Essere Serena
Copertina dell'episodio 23: Ti capita mai di sentirti persə? Somatizzazione, transizioni e contatto
EP 2352 min

Ti capita mai di sentirti persə? Somatizzazione, transizioni e contatto

con Paola RomitelliPsicoterapeuta

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DESCRIZIONE

Cosa succede quando il corpo esprime ciò che la mente non riesce a elaborare. Le fasi di transizione ci rendono vulnerabili e le crisi nascono dall'eccesso di possibilità.

Posso avere dolori nel corpo e la medicina non trova nulla. Queste due cose non sono separate dalla parte psicologica ed emotiva.

CAPITOLI

  1. Il corpo parla quando la mente non riesce

  2. Somatizzazione: dolore fisico e origine emotiva

  3. Transizioni come momenti di vulnerabilità

  4. Far coincidere comportamenti e valori

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Serena Malaspina: Buongiorno, ciao Paola. Grazie per aver accettato l'invito e benvenuta su Essere Serena Podcast.

Paola Romitelli: Buongiorno.

Paola Romitelli: Grazie a te per avermi invitato, sono veramente contenta di essere qui.

Serena Malaspina: Allora Paola, tu sei oltre che psicologa, psicoterapeuta e insomma altri titoli, in particolare mi interessa la parte legato al fatto che sei un'educatrice somatica. E il tema della somatizzazione è sicuramente qualcosa che mi piacerebbe approfondire con te durante questa chiacchierata. Prima però vorrei partire da un tema che emerge molte volte da persone di età totalmente diverse.

Serena Malaspina: e quindi è un po' comune a tutti nell'arco della propria vita, ossia il sentirsi, diciamo un po' persi o senza una direzione in appunto certe fasi. E ti chiederei un po' che cosa succede dentro di noi quando attraversiamo magari dei momenti di cambiamento, consci o non consci. perché poi alcuni momenti appunto sono più riconosciuti come di cambiamento, altri meno e quindi insomma.

Serena Malaspina: Ti chiederai un po' di spiegarci questo aspetto?

Paola Romitelli: Sì, ok. Allora, quando attraversiamo dei periodi di cambiamento è intanto naturale sentirsi persi. Quindi già questo è un concetto importante, la naturalità di uno stato, di una situazione. Perché accade? Perché in quei momenti non abbiamo più una direzione da seguire, fondamentalmente. Quindi si presentano, si palesano

Paola Romitelli: una serie di emozioni, l'ansia, la paura, siamo preoccupati. E questo perché accade? Perché il cambiamento, come hai detto tu, qualsiasi sia la sua natura, se sia consapevole o inconsapevole, ma anche imposto oppure voluto dalla persona, crea una frattura. Una frattura degli schemi che noi ci siamo faticosamente costruiti. Quindi quegli schemi non valgono più, vengono a mancare.

Paola Romitelli: Le certezze non ci sono più quindi, non sappiamo più a cosa appigliarci, non sappiamo neanche più chi siamo, va a toccare l'identità e il cambiamento, poi ovviamente dipende da che tipi di cambiamento, ma fondamentalmente va a toccare l'identità e quindi questo crea una serie di meccanismi psicologici e corporei, fisiologici, che possono appunto andare a farci provare tutte quelle sensazioni di confusione, di insicurezza, ma anche a volte di rabbia, a volte di apatia. Quindi poi dipende anche dalla persona, dall'indole della persona, come risponde a questi momenti di transizione. Questo perché accade? Accade perché il nostro cervello ama le routine, gli schemi, cioè proprio li adora. Ne ha fame e sete e quindi si abitua molto facilmente a seguirli. Con il cambiamento lui è costretto a ricalibrarsi e a trovare nuovi processi per adattarsi a quello che sarà la nuova situazione e questo richiede tante energie e tanto tempo e il tempo è quella cosa che la maggior parte delle persone faticano ad accettare.

Paola Romitelli: Cambiamento richiede tempo, non è immediato e non c'è la pillola per il cambiamento. Quindi bisogna avere pazienza, una dote fondamentale che rientra nelle abilità di resilienza. La pazienza rientra nella resilienza. Quindi ecco è importante il concetto di tempo. E in questo tempo in cui noi siamo lì a ricercare un equilibrio, a ricercare un senso di stabilità dove mettiamo in discussione tutto, in questo tempo abbiamo la necessità di accettare il malessere in qualche modo.

Paola Romitelli: è importante anche comprendere che non sempre i periodi di transizione portano ad un cambiamento, che non è detto. Magari il cambiamento è accettare chi siamo prima dell'evento che ha scatenato il cambiamento o il desiderio o la spinta al cambiamento.

Paola Romitelli: Quindi tutte quelle paure che a volte vengono sul cambio, oddio cambio, che sarà il cambiamento, vado in freezing perché ho il cambiamento, magari sono delle paure che non hanno senso o perché ci ritroviamo ad accettare e a continuare la nostra vita così come eravamo. Cioè era mio professore, uno dei miei professori di una scuola di specializzazione, della scuola di specializzazione che ho fatto, che diceva che il cambiamento è questo, questo più questo. E lui diceva, questo sei tu.

Paola Romitelli: tutti i tuoi aspetti. Il cambiamento è questo, quindi tu ci sai sempre e il cambiamento è solo la consapevolezza, è solo l'aggiunta di qualcosa. Quindi a volte abbiamo paura inutilmente.

Serena Malaspina: Certo, mi viene in mente quanto appunto questa idea anche di identità, di cristallizzazione di chi siamo. Tante volte ci sono specialmente in certe fasi, come se fosse progressivo, nel più cresciamo, più ci completiamo e sappiamo chi siamo al 100%. In realtà questo concetto di cambiamento specialmente si è...

Serena Malaspina: avviene in fasi diverse, appunto può essere magari destabilizzante se viene interpretato come una rottura di qualcosa che stai costruendo però in realtà forse è proprio il modo sbagliato tra virgolette di vederlo no?

Paola Romitelli: Sì, perché a volte il cambiamento viene dato da una rottura, perché magari è la conseguenza di un trauma, poi magari li vediamo quali possono essere appunto i vari momenti di cambiamento nella vita e quindi il trauma crea in realtà una rottura. Ma anche i vari passaggi creano una rottura tra un prima e un dopo. Quando avviene un cambiamento c'è un prima e un dopo. Il punto è che non è detto che il dopo sia diverso.

Paola Romitelli: ma magari aggiunge semplicemente qualcosa, semplicemente, tra virgolette, semplicemente, ovviamente stiamo parlando di qualcosa che appunto richiede tante energie, quindi è faticoso. Sì, ecco questo, tendenzialmente questo volevo dire.

Serena Malaspina: E allora ti chiederai quali sono i principali momenti di transizione che possono avvenire nell'arco di vita, sia la letteratura che anche nella tua esperienza con i tuoi pazienti, e quali possono essere le principali sfide emotive e psicologiche che comportano.

Paola Romitelli: Sì, sì. Dunque in psicologia ci sono diversi momenti appunto di transizione che un individuo può passare e che rappresentano appunto una crisi fondamentalmente tra una fase e l'altra fase, fase della vita. Quindi ci sono quelle transizioni che sono dei passaggi e che includono degli eventi naturali come ad esempio l'adolescenza.

