
Chi ti ha detto che non puoi? Condizionamenti, paure e viaggi in solitaria
con Francesca Di Pietro — Psicologa, travel coach, autrice
DESCRIZIONE
Il viaggio in solitaria sfata le convinzioni limitanti ereditate. Siamo cresciuti con un'idea di noi che non era nostra.
“Il viaggio in solitaria sfata tutte le convinzioni limitanti che ti hanno messo. Tutti noi siamo cresciuti con un'idea di noi che non era nostra.”
CAPITOLI
L'idea di noi che non era nostra
Convinzioni limitanti ereditate
Il viaggio in solitaria come sfida
Mettere in discussione le narrazioni
Trascrizione dell'episodio
Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.
Serena Malaspina: Benvenuti e benvenute ad un nuovo episodio di essere serena podcast. Oggi ho il piacere di parlare con Francesca Di Pietro. Benvenuta Francesca.
Francesca Di Pietro: Ciao, benvenute a tutti, grazie per essere qui ad ascoltarmi.
Serena Malaspina: Allora, il tema che trattiamo oggi è legato ad una macro domanda. Cosa succede quando impariamo a ritagliarci del tempo da soli e magari anche proprio a partire e viaggiare da soli? E oggi ne parliamo appunto con Francesca, che per chi non lo dovesse conoscere, è psicologa, travel coach, autrice del libro Il Bello di Viaggiare Da Soli e del blog Viaggiare Da Soli. E viaggiatrice solitaria soprattutto con all'attivo quasi 80 Paesi.
Serena Malaspina: Oggi oggi quindi esploreremo con lei perché viaggiare da soli può diventare un atto di libertà e trasformazione ed è un tema che mi sta particolarmente a cuore perché anche a me piace molto viaggiare da sole e racconterò meglio la mia esperienza nel podcast di Francesca Travel Therapy. E oggi quindi partiamo con una domanda perché ad oggi molto spesso abbiamo così paura di fare le cose da soli?
Serena Malaspina: Da dove nasce questa paura secondo te e questo blocco?
Francesca Di Pietro: Allora, in parte diciamo che noi, gli esseri umani, sono animali sociali, quindi sono molto abituati a stare in società, il gruppo è sicuramente un elemento di sicurezza. Ci sono sempre state le persone un po' eroiche, diciamo, nelle epoche precedenti, che facevano grandi imprese da soli o grandi viaggi da soli. Secondo me, nostra contemporaneità non c'è solo una motivazione prettamente antropologica, diciamo.
Francesca Di Pietro: ma c'è anche come un senso di impotenza che viene molto creato diciamo dai genitori del fare cose in autonomia ed secondo me è qualcosa che è prettamente nato diciamo dopo la seconda guerra mondiale nel senso che
Francesca Di Pietro: Prima era praticamente impossibile fare grandi cose perché che facevi si poteva andare al mercato ma non è che c'era questa grossa possibilità di fare. Poi quando si è avuta effettivamente la possibilità di muoversi più liberamente di fare esperienze di tutti i tipi.
Francesca Di Pietro: anche le donne, diciamo, che hanno avuto più potere di poter fare cose senza essere accompagnate, in realtà invece di essere incentivata e dalle figure genitoriali è stato molto castrato perché c'è sempre il tema del controllo. Quindi se io abilito mio figlio o mia figlia a essere una persona indipendente, indipendente vuol dire che a una certa se ne andrà da me.
Francesca Di Pietro: e non tutti i genitori sono pronti a questo passo, quindi se invece lo disabilito all'indipendenza cercherà sempre le figure genitoriali anche in età adulta ed è il motivo per cui tante persone della nostra generazione, io sono diciamo quella che si chiamava generazione X, quindi sono nata negli anni 80 e secondo me la nostra generazione
Francesca Di Pietro: anche rispetto alle generazioni precedente, quindi magari quella dei nostri genitori, è molto più dipendente dai genitori e non è solo una cosa legata al viaggio, ma io lo vedo anche legato alla vita di tutti i giorni. Cioè, noi siamo tentati, prima di prendere una decisione, di dire mamma, papà, ma secondo te il muro lo devo fare così? Non lo so, il...
Francesca Di Pietro: Devo comprare questa o quella macchina? Invece, non lo so, padre non ha mai chiesto un consiglio per comprare la macchina a suo padre, no? Quindi sicuramente c'è stata proprio una differenza educativa nella trasmissione del senso di indipendenza.
Serena Malaspina: Assolutamente. Hai toccato già tantissimi temi interessanti e in particolare l'aspetto culturale. Nel mio caso la prima volta che, perché appunto le prime esperienze all'estero che ho fatto da solo erano legate magari a vacanze studio, a Erasmus o l'anno sabbatico. E mi ricordo che quando avevo preso queste scelte ero una outsider, cioè nel senso una persona che non era la norma,
Serena Malaspina: e quando in realtà poi avvi questa esperienza e quello che scopri è quanto è diffuso in altre culture e quindi c'è l'Italia effettivamente anche proprio a livello culturale particolare forse no?
Francesca Di Pietro: Sì sì, guarda il motivo per cui io inizio a fare questo lavoro è esattamente quello perché quando mi sono ho chiuso un rapporto con un'azienda in cui avevo un contratto a tempo indeterminato mi sono presa del tempo per capire perché sono stata molto fortunata, mi hanno dato molti soldi per andarmene e quindi non avevo quest'ansia di dover trovare subito un altro lavoro ho detto beh adesso cerchiamo di fare una cosa che mi fa stare bene
Francesca Di Pietro: e quindi ho iniziato a viaggiare parecchio per parecchi mesi e non ho mai
Francesca Di Pietro: italiano mai neanche uno cioè sono stata tantissimo tempo in sud america ok magari non lo so forse se andavi in un hotel particolare o c'erano i vari gruppi di avventure nel mondo però in ostello nei Pullman mai non mai conosciuto un viaggiatore italiano non solo in realtà non solo solitario non è che a coppia ovviamente non era agosto era un periodo di altri dell'anno quindi
Francesca Di Pietro: o sei una persona che fa un lavoro particolare o magari, non lo so, stai facendo un anno sabbatico, un mese sabbatico però era pieno di viaggiatori da tutte le parti del mondo e mai italiani e ho detto ma perché? Perché questa cosa? Perché non ci sono viaggiatori solitari, italiani? E quindi è stato il motivo per cui ho aperto il mio sito perché ho detto magari se racconto alla gente che questa cosa è una cosa...
Francesca Di Pietro: che si può fare, che ha tanti risvolti, che in tutto il mondo fanno tranne che da noi. Magari la gente inizia a viaggiare e un po' così è stato secondo me.
Serena Malaspina: Assolutamente, alle volte penso sia proprio una questione di disabitudine e del non avere magari dei role models, soprattutto vicino, Quindi adesso magari con internet è più facile essere esposti. era proprio... cioè inizialmente mi sembrava proprio un... io non posso farlo, no? C'è quasi un'autolimitazione, non so se l'hai ritrovata anche te come aspetto.
Francesca Di Pietro: Nel mio caso io ho iniziato a viaggiare da sola che ancora lavoravo in azienda, quindi ovviamente parliamo di viaggi di due settimane insomma periodi molto brevi e lì allora io sono stata spronata da una ragazza che viveva con me perché per tanti anni della mia vita tipo 30, fino a 30
Francesca Di Pietro: Ho vissuto a casa mia a Roma con delle ragazze straniere che vivevano nell'altra camera, che stato molto illuminante, decisamente mi ha strinato tantissimo. E questa ragazza americana era una ragazza che aveva preso un grande anno sabbatico e aveva lasciato tutto, era un insaggio del mondo, era nata in Italia, aveva conosciuto un ragazzo che poi ha sposato.
