Essere Serena
Copertina dell'episodio 28: Come evitare il burn out: Mindfulness Digitale, Attenzione e Flow
EP 2844 min

Come evitare il burn out: Mindfulness Digitale, Attenzione e Flow

con Alessio CarciofiAutore, professore e speaker TEDx

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DESCRIZIONE

Perché viviamo in codice rosso permanente. La mindfulness digitale, il digital detox e come dire sì agli altri nasconde un no a noi stessi.

Se tutto è diventato urgente, significa che siamo in codice rosso. Dietro a quel sì agli altri si nasconde un no a noi stessi.

CAPITOLI

  1. Il codice rosso permanente

  2. Sì agli altri, no a noi stessi

  3. Mindfulness digitale

  4. La sudditanza delle email

  5. Slow living

  6. Ritrovare il flow

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Serena Malaspina: Ciao Alessio, benvenuto su Essere Serena Podcast e grazie per aver accettato l'invito.

Alessio Carciofi: Ciao Serena e grazie a te per avermi invitato.

Serena Malaspina: Allora, Alessio, tu sei autore, professore e anche speaker al TEDx. E nel tuo lavoro parli in particolare di concetti come digital detox e slow living, che anche se, diciamo, si può immaginare un po' di che cosa si tratti, ti chiederei di spiegarci un po' effettivamente cosa... Cioè, perché questi concetti sono molto importanti e il loro impatto sul nostro benessere mentale e crescita personale.

Alessio Carciofi: Permettimi Serena di dire che ne parlo non perché ne abbia studiato, ma perché li ho imparati e li ho presi durante il percorso di vita, ovvero ho avuto il burnout e poi un periodo di insonnia. La vita precedente, quella legata al mondo del marketing digitale, dell'influencer marketing, non mi ha permesso di fermarmi: ascoltavo tutte le notifiche del caso tranne quella del mio corpo. Il corpo ha deciso di fermarmi e pertanto mi sono rifugiato in un eremo del 1200 e lì ho capito cosa fare da grande. Ecco perché poi oggi parlo di questi argomenti; diciamo che l'esperienza risale a più di dieci anni fa.

Alessio Carciofi: Quando ho iniziato a parlare di questi temi del benessere digitale, del digital detox, era il 2015, erano tempi un po' pionieristici, un po' avanti per il corso. Poi abbiamo visto nel corso della nostra storia il Covid, anche un modo di lavorare e anche di questa connessione costante che ci porta poi a essere sempre a disposizione.

Alessio Carciofi: In una cultura 24-7, all'ultima mandata di Combo, ti mando un'email ed essenzialmente poi ti mando subito un messaggio su WhatsApp e ti dico: rispondimi. È questa cultura così veloce che però per il nostro corpo, la nostra mente, va un po' in antitesi anche a livello biologico e chimico.

Alessio Carciofi: Allora il concetto del benessere digitale oggi è un concetto fondamentale non solo per vivere meglio, perché oggi la maggior parte di noi sta sopravvivendo a questa cultura imponente del digitale, ma anche una competenza, cioè una competenza perché se noi effettivamente trascorriamo più di sei ore e quaranta, gli studi ci dicono questo, in un ambiente virtuale digitale

Alessio Carciofi: In qualche modo impatta la qualità delle nostre relazioni, la qualità del nostro benessere mentale, la qualità del nostro lavoro. Però la domanda che io mi pongo, Serena, e la pongo anche a te, chi è che ci ha mai educato a comportarci, a vivere, soprattutto a stare in questo posto? Ecco, allora mi sono chiesto questa domanda più di dieci anni fa e oggi faccio questo.

Serena Malaspina: È veramente interessante perché appunto sono passati quasi dieci anni e penso che sia un concetto più attuale che mai, perché probabilmente molte persone non si avvicinano neanche al concetto del digital detox o in generale al come approcciarsi alla tecnologia in maniera sana, perché anche, diciamo, dopo gli studi bene o male molte volte si sa che si va a lavorare col computer o comunque con le tecnologie e

Serena Malaspina: l'importante diventa trovare un lavoro e trovare un lavoro buono, ma non come rapportarsi in maniera poi sana all'utilizzo della tecnologia, perché è come se fosse un tutt'uno quasi, no? Quindi è molto interessante perché veramente sono passati dieci anni ma l'educazione sul tema è ancora poca, no? Soprattutto negli ambiti universitari e insomma di crescita forse.