Paola Romitelli: l'ingresso nell'età adulta, la maternità, la paternità, il matrimonio, una separazione, la menopausa, l'andropausa, il pensionamento, quindi cose che derivano dal nostro vivere quotidiano e a questi non scappiamo, sono cambiamenti che dobbiamo affrontare per forza. Poi ci sono anche altri riti di passaggio dati dalla società a cui apparteniamo.

Paola Romitelli: come ad esempio quelli che sono dettati da percorso scolastico, anche quelli sono riti di passaggio, quindi ci sono i primi, dove siamo più piccolini, magari anche più facile o ci sembra più facile, ma insomma un bambino che va in prima elementare a volte piange o piuttosto alle medie, insomma arrivano delle crisi, le prime crisi proprio. La scuola e superiori, piuttosto che l'università, alcune persone per la fatica di questo passaggio scelgono di non studiare, ed è solo questo il motivo. L'ingresso nel mondo del lavoro, insomma, sono tutti momenti importanti. E poi ci sono quelli che dicevamo prima che sono quelli più, diciamo, duri, che sono i traumi, quindi insomma, conseguenza di una violenza o di un evento naturale catastrofico, quindi cose insomma grosse che sono veramente

Paola Romitelli: Sì, certo, anche il passaggio scolastico è imposto dalla società, però questi traumi, chiamati traumi con la T maiuscola, veramente qualcosa di grosso e che ha bisogno di un approfondimento a parte. E poi ci sono quelle transizioni quotidiane a cui noi non facciamo caso, ma che sono fondamentali nella quotidianità, che sono ad esempio

Paola Romitelli: tipo un trasloco, piuttosto che anche semplicemente viene da dire il passaggio da casa al lavoro e dal lavoro a casa, anche quella è una transizione. Quindi immaginiamo anche più in grande i viaggi, ora siamo al rietro delle vacanze, è una transizione ed è diverso viverla con consapevolezza o senza consapevolezza.

Paola Romitelli: È diverso vivere ad esempio il rientro dalle vacanze. Non so, domenica e alle 21 sono a casa e lunedì alle 8 devo cominciare a lavorare. Diverso è rientro sabato, mi do la giornata di domenica come transizione, come passaggio e lunedì inizio a lavorare. Cioè sono due situazioni diverse che cambiano il nostro modo di vivere. Oppure torno all'esempio di prima, il passaggio dal lavoro a casa. In quello spazio di tempo, quando sto in macchina sul motorino, sui mezzi, cosa faccio? Cosa penso? Mi porto il lavoro a casa? Come uso quel momento di transizione? Oppure mi creo delle aspettative che poi vengono disilluse quando rientro a casa e magari mi ci arrabbio pure? Cioè come lo occupo quello spazio e quello diventa fondamentale perché tra l'altro questi spazi di transizione oppure appunto chiamati spazi liminali e poi magari approfondisco questo termine più li viviamo sono fondamentali proprio sono fondamentali per le relazioni per il nostro benessere e sono l'occasione per incontrare noi stessi in realtà.

Serena Malaspina: Ma guarda Paola se vuoi approfondire un po' questo tema perché penso che sia abbastanza insomma poco conosciuto quindi mi interesserebbe insomma saperne di più.

Paola Romitelli: Sì, allora questo è stato chiamato a un nome, questi momenti di transizione che siano piccolini, quotidiani o anche più grossi, come abbiamo detto prima, come i passaggi dall'infanzia all'adolescenza piuttosto che da un grado scolastico all'altro, un cambiamento di lavoro, sono stati chiamati da un antropologo, dico adesso non mi ricordo il nome, magari mi verrà poi in mente, chiamati spazi liminali.

Paola Romitelli: La parola liminale viene dal latino limen che vuol dire soglia. Quindi la soglia simbolicamente rappresenta proprio il confine, il passaggio tra due spazi distinti. Quindi tra un prima e un dopo, tra due stati di essere come sono, lo spazio liminale e come sarò.

Paola Romitelli: e lui ha studiato questi spazi liminali osservando una tribù e andando ad approfondire la sua osservazione, le sue interpretazioni sui comportamenti che le persone avevano prima dei riti di passaggio. I riti di passaggio sono un evento grosso nelle tribù, fanno feste, canti, danze e lui ha osservato cosa accadeva prima.

Paola Romitelli: dove si trovavano le persone psicologicamente ed emotivamente prima di questi riti di passaggio, perché non appartenevano più a quello che erano precedentemente ma non erano ancora, perché il passaggio non era stato fatto e quindi li ha chiamati così spazi liminali. E a me, pensando insomma a questo incontro con te, pensavo, mi sono ricordata il periodo delle...

Paola Romitelli: Quando noi passiamo le scuole medie sarebbe, Quindi quei dodici, tredici anni, undici, dodici e tredici, che addirittura io faccio fatica adesso con i miei nipoti, che alcuni hanno questa età. Come li chiami? Bambini o ragazzi? Cioè non c'è un nome. Pensa che spazio liminale o di transizione grosso è. Anni. Uno, due, tre anni.

Paola Romitelli: in cui non ci si sente bambini, non si è più bambini ma non si è neanche adolescenti, quindi si sta lì ragazzini ogni tanto, come stanno i ragazzini che sta bruttissimo non c'è una parola per indicare gli spazi di transizione gli spazi liminali è incredibile e questo insomma chi mi segue sa quanto io sia legata all'utilizzo delle parole quanto gli psicologi ormai danno molta importanza alle parole che si utilizzano e non c'è una parola per alcuni momenti di transizione o spazi liminali e questo crea un vuoto e ci credo poi che noi ci sentiamo spaesati e non sappiamo bene come comportarci e quindi poi magari arriva la ragazzina di 11 anni truccatissima poi adesso figuriamoci con internet con rossetti cose eccetera che fa anche un po' sorridere perché dice no ci sta proprio male, no? Però non sa perché lei sta creando la sua nuova identità.

Serena Malaspina: Wow, penso che, cioè, mentre parlavi mi sono venuto in mente varie tematiche, e in particolare su questo ultimo punto dell'assenza di una... anche di un termine, forse tante volte, di una categorizzazione che ci permetta di identificare, appunto, quella che può essere una fase di passaggio comune, che però, appunto, non essendo identificata, sembra sempre un po', come dire, sfocata, no?

Serena Malaspina: e su questo ho letto recentemente un libro che mi è piaciuto tantissimo di una psicoterapeuta americana che si chiama Quarter Life Crisis ed è proprio legato... è così il titolo, aspetta... no, forse Crisis no, però il titolo dovrebbe essere Quarter Life ed è stato per me illuminante perché...

