Essere Serena
Copertina dell'episodio 78: Vivi o Sopravvivi? Ormoni, Perimenopausa e Longevità con Lucia Riganelli
EP 7852 min

Vivi o Sopravvivi? Ormoni, Perimenopausa e Longevità con Lucia Riganelli

con Lucia Riganelli - Ginecologa, PhD in scienze endocrinologiche e biotecnologie della riproduzione

ASCOLTA SU

SpotifyApple PodcastsAmazon MusicYouTube

DESCRIZIONE

Stanchezza attribuita allo stress, sbalzi d'umore attribuiti al carattere: e se dietro ci fosse la biochimica? Con la ginecologa Lucia Riganelli parliamo di ormoni sessuali come neuro-ormoni che agiscono prima di tutto sul cervello, di perimenopausa, di ciclicità e di quanto sonno, movimento e stress pesino sull'equilibrio ormonale.

“Cambia la percezione di sé, e succede già cinque anni prima che la mestruazione si interrompa. La vampata, quando arriva, è tardi.”

CONDIVIDI

WhatsAppFacebookXEmail

CAPITOLI

  1. La perimenopausa, la fase di cui non parla nessuno

  2. Gli ormoni sessuali agiscono prima di tutto sul cervello

  3. Cycle syncing: seguire le fasi invece di combatterle

  4. I sintomi che scambiamo per carattere

  5. Sindrome premestruale: non è normale stare così

  6. Contraccezione ormonale, cosa sapere prima

  7. Stress, cortisolo e squilibrio ormonale

  8. Sonno, movimento e alimentazione: le abitudini che pesano

ARGOMENTI

ormoni sessualiperimenopausamenopausaciclo mestrualesindrome premestrualecycle syncingestrogenineuroormonilongevità femminileprevenzione ormonalecontraccezione ormonalestress e cortisolo

EPISODI CORRELATI

EP 77

Smetti di Rimandare la Tua Felicità: Ansia, Stress e Confronto Sociale con Rodolfo Vittori

EP 76

Chi Diventi Quando Nasce un Figlio? Maternità, Identità e Trasformazione con Nina Gigante

EP 75

Ti Stai Perdendo (per) Amore? Confini, Libertà e Paura dei Legami con Massimo Giusti

Ti è piaciuto questo episodio? Lascia la tua mail e ti tengo aggiornata: nuovi episodi, incontri dal vivo e quello che scrivo.

Tutti gli episodi

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Lucia Riganelli: è oggi più problema quanti anni perché l'aspettativa di vita raggiunge 85 anni perché la medicina ci ha portati a quelle grandi età, ma il problema è ci arrivi. Questa è la chiave.

Serena Malaspina: Benvenute e benvenuti in un nuovo episodio di Essere Serena Podcast. La domanda di oggi è, quante volte ti è capitato di attribuire la tua stanchezza allo stress, i tuoi sbalzi di umore al carattere, senza mai chiederti se dietro ci fosse magari qualcosa di più? Oggi ho il piacere di parlare con Lucia Riganelli, ginecologa con Ph.D. in Scienze Endocrinologiche e Biotecnologie della Riproduzione Umana. Benvenuta Lucia, grazie per essere qui.

Lucia Riganelli: Salve Serena, grazie veramente dell'invito.

Serena Malaspina: è un gran piacere davvero averti qui e sono contenta insomma di parlare di tematiche così importanti e che ancora purtroppo non troppo conosciute a tante persone come dovrebbero. per esempio io adesso compirò 30 anni quest'anno ed è un tema che quello degli ormoni, mi sono affacciata negli ultimi anni non era una cosa che ho mai considerato con l'importanza che invece ha e quindi ti chiederai un po' anche in base alle donne che ci ascoltano che possono avere magari fasce di età diverse che cosa sono

Lucia Riganelli: Certo.

Serena Malaspina: anche un po' le basi rispetto al tema degli ormoni che dovremmo un po' conoscere

Lucia Riganelli: Certamente, allora, ovviamente la tematica è un po' però sicuramente il motivo anche per il quale sussiste questa necessità di discutere di alcune tematiche di natura ormonale parte dalla perimenopausa, come dico io la perimenopausa è quella sconosciuta, perché è quella fase ormonale che anticipa la menopausa che è l'assenza della mestruazione. quindi forse squilibri ormonali intesi come una ridotta qualità di vita. Questa può essere magari un'accezione che potremmo valutare più nello specifico e cominciare a dare nome e cognome appunto a questa fase ormonale fondamentale a cui saranno sottoposte tutte le donne. Le donne in menopausa e perimenopausa sono 13 milioni in Italia. Capiamo l'entità della problematica misconosciuta? Cioè è normale che nel 2026 si parla di perimenopausa da 2-3 anni. Questo è accaduto perché anche la sensibilità dei medici di ginecologi, degli endocrinologi, dei medici di base che dovrebbero essere dei grandi attori sono stati quasi impossibilitati a parlare di menopausa a causa di alcuni studi condotti nel 2000 che hanno fatto sì che si parlasse sempre meno di menopausa per la paura di iniziare una terapia ormonale. direi innanzitutto conoscere se stesse, anche fare un diario, io spesso dico alle mie pazienti, fatevi un diario così conosciamo in modo più appropriato e specifico la mestruazione. Che cos'è la mestruazione per la donna? È un tentativo, non andato a buon fine, di riproduzione, che è la motivazione per la quale, diciamo, la specie ha fatto sì che nella donna ci fosse associata sia appunto alla produzione degli ormoni sessuali a livello ovarico ma anche quella della riproduzione quindi noi dovendo ricevere il prodotto del concepimento che è la gravidanza questo ha fatto sì che nel tempo si sviluppassero tutti quei meccanismi proattivi affinché ciò accadesse è normale che ora siamo decontestualizzate io parlo molto spesso della natura purtroppo oggi siamo già contro natura, tu non so se questa cosa l'avevi valutata siamo contro natura perché biologicamente la donna rispetta e rispecchia la propria funzione mammifera laddove riesce ad effettuare una riproduzione altrimenti subentrano quelle che sono le problematiche di patologia della sindrome premestruale del ciclo mestruale abbondante tutte cose che la donna tra virgolette la mammifera non dovrebbe sperimentare per la quale la natura non è riuscita ad adattare geneticamente, epigeneticamente appunto la problematica della non gravidanza reiterata potremmo parlare di squilibrio ormonale in un ciclo di una ragazza in età riproduttiva perché per esempio se non si ha una ovulazione brillante quindi se non si ovula brillantemente ecco che subentrano dei meccanismi per i quali la fase della pre-mestruazione che è la fase pre-mestruale è quella che ti può dare la cosiddetta sindrome pre-mestruale che è una vera entità nosologica perché io ho alcune pazienti che hanno sindrome premestruale, che veramente vivono un inferno dal punto di vista umorale, di sensazione del proprio corpo, del gonfiore, non dormono, sono irritabili. Tutto questo inficia una qualità di vita che ad oggi è molto ricercata che sia stabile e quasi perpetua in funzione del benessere, perché poi capisci come subentrano le problematiche socio-culturali di risposta. Si cerca di risolvere il problema ma spesso non è molto risolvibile, a meno che non si interviene anche farmacologicamente in alcune fasce di età.

