
Come ho affrontato le mie paure più profonde in una cerimonia Ayahuasca
Episodio Solo · con Serena Malaspina
DESCRIZIONE
Serena racconta nel dettaglio la sua cerimonia ayahuasca in Guatemala: le motivazioni, la perdita di controllo, il confronto con paure profonde.
“Oggi vi racconto la più forte esperienza di guarigione emotiva che abbia mai vissuto. Non bevo, non fumo — sono in terapia dal 2020.”
CAPITOLI
Le motivazioni
La cerimonia
La perdita di controllo
Le sensazioni fisiche
Affrontare le paure profonde
Cosa porto a casa
Trascrizione dell'episodio
Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.
Serena Malaspina: Oggi vi racconto la più forte esperienza di guarigione emotiva che io abbia mai vissuto. Benvenuti e benvenute. Per chi non mi conoscesse io sono Serena e con il mio progetto Essere Serena voglio normalizzare gli alti bassi di un percorso di crescita interiore e di terapia e condividere tutto quello che imparo guarendo le mie traumi. Quindi se ancora non l'avete fatto potete seguirmi su Instagram, TikTok e YouTube.
Serena Malaspina: o ascoltare il mio podcast con esperti del benessere mentale su Spotify, Amazon Music e Apple Podcast. Ok, rieccoci a noi. L'esperienza di cui vi parlerò è un'esperienza che probabilmente avete già sentito e che ci tengo a diciamo destigmatizzare, perché è una pratica della quale si conosce ancora poco ed è appunto associata normalmente a qualcosa di abbastanza negativo slash misterioso ed è per questo che ho deciso di parlare di questa pratica con
Serena Malaspina: un'esperta che è una psicoterapeuta e antropologa che da più di dieci anni lavora a livello clinico e culturale.
Serena Malaspina: con appunto questa pratica e le persone che la svolgono. Quindi oggi vi parlerò della mia esperienza a Ayahuasca. Faccio una premessa perché penso che sia importante capire le motivazioni che mi hanno portato a farlo. Io non bevo, non fumo, non mi drogo. Sono appunto in un percorso di terapia dal 2020-2021. Negli anni ho letto tantissimi libri, ho fruito podcast, parlato con tante persone, in generale è un tema...
Serena Malaspina: quello del benessere mentale, emotivo, fisico e spirituale, così come quello del trauma che mi appassiona molto. Quindi come mi sono avvicinata diciamo al tema dell'ayahuasca è stata tramite il dottore Gabor Maté che per chi non lo conoscesse è diciamo uno dei massimi esperti.
Serena Malaspina: al mondo sul tema del trauma. E nel suo libro, The Myth of Normal, che adesso è disponibile anche in italiano come Il mito della normalità, in questo suo libro fa un'analisi, diciamo, della connessione tra benessere emotivo e benessere fisico, partendo da un livello individuale, quindi più biologico, passa a un lato più sociale e nella terza parte parla, diciamo, modalità.
Serena Malaspina: di guarigione. Gabor, tra le varie tecniche di cui parla, che appunto sono state sperimentate per lavorare appunto su persone che hanno vissuto traumi emotivi e che quindi vivevano tutte le ripercussioni di essi, racconta della sua esperienza a Ayahuasca. Quindi lui dice che una decina di anni fa, sembra, dopo una carriera comunque accademica molto importante, molto riconosciuta, in qualche modo ha iniziato ad andare a
Serena Malaspina: a fare il facilitator, quindi la persona che diciamo aiuta a integrare l'esperienza, nei retreat di Ayahuasca nella foresta amazzonica, retreat ai quali partecipavano esperti ed esperti del benessere mentale. Quando appunto lessi questa testimonianza, chiaramente sapevo già che così era l'Ayahuasca, cioè penso che bene o male...
Serena Malaspina: chiunque l'abbia sentita, la mia conoscenza era veramente bassa, pensavo anche che le persone che ne fossero interessate erano persone più che ricercavano quella parte ricreativa se vogliamo, no? Un pochino più di viaggio, no? Quindi qualcosa di veramente lontano da me. Quindi dopo questa testimonianza diciamo che il tutto è iniziato a cambiare, iniziato a leggere libri, a guardare i documentari, a informarmi molto di più su questo aspetto che non avevo mai
Serena Malaspina: collegato all'ayahuasca, era quello proprio di lavoro sull'emozione, lavoro sul proprio trauma, su tutto quell'aspetto su cui sto lavorando con altre modalità da ormai anni, inoltre appunto al percorso di terapia, la classica talk therapy, no, quindi la terapia parlata. Ho scoperto gradualmente l'importanza di altre tipologie di approccio, quindi tra i vari ho sperimentato la self-hypnosis, quindi l'auto-hypnosi, esercizi di respirazione molto mirati, vipassana, quindi esperienze molto
Serena Malaspina: intense di meditazione, esercizi somatici per andare a lavorare sulla parte appunto di rilascio emotivo. Comunque tutte queste esperienze che io ho fatto sono sempre state nell'ottica di andare a lavorare finché appunto il passato non viva più nel presente, quindi che non si ripresenti sotto forma di ansie, paure, meccanismi di difesa e accedere alla nostra parte più autentica. Quindi questa è un po' la premessa.
Serena Malaspina: Ora, l'esperienza è stata fatta in Guatemala. Perché in Guatemala? Faccio un passo indietro per contestualizzare. L'anno scorso io e il mio ragazzo abbiamo pianificato questo viaggio in Guatemala, non assolutamente per il fattore dell'ayahuasca, ma semplicemente perché avevamo trovato un ottimo volo. Viviamo a Berlino e in inverno fa molto freddo e quindi abbiamo detto va, in Guatemala può essere un'opzione. Abbiamo prenotato per novembre e succede però che il mio ragazzo viene preso per un programma di imprenditoria in Inghilterra di Tramesi.
