria e nulla cambia.

Enrico Gamba: C'è questa mamma che continua a parlarmi di quanto è stronzo il marito, di quanto è cattivo papà, di quanto è infama, no? Però non voglio parlarti male, però... e va avanti. E tu sei lì che subisci sta roba che è drammatica, perché capito? Perché lei mi sta parlando male di metà di me. Perché per metà sono lui, Quindi sta chiedendo a me di fare una roba allucinante, cioè di mettere insieme due pezzi che loro non sono stati in grado di mettere insieme.

Enrico Gamba: cioè loro confligono e cazzo io scusa, io devo riuscire a mettere insieme, devo riuscire a mettere insieme queste due parti che loro per primi non sono stati in grado di mettere insieme, cioè capisci è un lavoro incredibile, difficilissimo e che molto spesso fallisce, per cui quello che succede magari che figli che vengono così tanto usati

Enrico Gamba: inconsapevolmente ci mancherebbe essere nel senso che non è per forza una cosa appunto figlia di una storia però usati come così come l'appoggino come la serie sul quale sedersi diventano figli che magari hanno un senso grandioso di sé io posso fare tutto perché perché di fatto vengo chi vengo chiamato a svolgere un ruolo molto più grande di quello che io sono no vengo chiamato a fare il ruolo del consulente però dentro mi sento un bluff

Enrico Gamba: dentro sento che non posso fare nulla, dentro mi sento la sindrome dell'impostore, famosa, ma perché? Perché in buona sostanza è tutto quello che io ho fatto, ho cercato di dire e poi non è servita niente. Mia mamma continua a soffrire, mio padre continua a comportarsi male o viceversa, poi, andando agli stereotipi, ogni storia veramente... Per cui ecco, questo genera in me un legame

Enrico Gamba: per il quale se io mi allontano, se io evolvo, se io cresco, se io vado a vivere la vita, mi... faccio cose belle, se io sono felice a volte addirittura, serena, se io scrivo, bellissimo, è stata bene, hai fatto una bella giornata, eh, cazzo, questo diventa quasi una cosa... come faccio a dire a mia mamma? Sono felice quando lei lì a casa da sola, triste.

Enrico Gamba: però le devo scrivere perché se non le scrivo, capisci? Ecco, allora, quelle lì poi chiaramente con gradazioni diverse, Serena, possono essere situazioni estremamente complesse, difficili da gestire per chi ci si trova dentro. Da fuori c'è un'unica verità fondamentale che bisogna capire e quando si capisce questa qualcosa accade, Allora, e qua ancora veniamo alla sistemica, veniamo ancora al lavoro...

Enrico Gamba: Hellinger ma anche per esempio di un'altra grande autrice che era Virginia Satir che faceva le sculture familiare. Il tema è i grandi danno, i piccoli prendono.

Enrico Gamba: punto poi i piccoli magari una volta cresciuti quando i grandi ormai saranno anziani magari si possono occupare di loro possono non so provvedere i loro bisogni materiali ma i piccoli non possono farsi carico dei pesi dei propri genitori non devono e sai perché Serena? perché se anche ci provano non ci riescono. Guarda senti, uno dice

Enrico Gamba: io mi sacrifico la mia vita per rendere felice la vita di mia madre e ora mia mamma è felice, posso morire contento, perché magari mori pure. Ma non funziona, io passo la mia vita a dedicarmi a questo ma mia mamma non cambia.

Enrico Gamba: Quindi l'unica chance che io ho di aiutare mia madre o mio padre, ribadisco, sai qual è Serena?

Enrico Gamba: e quella di essere felice io perché se io a un certo punto riuscirò nella vita a fare qualcosa di buono avrò non so la mia famiglia, i miei figli che mi amano, amo il mio compagno, la mia compagna, abbiamo una bella realtà sono felice nel mio lavoro, nella mia attività, guadagno bene, ho una mia soddisfazione, sono autonomo capisci? sono una persona florida

Enrico Gamba: a meno di non avere genitori davvero problematici perché ahimè, anche quello ma però grazie a Dio devo dire che sono veramente una piccola percentuale per la mia esperienza dentro di sé, quel genitore dentro di sé dirà, guarda una cosa buona l'ho fatta nella vita la vita fa schifo, anzi ho sposato la persona sbagliata ho fatto il lavoro sbagliato ho fatto una marea di sacrifici, tutto quello che vuoi però

Enrico Gamba: guarda che bella che diventata mia figlia, guarda che bravo che diventato mia figlia, guarda che quante cose belle che sono riuscite a fare, guarda che belli i miei nipoti. Ecco che allora, magari anche solo egoisticamente, però dentro al genitore scatta col pensiero di dire, tu, qualcosa di buono lo fa.

Enrico Gamba: Allora ecco Serena, assurdo quel figlio che prova il senso di colpa deve capire che l'unica cosa buona che può fare per i genitori invece può staccarsi. Che non vuol dire appunto odiarli, quello che dicevamo prima, non vuol dire negarli, non vuol dire non andarli mai più a trovare, ci mancherebbe, anzi questo sarebbe crudele. Però vuol dire che io ho bisogno, la necessità, il dovere mio evolutivo

Enrico Gamba: di andare a crearmi la mia autonomia, di sperimentarmi nel mondo, quindi qua è l'archetipo del guerriero di Jung, io devo vivere la vita, capisci, devo affrontarla e lo devo fare da solo se posso, capito? Non stando in casa con mio papà, devo vivere.