Alessio Carciofi: Sì, l'hai detto bene, è diventato un tutt'uno, però questo tutt'uno il più delle volte non collima con il benessere: il fatto di essere davanti a uno schermo, davanti a un computer in modo prolungato, il più delle volte non significa produttività, però il fatto è che noi oggi non abbiamo una cultura, come hai detto tu, in modo molto sano, un rapporto

Alessio Carciofi: equilibrato con il digitale, e questo significa che in modo silenzioso poi la nostra vita ne risente, perché questo gli studi ce lo dicono. Attenzione, non sto dicendo che la tecnologia è il problema, sto dicendo che la relazione che noi abbiamo con la tecnologia è il problema. Quindi in qualche modo abbiamo sostituito quelle esperienze disfunzionali con il cibo, ahimè, con

Alessio Carciofi: le persone, e oggi ci abbiamo aggiunto la tecnologia, e lo sappiamo bene in termini, anche te lo insegni e lo sai meglio di me, Serena, che finché non c'è una separazione sana con queste realtà, dal cibo ai rapporti al digitale, non c'è identità.

Serena Malaspina: Assolutamente, un concetto molto interessante, tra l'altro si ricollega alla mia tesi triennale, ero partita dal concetto di digitalizzazione, in particolare era un libro di Floridi, è un professore, non mi ricordo se Oxford o Cambridge,

Alessio Carciofi: Oxford e ora anche Bologna.

Serena Malaspina: Ok perfetto, allora praticamente era molto interessante perché avevo approfondito il concetto di onlife, quindi di quanto la nostra identità dall'essere offline è diventata di fatto online e siamo costantemente online, quindi di fatto è come se fossimo, anche quando siamo offline c'è di fatto il telefono o qualcosa, anche se non siamo connessi realmente, un po' come dicevi prima, no,

Serena Malaspina: la notifica, il WhatsApp, quello o quell'altro, che quasi per la pervasività che hanno nella nostra vita non sembra neanche di essere online, però di fatto lo siamo. Quindi è veramente molto interessante e anche per esempio non solo l'utilizzo di Google Maps, Amazon, tutte quelle tecnologie che appunto utilizziamo anche quando non stiamo scrollando sui social, ma che di fatto sono un utilizzo della tecnologia anche quando siamo offline.

Alessio Carciofi: Sì, quello che viene chiamato coriandoli di attenzione. Oggi, maggiormente in termini scientifici, Linda Stone ci dice che noi viviamo in una continua attenzione parziale. Facciamoci caso, cioè il più delle volte non siamo mai, come dire, attenti. Ho detto una generalizzazione molto banale, mai. Questa è una forzatura che ho voluto fare io, perché il più delle volte noi siamo distratti e questo...

Alessio Carciofi: grande massima del mio libro è che la qualità della tua vita dipende dalla qualità della tua attenzione, ed è vero perché il focus ci dà poi l'intenzione, ci dà poi il concetto di flow preso più volte e quant'altro, ma il tema è un altro: che magari io vado a letto la sera e sono stanco ed esausto, allora inizio un dialogo interiore con me stesso e dico, sai che c'è che adesso...

Alessio Carciofi: mi metto un attimo sul letto e guardo un attimo Instagram oppure TikTok o rispondo a quei miei messaggi. Ecco, quest'attimo poi si protrae fino a mezz'ora e questo ad esempio ha un riverbero, quindi una situazione che poi a noi ci fa anche star male, quello che viene chiamato il Revenge Bedtime Procrastination, questo nome inglese per dire che andiamo a letto più tardi o meglio, la fase di addormentamento si prolunga e quindi è un disturbo

Alessio Carciofi: del sonno. La tecnologia, se vogliamo, influisce su tanti parametri, ovviamente in ottica ripeto positiva, tantissima, ma anche però conoscere e mitigare i rischi. Oggi un rischio è anche quello del dormire meno e male e queste statistiche ci dicono che 13 milioni di italiani soffrono di un disturbo legato al sonno.

Serena Malaspina: Incredibile, perché veramente la pervasività del fenomeno e degli effetti disfunzionali che si possono generare è in qualsiasi altro ambito, anche quelli che potrebbero essere più lontani, che si immaginano come più lontani, adesso dicevi il sonno, le relazioni, letteralmente qualsiasi aspetto, l'attenzione, gli aspetti della nostra vita quotidiana, è molto interessante.