Serena Malaspina: e sarebbe dovuto partire proprio nei mesi invernali. E quindi il viaggio salta. Lui va a Londra, io decido di fare un viaggio da sola in India dove seguo anche un corso di insegnante yoga a Gokarna e questo volo che avevamo preso in qualche modo riesco a convertirlo in un voucher da utilizzare poi entro l'anno successivo. Quindi in fase successiva io avevo letto quel libro, avevo iniziato a informarmi ed era un tema di cui parlavo appunto anche col mio ragazzo. Dato che andavamo
Serena Malaspina: Centro America, avevamo questo viaggio in programma, abbiamo pensato di trasformare appunto questo viaggio in un'esperienza e quindi provare a vedere se ci fossero dei centri disponibili appunto che offrivano le cerimonie di Ayahuasca in un setting, quindi in un contesto
Serena Malaspina: che fosse serio, sicuro, protetto, perché a quel lato lì era assolutamente fondamentale. Dopo un po' di ricerca abbiamo trovato questo centro fuori Antigua e abbiamo avuto la prima chiamata, quindi molti mesi prima, con le due donne che gestiscono il centro, Anna Sofia e Sasha. Abbiamo avuto una sorta di primo colloquio dove effettivamente c'è stata confermata la serietà, diciamo, lato loro. Quindi abbiamo prenotato questa esperienza quasi un anno prima.
Serena Malaspina: da lì è diventato il viaggio per l'Ayahuasca. Allora, come è stata la mia esperienza? Allora, nelle due settimane precedenti rispetto alla cerimonia abbiamo dovuto seguire una dieta abbastanza stretta. Quello che potevamo mangiare di fatto era riso, pesce, pollo per chi mangia carne, altrimenti legumi, verdure e frutta. Dopo queste due settimane di dieta, in ogni caso quando si arriva lì c'è da fare come prima cosa dopo aver...
Serena Malaspina: conosciuto insomma le altre persone, la cerimonia vomitiva, quindi di fatto bisogna rimettere. Nel nostro caso assumendo penso tre litri almeno di tè al lemongrass che in qualche modo aiuta a rimettere e questo serve per, anche se uno ha seguito la dieta, per eliminare le tossine che normalmente nella nostra vita assumiamo in vari modi consapevoli.
Serena Malaspina: spesso e dopo appunto questa questa cerimonia abbiamo avuto una parte di intention quindi diciamo dove una delle facilitator ci ha aiutato a definire quella che era la nostra intenzione per la cerimonia per la prima cerimonia in questo caso e dovevamo scegliere una parola
Serena Malaspina: essere accompagnare durante il percorso, come se fosse nostra ancora. Nel mio caso io come intention avevo messo lasciare andare tutto quello che non mi serve più, che non mi fa più star bene, e riferendomi a quei meccanismi che magari molto spesso mettiamo in atto per proteggerci, quando soffriamo, quando affrontiamo qualche momento di difficoltà crescendo, e che molto spesso però diventano ansie, paure, cose che
Serena Malaspina: ci impediscono di vivere liberamente sotto un certo aspetto. La mia parola era fiducia, perché ci sto lavorando da tempo però ho ancora il lavoro da fare. Nel nostro caso appunto eravamo cinque persone ed è stata per quanto mi riguarda, nella mia esperienza, molto importante avere un setting così intimo. Eravamo in una stanza, poi appunto per la cerimonia, una stanza con dei soffitti molto alti, delle vetrate.
Serena Malaspina: e a terra ognuno aveva il proprio lettino e poi c'era la postazione del maestro, dello sciamano, con una delle due facilitator che ci avrebbe accompagnato durante tutta l'esperienza, quindi se avevamo bisogno di qualcosa lo potevamo chiedere oppure lei in primis passava per controllare che stesse andando tutto bene. Fianco al nostro lettino avevamo una ciotolina per rimettere
Serena Malaspina: le fazzolettine dell'acqua, molto semplice come setting. La cerimonia è iniziata che erano più o meno le 7.30 penso, tutti abbiamo assunto l'Ayahuasca tranne la fascia di tetro, quindi anche lo shaman, il maestro, in realtà ho scoperto che a ogni cerimonia lui prende l'Ayahuasca, perché gli permette di accedere a quella dimensione.
Serena Malaspina: dove può operare con le energie che si creano nella stanza, quindi rispetto ai vissuti di ognuno, ma anche sui generi. Quindi ci offrono questo decotto che è composto dalla Chacruna e dall'Ayahuasca. C'era una specie di bicchierino, più o meno la metà, il gusto è terribile. Ci è stato chiesto di rimanere i primi venti minuti fermi, seduti, quindi di non sdraiarci, perché dovevamo aspettare che entrasse in circolo. E dopo venti minuti il maestro ha iniziato a cantare.
Serena Malaspina: Nel mio caso, come è stata la prima cerimonia? Sicuramente molto confusa. Diciamo che io mi ero guardata tutta una serie di documentari, avevo letto molto sul tema per capire le persone cosa esperienziavano, E quindi un po' cosa aspettarmi. Quindi diciamo che l'aspettativa è qualcosa a scomenda a non portarsi. Può essere interessante capire le storie degli altri, scoprirle, per me è stato molto interessante, però è importante capire che il percorso effettivamente è
Serena Malaspina: totalmente individuale, cioè dipende dalla parola che scegli, dall'intention che ci metti, dal tuo momento di vita, dalla tua storia di vita e non c'è un percorso uguale agli altri, cioè sono sempre diversi, ci possono essere dei tratti in comune, però è veramente molto individuale. Quindi io arrivavo con un piano intellettuale e razionale molto forte
Serena Malaspina: proprio perché diciamo che nella mia vita è la parte predominante diciamo e quindi ero lì per vedere cose e capire e interpretarle che è una cosa che normalmente faccio quindi tipo per esempio in terapia mi viene molto bene o nella vita mi viene bene sotto certi aspetti in questo caso appunto non è l'aspetto più indicato quindi io avevo un po' queste visioni iniziavo a
Serena Malaspina: percepire dei cambiamenti a livello sia sensoriale che proprio come delle visioni appunto molto vivide, Per esempio adesso citando in un paio mentre ero in posizione fetale avevo questa percezione di una sorta di porta sotto quello che era il cuscino, Una sorta di porta però nella quale mi sembrava di non poterci entrare proprio perché percepivo il limite del mio corpo, no? Dicevo ma...
Serena Malaspina: la porta è lì ma io sono qui, mi faccio entrarci, no? A queste realizzazioni seguiva confusione del tipo ma perché non riesco a entrarci ma dipende da me, non dipende da me, cosa significa? C'è stato un momento in cui ho visto una sorta di penso nativo americano che mi prendeva per mano e mi presentava ad altre persone nativo americane anche lì, durata un secondo e poi è andata via e io pensavo ma cosa significa?