Serena Malaspina: Certo e non so cosa ne pensi Lucia, ma personalmente da quando ho scoperto banalmente le diverse fasi del ciclo mestruale che appunto è qualcosa che dovremmo conoscere molto prima ma alle volte appunto non ci viene veramente insegnato, perlomeno a me non è stato insegnato.

Lucia Riganelli: c'è veramente una lacuna importante per le basi fisiologiche dell'apparato riproduttivo, dovremmo sapere cosa abbiamo in corpo sia noi che gli

Serena Malaspina: molto d'accordo e appunto personalmente quando ho scoperto qualche anno fa, quindi molto recentemente diciamo, le diverse fasi, per me è stato molto interessante riflettere su quanto diciamo anche la pretesa che abbiamo da noi stesse di un livello di energia anche sempre molto statico. Giornalmente tutto uguale, mi alleno allo stesso modo, faccio le cose allo stesso modo e per me scoprire invece un po' questa energia in flusso mi ha fatto un po' cambiare la percezione e anche la rigidità che magari avevo nei miei confronti.

Lucia Riganelli: ottimo si chiama cycle syncling significa essere ciclici nella risposta alle istanze socioculturali e biologiche quindi nella fase iniziale, qui appena finisce la mestruazione che è la fase follicolare in cui si producono tanti estrogeni, la donna è molto più forte da tutti i punti di vista sia biologico ma anche mentale di risposta allo stress con l'ovulazione all'acme perché gli estrogeni sono molto più alti rispetto alla media e poi c'è decremento di tutti gli ormoni con l'aggiunta della presenza del progesterone che serve appunto a far raccogliere a livello uterino la gravidanza e quindi lì dovremo rispettare un po' più la nostra fisiologia e anche per esempio modificare lo stile di vita, l'attività fisica e l'alimentazione, ad una coccola per la donna. Quindi i primi 15 giorni dalla mestruazione che finisce molto attive, dopo più a secondare i nostri bisogni biologici funzionali rispetto al ciclo mestruale che fa parte di noi, cioè lo dobbiamo accettare. Ce l'abbiamo noi. Io dico sempre l'uomo è molto flat. Quando l'uomo va in andropausa è un discorso molto più continuativo in termini di sensibilità personale nel riconoscerla qualche uomo neanche la sperimenta questa è la grande differenza fra uomo e donna perché è un po' a fletto, cioè il testosterone diminuisce in questo modo, un po' più lineare e l'aging che si ha in ambo i sessi è quello che sia nell'uomo che nella donna si verifica dai 30-35 anni di età quindi l'aging è una cosa a cui andiamo incontro tutti ma voglio sottolineare questo aspetto mentre per la donna questa problematica dell'aging viene intensificata con la perdita della produzione degli ormoni sessuali e ti spiegherò magari poi se ti interessa la motivazione nell'uomo questo non accade quindi persiste solo l'aging che è graduale nella diminuzione di tutte le funzioni vitali mentre nella donna ha la massima espressione tra la perimenopausa e la menopausa si conclama poi negli anni post menopausali quindi nella donna è molto più interessante la tematica della prevenzione rispetto comunque all'uomo che la va ma ad apprezzare con molta gradualità nella donna è tranchana purtroppo e la motivazione se voi possiamo fare questo aggancio di biologia è perché nell'ovaio che è una ghiandola endocrina la natura ha messo due proprietà quella della produzione del follicolo e quindi dell'ovocita colui che sarà poi responsabile della riproduzione si incontra poi col gamete maschile, si fa l'embrione e l'embrione fa la gravidanza ma lo stesso follicolo oltre all'ovocita produce anche gli ormoni sessuali femminili estrogeni progestinici e qua si va ad innescare la problematica chiave della perimenopausa-menopausa con appunto la perdita graduale della riserva ovarica queste funzioni attraverso dei feedback cerebrali con l'ipofisi e l'ipotalamo vengono meno e quindi si attuano dei meccanismi di rescue biologici quindi diminuisce la riserva ovarica, non si ovula più bene, cosa succede a livello ipotalamo-ipofisi? Si fanno iperproduzzi estrogeni, quindi la donna si trova in una fase della propria vita ad avere tanti estrogeni. Questi tanti estrogeni vanno su tutti i target tessutali periferici cardiologici neurologici del tessuto adiposo osteomuscolari quindi le stroggiono su tutti i target e fa sì che si sviluppino delle risposte epigenetiche tipiche quindi una iperespressione recettoriale con tutti i sintomi per esempio della disforia io ho molte donne che hanno questa fase della perimenopausa con iperestrogenismo sembra quasi una menopausa perché il recettore si desensibilizza se andiamo più nel profondo della biochimica, cioè una desensibilizzazione recettoriale all'iperproduzione estrogenica. Questa iperproduzione è dovuta dal fatto che non si ovula più bene perché la menopausa è una evenienza fisiologica, è una transizione fisiologica che tutte le donne supereranno. Quindi il mio messaggio è ottimistico, prevenire per sapere cosa a cui andiamo incontro. a questa iperproduzione estrogenica poi però purtroppo subentra la menopausa che cos'è la menopausa? è l'assenza di produzione degli estrogeni quindi te capisci in un sistema che era abituato ad avere tanti estrogeni cosa succede? c'è un tilt dal punto di vista del sistema immunitario del microbiota del microcircolo tutta questa problematica di natura ormonale si va ad innescare in questa transizione fisiologica per la quale la donna va in premenopausa e menopausa lasciata a se stessa perché se si capisse come funziona sarebbe anche più ironico, ci si scherza su poi adesso vedo anche tante comiche che si mettono a parlare di perimenopausa e menopausa devo dire è molto interessante, un altro modo di veicolare questo messaggio