Francesca Di Pietro: è quale adesso ha un figlio, insomma all'epoca faceva sei mesi di lavoro a Roma, sei mesi stava in Thailandia da lui e lei mi raccontava che era andata da sola, che all'inizio aveva detto no, questo lavoro che faccio non mi ricordo bene cosa facesse, comunque non le piaceva mai da una partita e io dicevo ma veramente, ma che stai dicendo, ma che cosa assura, però il fatto di conoscerla e di sapere che era normale, cioè che lei viveva con me, la conoscevo, era una mia amica,
Francesca Di Pietro: mi aveva dato moltissima fiducia e lei mi ricordo era un periodo critico della mia vita, lei mi disse no no no ma adesso tu te ne devi andare cioè prendi un aereo vai da una parte devi pensare per i fatti tuoi, e io si o ma lo sai che non mi pare una brutta idea questa cosa, ma la faccio e quindi l'ho fatta ho iniziato a farlo mi piaciuto infinitamente fino a che poi quando ho lasciato l'azienda ho detto vabbè adesso insomma
Francesca Di Pietro: Però anche lì, infatti secondo me gli incontri in viaggio ti cambiano veramente la vita. Io ho lasciato l'azienda a giugno del 2011. A febbraio del 2011 ero andata in Argentina, in Patagonia, però anche lì avevo solo due settimane perché lavoravo in azienda e in uno stello tipo al Calafate, una cosa così, avevo conosciuto questo ragazzo, diciamo della mia età, quindi non ventenne.
Francesca Di Pietro: over 30 questo ragazzo francese
Francesca Di Pietro: con un computer e io dicevo, ma cosa stai facendo con questo computer? e lui mi disse, no perché sai io sono un ingegnere informatico mi sono preso un anno sabbatico e adesso sto viaggiando e ho aperto un blog per raccontare alla mia famiglia cosa faccio quest'anno in cui non sono in Francia ed è stata la prima volta che ho conosciuto una persona che faceva un lavoro normale cioè diciamo ritenuto socialmente figo
Francesca Di Pietro: che aveva lasciato il lavoro, perché per me, per da dove vengo io e per il 99 % delle persone a cui lo chiedevi nel 2011 o prima, la persona che si prendeva un anno sabbatico per viaggiare era un fricchettore, cioè tendenzialmente, uno che faceva con l'anine di raffia, no? Con i dreads, i cani, tipo un punk a best e in versione travel, una chitarra così.
Francesca Di Pietro: Cioè non è che era un ingegnere che prendeva l'anno sabbatico, quindi mi ricordo che sono tornata e fatto, oddio ma come si chiede quest'anno sabbatico? Cioè ma lo voglio fare pure io. E quando la mia azienda è fallita, ha mandato un email in cui la mandava via 780 persone, le chiedeva se qualcuno voleva andare via in maniera volontaria, io ho risposto tipo in un'ora, io, io voglio andare via subito. Esatto, e quindi senza questo incontro.
Francesca Di Pietro: Non l'avrei fatto. Per questo che ci tengo socialmente, non so come dire, al mio lavoro, perché so che dato che io sono una delle prime che ha aperto, ovviamente io lavoro da quando Instagram non esiste, comunque un sacco di persone sono state espirate e questo fa la differenza. Vedere che qualcuno lo può fare, che è una cosa fattibile, fa molta differenza.
Serena Malaspina: Assolutamente e rispetto proprio a questo tema, cioè secondo me ci sono due temi che saltano fuori come limiti dal viaggiare da soli o fare esperienze da sole e uno è il senso di colpa probabilmente proprio rispetto a figura genitoriale, posto di appartenenza o da dove si cresce, quindi questo senso di colpa del andarsene, un po' all'ideale dell'osterca se vogliamo e dall'altra parte la appunto
Serena Malaspina: la paura di non essere in grado, delle cose che possono succedere, anche perché comunque i media, le notizie, ogni volta una persona ha molta paura di quello che non conosce. Quindi l'idea di partire in po' un conto è magari partire in Italia o partire in Europa, però dall'altra parte del mondo c'è sempre, io ho sempre notato questa paura latente. E quindi ti chiederei, cioè,
Serena Malaspina: quanto il viaggiare da soli, cioè in che modo il viaggiare da soli ci può aiutare a conoscerci meglio e anche a uscire o riscrivere quei ruoli che magari abbiamo ma che un po' ci stanno stretti.
Francesca Di Pietro: Allora, secondo me, voglio fare uno zoom su una cosa che detto nel senso che insegna una cosa molto importante, in assoluto viaggiare. Molto importante è che dovremo imparare ad applicare non solo nei viaggi, ma in tutti gli aspetti della nostra vita, ossia che quello quello che ci dicono di cui dovremmo avere paura non necessariamente è la verità.
Francesca Di Pietro: perché per esempio le le persone hanno delle idee sul mondo non non basate su dati, non basate su verità, non basate su racconti reali, hanno idee sul mondo basate su sensazioni e altro tema molto spesso le persone non sono aggiornate sui cambiamenti sociopolitici dei paesi, quindi
Francesca Di Pietro: Se tu sei, non lo so, ti è rimasto impresso una cosa che è successo 5 anni fa o 10 anni fa, tu pensi che sia ancora così, perché da noi magari in Europa le cose cambiano molto lentamente, cioè 10 anni fa o 5 anni fa o 20 anni fa a livello politico in Italia, in Europa non è cambiato niente, gli schieramenti sì, però intendo non è che prima c'era la dittatura, ammazzavano le persone, adesso no, non ci sono grandi cambiamenti, invece nel resto del mondo sì.
Francesca Di Pietro: Quindi se tu, io mi ricordo quando sono andata in Colombia, tutti erano folli. Sei una matta che vè in Colombia da sola, è pericoloso, ti rapisco. Perché magari loro sono rimasti, specialmente noi genitori molto colpiti dal periodo sia in cui c'era Pablo Escobar, oppure quando c'era la guerriglia al sud della Colombia, hanno rapito Ingrid Betancourt, cosa così.
Francesca Di Pietro: sono passate, passato un sacco di tempo per questi paesi, cinque anni è un altro mondo. Quindi questo è molto importante, cioè vedi le cose di persona, sperimenta di persona, non puoi non fare una cosa: perché io lo sento sempre nel coaching che faccio, non lo faccio "perché mia mamma mi ha detto che è pericolosa!" ma che cacchio ne sa tua mamma di queste cose?
Francesca Di Pietro: non lo so, ma di qualsiasi cosa, anche cose del tipo vorrei fare un master a Londra ma mia mamma ha detto che non sono in grado oppure è troppo difficile oppure non parlo bene, ma cosa ne sa lei se tu sei in grado di fare il master a Londra? Cioè questo secondo me è fondamentale, quindi impariamo a non basare la nostra paura su quello che ci dicono gli altri ma sulle nostre esperienze in prima persona. Già se fai questo la nostra vita cambierà
Francesca Di Pietro: radicalmente, quindi questo sicuramente. Altra cosa ovviamente il viaggio quello quello che ha di magico il viaggio in solitaria è che sfata tutte le convinzioni limitanti che ti hanno messo cioè tutti noi
Francesca Di Pietro: siamo cresciuti con un'idea di noi che non era nostra ma era degli altri. Io ne ho parlato tanto, ne ho parlato anche il mio libro però per fare un esempio su di me in modo tale che non parlo di gente che fatto consulenza ma di me, io sono una persona molto minuta, bassa, sono 1,60m, sono sempre stata molto magra.
Francesca Di Pietro: E sono cresci... ero sempre la più bassa della classe, quindi non lo so, non so se è ancora così, però negli anni 80 ti mettevano in linea di base, si diceva, non so, si fa ancora a scuola questa cosa? Davvero? sei mai stata messa in linea di base? Ok, negli anni 80 ti mettevano dal più basso al più alto della classe per fare educazione fisica, perché alcune cose si basavano sulla tua statura.