Serena Malaspina: perché e poi intanto mi trovavo un po' in confusione chiamo la facilitatrice e ora le dico Anna Sofia io non riesco a capire cosa sta succedendo sono confusa lei fa va bene parlo con maestro a certo punto mi alzo di getto prendo la ciotola e rimetto ma rimetto in un modo veramente spaventoso per me per quello che vissuto in quel momento insomma è abbastanza schifoso da dire quindi se qualcuno non vuole sentirlo fate insomma avanti
Serena Malaspina: però di fatto era come se stesse rimettendo sia dalla bocca che dal naso e quindi la mia percezione era quella di non riuscire a respirare e allo stesso tempo avevo molta paura, molto timore perché era come se mi vedessi da fuori, Cioè non era non ero io che vedevo che stavo effettivamente rimettendo ma era come se mi vedessi da fuori che stavo rimettendo appunto in questo modo incontrollato. Avevo paura di aver vomitato di fatto in giro.
Serena Malaspina: e quindi di aver preso dentro altre persone o aver creato una situazione imbarazzante per altre persone. Quindi questa cosa anche l'ho notata, Dell'attenzione al contesto esterno, che è una cosa che faccio anche normalmente, in realtà sono sempre attenta a quello che succede, no? Poi anche lì, freddo, caldo. A certo punto sentivo molto freddo, quindi chiedevo ad Anna Sofia di mettermi le coperte e lì appena ho iniziato a rimettere mi toglievo strati, perché...
Serena Malaspina: avevo caldo. Quindi, insomma, una sensazione molto confusa e insomma incontrollata sotto certi aspetti. A un certo punto ho questa visione, che è una visione della mia, diciamo, tardi infanzia. Mio padre ha avuto problemi di dipendenze e beveva insomma un connubio che creava una serie di problematiche. Stava facendo una cura particolare per il fegato, molto molto forte.
Serena Malaspina: e in quel periodo i miei genitori si erano già separati e lui però veniva a trovarmi ogni tot e c'è stata una volta in cui lui è venuto a trovarci e c'è stata questa scena dove praticamente lui se l'è fatta addosso e io mi ricordo che proprio quando entrata nella porta e ho visto questa scena, sono rimasta sciocata, chiaramente. Poi mia mamma è subito intervenuta per me.
Serena Malaspina: diciamo sistemarlo, metterlo a posto, insomma lavarlo, eccetera eccetera. Però diciamo che questa scena qui è ritornata più volte nella mia memoria, ma è sempre stata tipo super passeggera, perché in quel momento non aveva assolutamente senso quello che stavo vivendo e non capivo. Quindi vedo questa scena nel frangente di veramente un secondo e poi niente. mio viaggio insomma un po' continua, molto sempre confusionale. A un certo punto quello che percepisco è una caduta libera.
Serena Malaspina: Come se stessi uscendo dal mio corpo e stessi sprofondando sotto, sotto al materassino, sotto alla terra e io iniziasse questa caduta. Questa caduta però mi portava a non percepire più il mio corpo ma neanche per esempio le mie vie respiratorie. Cioè a me sembrava di non riuscire più a respirare per esempio, Era proprio come se entrasse in un'altra dimensione. Cioè una caduta libera mentre mi muovevo e succedevano...
Serena Malaspina: però dove c'era il mio tentativo di uscire, di ritornare, tentativo che mi pareva poi infinito, non so per quanto tempo sia durata, sembrava un sacco, quindi ero lì così che tipo cadevo e dicevo Anna Sofia, il nome della facilitator, aiuto, però non avevo accesso alla dimensione reale, perché era come se stessi cadendo e fossi in un'altra dimensione, quindi non so neanche se effettivamente in quel momento ho chiamato Anna Sofia o se Anna Sofia...
Serena Malaspina: fosse lì, Però semplicemente io non ne rendevo conto perché non avevo più accesso a questo mondo. Quindi c'è stata sta caduta spaventosa. Proprio la sensazione di essere persa. Persa e confusa. come se stesse girando tutto. Ritornavo, poi riuscivo, ritornavo, poi riuscivo. Ero veramente molto spaventata. Perché dicevo, ma dove sono? Cosa faccio? Cosa sta succedendo? Non ho il controllo. Dopo questa sensazione...
Serena Malaspina: inizio ad avere un'attenzione sul mio stomaco. Inizio a sentire dei rumori, perché l'Ayahuasca è purgante, quindi la puoi rimettere da tutti i due lati, diciamo. Quindi ho iniziato ad avere una paura assurda di farmi addosso a tutti gli effetti. Allora la prendo, vado in bagno e mi rendo conto che poi in realtà non devo fare niente. Torno indietro e appena sono tornata indietro, nuovo questa attenzione è proseguita per tutto il tempo della cerimonia.
Serena Malaspina: non so esattamente a livello orario perché non avevo la percezione del tempo però questa attenzione, questo fastidio, questo continuo controllo dello stomaco, dell'intestino in questo caso e poi pensavo mamma mia ma pensa se dovesse succedere c'era sempre un po' questa lotta tra la parte più razionale di controllo che stava attenta e l'esperienza no? un certo punto apro gli occhi e sento tipo I love you, tipo così no?
Serena Malaspina: dicevo, saranno gli spiriti. Ok, sapevo che c'era questa possibilità di vedere o sentire gli spiriti, che molte persone la vivevano così, Voi, te, va bene, sono gli spiriti. Questi spiriti hanno, diciamo, un accento americano, mi sembra un po' strano, però va bene, ok? E poi sentivo fuori dalla parete, tipo dum dum dum, come se fosse un bambino che gioca a calcio e di solito tipo sbattela.