Enrico Gamba: e questo è un passaggio fondamentale. Per poi magari ritornare però dopo aver costruito la mia identità nel mondo. Capisce? Allora io torno e allora ecco che questo processo di individuazione di cui parlavamo prima viene molto facilitato perché io riesco ora a vedere i miei genitori con maggior distacco essendomi riuscito a creare una mia autonomia, mia indipendenza, una mia visione e allora questo mi...

Enrico Gamba: Ecco poi Serena ogni storia davvero è diversa, me ne sono capitato talmente tante che ogni storia è veramente diversa e allora ecco questo processo di distacco, differenziazione, di elaborazione di questi vissuti necessita veramente poi interventi diversi, cui pensa a quelli che magari continuano a lavorare nella stessa azienda di famiglia. quindi sono lì... è complesso, non gli starei veramente...

Serena Malaspina: Certo, wow, Enrico, hai veramente toccato un sacco di temi interessantissimi. C'è proprio una lezione sul come imparare a vivere bene la propria vita e anche accettare tutta la propria storia, perché appunto, senza cercare di condannarla e attaccarci una sensazione di rancore, rabbia o altro, ma proprio prendere in mano sotto un certo aspetto il timone della propria vita per

Serena Malaspina: fare in modo di, se vogliamo, rompere anche tante volte il circolo vizioso che può essere stato creato appunto tanto tempo prima di noi, da tante generazioni prima di noi. Quindi questo aspetto penso che sia veramente importante da realizzare proprio per capire, anche staccarsi un po' dal concetto di ego, perché tante volte pensiamo che sia solo legato a noi, nostra storia. Quindi in realtà è una visione molto più ampia.

Serena Malaspina: nella quale abbiamo la possibilità di agire e cambiare le cose. Questi aspetti che hai toccato sono veramente interessantissimi e io ti ringrazio tantissimo. Vorrei chiudere con un piccolissimo format di chiusura di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. Allora, la prima domanda è...

Serena Malaspina: Qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Enrico Gamba: Questa è la mindfulness.

Serena Malaspina: Era già uscita. La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio.

Enrico Gamba: giardinaggio.

Serena Malaspina: interessante. E l'ultimo è quale... come?

Enrico Gamba: e direi anche windsurf.

Serena Malaspina: Bello! Bellissimo!

Enrico Gamba: e lo... tanta roba!

Serena Malaspina: L'ultima è quale pensiero, insegnamento e citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso.

Enrico Gamba: che siamo tutti uno.

Serena Malaspina: Questo è un insegnamento veramente importante. Enrico, io ti ringrazio tantissimo, è stata una chiacchierata fantastica, quindi grazie, grazie mille.

Enrico Gamba: Grazie a te, Serena, ha fatto molto piacere anche a me.

Serena Malaspina: Perfetto, scusa Enrico ti

Serena Malaspina: 📌 summary keywords ecc

Serena Malaspina: Keywords

Serena Malaspina: famiglia, individuazione, psicoterapia, emozioni, epigenetica, mindfulness, crescita personale, consapevolezza, senso di colpa, responsabilità

Serena Malaspina: Takeaways

Serena Malaspina: • La famiglia di origine influisce profondamente sulla nostra identità.

Serena Malaspina: • Individuarsi significa porsi domande su chi siamo realmente.

Serena Malaspina: • Le emozioni non rielaborate possono danneggiare il nostro benessere.

Serena Malaspina: • La mindfulness aiuta a sviluppare la consapevolezza delle emozioni.

Serena Malaspina: • L'epigenetica dimostra che le esperienze influenzano il nostro DNA.

Serena Malaspina: • Il cambiamento richiede tempo e pratica costante.

Serena Malaspina: • Il senso di colpa può ostacolare la crescita personale.

Serena Malaspina: • La responsabilità personale è fondamentale per la felicità.

Serena Malaspina: • Riconciliarsi con la famiglia è un passo importante.

Serena Malaspina: • La crescita personale è un viaggio continuo.

Serena Malaspina: Summary

Serena Malaspina: In questa conversazione, Enrico Gamba esplora l'importanza della famiglia di origine nella formazione dell'identità e il processo di individuazione. Si discute di come le emozioni non rielaborate possano influenzare il benessere e dell'importanza della mindfulness e dell'epigenetica nel cambiamento personale. Viene affrontato anche il tema del senso di colpa e della responsabilità personale nella crescita e nella riconciliazione con la famiglia.

Serena Malaspina: Sound bites

Serena Malaspina: "Siamo spugne che assorbono tutto."

Serena Malaspina: "Rielaborare le emozioni è fondamentale."

Serena Malaspina: "Siamo tutti uno."

Serena Malaspina: Chapters

Serena Malaspina: 00:00 L'importanza della famiglia di origine

Serena Malaspina: 03:15 Il processo di individuazione

Serena Malaspina: 06:28 Rielaborare le emozioni familiari

Serena Malaspina: 11:37 La consapevolezza e il perdono

Serena Malaspina: 16:42 L'epigenetica e il cambiamento personale

Serena Malaspina: 32:16 Mindfulness e trasformazione interiore

Serena Malaspina: 50:10 Senso di colpa e autonomia personale

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