Serena Malaspina: Non lo so, non l'ho mai sentito! No! No!
Francesca Di Pietro: Io ero sempre la più bassa, o io e un'altra mia amica, sempre. E sempre mi dicevano, sei piccolina, non ci riesci, sei una patata, non sai farlo, poi cadi, ti fai male, poi non lo so, non sei capace, perché sei piccola, perché sei goffa. Se capisce da cosa si deduceva che fossi goffa, comunque hanno deciso così. E io ci ho veramente creduto, quindi ho sempre detto...
Francesca Di Pietro: io non faccio questi sport perché sono goffa, non faccio questo perché cado e mi faccio male, non gioco con le palle perché le palle non vanno bene per me, non faccio cose avventurose perché io sono minuta, tutto questo. Quando sono andata in viaggio da sola e le persone intorno a me non sapevano che io ero la più bassa della classe, nessuno mi ha mai detto no sei troppo bassa per fare questa cosa, non so, sono 1,60 tra l'altra, non sono una nana.
Francesca Di Pietro: Però allora si comportavano in modo diverso e c'è questa scena che per me è sempre stata molto importante nella mia vita perché mi ha proprio aperto un mondo. Una volta ero a Lima con un mio amico americano col quale ho viaggiato per un mese in Perù e lui voleva fare surf. Però in realtà fai conto un giorno Lima è sul mare andiamo.
Francesca Di Pietro: con la macchina fotografica, così lui con il libro, andiamo sul mare a guardare le onde, cazzeggio, siamo portati un po' di frutta da mangiare e lui fa, che figo, affittano le tavole da surf, perché non andiamo a fare surf? Ma se sei matto, oceano, surf, un freddo di pazzi, ma perché? Ma dai è carino, non l'abbiamo mai fatto, io lo voglio sempre provare, lui è californiano, anche se non si vede però, insomma.
Francesca Di Pietro: diciamo non è pobravissima fare surf però insomma io l'ho fatto è molto divertente però insomma qui da quando sono in Perun, l'ho mai fatto quindi mi piacerebbe provare no? allora vabbè vabbè mi sono, cioè sono stata mezz'ora a dirgli quanto non fosse adeguato a me questo sport e questa circostanza perché io non sono una che fa surf io faccio le foto e surfisti e gli diceva vabbè ma prova io no ma non è... e tu vabbè mi ha convinto sono andata a fare surf e ti giuro è stata la cosa
Francesca Di Pietro: più divertente della mia vita quando mi sono messa in ginocchio perché in piedi mai nella vita però quando mi sono messa in ginocchio sull'onda e l'onda ha preso cioè la mia tavola ha preso l'onda ho riso come non ho mai riso nell'assistenza infatti ho fatto un sacco di volte surf sono una pippa però ogni volta che riesco lo faccio perché è divertentissimo non imparerò mai però è divertentissimo e questa cosa mia davvero
Francesca Di Pietro: emozionato e mi ha davvero fatto capire, ma pensa che idiota, cioè io questa cosa l'ho fatta a 31 anni, ma fino a 31 anni pensa quante volte ho detto di no perché era una cosa che non era "alla me", ma "alla me" me l'aveva detto mia mamma, cioè non non era una cosa che dipendeva da me.
Serena Malaspina: Mamma mia, mi toccato veramente un tema che penso sia cruciale a maggior ragione sotto questo aspetto, no? Che magari, cioè viene proprio visto come assurdo per certe persone, no? Il viaggiare da soli, no? Proprio perché io non potrei mai, no? Ma è sempre una narrazione che ci provi... che abbiamo imparato e che facciamo nostra e perpetuiamo fino a quando non la mettiamo in discussione. Cioè, è questo tema che hai detto, questa esperienza, Ma io sono...
Serena Malaspina: ma io sono bassa. Chi ti ha detto queste cose? ma io non sono coraggiosa, vorrei essere come te, Cioè, tutti questi condizionamenti che poi gira e rigira, chi te l'ha detta quella cosa? È sempre qualcosa che ti è stata detta dai genitori, dai pari, può succedere appunto anche magari le esperienze che poi rinforzano queste credenze tante volte, magari cresciute in contesti o piccoli o comunque, dipende, ci sono mille fattori che possono incidere, però veramente
Serena Malaspina: Questo tema che hai detto è veramente centrale perché tante volte anche se rimaniamo nello stesso posto possiamo fare anche tutto il lavoro che vogliamo su di noi ma comunque quei condizionamenti, alcuni non li mettiamo in discussione, Quindi è molto bello che alle volte con un'esperienza è successo recentemente, cioè recentemente qualche anno fa una mia amica che lei per la prima volta si è sentita se stessa perché sennò e si è tipo sostupita, mi ricordo, che le persone attorno a lei
Serena Malaspina: non giudicassero magari la sua parte più bambina eccetera che di solito teneva molto per sé, proprio per paura di essere troppo, perché aveva imparato che essere se stessa era essere troppo e invece si è stupita del tipo ma le persone che avevo appena conosciuto mi facevano stare meglio di tante altre persone che magari conoscevo da tutta la vita, quindi è incredibile questo aspetto, penso che proprio centrale sotto un certo...
Francesca Di Pietro: Assolutamente e poi c'è anche questa cosa che noi spesso non ci rendiamo conto del contesto perché siamo nel contesto ma quando tu sviaggi io lo so che non tutti possono viaggiare per lungo tempo però tendenzialmente queste cose accadono se stai fuori tanto tempo
Francesca Di Pietro: Quando sei fuori tanto tempo, entri in contatto con una community di viaggiatori o comunque incontri tante persone e quello che loro rispecchiano di te o quello che loro ti comunicano è molto lontano dal tuo contesto ed è sicuramente arricchente, non voglio dire meglio o peggio, però ti fa capire che il
Francesca Di Pietro: punto di vista del tuo contesto non è l'unico punto di vista, che le scelte del tuo contesto non sono le uniche scelte e secondo me questo è proprio fondamentale, cioè tutti secondo me dovrebbero prendersi un anno sabbatico e viaggiare e imparare le lingue e conoscere persone diverse perché se no sei veramente mio, hai una visione provinciale della vita, pensi che la
Francesca Di Pietro: provincia o comunque il tuo contesto sia il mondo ma non è il mondo è un chicco d'uva del mondo e devi andare fuori per capirlo cioè quando parli con gente differente di a te è veramente arricchente ma non perché sono migliori ma perché ti danno un altro punto di vista e ti fa capire che il tuo è semplicemente limitato
Serena Malaspina: Assolutamente, cioè è un punto di vista fra i punti di vista, e quindi il discorso è rimettere in prospettiva la nostra realtà come una tra le realtà e la nostra visione di noi stessi e anche del mondo come come dire non statica, Perché noi evolviamo, anche rimanendo nello stesso posto, realtà evolviamo dentro. Quindi c'è più questo attaccamento forse al concetto anche di ego e di quello che ho, Come per dire, io magari ho paura
Serena Malaspina: Io ho sentito dire da persone, e no ho paura che poi se vado via, parto, eccetera, poi non torno più, no? Cioè c'è proprio questa paura poi, e quindi dopo cosa succede? Non so se ti è capitato.
Francesca Di Pietro: Non torni più e fate una domanda se poi non vuoi più tornare secondo me, cioè non lo so. E come mia madre diceva sempre, no io non vado in terapia sennò lascio tuo padre. Fattela una domanda di perché dici una cosa del genere. Nel senso che forse a volte si può anche non tornare.
Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. Il prezzo che paghi a rimanere è più alto di quello che paghi nel lo scoprire quello che sarà, no? Nell'aprirti a lo scoprire. E poi ti chiederai un po' quali sono nel tuo lavoro, nelle tue esperienze, le resistenze, diciamo, più comuni che hai incontrato. Alcune le abbiamo già citate, ma c'è qualcos'altro che ti viene in mente. E secondo te quali possono essere le leve anche...