Serena Malaspina: palla contro la parete, per farla rimbalsare e sentivo sempre un bum bum bum così no, che strano, perché eravamo anche gli unici, eravamo anche un ambiente isolato. Sento questi rumori e inizio a pensare a magari un ricordo di infanzia che sta cercando di uscire perché sapevo che molte persone vivevano ricordi, me magari è successo quello di mio padre, però pensavo che ce ne fosse magari uno anche
Serena Malaspina: più intenso, più presente, più lungo. Quindi questa voce continua ad andare avanti, di nuovo in questo viaggio confusionale. E poi in certo punto apro gli occhi e guardo e la mia vicina di letto, Joyce, ragazza canadese, mi guarda e mi dice, io domani ce la faccio a rifarlo. Io m'ho detto, grazie! Pensavo tipo di essere l'unica ad aver avuto un'esperienza tipo negativa. E ci rendiamo conto che
Serena Malaspina: ragazzo davanti a noi, uno dei due ragazzi americani, in realtà lui che non aveva rimesso né durante la cerimonia vomitiva né durante la cerimonia di ayahuasca, praticamente gli ha fatto un effetto troppo forte, troppo troppo forte e infatti quando più o meno tutti gli altri si erano un po' ripresi lui continuava ad essere in un altro mondo ma in un altro mondo in più, cioè appunto faceva rumore almeno ci urlava, proprio diceva I love you
Serena Malaspina: I love you. Lui diceva questa cosa finirà o non finirà. Parlava di cose, no? Di cose anche legate probabilmente alla sua vita. Però è stato assurdo perché veramente non riusciva a capacitarmene perché noi eravamo già usciti dal viaggio diciamo, no? Dall'effetto. E lui era dentro, totalmente. In più l'altro ragazzo americano era un suo amico, quindi lui è andato poi sull'allerta ed è andato a aiutar Anna Sofia nel tenerlo perché lui poi si voleva muovere proprio,
Serena Malaspina: muoviva le gambe, faceva rumore, era tipo ossessato da questi spiriti diciamo simpatici perché grazie al cielo almeno dicevano i lobi non era una che dicevano cose negative però veramente quello è stato un momento che non capivo anche perché io pensavo che fossero spiriti come dicevo prima non avrei mai pensato che fosse una persona a reagire in quel modo, e soprattutto lui io poi sono rimasta ancora un po' prima di andare a letto perché avevo paura un po'
Serena Malaspina: Cioè da una parte ero poi distratta da questo aspetto, questa cosa che è successa, però allo stesso tempo mi sentivo molto safe in quell'ambiente, c'erano le luci calde, c'era diciamo la presenza di Anna Sofia, del maestro, quindi lo sciamano. Ero molto safe, avevo paura di tornare in stanza da sola e dormire lì, perché non lo so.
Serena Malaspina: Mi spaventava molto questa idea, sinceramente, perché avevo paura di vedere cose, di riperdermi di tutta una serie di cose. Quindi ho aspettato ancora un po'. Alle tre più o meno sono andata a dormire. La mattina dopo abbiamo fatto colazione, poi abbiamo fatto integrazione con Sasha, che è l'altra facilitator, e praticamente ho raccontato quello che ho vissuto.
Serena Malaspina: con parecchio giudizio anche, no? Per me era una cosa che avevo vissuto in maniera negativa, stop. Non riuscivo a capire quello che fosse successo, non riuscivo a capirlo mentre succedeva, quindi le porta un po' in riassunto per conti di quelle cose principali che avevo vissuto in mezzo a confusione, chiaramente non sapevo cosa aspettarmi e lei mi ha aiutato un po' a interpretare quello che era stato il mio viaggio spiegandomi
Serena Malaspina: tra l'altro che l'ayahuasca viene utilizzata come "medicina dell'anima". una medicina che prendi e ti fa vedere quello che tu hai bisogno di vedere, ti fa affrontare quello che tu hai bisogno di affrontare. a seconda della tua intention. Se tu vuoi affrontare qualcosa che hai dentro molte volte fa paura, cioè ci sono dei demoni che tutti noi abbiamo dentro, no? Di scheletri nell'armadio, quindi è molto comune in realtà che l'esperienza sia più negativa, forse, che positiva mentre la si vive. no?
Serena Malaspina: però dice la cosa importante è lasciarsi andare, avere fiducia nella medicina. E io quando avevo pensato al concetto di fiducia, avevo più pensato al concetto di fiducia in me, tant'è che la parola tipo trust l'avevo ripensata, ripensata, ripensata come ancora, però la vedevo tipo in più fiducia in me stessa nel riuscire a vivere quell'esperienza, Non l'avevo pensata come fiducia esterna a me. Quindi insomma un concetto suo è ragionato con lei, quello che
Serena Malaspina: ho chiesto era di lasciare andare quello che non voglio più che faccia parte della mia vita, quei meccanismi di difesa che si sono creati ma che mi limitano nel presente, in questo caso era il controllo. Chiaramente a livello razionale lo so, lo sapevo, viverlo in questo modo è stato molto diverso e soprattutto in maniera estrema, maniera estrema controllo di me, mio corpo, controllo esterno, quindi la cosa di quando rimettevo paura, il controllo della mia mente, dei miei pensieri,
Serena Malaspina: E poi mi ha detto che probabilmente l'origine, uno degli eventi scatenanti di questa necessità di controllare quello che mi succede attorno è è stato dato anche da questo evento che ho vissuto quando ero piccola, dove ho percepito l'assenza di controllo di mio padre in questo caso come un qualcosa che potessi vivere anch'io.
Serena Malaspina: Quindi è come se avessi iniziato a vedere il mondo in bianco e nero, Tipo, no controllo, si controllo. E quindi io, come prolungamento di mio padre in quel momento della mia vita, avevo la necessità e la responsabilità di avere molto controllo per evitare le situazioni di questo genere. E quindi ha parlato anche dell'importanza di tagliare il cordone sotto certi aspetti, capire che noi siamo dell'entità
Serena Malaspina: individuali, cioè chiaramente siamo degli animali sociali, ma la nostra identità, la nostra esperienza di vita, chi siamo noi siamo qualcosa di unico, E non siamo i nostri genitori, non sei responsabile del controllo emotivo dei tuoi genitori, non sei responsabile di come loro agiscono, di come loro vivono le cose, Non è una responsabilità che tu hai, è una cosa che in realtà probabilmente a livello inconscio
Serena Malaspina: per molto tempo ho pensato invece di avere questa sorta di responsabilità e soprattutto questo controllo, tu non hai potuto farlo, lo faccio io al posto tuo. Quindi capire questa cosa per me è stato molto importante e anche ragionare sul fatto che il contrario di fiducia è controllo e sotto un certo aspetto la fiducia è amore perché è un atto di amore, cioè un atto di fede, non puoi avere la certezza che l'altra persona non ti farà male, che...
Serena Malaspina: non ti lascerà, non puoi avere la certezza assoluta che non succeda. Avere fiducia significa quindi aprirsi all'amore sotto un certo aspetto e rinunciare a quel tentativo di controllo illusorio, chiaramente. Lei poi mi ha detto proprio che questa confusione che io sentivo era proprio il mio tentativo di controllare qualcosa che non dovevo controllare, cioè dovevo lasciarmi andare a avere fiducia. Lo sapevo a livello razionale, però per me è super difficile lasciarmi andare, Quindi dopo l'integrazione, insomma, abbiamo avuto tutto un tempo.