Alessio Carciofi: Sì perché oggi noi viviamo in un emisfero, o quello che io chiamo parallelo emotivo, differente dal qui e ora, e quindi l'esempio: se noi in qualche modo abbiamo allenato il nostro cervello nell'ultimo periodo alla distrazione. Distrazione anche in termini etimologici deriva da distraere, quindi da separare,

Alessio Carciofi: e quindi separare da che cosa? Magari da quello che dobbiamo fare in termini di produttività oppure anche in termini emotivi, cioè ci separa dalla relazione. Magari io sto al bar con un mio amico, la mia compagna, con mio nipote, però poi siamo tutti e due col cellulare. Questo ci sta separando dal punto di vista emotivo. Ma attenzione, ci separa anche non solo dal fare, ma soprattutto dall'essere. Quante volte magari

Alessio Carciofi: abbiamo comprato, perché questa è un po' la mia storia precedente, libri su libri, e li compriamo e poi non abbiamo il tempo per leggerli, perché noi tutti in qualche modo siamo diventati cintura nera nel ripetere il "non ho tempo". Ecco, quando noi acquistiamo un qualsiasi servizio o prodotto c'è un primo costo ed è il costo dell'oggetto.

Alessio Carciofi: Poi c'è un secondo costo, è più invisibile e il secondo costo, la maggior parte delle volte, collima con il tempo. Nell'esempio di poc'anzi, io ho acquistato un libro, 20 euro, ma il secondo costo è il tempo che io dovrò ritagliarmi per leggere quel libro. E la maggior parte delle volte questo è quello che io vedo nelle aziende, nelle istituzioni, nei miei corsi: il più delle volte le persone che cosa mi restituiscono? Alessio, io non ho tempo. Ecco, questo "non ho tempo" è diventato un mantra,

Alessio Carciofi: come dire un universale che ci accomuna, e più che un mantra oggi è diventato un mindset che a livello di studi scientifici è come se noi oggi stessimo all'interno di una galleria, di un tunnel, e proprio a livello metaforico quando tu entri in un tunnel, in una galleria, diventa più cupo, più scuro, cambia il paesaggio ma soprattutto magari facciamo fatica a vedere una luce in fondo al tunnel. Ecco, questa luce in fondo al tunnel è che

Alessio Carciofi: noi poi ci crediamo che non abbiamo tempo, quindi abbiamo sviluppato questo mindset che paradossalmente, oltre a crederci ed è vero che non abbiamo tempo, ci porta a sviluppare delle emozioni di bassa lega, come la frustrazione, l'ansia, la paura di non riuscire a fare tutto e quindi questo si protrae nell'affanno, anche qui, come dicevi prima Serena.

Alessio Carciofi: Cosa significa l'affanno? Respirare meno e male. Facciamoci caso, se oggi magari ti invito, vi invito a fare questo esperimento: ogni qualvolta prendete in mano uno smartphone o per lo meno leggete un'email, fateci caso che il vostro respiro diventa più rarefatto, e quindi è quello che viene chiamato screen apnea o email apnea.

Alessio Carciofi: In qualche modo è come se noi, leggendo l'email, in qualche modo teniamo il respiro, e questo va, lo sappiamo benissimo poi, ad avere delle ripercussioni anche a livello di trasporto di globuli rossi, di ossigeno e quant'altro, aumenta il cortisolo.

Serena Malaspina: Caspita, wow! Mi viene in mente anche come, e appunto immagino che anche nella tua esperienza comunque nel digital marketing in generale, nella tua carriera precedente se vogliamo, è incredibile, almeno io lo noto molto spesso, perché io in questo momento vivo a Berlino e la cultura del lavoro di Berlino è molto diversa, perlomeno quella che sto scoprendo io,

Serena Malaspina: da quella che vivevo ad esempio a Milano. Io dopo l'università, io ho studiato diciamo media, management, comunque nell'ambito del marketing anch'io, ho notato molte amicizie che sono andate a lavorare magari in agenzie, contesti appunto, sì agenzie di marketing, principalmente agenzie di comunicazione su Milano appunto, e ci sono determinati ambienti, così come anche la consulenza in realtà, vari settori, vari aspetti del...