Serena Malaspina: più piccole che possono aiutare alle persone a superarle. Perché magari una persona dice, vorrei farlo, ma adesso mi sento che mi verrebbe troppa ansia magari a fare un viaggio, eccetera. Ci sono dei piccoli step magari intermedio, piccola attività che può aiutarci a aiutare le persone a, diciamo, costruire quella piccola confidence verso di sé, no?
Francesca Di Pietro: Sì, allora sicuramente se hai citato l'ansia è un tema. Anche se io vedo sai che negli ultimi anni si parla molto di psicologia in senso lato o comunque disturbi, ma modo sempre piuttosto improprio, le persone etichettano come ansia uno stato diciamo
Francesca Di Pietro: emotivo, agitato oppure uno stato ansioso. Lo stato ansioso e l'ansia sono due cose diverse. E non riescono a gestire molto questa cosa né a interpretarla correttamente. Diciamo che certamente una cosa che succede è dire sia definire, cioè percepire l'ansia come una cosa esterna da sé, cioè
Francesca Di Pietro: come la stessa cosa di una febbre. No, faccio questa cosa, che ne so, c'è quelli che ti dicono, non lo so, il motorino metto l'ava sciarpa, sennò mi viene la tonsillite, no? E loro ti dicono, no, non faccio questo viaggio, non voglio partire, non voglio fare questo viaggio, perché poi mi viene l'ansia, come se tu l'ansia non la potessi controllare o l'ansia non fosse tua, no? Come se fosse una cosa che arriva e ti era in tu. oddio, E adesso non lo so più. Invece, e ovviamente...
Francesca Di Pietro: noto molta difficoltà nel volerla risolvere, cioè gli stati, qualunque stati siano, è più facile per una persona stare nella sofferenza che fare un lavoro per trovare una soluzione. ovviamente le persone che fanno consulenza con me vogliono trovare una soluzione, però
Francesca Di Pietro: Io, cioè, comunque sono tanti anni che sono sul digitale, ricevo un sacco di messaggi di persone che non vogliono fare questa cosa perché hanno paura, non vogliono fare quello perché hanno paura di quell'altro, hanno paura di ammalarsi, hanno paura che il figlio sa male, hanno paura di tutto. O nessuno, cioè, non gli viene proprio la cosa di dire vabbè, ora capisco perché ho così paura, perché per loro è normale avere paura, cioè è legittimo, legittimata questa cosa, invece non lo è.
Francesca Di Pietro: è ovvio che tu hai paura che non lo so, fai un incidente e muori, mi pare normale, ma se questa paura ti blocca non portare la macchina non è normale, cioè devi fare un lavoro. Questo tassello non sempre è così diciamo automatico, quindi questo sicuramente mi fa dispiacere nel senso che vedo che le persone trovano degli scaamotaggio, prima di con te in call
Francesca Di Pietro: Stavo rispondendo a una persona perché avevo pubblicato una gallery su Instagram dove facevo vedere, sono due tipi di persona e lavoravo proprio sull'ansia perché devo fare un webinar sull'ansia quindi era...
Francesca Di Pietro: cosa diciamo per parlare dell'ansia e c'era un esempio perché è un tema questo di vado al mare da sola e ci sono da solo da sola e ci sono penso sempre incessentemente oddio mi rubiranno tutto oddio mi rubano questo oddio mi tolgono quest'altro e non posso fare il bagno così allora una persona mi ha scritto io non ho ansia di niente però questa cosa dell'andare al mare da solo effettivamente ce l'ho l'ansia che mi rubino tutto
Francesca Di Pietro: e io ho detto hai mai pensato a portarti una dry bag? La dry bag sono quelle borse impermeabili dove metti l'aria dentro quindi possono essere anche un cuscinetto tendenzialmente e tu la porti in acqua con te con dentro i soldi e il portafoglio e non succede niente perché è fatta apposta e magari fai il bagno così se per te è una cosa io non l'ho mai fatto perché non ho questo tipo di ansia però insomma potresti farlo
Francesca Di Pietro: e questo mi ha scritto no perché non mi piace nuotare con una cosa dietro quindi alla fine ho risolto non vado al mare e io detto scusami non hai risolto cioè se la tua diciamo soluzione al problema e non fare una cosa non hai risolto il problema cioè invece te la sei raccontata talmente bene che mi fatto no quindi io non ci vado al mare da sola se sono in viaggio non vado al mare se questa è risoluzione di un problema questo diciamo è un
Francesca Di Pietro: quello che succede molto.
Serena Malaspina: Cioè questo aspetto, perché poi dalla persona che dice questa cosa e evita magari la situazione che tendenzialmente le farebbe paura o le provoca ansia, cioè dal punto di vista suo sta facendo la
Serena Malaspina: la cosa migliore, cioè giusta per evitare appunto il problema. Quindi è interessante perché quello che hai detto è chiave perché applicato a questa situazione può essere applicato a mille situazioni diverse. no, io ho paura, non mi viene l'ansia a pensare di andare lì, allora semplicemente non ci vado ed è applicabile a tutto ed è un evitamento a tutti gli effetti. Però viene vista come una soluzione al problema che poi porta a
Serena Malaspina: In questo caso magari lei dice normalmente non ho ansia e quindi a maggior ragione è solo un'eccezione che conferma la regola forse no e quindi ancora di più forse rafforza tutta la propria la propria visione però ci sono persone che proprio da queste ansie che hanno si identificano con io sono una persona ansiosa.
Serena Malaspina: e quindi io non posso farle queste cose perché l'ansia arriva, come dicevi, appunto dall'alto e tu non hai alcun tipo di agency, È proprio una mancanza di agency che ti porta a costruire sempre limiti su limiti e conferma il fatto che tu non metti il piede fuori, Perché dici io sono così, non posso. Molto interessante come tema.
Francesca Di Pietro: Assolutamente sì, ovviamente poi come sai dipende dallo stato di ansia che tu hai perché se sei una persona immensamente fobica con delle ansie gravi ci sono oltre che delle terapie, anche delle terapie farmacologiche però parlando di cose che non sono patologiche sono molto gestibili e anche posso dire piuttosto facilmente solo che le persone appunto dovrebbero ammettere
Francesca Di Pietro: che questa cosa sia una condizione limitante che è il primo passo.
Serena Malaspina: Assolutamente, esatto. Ci sono delle situazioni che sicuramente sono molto grave e devono essere chiaramente curate in determinati modi. prendersi cure in determinati modi. Però ci sono, secondo me, quello che dicevi, adesso si parla molto di psicologia, si parla molto di tematiche, anche in maniera impropria, e il rischio è proprio l'autopatologizzazione, l'auto-diagnosi. Quindi lì poi la persona, anche se non ha ricevuto alcun tipo di diagnosi,
Serena Malaspina: dice io sono una persona ansiosa, io non posso fare queste cose. Quindi è proprio un... mi ritrovo in certo trattato.
Francesca Di Pietro: perché è giustificante, sì, è giustificante, Tu ti autogiustifichi, dici non è colpa mia, io lo vorrei fare però io ho l'ansia.
Serena Malaspina: Esatto, esatto dice colpa sua cioè non è la mia responsabilità, giusto?
Serena Malaspina: È vero. un altro tema che volevo chiederti proprio perché da poco sei comunque diventata mamma, E a parte con congratulazioni, però il discorso è anche interessante. Viaggiare da sola con figli o figlie, cioè quindi è proprio...
Serena Malaspina: la situazione probabilmente più fuori dalla zona di comfort e soprattutto in Italia, no? E quindi ti chiederei un po', cioè c'è qualcosa che consigli anche alle persone che, appunto, magari sono mamme, hanno dei figli o sono molto legate alla famiglia e hanno questa sensazione di senso di colpa o non posso farlo, cioè come vivi il tutto hai trovato delle persone che hanno magari giudicato come...