Serena Malaspina: per ragionare sulle cose, fare i giornali. poi quella sera, più sul presto, avevamo fatto poi la seconda cerimonia. La seconda è ultima. Quindi arriviamo, eravamo tutti un po' strani, diciamo, rispetto all'esperienza della sera prima. C'era chi l'aveva vissuta molto male, c'era chi, insomma, si sentiva molto confuso. C'era quel ragazzo americano del I love you che era veramente po' traumatizzato, perché poi lui molto introverso, cioè non si sarebbe mai aspettato
Serena Malaspina: di reagire in quel modo in primis e poi lui pensava di non parlare ad alta voce, no? Probabilmente non percepiva proprio l'ambiente esterno. Quindi niente, il maestro poi fa un paio di domande appunto su di noi. Il ragazzo dice che lui ne avrebbe preso una quantità minore. Poi dice tipo, la cicca lì, indicando me. Come sta, E io dico, guarda, l'esperienza di ieri è stata molto confusa e molto oscura sotto certi punti di vista.
Serena Malaspina: E niente, praticamente lui mi dice che ha visto in me tanta energia negativa all'inizio della cerimonia del giorno prima. Energia negativa data dal fatto di aver trattenuto delle emozioni e delle esperienze negative per molto tempo che hanno un po' intossicato altri aspetti della mia vita, Quando me l'ha detto io mi sono abbastanza spaventata. Si collega poi a una paura che ho fatta anche mia, quindi questa paura di essere cattiva che è stata generata da traumi che ho vissuto.
Serena Malaspina: che mi hanno portato questa convinzione interna, non la parte più inconscia. Quindi quando metto questa cosa dell'energia negativa ho detto no. Però mi ha spiegato tu non hai avuto fiducia nella medicina, non ti sei lasciata andare. Quindi questa tua lotta è stata una lotta in mezzo a una nuvola nera, non ti portava da nessuna parte perché non vuoi cercare di controllare la medicina, devi abbandonarti. E io ho realizzato effettivamente che
Serena Malaspina: aveva senso quello che stava dicendo molto e infatti ho messo come come intention dopo aver ragionato sulle integrazioni in particolare voglio abbandonarmi all'esperienza senza cercare di controllarla e avendo fiducia nella medicina. è quello che scritto, perché assumeva veramente senso poi sulla base di quello che avevo vissuto e quello che mi è stato poi spiegato il fatto appunto che la medicina ti mostra quello che devi vedere.
Serena Malaspina: Quindi devi avere fiducia che quello che stai vivendo è giusto, no? E non va interpretato, non va capito, non va compreso in quel momento, va solo vissuto. Infatti un'altra cosa che mi avevano detto era tu vivi quello che vivi e poi dopo lo capiamo noi, Lo capiamo in fase di integrazione, non serve che tu la capisca mentre lo vivi. Molto interessante come cosa, perché normalmente cerco di capire le cose mentre succedono, no? Mi viene molto difficile
Serena Malaspina: viverle senza comprenderle. niente, dopo che il maestro ha detto questa cosa mi fa, mi raccomando, fai fede a quello che hai scritto, apriti, abbandonati e abbi fiducia. Un concetto che avevo sentito in varie testimonianze era questo della dissoluzione dell'io, della morte dell'ego, che è un concetto molto legato alla spiritualità, che
Serena Malaspina: appunto il nostro ego, il nostro io è molto forte, il modo per avere la connessione di tutti e con quello che ci circonda, l'universo, è proprio tramite questa sensazione di dissoluzione dell'io, che chiaramente fa molto paura anche da immaginare, Quindi insomma, stessa procedura del giorno prima, inizia poi a cantare il maestro, ci mettiamo giù dopo venti minuti, perché il maestro poi cosa faceva anche durante la sera lui, non l'ho detto rispetto a quella precedente, però
Serena Malaspina: quello che lui faceva era muoversi continuamente. Cantava gli Icaros, che sono dei canti in una lingua nativa che hanno questo ruolo di assorbire le energie negative e muovere le energie, E cantava questi Icaro a fasi alterne e suonava degli strumenti oppure una cosa che facevano era utilizzare tipo il tabacco, quindi fumavano e ci...
Serena Malaspina: specialmente inizialmente ci creavano una sorta di barriera attorno alla nostra testa dove ci diciamo proteggevano appunto da tutta la parte di spiriti maligni, quindi c'era molto questa cosa di purificazione e anche durante la sera stessa il maestro si spostava utilizzava tutti i suoi strumenti da persona a persona andare a livellare le energie probabilmente.
Serena Malaspina: però era proprio un rituale, era molto particolare. Chiaramente lo vedevi poco, perché la maggior parte dei momenti eri in un'altra dimensione, però in certi momenti l'ho visto in un'azione anche su altre persone. Insomma, dopo che mi sono messa giù in posizione fetale, ho iniziato per cercare tipo... Come se ci fosse una sorta di marcia sacrificale quasi, po' legata...
Serena Malaspina: al mondo maya dove sacrificavano le persone ma in maniera positiva in realtà c'è nel senso era una questione di onore tante volte, una percezione di sacrificio diverso rispetto a quello che magari abbiamo noi, chiaramente la concezione della morte. Quindi c'era questa marcia che continuava ad andare, po' di colori, cose così e lì dicevo sarà la marcia
Serena Malaspina: del sacrificio del mio io, Quindi probabilmente devo morire. Dicevo, però come si fa a morire? È seguito una serie di scene di possibili morti. Non è che avevo paura, non capivo come si si facesse. Quindi anche lì la mia parte è un po' tipo, ma posso, non posso, riesco, non riesco? E questa cosa è andata avanti tantissimo. Poi ad un certo punto apro gli occhi e percepiva attorno a me il tutto in maniera
Serena Malaspina: normale che strano, detto, probabilmente non mi sta facendo effetto o non l'ho preso abbastanza, quindi chiamo Anna Sofia e dico Anna Sofia io non sento niente, non è che ho rimesso, cioè quindi è strano perché di solito, cioè il giorno prima per esempio, ho rimesso abbastanza presto, E invece niente, mi fa non ti preoccupare, la medicina fa effetto in ondate, Quindi in questo momento anche se
Serena Malaspina: hai la percezione che sia tutto normale, stai aperta e ricettiva perché magari ti parla in altri modi. Mi metto giù e dopo un po' inizio a sentire di nuovo tutto che inizia un po' a perdersi. Quindi il mio corpo inizia a muoversi lentissimo, poi chiudevo gli occhi e mi perdevo di nuovo come quella caduta libera che avevo percepito anche il giorno prima. Quindi chiamo Anna Sofia e dico Anna Sofia per favore vieni e le do la mano tipo e lei rimane lì con me.