Serena Malaspina: Assolutamente. Almeno, come dire, si allarga la portata, anche la modalità in cui forse si può parlare. E parlavi appunto dell'importanza della prevenzione e ti chiederei, in generale, quali sono magari i segnali forse più comuni che le donne tendono a ignorare o a, diciamo, normalizzare senza sapere che magari potrebbero essere di origine ormonale?

Lucia Riganelli: Certo, questa è una domanda molto interessante perché, ricordiamocelo tutte, gli ormoni sessuali sono neuro-ormoni. Il target primario è l'encefalo, il cervello che è composto da vari strati emozionali istintivi e poi la corteccia che regola l'intelletto ma questi strati hanno tutti i recettori degli ormoni sessuali prevalentemente estrogenici progestinici, interessantemente anche androgenici, testosterone e DHEA addirittura gli studi ci fanno vedere come il cervello si li autoproduce gli androgeni c'è una produzione intracrina e intracerebrale di questi ormoni pensa come interessante e come importante e come sono strettamente collegate ma questo perché? perché la riproduzione è vita per la specie e quindi è tutto correlato cioè noi viviamo per questo poi che oggi la nostra cultura e società si sia evoluta in altre maniere questo non significa che non dobbiamo rispettare la nostra biologia quindi i sintomi cardini già dalla sindrome premestruale in età fertile si estrinsecano le problematiche cognitive faccio un esempio è uscito uno studio i dati sono stati pubblicati da poco in cui parla del primo sintomo a cui la donna deve stare attenta prima che scompaia la mestruazione. Si parla di sintomi cognitivi, sono tutti correlati alla nostra percezione del sé. Cambia la percezione del sé e questo accade dai 5 anni prima dell'interruzione della mestruazione. Quindi la menopausa, la vampata, è già tardi. perché la vampata subentra in assenza di estrogeni, invece la problematica cognitiva comportamentale anticipa questa fase. quindi dobbiamo prestare attenzione alle sintomatologie legate a squilibri ormonali, l'irritabilità, la depressione, l'irascibilità, la tristezza, la fragilità emotiva. Quello che vedo spesso è che viene una donna fragile, mi capita molto spesso, ma non fragile perché lo è, anzi, poi per raggiungere gli standard la donna si iperattiva e quindi da là pure si stressa, aumenta lo stress per raggiungere i target se gli ormoni non ti seguono. Ecco perché dico che la prevenzione inizia già dai primi sintomi e per la sindrome premestruale in tutte le fasce d'età e per la perimenopausa quando si parla appunto di donne intorno ai 40 anni. Anche questa forse è una precisazione che dobbiamo fare io e te. La perimenopausa non è detto che arrivi a 40 anni. Intanto che cos'è? È una fase che anticipa diciamo la menopausa che l'assenza della mestruazione. Mediamente, perché noi in medicina ragioniamo come degli statistici, mediamente a 51 anni e mezzo, ma la curva gaussiana nella sua distribuzione standard, a due grandi ali finali che sono un 10% c'è chi va in menopausa prima, c'è chi va in menopausa dopo di 51 anni e questo tratto di menopausa, adesso ti metto la pulce nell'orecchio, non è ereditabile geneticamente perché la donna si è già riprodotta, questo è un po' difficile di concetto quindi anche su questo non è stata possibile una deriva genetica come per esempio per altri tratti ereditabili, no? C'è stata una modifica che è stata acquisita per essere ereditata dalle generazioni future. La menopausa non è rientrata perché l'aspettativa di vita è quella che vediamo ad oggi grazie ai successi della medicina, di salute pubblica, di prevenzione. Fino al 1920, l'età media era 50 anni, 40 anni, ma parliamo di persone che stavano molto bene. mangiavano tutti i giorni che non avevano problematiche di carestie, guerre. Cioè l'evoluzione mammifera è cento anni che è così come noi la vediamo, nemmeno cento anni, forse post bellica 80 anni, non è proprio facile capire questa grande... di correlazione. Quindi tutte le donne che andavano in menopausa erano già praticamente finivano la loro vita, erano morte perché andare in menopausa presupponeva i 50 anni, 40, 50, ma la mortalità era 30 anni, 40. Capito cosa ti voglio comunicare? Che non è stato possibile per la natura studiare dei metodi per far sì che si riproducesse la donna che andava in menopausa a 60 anni e non quella che andava in menopausa a 40.