Serena Malaspina: come la vivi, ecco, come organizzi anche il tutto per poterlo fare e riuscire a farlo.
Francesca Di Pietro: Certo allora, guarda, mio figlio ha tre anni il mese prossimo, quindi piccolo ma non piccolissimo. Io sono una persona molto... non mi piacciono le sorprese, quindi quando ho conosciuto mio marito, lui appunto voleva molto avere un figlio, noi ne abbiamo parlato tanto, io detto, guarda, io faccio questo il lavoro, mi piace viaggiare tanto, mi piace viaggiare da sola.
Francesca Di Pietro: e lui mi ha detto non ti preoccupare, troveremo il modo in cui tu potrai continuare a fare questa cosa ovviamente sempre rispettando quello che è il benessere o il malessere di nostro figlio, nel senso se mio figlio la prendesse malissimo ovviamente non lo farei però questa cosa sicuramente mi ha dato fiducia
Francesca Di Pietro: Quando è nato... allora io lavoravo tanto prima, quindi insomma perché sono una delle prime blogger in Italia, quindi lavoravo tanto. Come, diciamo, tutte le madri del nostro paese, quando sono diventata madre ho smesso quasi di lavorare, nel senso che nessuno più mi ha iniziato a chiamare perché magari dovevi organizzarti in maniera diversa, perché non avevi sempre tutte le disponibilità che avevi prima, quindi si è ridotto molto il mio lavoro.
Francesca Di Pietro: quando mi figlio aveva nove mesi ho fatto un lavoro importante e in punto lo...
Francesca Di Pietro: era una cosa di tre giorni, mi sono tirata il latte, e tolta il latte al mio marito e lui era molto piccolo, quindi non si è accorto di niente, quindi tutto perfetto. L'anno scorso ho deciso di fare, quindi mio figlio aveva due anni e qualche mese, di fare un viaggio in solitaria in Uzbekistan, quindi ho detto, guarda, io voglio fare questa cosa da una vita, voglio andare in Uzbekistan, non voglio andare da sola, perché comunque è un'esperienza diversa per me rispetto a io, marito e mio figlio.
Francesca Di Pietro: e il mio marito ha ok perfetto quindi abbiamo organizzato tutto nel senso gli ho fatto così ovviamente gliene ho parlato prima non troppo tempo prima però un po prima tipo 10 giorni due settimane gli ho raccontato tutta la cosa e poi diciamo mi sono ispirata anche da altre amiche colleghe ho fatto con lui la scatola dei bacini
Francesca Di Pietro: Quindi io e lui ci siamo messi il rossetto, abbiamo preso un foglio, abbiamo messo tutti i bacini della mamma, li abbiamo ritagliati, li ho messi in un barattolo e quindi se lui era triste e voleva i bacini della mamma, poteva prendere i bacini della mamma, che funziona. E poi ho messo il calendario, fatto un calendario con lui di questi giorni.
Francesca Di Pietro: quindi questo la mamma non c'è e poi qui la mamma arriva e lui io dato degli adesivi e ogni giorno metteva un adesivo sul giorno quindi si vedeva il tempo perché i bambini non hanno il concetto del tempo quindi vedeva il tempo che passava e che la mamma arrivava e poi facevo le videochiamate e lui stava col papà e con i nonni
Francesca Di Pietro: Devo dire non si è mai messo a piangere, non ha mai fatto niente molto molto tranquillo, quando sono tornata tranquillissimo, contento, mamma fammi vedere che mi hai comprato insomma tutto così. Quando, quest'estate, quest'estate, quest'inverno siamo andati in viaggio di nozze e io e mio marito in Asia, e dato che voglio dire io sono, cerco di viaggiare il più sostenibile possibile, ma comunque nel senso se sei dall'altra parte del mondo
Francesca Di Pietro: ho pensato che sarebbe stata una cosa buona, ottimizzare un volo di 15 ore per poter restare un altro po' in Asia, fare delle cose che mi interessava fare e quindi sono rimasta 10 giorni in più, quindi molto poco tendenzialmente e anche lì ero molto preoccupata devo dire la verità perché ho detto sono stata 40 giorni con mio figlio, adesso gli dico che la mamma non torna, succede il delirio.
Francesca Di Pietro: Invece no, i bambini ti sorprendono perché glielo ho detto sempre una settimana prima, mamma devi andare a lavorare, la mamma deve fare delle cose, devi andare a fare delle cose, però ti compra tante cose belle, tu torni solo con papà, torni con papà, a casa ci sono i nonni e lui non ha manco pianto in aeroporto, cioè ha fatto solo mommo e poi se n'è andato e si messo a mangiare e quindi è passato tutto.
Francesca Di Pietro: In aereo ha visto i suoi cartoni, andato tutto addormito, andato tutto bene, a casa è tutto bene. A livello coppia, quindi a livello famiglia è stato molto bello. A livello personale per me è stato bellissimo, senso che non credo che succeda a tutte le madri, però comunque ovviamente per me fare un figlio, io ho scelto di essere una madre molto presente.
Francesca Di Pietro: è una grossa rinuncia specialmente nel mio lavoro e anche come persona perché comunque io sono una persona che ha strutturato la sua vita sulla libertà e in momento ho deciso volontariamente di toglierla però di trovare una soluzione cioè non voglio fare di quelle che inizia a fare prima di avere te io facevo delle cose fichissime ora sono una sfigata a casa e sono triste
Francesca Di Pietro: è l'unica cosa che posso fare, andare a fare Pilates. Quindi, ma non che sia sbagliato, ma dipende da che punto parti. sono passata da nove mesi all'anno in viaggio, capito? Tutte le aziende che ti chiamano, viaggi pazzeschi, cinque safari in un anno, così, ha la gravidanza. Quindi, un attimo del shock.
Francesca Di Pietro: Quindi questa cosa è stata bellissima perché comunque sicuramente rosico che sto solo 10 giorni perché sono abituata a stare tanto tempo però è un grande passo cioè hai la libertà di poter fare le cose come voglio io, vedere le cose come dico io, non dovermi fermare, non dover pensare a nessuno come piace a me quindi sono molto contenta.
Francesca Di Pietro: chiaro, ovviamente il motivo per cui sto poco è perché non voglio far soffrire da Ahele, ovviamente mi manca mio figlio, quindi sono pure contenta di tornare da mio figlio, cioè ci maccherebbe. va bene, però sono contentissima che siamo riuscite a trovare questa quadra, perché vuol dire che io posso non rinunciare totalmente a me stessa per la famiglia, mio figlio, devo dire la verità, almeno in questa fase non ne soffre, anzi lui va beh, va e?
Francesca Di Pietro: ovviamente ha 6000 cartine del mondo, quindi parliamo sempre di queste cose. Lui ha l'Atlante che legge prima di dormire, cioè mamma gli racconta l'Atlante e lui dice, è l'India dove, perché mio figlio fa yoga, qui è l'India dove è nato lo yoga che ho insegnato e lui dice poi io quando divento grande vado da solo a fare il corso di yoga, capito? Fa tutte queste cose che dice che io vado da solo, qui io da solo.
Francesca Di Pietro: senza di te. Quindi diciamo che ha imparato un po' queste cose così. Quindi insomma sono contenta. Come immagino tu sappia, insomma quando ho raccontato questa cosa sul web sono stata, cioè, tipo crocifissa viva. Lato positivo ho avuto tipo 3000 follower in più. Lato negativo, tanto odio, che non è vero che non ti tocca perché ti tocca, perché comunque
Francesca Di Pietro: è brutto, non ho dormito per un sacco di giorni. È surreale il pensiero che esista a gente che dica cose tipo hai sbagliato, non dovevi fare figli, hai sbagliato, non dovevi sposarti perché... come fai a dire a una persona hai sbagliato? Cioè io ti dico, nella mia vita questa cosa va tutto bene, noi siamo tutti felici, ci amiamo e tu dici no, hai sbagliato, non lo dovevi fare il fio. Ma come ti viene in mente? Cioè, non lo so.