Serena Malaspina: paura di perdermi. Allora lei mi dà la mano, mi mi abbraccia, no? È stato molto bello perché a quel momento ha avuto un attimo di calma poi, Poi lei intanto continua a girare, ad un certo punto di nuovo torna un pochino cosciente e percepivo che devo rimettere e quindi mi maniera molto più consapevole del giorno prima che invece è stato un po' congetto, no? Mi risiedo, prendo la mia ciotolina, metto lì, insomma alla fine sono uscita.
Serena Malaspina: Mi rimetto giù, nuovo inizio a sentire la sensazione di perdita che avevo sentito il giorno prima, quindi questa sensazione di vuoto, di caduta, di non riuscire ad avere il controllo a tutti gli effetti, ma di essere proprio nel mio corpo. È una cosa che avevo chiesto prima che iniziasse la cerimonia ad Anna Sofia, era se dovessi sentirmi ancora così, con quella paura, cosa posso fare? Lei mi diceva, torna al tuo respiro, ricordati che anche la cosa peggiore che puoi vivere
Serena Malaspina: in realtà tu sei safe in quel momento, è solo un viaggio, è solo un'esperienza che stai vivendo però di fatto il tuo corpo è lì e sei al sicuro e quindi questa seconda volta ho utilizzato molto il respiro per tornare ed effettivamente mi ha aiutato molto non ho avuto il livello di perdita che ho avuto il giorno prima quindi ritorno così, poi di nuovo dovevo rimettere però era diverso anche lì, sentivo che dovevo farlo e quindi mi preparavo per farlo
Serena Malaspina: A certo punto mi metto lì con la mia ciotolina e lì ho iniziato a vedere le cose stranissime. C'era la ciotola davanti a me che da piccola diventava gigante, diventava piccola di nuovo, la mia mano che andava lentissima quando si muoveva, le pareti che si allargavano, si richiudevano. Cioè c'è stato tutto uno stravolgimento della mia percezione spaziale che mi ha spaventato molto perché dicevo cosa sta succedendo, no?
Serena Malaspina: è stato tutto molto confusionale e in quel momento dove mi sentivo veramente persa, la ragazza di fianco a me, quella canadese mi ha dato la mano, Come per dire, sei tranquilla, sei al sicuro. Io tipo, questa cosa mi ha proprio radicata nel momento, detto, ok, sono al sicuro. Mi rimetto giù e ho, diciamo, questa visione, era come se avessi questo buio attorno.
Serena Malaspina: e vedessi in lontananza una piccola fonte di luce calore. Non so se avete presente quando c'erano le foto dei bambini nella pancia, quella luce calda che si percepisce, Come se fosse una sorta di origine, ma molto circoscritta lì, E ho iniziato a capire delle cose ma senza provare a capirle, solo ricevendole, no? Come se...
Serena Malaspina: capisci immediatamente quello che mi succedeva attorno senza coinvolgere la parte di analisi e ragionamento, cioè proprio le cose mi arrivavano immediatamente. Ho visto questa luce e ho capito che era amore di fatto, Era amore ed era legato a questa amicizia d'infanzia con cui
Serena Malaspina: fin da quando eravamo piccole abbiamo avuto, diciamo, delle ferite che ci siamo fatte a vicenda, noi che poi ci siamo portate avanti, che si sono tramutate in mille altre cose, però in un modo o nell'altro la nostra vita poi è sempre stata connessa per altre connessioni, Però era come se ci fosse stato originariamente una grossa ferita, una rottura, che poi ci siamo portati dietro in maniera inconsapevole, ognuno aveva la propria narrazione, la propria percezione.
Serena Malaspina: del proprio ruolo all'interno della relazione, Non c'è mai stata, come dire, una... dialogo aperto, vulnerabile, che indirizzasse poi questa ferita originaria, Che poi si è tramutata. Non c'è stato un punto di rottura dove da tutto a niente, stato molto reiterato nel tempo. Quindi, in quel momento, capito che con questa ferita originaria, questa...
Serena Malaspina: questa amicizia, questo dolore che è stato provato per tutto appunto in fase infantile, è come se questa fonte d'amore, questo rubinetto d'amore fosse stato chiuso. Ed è una cosa che chiaramente poi mi sono portata dietro tutta la vita, come un po' la sfiducia generale o l'attenzione estrema nei rapporti, questa sensazione per percezione che qualcosa potrebbe succedere, Quindi mi sono resa conto di quanto
Serena Malaspina: Era un po' come le scene di Avatar, dove si ricollegano all'albero. In questo caso era come se, accettando di riconnettermi, lasciassi andare tutto, senza cercare chi ha ragione, chi ha torto. Lasciare andare e perdonare. Tramite questo perdono e questa riconnessione, questo rubinetto appunto si era aperto e questa luce dorata ha iniziato a espandersi ovunque nel mio campo, diciamo, visivo.
Serena Malaspina: e anche me. Quindi è stato assurdo perché io ho iniziato a sentire questa sensazione di amore, come se fluisse in me questo liquido dorato che dava questa sensazione bellissima di calore, di sicurezza, di tranquillità. Ed è come se avesse sentito questa forte, fortissima sensazione di sorellanza. Quindi ho visto tante donne che hanno fatto parte della mia vita, che fanno parte della mia vita, come tutte unite tra loro.
Serena Malaspina: Se io crescendo ho sempre preferito i rapporti uno a uno, proprio perché la parte più collettiva mi ha sempre un po' spaventata. So che la community è una cosa positiva, soprattutto per i percorsi di guarigione. A livello emotivo ne facevo ancora fatica molto a percepirlo. Invece in questo momento ho sentito proprio una sensazione di sorellanza, come per dire, andando a lavorare su questa ferita, riconnettendomi a questa ferita lenendola,
Serena Malaspina: Quello che ho lasciato fluire è stato amore, stata fiducia, è stata sorellanza, anche l'energia femminile che sotto un certo aspetto alla quale ho rinunciato per tanto tempo, perché per me era diventato tutto obiettivi. Obiettivi, esci con il massimo dei voti, un lavoro che ti paga bene, fai progetti, fai iniziative, una sorta di validazione.