Serena Malaspina: letteralmente quello che diciamo identifica è di questa quarter life che però non è solo legato ai 25 anni o qualcosa che magari una persona identifica come tale no? Dice, secondo questa psicologa è questo periodo dal post studi quindi quando entra una persona entra diciamo nel mondo del lavoro idealmente fino a quando non crea una famiglia proprio a livello insomma con figli eccetera quindi magari entra in un'altra fase e quindi lei

Serena Malaspina: dice che può durare fino a 36, 37 anni dai 20 qualcos'anni, no? Quindi è molto molto larga ed è super interessante perché poi trova due archetipi dividendo, diciamo, le persone tra quelle che cercano più stabilità e quelle che cercano più, diciamo, significato e poi, insomma, porta degli esempi di persone proprio pazienti che ha avuto ed è stata la prima volta, penso, dove proprio ho

Serena Malaspina: ho visto una sorta di teorizzazione di questa crisi che vedo attorno a me in età totalmente diverse e però veramente non capivo se fosse la mia generazione o appunto una cosa comune però è super interessante perché nel momento in cui vedi una parola senti una teorizzazione allora assume una sorta di significato di ciò no

Paola Romitelli: un confine viene, si può dire ok so dove sono, sono in un periodo di transizione, sono nel mio spazio liminale, non ne devo aver paura, non devo essere così confuso, oppure è bello essere confusi perché ho tante possibilità di scelta, prima non si avevano tante possibilità di scelta, specialmente per una donna che è un altro tema a me molto caro. Una donna aveva la strada davanti a sé molto spianata ma realtà anche gli uomini. Adesso si hanno tante possibilità di scelta, quindi proprio in quella fascia di età, che è una collega, è una psicoterapeuta che ha identificato in questi tantissimi anni e concordo, nel senso che anche io nella pratica clinica

Paola Romitelli: trovo spesso una grossa crisi intorno ai 25 anni, chi un po' prima, chi un po' dopo. È data anche dal fatto di dire cosa faccio, chi sono realmente, cosa voglio fare, come faccio a far coincidere il mio comportamento con i miei valori. E questo è grossa come crisi, appunto può durare tanti anni, proprio perché, questo è un po' qualcosa che

Paola Romitelli: non so per quale motivo o sono talmente tanti motivi che è impossibile identificarli è accaduto che non sappiamo più scegliere. Quindi di fronte a queste tante possibilità cosa faccio? Posso essere una lavoratrice, posso essere una mamma lavoratrice, quindi posso essere anche mamma, posso essere anche solo mamma. E già queste sono quattro possibilità diverse.

Paola Romitelli: Poi all'interno di ognuna io possa avere altre possibilità, lavoratrice, cosa voglio fare nella vita? Qui questa grande domanda arriva intorno ai vent'anni, in realtà un po' prima, dei 25, ed è la prima grossa crisi quella. 18, 19, 20 anni è la prima grossa crisi. Sì. E sono momenti in cui siamo vulnerabili. C'è una vulnerabilità che è...

Paola Romitelli: alta, un'intensità più elevata rispetto ad altri momenti della vita quando invece abbiamo deciso. Una cosa importante, voglio richiamare quello che dicevi tu prima rispetto a fatto, avevi detto il nome, avevi pronunciato la parola rottura, no? Che il cambiamento porta, può portare questa rottura e ti interrogavi e dicevi forse magari

Paola Romitelli: non bisogna vederlo in questo modo. C'è un concetto collegato a questo importante che è quello di sapere, coscientizzare, non sapere, coscientizzare che l'equilibrio non è qualcosa che si raggiunge e poi siamo equilibrati. L'equilibrio è una ricerca continua di equilibrio. Quindi noi siamo sempre in disequilibrio e l'equilibrio è la ricerca

Paola Romitelli: di stare in equilibrio. Faccio sempre l'esempio con la metafora degli equilibristi che stanno sulla fune, non stanno mai fermi, non sono con le braccia tese fermi, no, sono così, perché lo ricercano sempre questi equilibri, magari qualche volta vanno un po' più giù, qualche volta di nuovo, poi ritornano a una sorta di ricerca di equilibrio più stabile. Quindi ecco questo è importante.

Paola Romitelli: ricollegato a quel concetto che dicevi di rottura, che se appunto ciò che ci accade come movimento verso il cambiamento non lo consideriamo come una rottura ma come una ricerca di un nuovo equilibrio, allora forse magari questo spazio liminale lo abitiamo in maniera un po' più facile, in maniera un po' più comoda.

Serena Malaspina: No, perché poi in realtà la ricerca dell'omostasi, di un bilanciamento, è qualcosa che accade in primis in natura. Noi tante volte dimentichiamo forse le leggi della natura per avere questa idea molto...

Serena Malaspina: progressiva lineare di questa aspettativa sociale del dovrei entro i 25 dovrei fare questo, i 30 dovrei fare questo e ogni volta una persona oltre che sentirsi indietro perennemente perché c'è sempre qualcuno che fatto qualcosa prima di te e proprio la si vive non ammettendo come possibilità appunto la crisi il cambiamento quando in realtà è parte naturale della propria vita.

Paola Romitelli: Sì, sì esatto. Anche perché non so se usare la parola abbracciare forse è troppo forte il cambiamento, insomma appunto sempre in merito al fatto che è faticoso, è un abbraccio faticoso, il rischio di stagnare, è il blocco. Quando, qui faccio un accenno alle somatizzazioni, quando siamo tesi, e quelli sono blocchi, blocchi ristagni.

Paola Romitelli: sono proprio la metafora magari di qualcosa che non stiamo accettando nella nostra vita e quindi rimaniamo tesi con la paura addosso e una sorta di freezing praticamente che mettiamo in atto che ci fa stare lì fermi e nel non cambiamento

Serena Malaspina: Poi mi viene in mente sempre anche, basato sulla mia esperienza e anche'esperienza di persone che magari posso conoscere, di quanto il cambiamento poi a seconda di come, cioè può essere vissuto appunto in maniera positiva, sia accettato o abbracciato insomma, però può diventare, se lo immaginiamo un po' agli estremi, può essere o qualcosa che si teme tantissimo e che quindi

Serena Malaspina: lo si vorrebbe magari, si ha paura dell'incertezza che ne può arrivare e quindi, insomma, con tutta anche quella parte di sommatizzazione che dopo tratteremo, magari uno lo vorrebbe fare, però poi si blocca dentro di sé, Dall'altra parte il cambiamento può anche essere una sorta di via di fuga sotto certi aspetti e io su questo me ne sono resa conto tantissimo crescendo perché a un certo punto ho iniziato a viaggiare, cambiare, ho fatto dei periodi di vita dove...

Serena Malaspina: ogni sei mesi avevo una casa diversa praticamente, Perché tra i vari trasferimenti, esperienza all'estero, eccetera. Ed era diventato letteralmente qualcosa che io ricercavo costantemente. Cioè, io non mi riuscivo a immaginare per più tempo in uno stesso luogo, perché per me la routine era la noia. Cioè, la routine era qualcosa di negativo, che infatti se lo dico adesso che invece la mia routine è molto più, diciamo, settata rispetto a prima, è qualcosa di cui ho bisogno. Però per anni ho proprio rifiutato quest'idea.

Serena Malaspina: e mi sono resa conto a un certo punto, soprattutto appunto iniziando a tenere un percorso di terapia e di crescita anche un po' interiore, di quanto effettivamente questa parte di me, che da una parte era, diciamo, positiva, cioè la parte diciamo di cambiamento poteva essere positiva, ma era portato in un... era vissuto poi in maniera disfunzionale e che mi portava proprio all'impossibilità di attaccarmi o di essere grounded, E quindi anche l'importanza proprio di capire

Serena Malaspina: Qual è la causa del cambiamento che evitiamo o ricerchiamo? È qualcosa di positivo, funzionale o qualcosa che magari è legato a delle paure che ci bloccano?