Serena Malaspina: Non lo sapevo questo aspetto, è molto interessante. appunto degli equilibri ormonali hai citato vari vissuti che magari vengono collegati ad altre motivazioni e non alla parte ormonale, ma questo è vero anche una fase precedente di vita, cioè penso appunto a chi magari ci sta ascoltando che ha 25-35 anni

Lucia Riganelli: Certo, è la sindrome premestruale di cui parlavamo. Sai, le problematiche benigne, la patologia benigna della donna da quando mestrua è all'ordine del giorno, poi la resilienza culturale fa sì che si dica, c'ha il dolore, è normale. Questo io vedo spesso, poi c'è la mamma illuminata che porta la figlia a visita e diciamo questo fa sì che ci sia una connessione, un ponte anche no? Fra la famiglia e il curante. Se noi minimizziamo queste problematiche è normale che trascuriamo quella donna che ha dolore per esempio ma anche una patologia cronica degenerativa come per esempio l'endometriosi. Quindi tutti i sintomi vanno annotati: fare il diario, diario della mestruazione, mestruo come sto fino a metà ciclo e dopo, prima della mestruazione. Quanto soffri durante la mestruazione da 0 a 10? calcolando che 0 è nulla e 10 potrebbe essere per esempio una colica renale o un infarto che non hai mai provato però pensa a un dolore glielo raffiguro per fargli capire l'importanza del dato no? e mi dicono magari 7, 7 è tanto Non siamo tutte uguali, non sperimentiamo il dolore nello stesso modo perché esistono anche dei fenomeni allodinici di sensitizzazione centrale ovvero quando si hanno questi dolori mestruali con un'infiammazione cronica sistemica che purtroppo determina un aumento dell'infiammazione generalizzata quindi le citochine impazzite e questo si ha con endometriosi con adenomiosi tutte queste patologie croniche il problema è che c'è la vulvodinia il colon irritabile la cistite interstiziale tutte queste patologie che sembrano nulla. Magari una nonna ti dice mettiti una borsa dell'acqua calda e finisce là. Si vanno ad innescare in una modulazione della corteccia cerebrale. Il dolore si spande, trova posto, non so come fartelo capire, è complesso, si chiama homunculus, trova posto, trova posto e molto spesso c'è anche una sovrapposizione di aree quindi la donna magari che ha il colon irritabile e le coliche ha magari dolore da endometriosi accentuato perché sono delle aree vicine di diciamo percezione delle fibre dolorifiche del dolore si chiamano fibre C hanno la stessa via quindi non possiamo trascurare questi aspetti oggi nella medicina chiamiamola 3.0 che è la medicina della qualità di vita

Serena Malaspina: io ho sempre avuto una mestruazione molto dolorosa nel crescere era diventata una caratteristica di me, senso che quando mi arrivavano io stavo male e lo sapevo che primi due giorni era così. E anche le prime volte, parlandone con mia madre, lei mi ha detto che anche per me è sempre stato così fino a quando non ha avuto te. E mia nonna allo stesso modo. E quindi penso anche a questo fattore del normalizzazione, tra virgolette, perché è già successo a generazioni precedenti. Invece magari ci sono delle amiche che... avevano tipo zero dolori e allora io dicevo semplicemente sono sfortunata e diventa proprio un po' un tratto personalità vista

Lucia Riganelli: Sì.

Serena Malaspina: da un punto di vista poi individuale, purtroppo.

Lucia Riganelli: assolutamente corretto. è un'istanza socio culturale di sopportazione e di resilienza spesso, no? Quindi bisogna capire la quota parte della tua qualità di vita che viene meno in quei giorni. Io ragiono così, lo sopporti, ti va bene anche perché puoi parlarne con la mamma e con la nonna, crea anche un rapporto di complicità, si abbassano pure i sistemi di allerta, no? Ci si rilassa. Quindi per carità non siamo tutte uguali, magari te non hai patologia, adesso non voglio a pensare a cose non correlate alla realtà però non è sempre così perché poi c'è invece la ragazza, l'endometriosi è una su dieci e tanto, si porta questa patologia cronica che si può prevenire Ormai nel 2026 come si tratta il raffreddore, si trattano queste cose perché ci sono studi ventennali anche su dei farmaci molto appropriati che fanno sì che in assenza di gravidanza questa patologia non si sviluppi perché la cura è la gravidanza spesso, no? Si dice vuole una gravidanza o no nei counseling quando si scopre magari l'endometriosi, si vuole una gravidanza o no? Perché sono due programmi terapeutici distinti se la paziente non vuole la gravidanza deve essere messa in condizioni di non avere la patologia cronica che peggiora col tempo.

Serena Malaspina: e penso anche a un fattore che è anche la difficoltà di molte donne a seconda della loro banalmente diciamo posizione geografica e oltre che chiaramente culturale cioè socioculturale però certe città in certi posti è più facile accedere a certe informazioni e a certi diciamo professionisti professioniste preparati e preparati sul tema io sono cresciuta in un paese molto piccolo e devo dire che conosco tante ragazze che hanno girato decine, decine, decine di ginecologhe, ginecologi, eccetera, proprio perché magari non riuscivano a capire mai che cosa avessero. quanto sia importante anche sentire testimonianze e appunto imparare a conoscere, a riconoscere alcuni aspetti che poi riguardano la qualità anche della nostra vita.