Serena Malaspina: come l'economia, dove si crea quasi una visione all'unisono di quello che è il lavoro e l'approccio alla tecnologia, dove se tu di fatto ti togli da questa visione comune, nel senso che devi essere disponibile 24 ore su 24, se ti scrivono nel weekend devi rispondere.

Serena Malaspina: Io sono rimasta sconvolta perché appunto diventa talmente normale, perché tutti attorno a te lo fanno, che veramente non lo problematizzi più. E poi la frase del "non ho mai tempo" diventa standard. Cioè letteralmente non hai mai tempo perché sei sempre on. Di fatto sei sempre disponibile al lavoro.

Alessio Carciofi: Sì, qui siamo in un vaso di Pandora, lo scopriamo piano piano, è un concetto, da una parte quello che hai, questa disamina che tu hai accennato in modo molto esemplare, e dall'altra c'è anche il contesto di una cultura tossica il più delle volte all'interno degli ambienti di lavoro, ovviamente non sto generalizzando però il più delle volte è frutto anche di quello che dicevo un po' all'inizio,

Alessio Carciofi: di una malpreparazione al benessere digitale. Ad esempio, se io mando un'email a Serena il venerdì sera, il sabato, il più delle volte lo faccio magari anche in buona fede, ma sicuramente non sono conscio degli impatti che ha quel messaggio a livello emotivo e a livello di salute mentale su Serena. E questo che cosa significa? Significa che, la fai, se, come dire anche qua,

Alessio Carciofi: lo standard è io gliela mando poi lei risponde quando vuole, e no, questo fa sì che c'è una sudditanza come dire psicologica tra chi emette e chi riceve il messaggio. Ecco, in questo caso io lo mando e poi mi posso, come dire, me la lascio andare, no, come dire intanto smarco questo task, invece Serena ha una sudditanza psicologica magari, se è una junior ancora di più, oppure se

Alessio Carciofi: non solo come dire a livello di funzioni ma anche soprattutto a livello emotivo, perché magari se io ho in me un bisogno del controllo molto forte e io ho quell'email, come dire vado, perché nel momento in cui io rispondo mi sento appagato. Ecco quindi il tema oggi del concetto dell'email e del messaggio WhatsApp a tutte le ore in una cultura del lavoro sempre

Alessio Carciofi: presente oggi è il vero dramma, come dire, il vero problema all'interno del mondo del lavoro, anche perché questa, diciamo, questa cultura sta come due calotte, o come dire oceaniche, spaccando anche le diverse generazioni, perché da una parte abbiamo la generazione Z che ci sta insegnando

Alessio Carciofi: per fortuna, il più delle volte, anche a soffermarci, a fermarci, a dire ma forse tutta questa roba, le statistiche e le ultime ricerche scientifiche dicono che per la generazione Z il motivo del lavoro non è più una delle prime risposte alla qualità della vita, risulta settimo, ottavo, la qualità della vita, il benessere, l'inclusione e tanti altri valori.

Alessio Carciofi: Ecco, allora questo significa che non c'è un dialogo aperto e sincero con le generazioni precedenti, come potrebbe essere la mia, perché io sono millennial, ma soprattutto con ancora quelle precedenti, che possono essere generazioni, diciamo, boomers, che invece nella loro priorità, nella loro sensazione di identità, al primo posto è il lavoro. Ecco, all'interno del mondo del lavoro...

Alessio Carciofi: come ho detto un po' all'inizio è un vaso di Pandora e quindi mi scuso se non sono stato esaustivo, ma l'argomento come dire di per sé ha bisogno di molto molto più tempo per dare una risposta trasversale alle varie problematiche che stanno emergendo. Proprio oggi è uscita una mia intervista proprio sul concetto dell'aumento delle riunioni inutili nello smart working

Alessio Carciofi: Il problema non è lo smart working, il problema non è neanche le riunioni inutili, certo è un serio problema, attenzione, il problema è che manca una cultura, qua. Facciamo riunioni, specialmente in Italia, per indire altre riunioni online e poi magari non voglio partecipare, però no, mi sembra brutto, quindi abbiamo anche paura a dire no, non partecipo. Quindi un tema molto molto ampio che lo fermiamo qua, Serena.