Paola Romitelli: Assolutamente, ricerca continua di cambiamento, anche quella poi diventa la routine, la quotidianità, è una stagnazione, perché non c'è cambiamento in una ricerca continua di cambiamento. Rimane, cioè quella diventa la stasi fondamentalmente. Mi è sfuggito adesso quello che mi volevo agganciare per dire una cosa. Ma mi è sfuggita la parola che avevi detto e che magari ritornerà durante l'intervista.

Serena Malaspina: legata agli estremi del cambiamento oppure. Scusa mi sa che è andato un attimo.

Paola Romitelli: Andato via l'audio? Io ti sento, ti vedo.

Serena Malaspina: No no no no no no era ok ok perfetto no era la mia connessione che forse si era bloccato un attimo però comunque stava riprendendo quindi è posto e non avevi una parola che che ti aveva attivato qualche pensiero

Paola Romitelli: Sì, mi ero agganciata di una tua parola per dire qualcosa, dire un concetto, ma adesso non mi viene più, ma mi ritornerà, mi tornerà e lo dirò.

Serena Malaspina: Ok, ok. E poi ti chiederei un po', secondo te come possiamo affrontare meglio i cambiamenti mantenendo poi una sorta di connessione appunto più sana sia con noi stessi ma anche con gli altri appunto all'interno di questi momenti di incertezza.

Paola Romitelli: Sì, allora intanto esserne consapevoli è un grande strumento perché appunto come dicevi tu la definizione e il fatto che esistano delle cose, dei momenti che vengono descritti dà la possibilità di essere più tranquilli in un certo senso e di dire ok è questo, quindi questo è

Paola Romitelli: coscientizzare quello che stiamo che stiamo passando. Ad esempio una delle cose importanti che va ad innescare la consapevolezza sono proprio le risposte resilienti. Cioè anche dire ok è questo, è una risposta resiliente perché ok questo. Cioè sto in qualche modo lasciando andare tensioni, mi sto rilassando, sto lasciando andare un pochino l'ansia, mi sto radicando.

Paola Romitelli: No, lascio che il peso ceda verso la terra. Quindi, ecco, questa è una cosa importante. Un'altra cosa importante che scatena appunto risposte resilienti è il fatto di accettare questa incertezza. Le incertezze che fanno parte della vita sono appunto naturali. Io utilizzo molto il termine naturali al posto di normali, che è un termine che odio.

Paola Romitelli: normale non è niente ed è tutto, quindi è naturale. Perché alla fine questo spazio di transizione, questo spazio liminale, per quanto possa essere scomodo è un passaggio che possiamo evitare nella nostra vita. E quindi è appunto importante. E come dici tu, il supporto sociale è fondamentale. Anche perché in questi momenti

Paola Romitelli: grande fragilità la tendenza è ritirarsi, il ritiro, ho bisogno di di stare con me stessa o me stesso e basta. In realtà sì bisogna stare con se stessi ma la rete sociale è importantissima, parlare con amici, con familiari se la famiglia e le relazioni familiari lo consentono permette un confronto permette un supporto permette di normalizzare quello che stiamo vivendo.

Paola Romitelli: e magari gli altri ci raccontano la loro esperienza e questo crea rete, crea supporto, crea la possibilità di poter dire però lei ha fatto così allora adesso ci provo anch'io vediamo come funziona ho provato no questo non funziona però Giorgio mi ha detto quest'altra cosa allora magari provo quest'altra cosa quindi è fondamentale mantenere la relazione con gli altri il supporto sociale il nostro cervello è un cervello sociale poco da fare, è inutile dire voglio stare sola desidero stare sola sì è bello e a chi non piace bisogna che lo impari ma poi c'è bisogno del confronto con gli altri delle relazioni umane

Serena Malaspina: Assolutamente, anche proprio per aprirsi alle possibilità, perché molte volte quando rimaniamo da soli, specialmente nei momenti di incertezza o magari più difficile, Si tende poi a pensare di essere un po' i unici al mondo, E quindi invece dal confronto con l'altro e dal confronto autentico con l'altro, perché molte volte magari il confronto è basato su una selezione accurata di quello che si vuole, diciamo, dimostrare fuori, no? Quindi magari se una persona vuole dimostrare

Serena Malaspina: di stare sempre bene, eccetera, mostra quello. E in nasconde magari dentro di sé tutta una parte che è normale che ci sia, che ha quella magari più delle difficoltà.

Paola Romitelli: E oltre a questo che tu dici c'è anche per alcune persone che tendono a dire con me non funziona niente, mi chiudo, sono diversa da tutti, che bisogna che quella persona faccia un attimo un colloquio con il proprio ego. Ecco, anche questo da mettere, da tenere in considerazione perché non si è unici. Aspetta, si è unici e contemporaneamente non lo si è. ecco anche questo, un'altra cosa come l'equilibrio, che è sempre una ricerca di equilibrio, qui sembra che non riusciamo a volte a tenere insieme due cose che apparentemente sono opposte. Siamo unici e contemporaneamente non lo siamo. Sono due cose opposte e appartengono tutte due a noi. Una come me o una come te, Serena, non esistono. Però...

Paola Romitelli: Noi apparteniamo a delle categorie più ampie di persone.

Paola Romitelli: e questo richiama l'appartenenza ed è bello perché appartenere a dei gruppi è sano e fa bene anche all'identità.

Serena Malaspina: Assolutamente. E mi viene in mente appunto come come facevi sulla base dell'esempio che facevi, che molte persone faticano anche a riconoscere l'ego all'interno di una vittimizzazione cronica o del sono sbagliato o altro, no? Perché lo vedi? C di solito uno quando penso all'ego, penso all'ego del tipo sono forte, non mi scalfici niente, eccetera eccetera, Però in realtà è ego anche proprio questa

Serena Malaspina: identificazione di unicità sulla base di qualcosa di più negativo diciamo no?

Paola Romitelli: Sì, proprio così, esattamente. E un'altra cosa che mi viene in mente e che è naturale è quella di accettare di non avere tutte le risposte. Se siamo in un momento di transizione, in questo spazio liminale, che è spazio ed è anche tempo, è un luogo fondamentalmente,

Paola Romitelli: significa che siamo in un momento in cui dobbiamo prendere delle decisioni. Quindi siamo prima, in quel momento prima di prendere la decisione. Dove vado? Davanti, a destra, a sinistra, torno indietro, che faccio? Faccio una piroetta su me stessa, lancio il dado. Quindi è un momento in cui magari le risposte non ce le ho e devo andare alla ricerca di queste risposte e magari questa ricerca ha bisogno che si sposti.

Paola Romitelli: che si spieghi nel tempo, abbia le sue risposte in un tempo che non possiamo definire a priori, non lo conosciamo.

Serena Malaspina: verissimo soprattutto quante volte appunto crescendo a distanza di anni da momenti in cui magari ci disperavamo per avere una certa risposta e l'altra appunto questa risposta la troviamo so tre anni dopo quattro anni dopo e guardando indietro diciamo a caspita no?

Paola Romitelli: Esatto, che bellissimo!

Serena Malaspina: Questo è bellissimo, E poi, diciamo che durante queste fasi, appunto molte volte quello che viviamo è anche una sorta di stress, no? Proprio per questa, diciamo, resistenza al cambiamento o all'incertezza che molte volte proviamo. E prima, appunto, citavamo la sommatizzazione che adesso andiamo un po' ad approfondire.