Lucia Riganelli: è in realtà una democratizzazione dell'informazione, no? Però io dico sempre questo, noi abbiamo in Italia delle università fantastiche, fanno anche attività cliniche in alcuni centri di alto livello, quindi nel dubbio rivolgersi sempre, questo è il mio consiglio, all'università, al reparto di appartenenza dell'università, del proprio capoluogo, io adesso non so, ogni capoluogo avrà una università. mi sembra più semplice piuttosto che andare di persona in persona a scegliere, perché poi lo specialista è specializzato, se non si chiamava generalista, è specializzato magari sui fibromi.

Serena Malaspina: ...

Lucia Riganelli: magari tu vai là gli racconti la tua storia della sindrome premestruale ti guarda pure un po' dice vabbè ma è pure giusto non siamo tutto non possiamo fare tutto anche se poi la mia visione è il contrario che chi segue la donna in queste fasce di cambiamento ed età dovrebbe più avere una medicina meno specialistica ma più a 360 gradi su molti aspetti perché fanno crosstalk, parlano fra di loro alcune istanze ormonali recettoriali quindi per me poi la visione è molto più di insieme però se noi cerchiamo una patologia specifica conviene andare dallo specialista di riferimento ma in università sono pubblicati è più facile accedere e non andare e poi magari andando da un universitario tipo dire guarda il mio collega si occupa di questo ti mando da questo per cercare poi la specialità si occupa della tua problematica. Quindi ragionate in questo senso, cercate l'informazione nei luoghi in cui si fa istruzione, cui si fa ricerca, in cui si fa anche ricerca e attività clinica. Io vengo da lì, sono fiera del mio percorso universitario e post. Sono il frutto di questa visione di insieme ampia che mi contraddistingue. È stata anche la mia sensibilità però ho avuto la possibilità perché si seguivano più di ricerca.

Serena Malaspina: molto interessante questo aspetto anche per rivolgersi direttamente magari all'università le persone che ci lavorano che si stanno formando che si sono formate proprio perché penso che sia ovvio di qua perché magari anche io ho fatto il mio percorso universitario ma era su una certa diciamo verticale e quindi a parlare diciamo che lo sto facendo un po' col podcast se vogliamo con reparti differenti però è molto utile perché altre una persona rischia di allontanarsi da certi temi che in realtà la riguardano appunto in prima persona e che portano poi anche tutta una serie di decisioni scelte di vita che possono portare alla sua vita.

Lucia Riganelli: si chiama counseling, pretendete il counseling, bisogna discutere, parlare dei vari aspetti, non si può, il sintomo, è vero che esiste l'arte della maieutica, ce lo insegna Ippocrate voglio dire, però bisogna condividere il percorso di trattamento con la paziente. molto più bello e molto più responsabile anche da parte della paziente stessa perché poi c'è uno scarico, si pensa alla pillola magica ma non è quella, è un percorso connaturato veramente all'evoluzione nel tempo. si sceglie insieme perché oggi gli approcci terapeutici sono molteplici, si estrinseca con la pillola, io spesso vedo, prendo la pillola per questo, io già lì impazzisco Risolvere i problemi con la pillola estroprogestinica spesso è veramente decontestualizzato oggi. Bisogna prima valutare endocrino metabolicamente la paziente come sta. Si racconta alla paziente al momento attuale quali sono le criticità metaboliche e poi si sceglie una contraccezione se serve. Ma il metodo contraccettivo non è per forza la pillola estroprogestinica. Esistono la spirale medicata al progesterone o no, c'è l'impianto sottocutaneo, ci sono una serie di cose che si possono utilizzare, la pillola estroprogestinica perché no, ma la pillola poi si divide in minipillola in gergo e pillola estroprogestinica, voglio dire anche c'è un mondo e l'individualizzazione, il trattamento è la chiave per la qualità di vita migliore che si possa desiderare. facciamo il diario dei sintomi sempre capire la biologia che alberga in noi. Siamo cicliche, l'uomo è flat, e questa ciclicità ci dà una serie di sintomi che nell'uomo neanche immaginano, cioè l'uomo non immagina quanto il sistema, perché sono neuro-ormoni gli ormoni, quanto il sistema... diciamo della corteccia sia influenzato e anche il limbico sia influenzato dalla ciclicità ormonale tutti gli assi anche dopaminergico, gabaergico, serotoninergico quindi tutti quelli deputati ai reward anche sono diciamo influenzati dalla recettorialità estroprogestinica è ciclica

Serena Malaspina: Ma rispetto anche a decidere di prendere dei contraccettivi anche che siano appunto ormonali, nel momento in cui si prendono bisogna sapere il proprio setting diciamo di base ormonale prima di prenderli? Cioè come funziona rispetto

Lucia Riganelli: Allora la mia visione sì, perché per me è un momento di eseguire un counseling, quindi voglio dire sapere quando si prescrive un farmaco, no? La persona che hai di fronte, quindi valutarla anche dal punto di vista metabolico, glucidico, lipidico, di familiarità, se bisogna andare ad indagare qualcosa, farsi anche che sia un percorso a lungo termine perché te già sai tutto. Non so se hai capito, già sai le tue criticità e dove devi lavorare per migliorare. Quindi per me è anche un momento di racconto, di condivisione. La scelta poi di un eventuale contraccettivo che non è per forza una pillola estroprogestinica. Anche se lo è, in alcuni casi è mandatoria.