Serena Malaspina: esterna del mio valore, no? Come se non riuscissi a essere ma più a fare. Questa sensazione di amore, fiducia e sorellanza dentro di me era anche allargata. Cioè, come se io in questo buio che prima vedeva attorno, iniziasse a vedere delimitato questa specie di alveare, un alveare infinito, appunto anche un piccolo colore un po' dorato con tutte le lucine, un paese.
Serena Malaspina: sera, no? Ma molto bello, molto caldo. Un alveare è abitato da donne, donne che si supportavano a vicenda e ognuno aveva il proprio ruolo e c'era un ambiente di scambio, c'era un ambiente di supporto reciproco, c'era un ambiente dove tramite l'empowerment, la forza interiore, ogni donna si supportava a vicenda, ogni donna condivideva quello che era il suo talento, la sua capacità, le sue qualità dell'essere con le altre in un ambiente di supporto.
Serena Malaspina: reciproco e quindi questa realizzazione immediata delle donne nella società patriarcale, ognuna di noi l'ha percepita. in modo diversi, la difficoltà del farcela, dell'affrontare qualsiasi aspetto, sia dal lavoro, alla sessualità, alle relazioni, gli scuole, cioè questa aspettativa, questa discriminazione, anche anche se sottile molte volte, però la percepisci dentro, questa paura di di essere attaccata, indifesa, non supportata.
Serena Malaspina: In questa visione non c'era più, perché il messaggio era se ci uniamo e ci supportiamo a vicenda con questo mosse, da questo, diciamo, spirito di sorellanza, siamo al sicuro. E tutti gli altri problemi che abbiamo sono di solito il tentativo nostro di noi contro il mondo, po', oppure il non posso, non riesco, non ce la faccio. Però in questo ambiente di
Serena Malaspina: sorellanza, di scambio, di supporto, ognuna riesce ad accedere al massimo potenziale che ha. Ed è stato rivelatorio, mi sembrava che veramente tutti gli altri problemi ai quali io normalmente mi affaccio, mi affaccio sempre da una prospettiva molto individuale, molto io devo riuscire, Invece qui era un noi, cioè dove dove finisce la mia capacità c'è la capacità di qualcun altro che può aiutarmi e viceversa, no?
Serena Malaspina: Quindi proprio da questa visione di scambio, competizione o confronto. Qui era proprio l'unione e la collaborazione ed era una cosa bellissima, probabilmente la sensazione più bella che io abbia mai sentito. E la percepivo dentro tutto il corpo, quasi non sapevo dove metterla, Tant'è che ricordo che ho chiamato Anna Sofia e gli faccio, Anna Sofia io sento questa sensazione di amore fortissimo, io non so cosa farmene, no? E lei mi fa, tienilo un po' per te.
Serena Malaspina: Poi vedevo che la ragazza canadese di fianco a me in quel momento si vedeva che era abbastanza persa e quindi io ho visto che Anna Sofia è andata di fianco a lei, E gli ho detto, Anna Sofia posso darle la mano? Allora lei le ha chiesto se potesse e detto di sì. Poi gli ho dato questa mano. Quindi si è creato un attimo questo triangolo di me, Anna Sofia e la ragazza canadese ed è stato bellissimo perché, no, questa per se
Serena Malaspina: di sorellanza era anche lì. Quindi mi ricordo che tipo allungavo la mia mano verso la ragazza canadese e proprio le volevo dire, guarda che qualsiasi cosa tu stia affrontando adesso, non sei da sola a farlo, cioè tu puoi accedere a questa sensazione di sicurezza, calore, supporto che abbiamo qui in questa fortezza e poi dopo la mia parte è più diciamo di ragionamento, forse.
Serena Malaspina: sotto un certo aspetto, in fase di chiusura, mi faceva ragionare anche sul progetto Essere Serena, che già nasceva con questa idea sotto un certo aspetto, ma dal punto di vista più intellettuale. Qua è stata proprio una cosa più emotiva del tipo, l'unico modo per raggiungere il massimo potenziale individuale di vita, accedere a quello che ci meritiamo, a quello che vogliamo, a quello che spesso non sappiamo neanche di volere, Perché ci auto limitiamo, appunto. Per accedere a tutto quello che è
Serena Malaspina: in noi e fuori nel mondo, tutto quello che di bello possiamo vivere è fondamentale il supporto collettivo e imparare ad essere con sé e con gli altri. Quindi vedevo proprio Essere Serena come un'evoluzione, sono in un momento in cui sto capendo come trasformarlo da progetto alternativo rispetto al mio lavoro primario a diventare mio lavoro.
Serena Malaspina: mia missione a tutti gli effetti. Insomma questa componente è stata veramente forte, assolutamente inaspettata, ma chiara. Veramente mi ha dato chiarezza. Quella è la direzione. Poi potrà prendere mille forme diverse, però la direzione e la missione è quella. Quindi questa sensazione mi è durata tantissimo. Il giorno dopo ho fatto l'integrazione sempre con Sasha, gliela ho raccontata e lei mi ha detto proprio...
Serena Malaspina: non c'era tanto da spiegare. Lei mi ha detto che ti sei lasciato andare, ti sei permessa di capire l'origine emotiva, Forse di questa mancanza di fiducia, di questo poi controllo, erano situazioni diverse ma molto legate. Se nella prima cerimonia hai sperimentato molto la tua controllo, paura, perdita, nella seconda lasciandomi andare mi son permessa di lasciare andare il controllo, di vivere amore, di vivere
Serena Malaspina: fiducia di vivere sorellanza che appunto non era neanche la sorellanza non era neanche pensata e valutata da me come possibile quindi avevo fatto poi una cerimonia finale di dei fiori dell'acqua tiepida dove ci hanno benedetti di fatto il maestro anche ha detto proprio io vi sono a differenza fra la prima e la seconda è come se fossi passata da questa
Serena Malaspina: nuvola nera di confusione e di negatività e questa nuvola col tempo si fosse dissipata, Permettendoti di accedere alla tua vera natura, no? A quello che hai dentro, che hai sempre avuto lì. Anche se è difficile d'accederci, anche se coperto da tutta una serie di protezioni, eccetera, è sempre stato lì, Comunque. Era più difficile da capire.