Serena Malaspina: Però appunto oltre alla mente reagisce anche il corpo, E quindi ti chiederai un po' appunto di parlarci di questo concetto di somatizzazione come il corpo e la mente sono di fatto un tutt'uno.

Paola Romitelli: Sì, esatto, questo corpo mente. Ogni tanto io sotto i miei post scrivo corpo, trattino, mente. Corpo mente. A volte levo pure il trattino per unire, perché anche qui non abbiamo una parola che indichi questa unione del corpo mente. Non c'è una parola in italiano, bisogna fondarla o prenderla in prestito magari, crearla o prenderla in prestito. Dunque, il concetto di sommatizzazione che cos'è?

Paola Romitelli: praticamente la descrizione di un processo attraverso il quale noi esprimiamo stress, ansia o varie emozioni non pienamente coscienti e che quindi le trasformiamo e le manifestiamo attraverso il corpo.

Paola Romitelli: Quindi in altre parole, quando un individuo, una persona prova una difficoltà per qualcosa, non riesce a esprimere qualcosa o è in un momento di transizione e magari a livello consapevole non è così presente questa cosa, non è all'attenzione della mente, diciamo così, della coscienza, allora è il corpo che ci dà indicazione di questo.

Paola Romitelli: e quindi tiriamo fuori tensioni, dolori, malesseri. I sintomi che il corpo può esprimere sono tantissimi, molto dipende dalla storia dell'individuo, dalla storia anche familiare, ad esempio se c'è la debolezza di un organo facciamo finta che, non so, ad esempio in delle famiglie c'è la debolezza della tiroide che viene tramandata.

Paola Romitelli: di generazione in generazione e quindi quella può essere una ghiandola, una parte del corpo dove le persone di quella famiglia che si tramandano questa debolezza di questa parte del corpo vanno a somatizzare. Ma può essere di tutto. Se si pensa a un sistema va bene, gastrointestinale, nostro secondo cervello, piuttosto che la pelle.

Paola Romitelli: quante persone manifestano sulla pelle, il respiro, quante persone manifestano con delle problematiche di respiro. anche qui è importante, come magari si sta capendo, che la somatizzazione non vuol dire che qualcosa non c'è nel corpo. Perché io posso avere una gastrite, la mia gastrite c'è nel corpo. Io posso avere una tiroidite di Hashimoto e la tiroidite c'è nel mio corpo. Ma questo non esclude la parte psicologico ed emotiva che può essere l'origine di quella malattia conclamata e quindi riconosciuta dalla medicina, chiamiamola ufficiale. Quindi le due cose non si escludono. Io posso avere dolori nel corpo e la medicina tradizionale non trova nulla, ma posso anche avere una malattia che la medicina ufficiale trova. Queste due cose non sono separate. Dalla parte psicologica ed emotiva Assolutamente! Quindi non è che se mi trovano una gastrite io prendo le pillolette e ho finito lì, no! Perché c'è la parte psicologica ed emotiva che magari è stata l'origine di quella gastrite che va vista insieme ad uno psicoterapeuta piuttosto che non so ad un maestro di tai chi se si vogliono fare altri percorsi alternativi o... Insomma, io vado anche molto per i percorsi alternativi, sto studiando medicina cinese, sono diventata auricoloterapista, sto studiando per diventare naturopata, quindi insomma per me i percorsi alternativi valgono. L'importante è che si abbia proprio questo concetto di mente -corpo, che sia un unicum, e quindi malattia o non malattia, qualcosa di psicologico e di emotivo, c'è.

Paola Romitelli: prescindere. Poi non so se posso anche eventualmente parlare di alcune parti del corpo che vengono considerate dal punto di vista psicosomatico e psicocorporeo dei punti di transizione e di passaggio.

Serena Malaspina: Volentieri, volentieri!

Paola Romitelli: Quindi ad esempio posso partire da quelli più grossi, diciamo così, anche che magari simbolicamente uno ci può anche arrivare, che sono collo e spalle. Collo e spalle sono proprio un punto di transizione tra la mente e il corpo e il cuore e quindi le emozioni. E quindi qui è molto comune trovare delle tensioni o anche addirittura delle posture che interrompono il flusso.

Paola Romitelli: le tensioni interrompono il flusso, come era la gobba di bisonte interrompe il flusso, dolori alle spalle, quindi anche alle articolazioni interrompono il flusso. Non c'è solo il passaggio dei pensieri rispetto alle emozioni, quindi mente -cuore, cervello -cuore, ma c'è anche un passaggio tra le idee

Paola Romitelli: e fare e il concretizzare quelle idee. Quindi questo passaggio che è importante, a volte molte persone rimangono nello spazio precedente, in questo spazio liminale, non prendono decisioni, non c'è quindi una messa in atto magari di pensieri che esistono. Allora io voglio fare questo, sono decisa, però poi non lo metto in atto. Magari mi ritrovo ad avere problemi di articolazione alle spalle, mi scricchiola tutto quando mi muovo.

Paola Romitelli: artrite o artrosi e quindi ecco questo è un punto insomma grosso. Un altro punto è il diaframma toracico. Il diaframma toracico viene considerato proprio un confine tra l'upper body, quindi la parte superiore, il corpo superiore e la parte inferiore, il corpo inferiore ed è anche un confine

Paola Romitelli: attraversa tutto il nostro corpo perché il diaframma è grosso, si attacca davanti al nostro sterno e attraversa tutto il nostro corpo fino a dietro, quindi è proprio come una coperta, una copertina con questa forma campana e quindi anche lì tutti i problemi di respirazione piuttosto che le apnee mi viene da dire, le apnee notturne quindi c'è un leggero blocco del diaframma con le apne notturne, oppure le situazioni di allergia, di asma, quindi anche quelle possono andare ad indicare che si sta troppo sostando in uno spazio liminale, in un momento di transizione. Poi, vabbè, abbiamo l'addome, dove sta il plesso solare, dove insomma anche quello è

Paola Romitelli: disturbi gastrointestinali, questo nostro secondo cervello che anche lì raccoglie un po' tutto. Delle mani ne abbiamo parlato ma anche i piedi possono essere le mani rispetto a questa transizione dal cervello, appunto dalle idee, al metterle in atto e anche i piedi. I piedi sono il cammino, quindi scelgo una strada e poi cammino verso quella strada, oppure no, quindi anche

Paola Romitelli: problematiche ai piedi, dolori ai piedi, alla pianta del piede, varie infiammazioni della fascia del piede, anche quelle possono indicare delle problematiche di transizione. Poi possiamo andare anche più a fondo. Ho nominato le cefalee tensive, perché questa zona va nominate. E poi possiamo andare ancora più a fondo nel nostro corpo e ci sono altri punti che ad esempio riguardano il sistema cardiovascolare perché ad esempio i capillari sono i letti capillari è una piccola parte del nostro corpo dove il capillare arterioso diventa capillare venoso e c'è un momento di passaggio quindi addirittura anche cose che riguardano la fragilità capillare possono riguardare situazioni appunto di stallo. Ad esempio.

Serena Malaspina: Certo, ma anche a livello... perché parlavo recentemente con una sessuologa e si faceva, insomma, riferimento anche a tutta la parte di vulvodinia, vaginismo, diciamo, appunto, rispetto all'apparato riproduttivo femminile in questo caso, di quanto sia molto spesso, o diciamo, la maggior parte di casi, ho capito bene, legato a...