Serena Malaspina: Invece qual è il ruolo dello stress in quello che è poi l'equilibrio ormonale? Cioè nel senso è qualcosa che deriva più da uno squilibrio, impatta l'equilibrio che poi lo rende squilibrio

Lucia Riganelli: ma guarda è un crosstalk periferico ridicolizzare e banalizzare lo cortisolo alto io sono un po' orestia, cerco sempre causa organica però gli studi sostengono che ci sia un iper cortisolemia di basso grado che cos'è? è una produzione di base del cortisolo a cui assistiamo tutti i giorni dato anche per esempio dalle luci perché questo asse viene attivato dalla retina che sempre sveglia quindi si ha una iper di cortisolo nei momenti in cui invece magari il mammifero andava a dormire perché non c'erano le luci artificiali, quindi si vanno a riscrivere quei pattern da cui noi deriviamo e questa riscrittura determina appunto un ipercortisolemia di basso grado. Questo è anche lo stress inerente per esempio alla di tutti i giorni si vive a volte in condizioni in cui si pegna come se ci fosse diciamo un orso che ci corre dietro anche quello determina un ipercortisolemia reattiva di basso grado questa cosa fa iperattivare l'asse ipotalamo ipofisi surrene e fa sì intanto che si producano meno ormoni sessuali perché si chiama pregnenolone steal questa problematica di natura appunto surrenalica perché se si produce il cortisolo non si possono produrre gli ormoni sessuali, anche lì è biologia, se il mammifero è stressato non si può riprodurre e la natura anche là ci mette un bel nodo sulla riproduzione quindi vedi come sono influenzati gli ormoni anche dallo stress di basso grado che non significa c'ho il cortisolo alto significa che si sviluppano quei pattern di riscrizione dell'ipercortisolemia di basso grado che vanno a poi modificare perifericamente anche le recettorialità tessutali periferiche e neurologiche e ovariche. Addirittura uno studio molto interessante di neurofisiologia, di neuroanatomia vede che le ovaie rispondono agli stessi recettori del cortisolo quindi per esempio la riserva ovarica aumenta o diminuisce in base allo stress che la donna subisce. correlazione biunivoca tra la cortisolemia e la riserva ovarica perché ci sono gli stessi recettori per il cortisolo nelle ovaie, questa è una scoperta recente.

Serena Malaspina: Assurdo!

Lucia Riganelli: quindi non è cortisolo alto è uno stile di vita di questi tempi che purtroppo determina questa caratteristica di avere sempre una reattività di base non stare mai tranquilli no? che cos'è la tranquillità? Alla fine poi intervisterai un filosofo e glielo chiedi

Serena Malaspina: Faccio una domanda. No, però è interessante perché poi le persone, cioè le donne soprattutto, molte volte hanno tante preoccupazioni differenti, penso alla famiglia, al lavoro, alla casa, tante, è come se fosse un po' sempre attivata su prenderti cura di tante volte,

Lucia Riganelli: Non è un problema solo del lavoro, problema del ciclo mestruale in quel momento, i figli. Creano tutte queste cose messe insieme, creano un volano di iperreattività del sistema nervoso e del sistema autonomo. Questa iperreattività che poi determina tutte quelle cose a cui siamo abituati anche oggi a vedere. Magari non si pensa neanche alla nostra biologia, ai figli. magari lavorativi, poi ti ritrovi a 40 anni in difficoltà. Ecco perché dico, siate consapevoli della vostra biologia, sin dagli albori, dal primo ciclo mestruale.

Serena Malaspina: quindi immagino che il tema appunto delle abitudini quotidiane, dal sonno, alimentazione, movimento, ci hanno un grosso impatto sul bilanciamento ormonale fondamentale direi,

Lucia Riganelli: ritrovare il rispetto del ritmo circadiano è alla base dei protocolli di longevità in tutto il mondo rispettare veramente il ritmo sonno-veglia oggi ma chi non cena le 9 di sera con le luci artificiali ma chi nessuno e quella invece è proprio la base la chiave in questo caso un mio consiglio che è anche molto carino è accendere le candele che non è luce artificiale comunque una luce soffusa Questo potrebbe essere fatto per esempio quando diciamo fuori è buio e a casa comunque le attività sono ancora presenti, un po' per rispettare il ritmo circadiano, l'esposizione anche alla luce. Quanti di noi si espongono la mattina alla luce? Questa è una disciplina che dovremmo tutti introdurre nella nostra qualità di vita, appunto che è l'esposizione alla luce solare, perché tutti gli studi ne sostengono gli immensi benefici anche di quella lunghezza d'onda del raggio nella produzione di vitamina D. Le prime luci.

Serena Malaspina: ci sono altre abitudini che diciamo sono normalizzate e che sono molto dannose per quello che è appunto l'equilibrio ormonale?