Serena Malaspina: Non apriamo il vaso. Un altro concetto che hai toccato varie volte è quello della mindfulness digitale. La mindfulness in generale l'abbiamo già trattata con vari esperti ed è un tema che si conosce, ma mindfulness digitale è interessante, una combinazione interessante. Ti chiederei se puoi di spiegarci un po' come...

Serena Malaspina: questo concetto di mindfulness digitale ci può aiutare a rapportarci meglio nei confronti della tecnologia e se hai qualche esempio per farci capire meglio il concetto.

Alessio Carciofi: Di base, quando si parla di mindfulness digitale non dobbiamo pensare che noi dobbiamo andare nel digitale a fare mindfulness, tutt'altro, noi dobbiamo essere consapevoli di come utilizziamo la tecnologia quando la viviamo, e questo significa che, un esempio molto pratico, noi dobbiamo in qualche modo essere presenti a quando utilizziamo la tecnologia e perché.

Alessio Carciofi: E allora su questo ci sono quelle abitudini, diciamo io le chiamo di transizione, dove possiamo iniziare a fare un uso consapevole. Se adesso io uscissi dal mio ufficio e andassi a prendere l'ascensore, ecco, in quei frame, in quei pochi secondi, che cosa potrei fare? Di default prendere il cellulare e vedere magari un'email, WhatsApp e quant'altro,

Alessio Carciofi: e sono pochi secondi, magari in quei momenti io mi prendo quei secondi per evitare di andare in rete e io soprattutto io sottolineo saper ritornare, saper ritornare a che cosa? Al corpo, a noi stessi, perché il vero tema è proprio questo. Io spesso dico che l'uomo è andato sulla luna, se vogliamo. Lì la sfida non era tanto quella di andare

Alessio Carciofi: in un posto diverso, un... come dire... ma era quella di saper ritornare indietro. Ecco, se è vero che noi oggi siamo degli internauti, noi non è che dobbiamo solo andare, ma dobbiamo sicuramente saper ritornare. Saper ritornare indietro significa ritornare a sentire il corpo, a sentire le emozioni, a sentire perché sto andando troppo a vedere Instagram, TikTok o quant'altro, cioè

Alessio Carciofi: a quale situazione, problema, sfida sto sviando? Perché il vero tema il più delle volte è anche questo, che noi usiamo questi mondi digitali per fuggire. Ma da che cosa? Da quel problema, da quella situazione? La situazione, fuggendo, lo sappiamo benissimo, rimane o anzi magari si amplifica, perché magari vediamo, specialmente nel mondo adolescenziale, questo confronto sociale molto forte, che non fa altro che esasperare quella situazione.

Alessio Carciofi: Quindi per me quando parliamo di mindfulness digitale non è utilizzare gli strumenti digitali, che poi il più delle volte potrebbero anche sembrare utili, per me invece è quello di utilizzare come dire la realtà per saper ritornare al nostro tempio che è il corpo.

Serena Malaspina: Certo. E rispetto sempre al concetto del digital detox, quando uno pensa al detox, di solito pensa a qualcosa di molto estremo, forse, no? Quando penso, faccio detox, vado dalla parte opposta rispetto a quello che faccio in questo momento. Con questo concetto cosa si intende? Si intende appunto questo approccio più consapevole o si intende anche periodi di... Non voglio dire astinenza, però appunto di rimozione forzata.

Alessio Carciofi: Io penso che poi lo sappiamo benissimo che Nanni Moretti ci diceva che le parole sono importanti. Per me il digital detox ha una forma di sacralità, cioè io so benissimo che il mio corpo ha bisogno di momenti di disconnessione o perlomeno mi piace a me chiamarli di riconnessione con me stesso. Quindi questo significa che

Alessio Carciofi: ad esempio posso andare in un bosco e non per forza devo stare col cellulare, con il Fitbit attaccato. Perché ha bisogno proprio la mente, proprio in questo, diciamo, scientificamente provato, ha bisogno di quei momenti dove non processa continui stimoli esterni. Questo sia per una questione, come dire, chimica,

Alessio Carciofi: ma anche per una questione introspettiva. Alcuni la potrebbero chiamare spirituale, ma io la posso chiamare anche di farmi le domande giuste. Perché mi sta succedendo questo, Alessio? Ecco, se dietro a questa domanda magari c'è un momento introspettivo, magari riesco anche a vedere il quadro da uno sguardo più ampio. Se questa domanda non c'è, mi rifugio, come abbiamo detto prima, e allora... il digital detox per me...