Francesca Di Pietro: e insomma indicativo della gestione, della non gestione dei social e della non educazione digitale delle generazioni specialmente precedenti alla nostra. Però insomma questa cosa sicuramente insomma ci sto lavorando sul fatto di... secondo me il web deve essere un po' più regolamentato, quindi ho intenzione di fare varie cose con delle associazioni, però quello è un altro tema.
Francesca Di Pietro: Per quanto riguarda me io sono molto contenta. Consigli da dare alle mamme. Allora uno, non ascoltare le persone vicine a te. Ascolta i tuoi desideri. Se tu vuoi fare un viaggio, fai il viaggio. c'è quelle cose... Ma tuo marito ti permette di... No, uno mi ha scritto tipo, io non gli permetterei mai a mia moglie di andare a Bali. Hai usato la parola sbagliata? Cioè, non è che una persona tipo...
Francesca Di Pietro: permettere o no. Al massimo ti organizzi in un modo o in un altro. Chiaramente in alcune famiglie è più difficile organizzarsi in altre meno, permettere no. Tu permetti di fare tutto nella vita, è che te sposi e tuo marito non ti permette di fare qualcosa. Cioè prima di fare un figlio facevo tutto, cioè farevo anche per più mesi ovviamente, poi adesso ovviamente la cosa è per il bene di mio figlio, no? la possibilità.
Serena Malaspina: un compromesso che scegli attivamente e si sceglie nell'entrare in una fase diversa ma non perché il marito cioè questo veramente quando sento queste cose cioè pensare che ci sia gente che pensa così è veramente
Francesca Di Pietro: Oppure io ti lasciavo a Bali, detto ma guarda che non è che sono un deodorante che mi lasciavi lì, cioè nel senso no? Le persone si muovono senza il permesso, queste cose così, in libertà. Insomma, quindi secondo me la cosa importante è parlare, cioè il consiglio che direi a mamma, parlane con il tuo marito, mi auguro generalmente se sei una persona che ama viaggiare da sola, lo eri anche prima di sposarti, magari lo sa.
Francesca Di Pietro: Se invece ti senti in quelle situazioni di sovraccarico, chi vuoi fare, molte persone mi dicono, voglio andare due giorni alle terme o con le amiche o cose così, fallo assolutamente, organizzati. La chiave è l'organizzazione. Bisogna essere molto organizzati. C'è chi ha i nonni, chi non ce li ha, chi ha gli zii, non li ha, chi ha la tata, insomma, bisogna organizzarsi.
Francesca Di Pietro: però se ti organizzi bene devi farlo perché è una cosa che fa bene a te, se no diventi quelle madri frustrate che rinfacciano il figlio tutto il tempo, io per colpa tua non ho più fatto questo, io per colpa tua i capelli bianchi, io per colpa tua sono ingrassata perché non vado in palestra lui non ha una colpa se è nato e tu hai la responsabilità, quindi usare queste cose non fa bene al bambino, non fa bene a te, non fa bene alla coppia
Francesca Di Pietro: Quindi prendi e parti se tu stai anche dieci giorni fuori, non è che lui ne risente, lui ne risente se ha una madre che tutto il tempo si lamenta, se ha un genitore che è sempre in daffarato, non dedica tempo a lui, ma se tu per dieci giorni in un anno vai a farti una vacanza non avrà dei traumi tuo figlio.
Serena Malaspina: Assolutamente e quello che dicevi adesso mi fa venire in mente una frase che avevo condiviso qualche mese fa che diceva più o meno i figli crescono non solo o non in base a come cioè non solo in base a come tu li tratti ma in base anche a come tu tratti te stessa no e penso che sia particolarmente legato alla madre in particolare no perché proprio c'è
Serena Malaspina: in una società comunque patriarcale, la responsabilità, il giudizio, le aspettative sono soprattutto nel ruolo di mamma e donna, Quindi c'è i commenti che hai ricevuto, l'odio che si è generato. E' molto anche immagino per questo patriarcato interiorizzato del tipo donna, casa.
Serena Malaspina: presenza eccetera poi magari sei presente sei frustrato e i traumi che trasmetti sono reali però c'è proprio questa idea del non puoi cioè non puoi non devi o devi avere il permesso cioè quindi veramente assurdo come ragionamento
Francesca Di Pietro: Esatto.
Francesca Di Pietro: E chi si occupa della casa? Chi ci vive? Ho messaggi tipo, ma perché tu non l'ha visti? A parte no, non è esattamente così a casa mia, no. Però voglio dire, è chiaro che c'è un bug molto forte. Mi rendo conto che le generazioni precedenti, che non sono neanche abituate a fare un lavoro su...
Francesca Di Pietro: loro stesse perché ricordiamoci che uno che è nato nel 49 50 53 è difficile che vada in terapia se non ha un problema che ne so che porta a una cosa psicosomatico o a una cosa grave ma solo per manessere interiore quindi non è abituato a mettere in discussione queste cose perché per molte persone è più difficile come dire
Francesca Di Pietro: ammettere che tu hai vissuto male perché se tu capisci a 60 anni e 70 anni della tua vita che in realtà hai gestito male la tua relazione, che potevi fare delle cose diverse, che quello che tu pensavi fosse essere un genitore presente non era essere un genitore presente è molto critico, cioè nel senso tu sei molto più giovane di me però all'epoca mia nessun genitore o comunque
Francesca Di Pietro: molti pochi giocavano con te, molti pochi genitori ti portavano al parco, molti pochi genitori si occupavano. Per la generazione precedente, occuparsi dei figli voleva dire gestirli da una parte in modo che non dessero fastidio, non occuparsi del loro sviluppo emotivo, motorio, di scoperta. Ora sembriamo tutte Maria Montessori, diciamo che prima non so come siamo vivi, capisci?
Serena Malaspina: Assolutamente, sì, sì, sicuramente c'è da considerare anche le generazioni, cambiamenti culturali, quindi quello sì. Però è importante secondo me ricordarlo perché in certi contesti, soprattutto per chi magari cresce in provincia, è molto facile essere comunque molto più conservati.
Serena Malaspina: conservatrici rispetto a essere già abituati e isposti alla differenza, no? Quindi ha maggior ragione, io vengo da un paese di quattromila abitanti, quindi sì, quindi adesso vivo a Berlino, vi viaggiato molto, vi continuo a viaggiare, cioè i miei genitori comunque viaggiavano anche loro, quindi probabilmente siamo finiti lì per caso, però ecco diciamo, provincia di Novara si chiama Ghemme. Guarda, esatto!
Francesca Di Pietro: Ma qual è il paese?
Francesca Di Pietro: Giano Vara, insomma, non è proprio che video!
Serena Malaspina: No, infatti il trauma sicuramente deriva da quello. Però vabbè, al di là di questo, noto avendo avuto poi, avendo studiato fuori essendomi poi spostata, cioè la differenza, ed è per quello anche che ho iniziato un po' il progetto di divulgazione, degli ambienti, Perché chiaramente se io sono in città, sono circondata da persone che fanno un'università con me o che lavorano e viaggiano, eccetera, c'è la social bubble dove sembra tutto normale, no? Ma quando torno,
Serena Malaspina: e vedo le mie amiche che sono delle mie amiche storiche, che magari sono in delle situazioni dove... Cioè, quello è il loro limite, quello è quello che possono fare, no? Proprio per i condizionamenti esterni, eccetera. Ed è molto importante, secondo me, appunto rompere un po' questa distinzione anche fra luoghi, no? E luoghi più privilegiati sotto un certo aspetto dove a livello culturale è normale avere queste conversazioni e questi aspetti e invece raggiungere quelle persone che...