Serena Malaspina: tutta questa parte emotiva di vissuto, che poi c'è tutta una reazione a livello muscolare, di rigidità che molte volte invece viene considerata un po' come a sé stante, come se qualcosa di...

Paola Romitelli: vero vero, li fianchi, la zona pelvica sono una zona di transizione ed è il passaggio che viene attradersato dal peso del nostro corpo per il radicamento, il primo chakra se non sbaglio riguarda e sta proprio lì ed è il chakra dedicato al radicamento e ci sono tutte queste cose che adesso fortunatamente si stanno divulgando sulle problematiche al femminile, ma ci sono anche problematiche al maschile che non vengono nominate di dolori e forti dolori nella zona che va dall'ano allo scroto, non viene il termine adesso, del pavimento pelvico fondamentalmente, che non vengono valutati, C'è ancora tanto nascondere anche nel, purtroppo, per quanto riguarda il maschile, tutte delle problematiche che in realtà hanno anche loro come noi, solo che ne parlano di meno. Insomma, anche qui c'è necessità veramente di divulgare, di normalizzare che Il pavimento pelvico non è soltanto femminile, anche maschile, e anche loro possono avere dei problemi al pavimento pelvico. Vabbè, questo insomma tra parentesi, ecco. Però sì, assolutamente è una zona di transizione legata, è una zona che può simbolizzare problemi di transizione proprio perché è legata alla nostra stabilità.

Serena Malaspina: Ma a livello, diciamo, tuo professionale ci sono dei sintomi che sono maggiormente comuni tra le persone con cui lavori appunto, che diciamo da tra virgolette subito si può capire che, cioè, capisci che sono magari delle somatizzazioni, non so, se c'è qualcosa di più diffuso di altro. Sì, sì.

Paola Romitelli: rispetto allo spazio liminale, al spazio di transizione. Ma guarda, in questo momento, proprio nella zona pelvica e le cefalee tensive, diciamo che sono quelle le due in questo momento, probabilmente, ma non so, guarda se c'è poi alla fine un

Paola Romitelli: se ci sono delle cose specifiche che possono maggiormente riguardare questo lo si scopre abbastanza subito perché quando una persona si racconta non racconta sia le proprie problematiche fisiche corporee che anche quelle relazionali o psicologiche o emozionali e quindi si fa il match e è il match quello che ti fa scoprire subito

Paola Romitelli: in breve tempo, due sedute al massimo, ti fa intuire dove andare. L'osservazione del corpo di come una persona cammina, come una persona si siede, di come utilizza il proprio corpo per comunicare, mentre comunica determinati contenuti, anche quello fondamentale, perché il corpo appunto parla di noi.

Serena Malaspina: Certo, parlando di appunto prima dicevi collegavi diciamo determinate aree del corpo a questo concetto appunto di spazio liminale è legato al fatto della loro cioè a livello ontologico di quello che sono o a livello di spazio liminale del tipo sto vivendo un cambiamento e questo si manifesta nel corpo non so se è stata chiara perché non mi è chiarissimo questa diciamo questo utilizzo se lo spazio liminale può essere sia una fase che si attraversa diciamo anche continuamente sotto un certo aspetto durante l'arco della vita e lo spazio liminale è poi anche nel corpo una fa, cioè uno spazio appunto che collega diciamo appunto corpo mente.

Paola Romitelli: Tutte due le cose. Tutte due le cose. Quindi anche qui è necessario discernere tra, e qui la storia dell'individuo, della persona è fondamentale, come la racconta, che parole utilizza nel raccontarla e quindi si può collocare o da una parte o dall'altra o da un'altra ancora e capire in quale spazio liminale lui è. Lui o lei è.

Serena Malaspina: Certo. Ma è molto interessante perché mi viene in mente anche quante persone che conosco, che hanno problematiche, per esempio, anche a livello di digestione. magari nel loro tipo di trattamento classico, sempre è stato appunto identificare la problematica e trovare poi una soluzione, ma senza andare in veramente a indagarne l'origine, Come qualcosa che succede, no? E mi ricordo che anche tipo leggendo un libro appunto di Gabor Maté dove parla anche di tutta questa parte appunto di sommatizzazione e agli eccessi, cioè gli estremi diciamo sotto certi aspetti, anche appunto l'insorgenza di malattie autoimmuni o non so, anche di potenziali tumori o insomma situazioni molto gravi che appunto esplorava come

Serena Malaspina: tutto il vissuto della persona e di quanto magari la soppressione di determinati tipi di emozioni, l'eterno people pleasing, quindi mettere il bisogno degli altri senza ascoltare magari il nostro, o l'iperindipendenza, l'overachieving, quindi dover sempre dimostrare agli altri il proprio valore e quindi

Serena Malaspina: quanto poi tutti questi aspetti, molte volte in realtà all'interno della nostra società non vengono problematizzati, Perché se una persona, se una mamma mette al primo posto i propri figli, la propria famiglia, no? È vista come una persona magari molto buona, molto di cuore, allo stesso tempo un ragazzo magari che raggiunge, lavora 15 ore al giorno se non di più e insomma costruisce qualcosa ma senza magari prendersi cura per niente di sé e delle proprie relazioni.

Serena Malaspina: magari viene celebrato su insomma determinati tipi di giornale o altro e in realtà poi quello che si sacrifica poi è proprio benessere, fatto proprio la salute.

Paola Romitelli: Sì, sì, proprio così. Ma una cosa che mi viene da dire adesso mentre ti ascoltavo è che bisogna stare in ascolto anche di un altro elemento che va tenuto presente, perché altrimenti rischiamo di psicologizzare o psicosomatizzare tutto. È vero che ci sono delle parti del corpo di ogni persona che sono più deboli di altre e che quelle diventano il bersaglio di alcune situazioni. La vita è qualcosa di complesso che è fatto appunto da un corpo mente, da emozioni, da pensieri, da valori che vanno ad influenzare il nostro corpo mente, quindi anche il corpo, ma c'è anche l'eredità.

Paola Romitelli: C'è anche, ci sono anche i pesticidi, l'inquinamento, cioè ci sono anche tante altre cose che determinano una malattia e che magari quella malattia va a far ammalare proprio quella parte del corpo dove noi somatizziamo, perché è quella parte più debole, diventa appunto il bersaglio di un po' di tutto. La cosa importante è tenere tutti questi elementi presenti e non escluderli.

Paola Romitelli: Questo è il punto. Quindi non escludere che se c'è un tumore, io quel tumore magari ce lo dovevo avere. Nella mia vita faceva parte incontrare questa cosa qui, che è difficilissimo da mandare giù. È veramente una cosa difficile.

Paola Romitelli: e però magari per una serie di elementi, tanti elementi, perché ora io ne ho nominati alcuni ma ce ne sono altri 10, 100, 1000 non lo so, che possono determinare una cosa. Quindi il fatto che magari dal punto di vista che ne so, ereditario, eredita con tumore, pensiamo i tumori al seno che hanno una componente ereditaria. Quindi magari è quello, però in mezzo ci sono anche delle emozioni. E comunque è importante che se ho quella malattia io vado a rinforzare delle mie parti resilienti per anche gestire la malattia. Quindi oltre all'origine c'è poi anche la gestione di quella cosa lì che è importante farla e non escludere i vari elementi che possono aiutare. insomma è tutto un po'

Paola Romitelli: da tener presente tante cose contemporaneamente. Il rischio è quello di andare nella parte opposta. Se io sono sempre nella ricerca dell'equilibrio, medito, faccio mindfulness, faccio esercizi somatici, eccetera, non mi ammalerò mai.