Serena Malaspina: Probabilmente l'integrazione durerà ancora del tempo, nel senso che ho parlato con Anna Sofia, appunto, una delle fasi di tetra, lei mi ha detto proprio, io sto ancora rielaborando un'esperienza di oltre un anno fa, no? Probabilmente salterà fuori, continueranno a riproporsi in maniere diverse, però devo dire che è stato assurdo. È stata veramente l'esperienza più assurda della mia vita, più unica e anche più rivelatoria, se vogliamo, no?
Serena Malaspina: fra tutte le varie attività che fatto è veramente incredibile perché si va a lavorare su qualcosa di diverso rispetto a quello a cui siamo abituati nel nostro mondo. È chiaramente un'esperienza che non raccomando a una persona che non è adeguatamente pronta, che ha le condizioni per essere pronta, perché ci sono appunto anche
Serena Malaspina: le persone per le quali non è indicato, quindi deve essere sicuramente una scelta consapevole, bisogna avere una buona dose di coraggio e essere pronti ad affrontare quelli che sono gli aspetti più oscuri del proprio essere, affrontarli per lasciarli andare. Quindi probabilmente a me la terapia, l'EMDR, ero già pronta.
Serena Malaspina: ad affrontare quell'aspetto. E sebbene fossi pronta, comunque ha avuto un sacco di resistenze. Ribadisco chiaramente un'esperienza molto individuale, può essere vissuta in maniera totalmente diversa, importante. Secondo me da una parte è destigmatizzare e decolonizzare la nostra apertura mentale sotto quello che è comunque una tradizione che viene portata avanti da millenni, che rappresenta una cultura che non è la nostra.
Serena Malaspina: per la quale bisogna portare rispetto. In questo caso io sono grata appunto al Maestro per avercelo permesso, di fatto. E niente, sono contenta che ho anche la possibilità di poterne parlare e comunicarlo ad altre persone e appunto parlarne in maniera più a profondità scientifica antropologica con Tania Re nell'episodio.
Serena Malaspina: del broadcast. Non è un invito a farlo, perché non è una cosa appunto, ribadisco, leggera per niente. È molto molto difficile, molto molto dura, fare veramente tanto paura, però vi consiglio allo stesso tempo di approcciarvi al tema, semplicemente con con l'interesse, apertura mentale, e capire che effettivamente quello che viviamo e che pensiamo che rappresenti la nostra realtà è solo un granulo di polvere nell'infinità e nulla.
Serena Malaspina: Questa è stata la mia esperienza, insomma è video molto lungo, spero vi abbia trasmesso qualcosa per qualsiasi domanda, per qualsiasi ulteriore commento, qualsiasi cosa, potete farmelo sapere e vi rispondo insomma come posso, sulla base della mia conoscenza esperienziale, non accademica o altro. Se siete in un percorso di crescita interiore o di terapia, potete seguire Essere Serena su Instagram, TikTok o sul canale YouTube, oppure...
Serena Malaspina: ascoltare il mio podcast, Essere Serena Podcast, con esperti del benessere mentale, fisico, emotivo, spirituale su Spotify, Amazon Music o Apple Podcast. Grazie per aver ascoltato questo video, spero che vi sia piaciuto e alla prossima!
Serena Malaspina: 📌 summary, keywords, takeaways
Serena Malaspina: Keywords
Serena Malaspina: Ayahuasca, guarigione emotiva, terapia, crescita personale, esperienza spirituale, trauma, benessere mentale, comunità, supporto, introspezione
Serena Malaspina: Summary
Serena Malaspina: In questo episodio, Serena Malaspina condivide la sua intensa esperienza di guarigione emotiva attraverso l'Ayahuasca. Racconta il suo percorso personale, le motivazioni che l'hanno spinta a intraprendere questa esperienza e le rivelazioni che ha avuto durante le cerimonie. Attraverso la sua narrazione, esplora temi di trauma, controllo, fiducia e la potenza della comunità e della sorellanza nel processo di guarigione.
Serena Malaspina: Takeaways
Serena Malaspina: Serena Malaspina condivide la sua esperienza di guarigione emotiva.
Serena Malaspina: L'Ayahuasca è spesso stigmatizzata ma ha potenzialità terapeutiche.
Serena Malaspina: La preparazione per la cerimonia include una dieta rigorosa.
Serena Malaspina: La prima cerimonia è stata confusa e rivelatrice.
Serena Malaspina: Il controllo può ostacolare il processo di guarigione.
Serena Malaspina: La seconda cerimonia ha portato a una profonda sensazione di sorellanza.
Serena Malaspina: La fiducia è fondamentale nel processo di guarigione.
Serena Malaspina: L'esperienza di Ayahuasca è altamente individuale.
Serena Malaspina: La comunità e il supporto reciproco sono essenziali per il benessere.
Serena Malaspina: Serena intende trasformare il suo progetto in una missione di vita.
Serena Malaspina: Sound bites
Serena Malaspina: "La mia esperienza Ayahuasca."
Serena Malaspina: "L'esperienza è totalmente individuale."
Serena Malaspina: "La Ayahuasca è medicina dell'anima."
Serena Malaspina: Chapters
Serena Malaspina: 00:00 Introduzione all'Esperienza di Guarigione Emotiva
Serena Malaspina: 02:58 La Scoperta dell'Ayahuasca e il Percorso Personale
Serena Malaspina: 06:04 Preparazione e Contesto della Cerimonia
Serena Malaspina: 09:04 La Prima Cerimonia di Ayahuasca
Serena Malaspina: 11:45 Visioni e Riflessioni durante l'Esperienza
Serena Malaspina: 14:52 Interpretazione e Integrazione dell'Esperienza
Serena Malaspina: 20:58 Lezioni Apprese e Riflessioni Finali
Serena Malaspina: 23:14 La Fiducia come Atto d'Amore
Serena Malaspina: 26:31 Abbandonarsi all'Esperienza
Serena Malaspina: 29:40 La Dissoluzione dell'Ego
Serena Malaspina: 34:14 Riconnessione e Sorellanza
Serena Malaspina: 39:47 Il Potere del Supporto Collettivo
Serena Malaspina: 45:40 Riflessioni Finali e Integrazione
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