Serena Malaspina: per colpa di un contesto sociale, di essere nati lì che nessuno lo sceglie a un certo punto e appunto arrivano magari dopo a scoprire certe cose, a lavorare su di sé, cioè è importante capire che possono farlo e capire perché altrimenti c'è sempre questo io non posso verso stupui, Cioè in realtà organizzandosi eccetera in maniera diversa, magari inizialmente su piccoli periodi, piccole esperienze, però è importantissimo questo empowerment soprattutto femminile perché appunto
Serena Malaspina: L'uomo è già più, almeno a livello culturale, più spinto, forse, Invece le donne no, insomma, penso che sia abbastanza centrale come tema e si collega benissimo a quello che dicevi. E infine ti chiederei lato, cioè quelle persone che, appunto, magari non hanno mai fatto esperienze da sole, però stanno iniziando a fare un percorso su di sé e quindi dico, no, mi piacerebbe molto fare questo, fare l'altro, penso di non poterlo fare.
Serena Malaspina: Cioè ci sono dei piccoli suggerimenti, piccoli primi passi che secondo te possono aiutare a sbloccare quello step zero, uno che magari tante volte è più difficile.
Francesca Di Pietro: Allora, per me il primo passo che facilita è devi andare fuori dall'Italia perché mentre le persone sono convinte che vicino è sicuro, no, perché vicino è la stessa sistema del giudizio. Cioè le persone che sono nel nostro paese hanno una cultura molto simile a noi generalmente e quindi
Francesca Di Pietro: magari le tue paure vengono rafforzate perché il contesto è rafforzante, mentre se tu vai fuori il contesto è totalmente diverso, esempio stupido. Una cosa che proprio la gente soffre un sacco è andare al ristorante da soli perché noi nella nostra cultura abbiamo il tema della convivialità.
Francesca Di Pietro: che è certamente la cosa più importante per noi infatti, per esempio io sono napoletana, da me si dice non mai magnato insieme, cioè quando tu non conosci uno, dici che ti prendi questa libertà se io non ho mai mangiato con te, questo fa capire quanto è importante però nel resto del mondo si nutrono, cioè non è che c'è questa cosa che mangiano insieme ad esempio
Francesca Di Pietro: non lo so, io viaggio solo anche in Italia, o comunque prima sicuramente di più anni fa ero in giro per la Puglia, sono stata 20 giorni da sola in Puglia a girare e a me piace molto mangiare il crudo, mi piace molto la cucina pugliese ovviamente, però mangio molto pesce così allora ogni volta andavo in questi ristoranti anche molto carini, molto belli, no? e quelli faceva... quanti siete? uno come uno? sta arrivando qualche uno? no, sovda sola ma vi apparecchio per due? no
Francesca Di Pietro: stavo almeno 20 minuti a spiegare al cameriere che volevo mangiare da sola e che andava in un posto carino, cioè anche sul mare figo che ti fa il coso con tutti i frutti di mare, no? Mentre per esempio a Londra, Oppure a Parigi, sempre prima di avere il bambino andavo un paio di volte all'anno sia per lavoro o per trovare le gente
Francesca Di Pietro: di sabato sera, vai mi ricordo questa volta andai in un posto a Londra verso Soho un posto con la cucina coreana fichissimo un ristorante super fashion e tutto così aveva la barra intorno al tutto il ristorante dove erano tutte persone da sole che mangiavano lì ed era una cosa cioè c'ero io e tipo altre 27 persone che mangiavamo da sole ed era una cosa normalissima, nessuno mi ha chiesto
Francesca Di Pietro: N'aspetti qualcuno? No! Mi hanno detto, mangiò sola, vai lì perché lì di solito si mettono le persone che mangiano da sole ed era normale la sera di sabato andare in un locale figo da sola per cena. Questa una cosa molto sembra piccola ma non lo è perché ti cambia davvero la percezione perché comunque molte persone in Italia ti dicono, io mi sento uno sfigato al ristorante, mi guardano tutti mali, pensano che non ho nessuno, ovviamente
Francesca Di Pietro: Io a meno me ne frega nulla proprio, cioè proprio perché? Cioè nulla. Però mi rendo conto che ci sono molte persone che lo pensano, quindi sicuramente questo è molto più facile. Quindi vai fuori dal tuo paese, va benissimo anche la Francia, cioè devi attraversare un colfi, scegli uno dei confini, attraversalo, quindi anche in macchina. Però cambia il mondo. E poi io ti direi dati un po' di tempo.
Francesca Di Pietro: quindi molti ti dicono inizio piano piano non troppo cioè per me un viaggio di tre giorni non va bene se è la tua prima volta perché non ti riesci neanche ad ambientare trovi degli alibi quindi io ti direi una settimana almeno fuori dall'italia anche vicino e comunque magari ti prendi un... come si dice? un tac...
Francesca Di Pietro: per scrivere le tue sensazioni, paure, come vanno le cose. Te la porti pure al ristorante così fai quello intellettuale che scrive o finge di essere un critico gastronomico. Però in questo modo puoi capire meglio le cose. Secondo me dopo 3-4 giorni un po' prendi confidenza con il contesto solitario, il contesto con te, esperimenti.
Francesca Di Pietro: E poi altro suggerimento, devi dire sempre sì alle cose che accadono. Quindi se sei in un ostello, organizzano una festa con la pizza, ma tu sei in Messico e sai che la pizza farà schifo, di sì lo stesso. Oppure se stanno facendo una lezione di yoga al tramonto e letto un cartellone, di sì sì vado. E più dici sì, più le cose accadono, più...
Francesca Di Pietro: sperimenticose, più è arricchente l'esperienza. Quindi secondo me questi tre step facili.
Serena Malaspina: Bellissimo, bellissimo, penso che veramente hai toccato temi cruciali, soprattutto che sono accessibili anche persone che appunto magari lo fanno per la prima volta, letteralmente arrivare in Francia, cioè puoi andarci come dicevi in macchina, in treno, in aereo, anche in treno, quindi insomma, ed è molto vero che poi già farlo in un contesto che non sia l'Italia, anche appunto, cioè non vuoi farti il viaggio chissà che, anche vuoi farti, è vero, il viaggio almeno una settimana
Serena Malaspina: vero, cioè per ambientarti eccetera, però dico se vai anche in Francia un weekend dico e magari sei già stato a Parigi eccetera, anche solo provare invece al posto di andarci, se sei stato con l'amica o con il ragazzo eccetera eccetera, provi a andare da sola e vedere il, so, vedi, nel ristorante, vedi che ci sono altre persone o a Londra eccetera e già
Serena Malaspina: notare queste cose che magari prima non sei stato abituato a notarlo perché andavi sempre con qualcun altro quindi per te era la cosa normale, Quindi rinotare le cose anche in maniera differente con questa ottica e come dicevi magari con un taccuino o altro è qualcosa che veramente ti aiuta a essere molto più in power, cioè a tutti gli effetti, questa confidenza che citavi penso che sia chiave per poi sbloccare, cioè sbloccare appunto, cioè lo dici l'ho fatto, no?
Francesca Di Pietro: Ti fa venire la voglia. Anche perché una cosa che le persone sottovalutano molto in tutti gli aspetti, anche nello sport, anche nello yoga, ovunque, tutti pensano che le persone brave sono nate brave. E non è vero, anche nel viaggio, cioè non so per dirti io, la prima volta che sono nata in viaggio sola sono nata in Turchia e ovviamente avevo quella cosa, mi raccomando, sei tanta, la Turchia è pericolosa, di notte ti rapiscono, ti fa...