Lucia Riganelli: sicuramente vogliamole tutte, il sonno è uno di quelli, sai ci svegliamo con la sveglia, chi è che non si sveglia con la sveglia? è anche vero che dovremmo ripristinare questo ritmo sonno-veglia in base a essere attivi e proattivi la mattina e accompagnarci con una tranquillità quando il cortisolo poi si abbassa alla sera, quindi lasciare tutte le attività intense la mattina e la sera essere un po' più calmi, più interessati ad una naturalità di vita, essere meno frenetici. Io per esempio una cosa che consiglio spesso è non allenarsi la sera, invece purtroppo la maggior parte delle persone è obbligata magari. la mattina quindi avere più flessibilità nel lavoro può indurre un allenamento mattutino che gioverebbe a maggior ragione sull'asse proprio del cortisolo quello di cui parlavamo prima quindi l'allenamento serale è una cosa che dovremmo veramente evitare come un'altra cosa per esempio è alimentarci con la luce del sole che è lì rispettare questo binomio di ritmo sonno-veglia, ritmo circadiano nell'alimentazione, quindi mangiare la mattina, rimangiare magari a pranzo e poi cenare prima che il sole tramonti o comunque al tramonto non andare oltre. Già queste potrebbero essere delle grandi chiavi di longevità che potrebbero modificare in maniera positiva la traiettoria dell'invecchiamento rallentandolo, perché poi questa è un po' la chiave. L'altra cosa è la qualità della scelta dell'alimentazione, quindi usare il cibo come messaggio epigenetico cellulare. Tutto ciò che introduciamo deve essere un messaggio al nostro DNA per la produzione poi appunto di tutte quelle sostanze, gli ormoni che ci occorrono per fare la sintesi proteica. quindi tutto ciò che entra dovrebbe essere filtrato come utile e quindi questa metodica fa sì che te vai a rallentare o ad aumentare l'invecchiamento in termini di longevità nella curva l'alimentazione sana perché molto spesso uno si pensa che mangia sano ma non è così noi purtroppo andiamo al supermercato il 99% dei cibi sono ultra processati anche il latte oggi lo yogurt non è più lo yogurt a cui eravamo abituati fino a 50 anni fa e comunque il nostro microbiota, nostro corpo, la digestione entra in relazione a questa problematica di non abitudine ecco perché ci sono delle allergie delle intolleranze pure che sono subentrate perché il cibo essendo ultra processato ti capisci che è come se fosse un antigene entra nel corpo e va ad attivare dei pattern infiammatori che partono dal microbiota prevalentemente quindi anche un alimento rispettare la materia prima al chilometro zero rispettare le grandi macro aree di alimentazione Non è vero che non bisogna mangiare il carboidrato, ma sicuramente i raffinati e gli ultraprocessati ridurli al minimo. Poi dipende cosa vuoi. Se non hai interesse nell'aiutare la curva della longevità a non avere delle deflessioni va bene. Se però ci tieni a te stesso e stai bene, vuoi avere un invecchiamento perché tutti invecchiamo. È una chimera, stanno studiando dei protocolli, ma comunque invecchiamo tutti. la Food & Drug ha dato l'ok al primo trial sulla valutazione di alcuni farmaci che determinano appunto il rallentamento dell'invecchiamento attraverso le sirtuine che sono questi geni deputati all'invecchiamento cellulare. Quindi voglio dire, dipende anche che cosa si vuole, quindi non demonizziamo nulla, non è quell'alimento, è la disciplina, la regolarità nell'introduzione degli alimenti che fungono da rallentatori dell'invecchiamento da acceleratori non è quello sgarro che fai una fetta di torta un bicchiere di coca-cola cioè non lo so, sto dicendo l'assurdo ma è cosa fai tutto l'anno

Serena Malaspina: mi sembra che le donne debbano avere un occhio di riguardo in più rispetto a quello che è proprio equilibrio ormonale appunto perché in qualche modo è continua e soprattutto appunto questa fase ciclica volte non lo consideriamo un fattore da tenere in considerazione, ma in realtà parte proprio del nostro star bene o meno.

Lucia Riganelli: bisogna conoscerlo, identificarlo, rispettarlo e possibilmente trattarlo in base alle evidenze scientifiche delle linee guida internazionali dell'EBM, quindi affidarsi a chi fa anche ricerca in questo ambito perché gli studi sono tantissimi che ormai mettono in relazione per esempio quanto è importante data la perdita di massa ossea e muscolare nella donna dai trent'anni di età un esercizio contro resistenza, quindi sviluppare la forza muscolare, perché quello ci consente di stare sulle proprie gambe da grandi a 70 80 anni, quindi come possiamo avere una longevità sana. Non è oggi più problema quanti anni perché l'aspettativa di vita raggiunge 85 anni nelle donne, non è più quanti anni e come arrivi perché la medicina ci ha portati a quelle grandi età, ma il problema è come ci arrivi a 80 anni. Questa è la chiave. Quanto sei fragile, quanto non riesci ad essere autonoma, consapevole. Noi dobbiamo evitare che si inneschi un invecchiamento di fragilità e che la degata marginale, che è quella poi pre-morte, perché tutti moriamo, ma vale la pena vivere fino a 100 anni magari con grandi problemi e prendere tanti farmaci? chiedo a te, cioè saresti interessata ad avere una medicalizzata

Serena Malaspina: Assolutamente.

Lucia Riganelli: longevità sana sarebbe l'Healthspan quindi come raggiungere un'ottima qualità di vita da grandi. E da qui l'esercizio fisico, l'alimentazione in senso proteico, le proteine demonizzate, ma ci sono delle grammature che vanno rispettate, che aumentano nella donna, per esempio, in alcune fasce di età e di variazioni ormonali indotte dalla biologia, perché c'è una operazione maggiore e una richiesta maggiore ormonale. Tutto va contestualizzato in base alla fase ormonale in cui ci troviamo.

Serena Malaspina: se una persona, ascoltando, inizia a sospettare di avere uno squilibrio ormonale, da dove si comincia? Anche quali esami possono aiutare a chi rivolgersi?