Serena Malaspina: Assolutamente vero, e che poi diventa iper controllo, che uno pensa di poter controllare qualsiasi aspetto, tramite la propria azione diventa quasi magari ossessivo e poi nel momento in cui dovesse succedere qualcosa di non previsto, e poi diventa alla fine perché crolla tutto il sistema di controllo, l'illusione di controllo.

Paola Romitelli: Sì, noi abbiamo delle cose che ci capitano nella vita. Non prepararci, se la vita noi comunque la conduciamo cercando sempre noi stessi una consapevolezza, il nostro benessere, quella cosa lì la attraverseremo in qualche modo, qualsiasi essa sia.

Serena Malaspina: Verissimo. È interessante veramente quanto anche la narrazione. Io vabbè ho sempre questo approccio studiato sociologia, quindi ho sempre un approccio molto sociologico e anche mediatico sotto certi aspetti dell'influenza culturale e dei media. E effettivamente se pensiamo a quanto cresciamo con questa idea di, come dire, tumori, cancro, qualsiasi diciamo malattia insomma che possa arrivare, la viviamo sempre come qualcosa che va combattuto tipo no, il guerriero che combatte qualcosa di cattivo, in realtà è tutta una manifestazione diciamo di cose che succedono all'interno del corpo, nel nostro corpo in connessione con l'ambiente esterno eccetera eccetera, però quest'idea no, come se fosse qualcosa di cattivo dentro di noi, non so.

Paola Romitelli: Sì, Guarda, io su questo concetto sono ancora in transizione. Sono in uno spazio liminale su questo concetto di cosa bisogna fare se ho una malattia come ad esempio un tumore. La devo combattere? Va bene questa terminologia oppure no? Poi io insomma ho seguito e seguo ancora Murgia, quindi che diceva appunto questa cosa, ha proprio fatto tutti i partecipi del suo modo di gestire la malattia. Io mi ritrovo in uno spazio liminale perché non lo so, a livello fisiologico il sistema immunitario compie delle battaglie.

Paola Romitelli: quando arriva il virus, quando arriva qualcosa che non riconosce come se stesso lo attacca. non saprei quale altro termine utilizzare. Contemporaneamente questo termine mi dà fastidio perché effettivamente è qualcosa che sta accadendo all'interno del mio corpo. E parlando di sistema immunitario, tutte le malattie autoimmune attaccano il proprio corpo, quindi non riconoscono una parte del

Paola Romitelli: corpo come parte di se stessa. Insomma è tosta quindi mi riservo per una prossima intervista quando uscirò da questo spazio liminale rispetto alle malattie di questo tipo e ne parleremo diversamente.

Serena Malaspina: No, ma capisco perché già nel senso in generale è un punto di domanda che per me, senso che però è la prima volta che l'ho sentita magari teorizzata in maniera diversa negli ultimi anni e quindi questa cosa mi ha aperto una finestra di riflessione perlomeno, non ho un'opinione diciamola dire, parte che non so neanche se l'avrò, senso che chiaramente poi dipende quando uno la vive, Quindi magari adesso posso teorizzare qualsiasi cosa, però secondo me è interessante.

Serena Malaspina: anche no, metterlo in prospettiva e considerare appunto i vari modi in cui può essere vissuto, al di là di quello unico che magari no, abbiamo sempre sentito.

Paola Romitelli: Sì, assolutamente sono d'accordo e spero che esca anche un terzo modo, un quarto modo, perché comunque fa parte di te quella malattia, perché sta dentro di te e noi anche quando pensiamo a noi non è che siamo degli angioletti perfetti, abbiamo delle parti anche dal punto di vista appunto delle qualità, chiamiamole così, magari uno è un po' più prova delle emozioni insomma di quelle che vengono considerate brutte tipo la gelosia, l'invidia, oppure ha un pochettino di ego o magari ce n'è anche di più. Cioè dentro di noi abbiamo delle parti dal punto di vista emotivo psicologico anche che sono tra virgolette, tante virgolette considerate brutte e negative. Quindi anche una malattia corporea diventa la metafora di questa cosa qui.

Paola Romitelli: Insomma, tanti elementi da mettere insieme e vediamo un poco quando uscirò e come uscirò da questo spazio liminale. Seguiranno aggiornamenti.

Serena Malaspina: Seguiranno aggiornamenti. Io ti chiederei poi, infine, rispetto a questo tema, appunto, anche della connessione con le nostre sensazioni, anche corpore, eccetera, che è comunque la base anche di un buon rapporto con se stessi sotto tutti i punti di vista. E ti chiederai se hai delle piccole strategie o tecniche o pratiche da...

Serena Malaspina: è facile anche da applicare a livello giornaliero per provare a connettersi maggiormente con se stessi e con le proprie sensazioni.

Paola Romitelli: Sì, allora ovviamente faccio questo cappello quando c'è una somatizzazione e una problematica insomma del corpo -mente è necessario un approccio integrato quindi queste sono pratiche che dirò che sono appunto fruibili da tutti senza problemi perché sono generalizzate, fanno parte di quella generalizzazione a cui apparteniamo tutti, fanno bene a tutti. O alla maggior parte, perché ad esempio alcune persone potrebbero trovare ostica, ad esempio la meditazione, la mindfulness. Quindi non per tutti, per la maggior parte sì, la mindfulness è un grande strumento, soprattutto nella sua accezione di vivo il presente, imparo a vivere il presente, sono nel presente. Questo è molto importante ad esempio da utilizzare per una situazione di spazio liminale da dover gestire, perché lo spazio liminale è già uno spazio sospeso. Non sono né nel passato né nel futuro, sono lì, che è il presente ed è un presente in cui mi sento in difficoltà, confusa e tutto quello che abbiamo detto prima. Quindi saperlo vivere è uno strumento grosso, la mindfulness ci dà questo strumento. Per quanto riguarda me personalmente, se posso insomma dire questa cosa, mi faccio pubblicità, quindi... Vedi in cui si tagliare un meno. Ricomincio. Quindi per quanto mi riguarda, un altro strumento importante, che è un po' un approfondimento della mindfulness, è il respiro consapevole. Per come l'ho inteso io, integrando un approccio che si chiama body -mind centering, quindi proprio questa integrazione corpomente che non finisce mai, con elementi della psicologia che va a lavorare sulla regolarizzazione del sistema nervoso attraverso il riconoscimento e l'accettazione come primo passo del proprio respiro naturale, di come respiriamo, quindi partiamo da lì.