Francesca Di Pietro: Quindi mi ricordo che a Istanbul andavo a mangiare nel ristorante davanti l'hotel per fare il meno possibile, che era tutto pericoloso. E quando sono andata lì e poi ho fatto amicizia col tavolo a fianco, ho capito che non è pericoloso, oppure non è una cosa così strana. E poi, ovviamente step by step, prima di diventare bravo a fare qualcosa,
Francesca Di Pietro: serve un sacco di tempo e serve un'esperienza in tutti gli ambiti, nello sport, nel computer, nella fotografia e anche nel viaggio. Cioè, saper viaggiare bene non è una cosa così banale e non è una cosa così facile. Essere un viaggiatore sanitario bravo, quindi che ne so magari fare molta facilmente amicizia o sapere come risparmiare in delle situazioni, non è una cosa banale che ci sei nato, hai il scienza infusa.
Francesca Di Pietro: Lo fai perché l'hai fatto tante volte, quindi se tu fai il tuo primo viaggio e fai un sacco di errori, non è che devi tornare e dire, beh non sono capace, non lo faccio più. No, nessuno è capace, cioè nessuno è nato capace. Io la prima volta che sono andata in Sud America avevo un zaino di 20 kg, dopo un mese ho mandato un pacco in Italia, ho detto, se questa roba non mi serve, ho sbagliato zaino.
Francesca Di Pietro: Però diciamo per fortuna adesso se siete il web quindi un po' di cose le puoi controllare, puoi scrivere a un travel blogger e dire quanti litri deve essere il mio zaino. Io non avevo travel blogger a cui scrivere ho sbagliato a comprare lo zaino però c'è nel senso le cose poi le risolvi insomma quindi devi imparare e sbagliare imparare e poi dopo diventi bravo.
Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. L'1 % poi che permette di fare grandi cambiamenti, l'1 % alla volta al posto del grande salto. Bene Francesca, allora io chiederei questa bellissima intervista con un format di chiusura di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. La prima è qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?
Francesca Di Pietro: In questo momento della mia vita, tipo le coccole al cane, hai canini o due, diciamo. Prima ti avrei detto altre cose, però la vita cambia, quello.
Serena Malaspina: la pet therapy che tra l'altro è uscita fuori più volte. La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio.
Francesca Di Pietro: Giardinaggio. Io sono arrotissima con l'orto, c'è proprio life changing.
Francesca Di Pietro: Ecco, mamma mia. Diciamo che in concomitanza con questo grande cambiamento della mia vita, quindi marito, figli, ho anche cambiato casa, mi sono andata a Zvetafuri, Roma, e ho un giardino molto grande. Ho deciso di fare l'orto perché ho deciso che voglio mangiare le cose coltivate da me. Ovviamente non ne so nulla, quindi sono secchiona, vedo solo video su YouTube di come si potano i pomodori o come si tagliano le melanzane o cose così.
Francesca Di Pietro: Quindi diciamo l'orto, top, adoro, alle 6 del mattino io da sola metterei, non lo so, i legnetti, adoro.
Serena Malaspina: L'ultima è quale pensiero, insegnamento e citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?
Francesca Di Pietro: C'è una frase ricorrente nella mia vita che mi sono fatta incidere su un anello perché io non ho tatuaggi. La frase dice la vida da vueltas e me l'ha detto la prima volta una persona quando vivevo in spagna a vent'anni e poi me l'hanno come dire ripetuta varie volte e questa cosa mi ha fatto pensare traducco e comunque dico il segno, vuol dire la vita fa dei giri
Francesca Di Pietro: e nel senso che tu non puoi mai sapere quello che accadrà perché la vita poi fa dei giri quindi magari ritorni magari vai da un'altra parte quindi questa cosa per me è importante perché vuol dire non ti preoccupare di come sta andando adesso questa cosa perché poi le cose possono cambiare
Serena Malaspina: Wow, bellissima e diciamo che sicuramente un insegnamento che serve a chiunque e ottimo, mi vado a informare. È veramente bello. Francesca, io ti ringrazio tantissimo. Tra l'altro il primo episodio, diciamo con un format un po' diverso dove si è parlato anche appunto
Serena Malaspina: di esperienze, mi piace molto e voglio sperimentarlo sempre di più e ti ringrazio tantissimo per la tua testimonianza, il tuo lavoro e per tutta l'ispirazione che porti e grazie per essere stata con noi e per averci condiviso la tua storia.
Francesca Di Pietro: Grazie.
Francesca Di Pietro: Grazie a te per avermi intervistato per questo bellissimo momento. Tra l'altro mi piace sempre parlare di queste cose perché poi mi fai pensare altre cose che non... ha degli aspetti quindi magari adesso mi metto a scrivere delle robe così dico vedi, su questa cosa è interessante. Ciao, buona giornata.
Serena Malaspina: Perfetto, grazie mille!
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Francesca Di Pietro: viaggio, solitudine, libertà, crescita personale, psicologia, esperienze, cultura, maternità, ansia, empowerment
Francesca Di Pietro: Summary
Francesca Di Pietro: In questo episodio, Serena Malaspina e Francesca Di Pietro esplorano il tema del viaggio solitario come un atto di libertà e crescita personale. Francesca, psicologa e travel coach, condivide la sua esperienza di viaggiatrice solitaria e discute le paure comuni legate al viaggiare da soli, l'importanza di superare le convinzioni limitanti e come il viaggio possa aiutare a conoscere meglio se stessi. Viene anche affrontato il tema della maternità e come le madri possano continuare a viaggiare e prendersi cura di sé stesse. Attraverso consigli pratici e riflessioni personali, l'episodio incoraggia gli ascoltatori a intraprendere il proprio viaggio di scoperta.
Francesca Di Pietro: Takeaways
Francesca Di Pietro: • Il viaggio solitario è un atto di libertà.
Francesca Di Pietro: • La paura di viaggiare da soli è comune e comprensibile.
Francesca Di Pietro: • Incontri in viaggio possono cambiare la vita.
Francesca Di Pietro: • Viaggiare aiuta a conoscere se stessi e a superare le proprie paure.
Francesca Di Pietro: • Le convinzioni limitanti possono essere superate con l'esperienza.
Francesca Di Pietro: • Dire sempre sì alle nuove esperienze arricchisce il viaggio.
Francesca Di Pietro: • La maternità non deve limitare il desiderio di viaggiare.
Francesca Di Pietro: • L'ansia può essere gestita e non deve bloccare le esperienze.
Francesca Di Pietro: • Organizzarsi è fondamentale per viaggiare serenamente.
Francesca Di Pietro: • La vita fa dei giri inaspettati, quindi non bisogna avere paura di cambiare.
Francesca Di Pietro: Sound bites
Francesca Di Pietro: "L'ansia può essere gestita."
Francesca Di Pietro: "Dire sempre sì alle nuove esperienze."
Francesca Di Pietro: "La vita fa dei giri inaspettati."
Francesca Di Pietro: Chapters
Francesca Di Pietro: 00:00 Introduzione al Viaggio Solitario
Francesca Di Pietro: 02:57 La Paura di Viaggiare da Soli
Francesca Di Pietro: 05:45 Cultura e Viaggio: Un Confronto
Francesca Di Pietro: 08:57 Incontri che Cambiano la Vita
Francesca Di Pietro: 11:42 Conoscere Se Stessi Attraverso il Viaggio
Francesca Di Pietro: 14:37 Superare le Paure e le Limitazioni
Francesca Di Pietro: 17:43 Il Ruolo dell'Ansia nel Viaggio
Francesca Di Pietro: 20:20 Riconoscere e Riscrivere i Ruoli
Francesca Di Pietro: 23:22 Piccoli Passi verso l'Indipendenza
Francesca Di Pietro: 26:24 Autodiagnosi e Ansia
Francesca Di Pietro: 31:08 Viaggiare da Sole con i Figli
Francesca Di Pietro: 37:48 La Libertà di Essere Madre e Viaggiatrice
Francesca Di Pietro: 43:40 Critiche e Giudizi nel Mondo Digitale
Francesca Di Pietro: 48:36 Primi Passi per Viaggiare da Sole
Francesca Di Pietro: 53:53 Riflessioni Finali e Insegnamenti
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