Lucia Riganelli: Sicuramente inizierei dal diario dei sintomi quindi me lo studierei 2-3 cicli, me li studierei bene. Valuterei magari anche ricercando sui motori di ricerca perché no, io non demonizzo assolutamente la ricerca consapevole. Poi è normale si discute con lo specialista che forse ne sa un pochino di più perché lì c'è una profilazione che ti induce e poi ti dà dei risultati però se ne discute anche insieme e sicuramente dai 35 anni di età effettuare una valutazione endocrino-metabolica per fare il punto zero è fondamentale quindi profilo glucidico, vedere gli zuccheri, l'insulina, l'emoglobina glicata, il colesterolo demonizzato anche lui lo chiamerei più profilo lipidico quindi colesterolo HDL, i trigliceridi e alcuni markers specifici molto più sensibili che si fanno oggi oppure per esempio gli ormoni in seconda giornata per vedere anche la riserva ovarica come sta evolvendo. e detto questo sicuramente poi mi rivolgerei a delle figure come il ginecologo, l'endocrinologo, tutti e due che mi possano aiutare a capire la mia situazione e da lì effettuare un counseling fondamentale scegliere poi se serve ma non è detto che serva, occorra. Magari già con un'attività fisica particolare si possono risolvere tante problematiche di stanchezza, di scarsa concentrazione. L'ultima scoperta, la più grande scoperta degli ultimi tempi è stata valutare il muscolo, cioè capire che il muscolo è un organo endocrino, è una ghiandola. Questa ghiandola sotto stress, quindi sotto allenamento di forza, produce degli ormoni si chiamano miochine, sono degli ormoni che produce il muscolo il target delle miochine sai quale è? Tutti i tessuti che puoi immaginare dal sistema immunitario, il microbiota, il tessuto cerebrale addirittura fa aumentare alcune porzioni della corteccia cingolata anteriore che è quella deputata anche al movimento perché fanno crosstalk, parlano, quindi esercizio di forza è il maggiore antiaging che esiste. Quindi anche lì valutare la tipologia di allenamento in funzione della fase ormonale dell'endocrino metabolica in cui si è, è veramente la chiave per il successo terapeutico per quanto mi riguarda.

Serena Malaspina: molto interessante e ridà anche un po' questa idea dell'importanza delle nostre scelte giornaliere e che poi alla fine non devono essere chissà quanto diverse tra loro Diventano poi delle routine fondamentalmente, cose anche molto fattibili che non aggiungono stress ma forse lo riducono.

Lucia Riganelli: lo eliminano perché se sai bene cosa devi fare sono dei presupposti, l'attività fisica, l'alimentazione corretta proteica specialmente per la donna rispettare il più possibile il ritmo circadiano, possibilmente ridurre l'ipercortisolemia di basso grado, quindi staccarsi dagli schermi il prima possibile, usare anche degli escamotage che facciano sì che ciò possa essere realizzabile. Io dico spesso non sei un cardiochirurgo o un chirurgo trapiantista, voglio dire, o il manager d'alta finanza, loro l'hanno scelto, noi no, e quindi spesso magari staccare il telefono quando torni a casa, che è un luogo sacro. di rigenerazione, potrebbe essere forse un'ottima idea e magari poi invece la mattina riattivare precocemente le attività, perché si è già più reattivi dopo che si è riposato bene. Perché poi se non fai bene tutte queste cose, il primo problema che hai è sul sonno. Si perde proprio la coordinazione perché si riscrivono delle tappe, pure le neuronali, quando c'è un ipercortisolemia reattiva di basso grado. Il sonno che viene perso per prima, pensa.

Serena Malaspina: e poi si va ad un effetto un domino, no? Su tutto il resto.

Lucia Riganelli: quando puoi andare avanti ad essere concentrato perché produci più cortisolo, perché sei in allerta, sei stanco, quindi per avere e soddisfare quelle cose che ti sei prefissato devi comunque garantire che ciò avvenga e quindi sei sempre stressata e poi alla fine purtroppo tutti i nodi arrivano al pettine, Arrivi al momento di non ritorno e invece presaggiamo.

Serena Malaspina: Lucia, io chiuderei con un format di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. La prima è, qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Lucia Riganelli: sicuramente io vado a passeggiare quando vedo che comunque però lo faccio spesso perché alla fine non mi costa vado a passeggiare in un parco vicino casa mia quindi nel verde cerco la connessione con gli alberi con l'erba col verde vado spesso questo devo dire mi rigenera sono un'altra persona i pensieri negativi si allontanano

Serena Malaspina: La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio?

Lucia Riganelli: Io posso leggo, non ho tempo, purtroppo questa è una cosa che mi pesa molto, però una cosa che adoro è la lettura e vado veramente in down se non riesco a leggere qualcosa che mi interessa, quindi leggo, leggo altro, non medicina,

Serena Malaspina: L'ultima è quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirata maggiormente nel tuo percorso.

Lucia Riganelli: è interessante, il mio mantra è un po' la disciplina che batte il talento, perché la disciplina veramente è quella che rende un sogno possibile forse è la disciplina, darmi delle regole. Secondo me è la chiave per il successo, perché tu puoi avere tanti talenti, però se non metti in pratica la secondo me ti perdi. Quindi questo è il mio mantra, la disciplina, la disciplina che batte il talento.

Serena Malaspina: Molto bella e tra l'altro secondo me si collega benissimo un po' anche al discorso della prevenzione, delle abitudini e tutto quello che è il tema un po' della longevità Lucia io ti ringrazio molto tante fasi di vita e tante poi situazioni che possono essere differenti poi per ognuna di noi però in qualche modo credo che chi ci ascolterà scoprirà qualcosa e porrà attenzione su qualcosa che magari non considerava come così importante e quello può portare a cambiamenti molto molto positivi. Quindi grazie Lucia per aver condiviso il tuo sapere.

Lucia Riganelli: a te del tuo invito e della tua elevata sensibilità.