Paola Romitelli: Una volta che riusciamo a regolarizzare il nostro sistema nervoso con il nostro respiro naturale, allora poi posso aggiungere tutte le varie tecniche di respiro. Quindi anche quella diaframmatica che quella più conosciuta, ma ce ne sono insomma tante altre. E questo è una sorta di approfondimento della mindfulness del respiro fondamentalmente. Poi c il body scan. Un body scan come la mindfulness insomma ci sono

Paola Romitelli: tanti video su internet che possono essere utilizzati, uno va alla ricerca di quello che può essere più funzionale per se stesso, body scan permette di portare la mente in varie parti del corpo e sentire quelle parti del corpo. Una cosa importante, il body scan deriva, anche qui è un approfondimento di una parte della mindfulness, è molto importante il non giudizio. Se io sento che una mia parte del corpo è tesa, la osservo e basta, così com'è, perché magari quella tensione in quel momento ha il suo significato e ha bisogno di esistere così com'è. Quindi anche se non riesca a sciogliere quando si dice lasciate andare tutte le tensioni all'interno di una meditazione e noi non ci riusciamo, non dobbiamo autogiudicarci, perché vuol dire che quella tensione in quel momento sta facendo il suo ruolo.

Paola Romitelli: fa parte di noi. Anche, insomma, altre possibilità sono i movimenti consapevoli, dato ad esempio dal Tai Chi o dal Qigong. Questi sono delle pratiche di movimento consapevole che a me piacciono molto. Il meno conosciuto, ma per me fantastico, è il movimento autentico, che è un movimento che si fa ad occhi chiusi. E si lascia che il corpo si esprima, detto proprio in maniera molto breve breve breve e per me è fantastico perché proprio l'inconscio che si muove è lasciare emergere l'inconscio e le proprie emozioni, propri pensieri più nascosti e poi un'altra cosa che si può fare da soli, certo bisogna un pochino andarsi ad informare cosa sono queste cose e magari farsi seguire magari per i primi passi qualche incontro da qualcuno e poi si può andare da soli è anche la scrittura espressiva, quella scrittura che ci si mette a fare senza pensare alla grammatica, alla punteggiatura, alla Consecuzio Temporum delle frasi, ma si butta fuori come un flusso tutti i propri pensieri che arrivano alla mente.

Paola Romitelli: E chi la fa mi racconta proprio spesso di essere, ma io stessa, insomma, quando la faccio ci si sorprende, diciamo ma guarda che ho uscito, guarda che ho scritto, non lo sapevo. È bellissimo come strumento perché veramente porta alla coscienza cose che non si immaginano.

Serena Malaspina: Bellissimo, bellissimo, senza quell'idea di anche per performatività che tante volte si attribuisce alla scrittura, come può essere al disegno, magari tutto quello che può essere legato ad un'arte espressiva, ecco. Bene Paola, allora io concluderei questa bellissima chiacchierata con un format di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. Allora, la prima è qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Paola Romitelli: Allora cambiano a seconda del periodo. In questo periodo appena mi sveglio scendo dal letto e faccio 5 minuti con il cronometro, quindi metto la sveglietta, di allineamento posturale. Quindi chiudo gli occhi e mi allineo posturalmente a seconda del mio sentire.

Serena Malaspina: Bellissimo, interessante. La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio.

Paola Romitelli: Non ovvia.

Serena Malaspina: Può essere anche ovvia perché alla fine cambia sempre quindi...

Paola Romitelli: Non ovvia, ma utile. Aspetta, penso un attimo, tanto tu puoi tagliare. Allora, si conosce perché ho visto che in qualche video in internet poi io vabbè sono una proprietaria di gatti, i video sui gatti mi arrivano come se non ci fossero domani su Instagram. niente, prendere il gatto e sentire le sue fusa, addosso le sue vibrazioni proprio.

Serena Malaspina: E infine, quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?

Paola Romitelli: Allora, c'è una frase che è diventata anche la mission di un'associazione che io aprì tantissimi anni fa. Credo di essere in un momento di transizione anche qui, perché la cambierò, però mi ha guidato tant'altro che è saper fare, saper essere, saper far fare.

Serena Malaspina: Bella!

Paola Romitelli: Quindi sì, L'ultima parte, quella che per me è fondamentale, il saper far fare, cioè il rendere le persone indipendenti da te.

Serena Malaspina: Certo, Bellissimo!

Paola Romitelli: Quindi il mio lavoro è fondamentale.

Serena Malaspina: Bene Paola, io ti ringrazio tantissimo per insomma, sono contenta di questo episodio perché secondo me tocca tanti temi e sicuramente aiuterà ad ampliare diciamo le vedute sotto tanti aspetti che viviamo tutti e quindi grazie mille.

Paola Romitelli: Grazie a te Serena, stata una bellissima esperienza.

Serena Malaspina: Bene, Paola!

Serena Malaspina: 📌 summary, keywords, takeaways

Serena Malaspina: Keywords

Serena Malaspina: cambiamento, somatizzazione, spazi liminali, crisi della vita, psicologia, benessere, resilienza, identità, transizione, corpo-mente

Serena Malaspina: Summary

Serena Malaspina: In questo episodio del podcast, Serena Malaspina e Paola discutono del cambiamento e della somatizzazione, esplorando come le transizioni nella vita influenzano la nostra identità e il nostro benessere. Paola condivide la sua esperienza come psicologa e psicoterapeuta, approfondendo i momenti di crisi e le sfide emotive che affrontiamo durante le fasi di transizione. Viene introdotto il concetto di spazi liminali, che rappresentano i momenti di passaggio tra due stati di essere. La conversazione si sposta poi sulla somatizzazione, evidenziando l'importanza di riconoscere il legame tra corpo e mente. Infine, Paola offre pratiche quotidiane per migliorare la connessione con se stessi e affrontare i cambiamenti con maggiore consapevolezza.

Serena Malaspina: Takeaways

Serena Malaspina: • Il cambiamento è un processo naturale e richiede tempo.

Serena Malaspina: • La somatizzazione è un modo in cui il corpo esprime emozioni non riconosciute.

Serena Malaspina: • Gli spazi liminali sono momenti di transizione importanti nella vita.

Serena Malaspina: • Il supporto sociale è fondamentale durante i periodi di cambiamento.

Serena Malaspina: • La resilienza è una dote fondamentale per affrontare le transizioni.

Serena Malaspina: • L'equilibrio non è uno stato statico, ma una continua ricerca.

Serena Malaspina: • Siamo unici, ma apparteniamo anche a categorie più ampie.

Serena Malaspina: • La malattia può essere vista come una parte di noi, non come un nemico.

Serena Malaspina: • La mindfulness e il respiro consapevole sono strumenti utili per il benessere.

Serena Malaspina: • La scrittura espressiva può rivelare emozioni nascoste.

Serena Malaspina: Sound bites

Serena Malaspina: "La nostra mente ama le routine."

Serena Malaspina: "Il supporto sociale è fondamentale."

Serena Malaspina: "La malattia è una parte di noi."

Serena Malaspina: Chapters

Serena Malaspina: 00:00 Introduzione e presentazione degli argomenti

Serena Malaspina: 06:58 I momenti di transizione e le sfide emotive e psicologiche

Serena Malaspina: 12:07 Gli spazi liminali e la quarter life crisis

Serena Malaspina: 19:45 L'equilibrio e la paura del cambiamento

Serena Malaspina: 24:28 Affrontare i cambiamenti e mantenere una connessione sana

Serena Malaspina: 33:19 La somatizzazione e il legame tra corpo e mente

Serena Malaspina: 36:03 La connessione tra mente e corpo nella gestione delle malattie

Serena Malaspina: 37:55 I punti di transizione nel corpo e la loro importanza

Serena Malaspina: 40:17 Prendersi cura delle parti deboli del corpo

Serena Malaspina: 57:41 Pratiche quotidiane per il benessere mentale

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