Alessio Carciofi: non deve essere visto come mi rifugio in un eremo o in un convento come ho fatto io. Quella era una situazione drastica, per un momento drastico che in qualche modo io dovevo e mi sentivo di fare. Ma noi dobbiamo individuare anche degli eremi cittadini. Che possono essere questi eremi cittadini? Cioè una passeggiata nella natura? Oppure fare, coltivare un hobby, coltivare del volontariato? Cioè fare in modo che ci siano queste attività.

Alessio Carciofi: ci fanno sentire oltre che vivi, che ci danno anche una dimensione di quello che gli americani chiamano purpose. Perché se continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto, come diceva Einstein, non ci possiamo lamentare che poi le cose non accadono. Ecco, noi quando facciamo del digital detox, queste attività di riconnessione di base non sono altro che un momento di ritrovo con noi stessi, ma soprattutto

Alessio Carciofi: è come se andassimo a cena con quella parte intima di noi stessi che il più delle volte è distratta, e il più delle volte quando lo facciamo ne troviamo un grandissimo beneficio, perché il punto è proprio questo: non è che noi non dobbiamo andare nel digitale, noi ci dobbiamo andare, ma andarci in un altro modo.

Serena Malaspina: Certo, con quella consapevolezza che ci serve proprio per approcciarci al mondo, a maggior ragione nel mondo online e digitale col quale siamo sempre in interazione, di fatto, in un modo o nell'altro, però dobbiamo renderci conto che è di fatto una second life, cioè non è effettivamente la prima vita che noi viviamo, il contatto col nostro corpo o altro, sicuramente è pervasivo,

Serena Malaspina: però molte volte appunto i confini si sfumano e non si capisce più quando, cioè quando si è di là e quando si è di qua. È come se fosse un tutt'uno. Un altro tema che mi viene in mente, ho discusso recentemente con una mia amica.

Serena Malaspina: Ad esempio, appunto, io ero stata in Vipassana, quindi dieci giorni di meditazione senza telefono, alcun tipo di distrazione, diciamo, no? Neanche libri o altro. E quando lo raccontavo, una delle reazioni era tipo, dieci giorni senza telefono, ma se dovesse succedere qualcosa, come fai a rimanere? Cioè, questa idea che potenzialmente possa sempre succedere qualcosa e che quindi bisogna sempre essere disponibili. E anche per esempio di notte, una cosa, io spengo sempre il telefono.

Serena Malaspina: Dalle 10 in poi va offline e di fatto è spento. Cioè non è spento, però è tipo in modalità aereo di notte, che è una cosa che non ho mai problematizzato. Quando ho spiegato anche questo aspetto, cioè tipo dramma, no? Perché veramente, ma se ti chiamano, succede questo o quell'altro? Cioè come se veramente ci fosse sempre un survival mode, no? Aspettando qualcosa.

Alessio Carciofi: Sì, è questo, perché quando noi iniziamo, come abbiamo detto, con il mantra "non ho tempo", questo "non ho tempo" poi ci porta in quella scarsità, quella mentalità proprio di scarsità, che è una mentalità che collima poi a livello chimico con l'amigdala, cioè questa amigdala che come dire si espande e che va a lavorare poi con il concetto delle emozioni, come abbiamo detto, di bassa lega, di bassa lega,

Alessio Carciofi: e il più delle volte poi ci porta a uno stato di sopravvivenza. Sappiamo benissimo che la paura intacca le varie parti del nostro corpo e se noi siamo sempre sulla vibrazione della paura, ma che cosa mai potrebbe succedere? Questo fa sì che noi siamo dei grandi campioni olimpionici di allenamento alla paura. Uno dei primi esercizi che faccio fare io è...

Alessio Carciofi: vai a fare un viaggio digital detox. E dico, ma in che senso? Non devi andare in agenzia di viaggi, non devi andare in nessuna parte. Stasera, finita la cena, prendi la spazzatura e vai a buttare la spazzatura senza cellulare. Questo è il tuo primo viaggio digital detox, perché se è vero che anche il più lungo viaggio inizia con un piccolo passo, tu inizi stasera. Beh, la maggior parte delle persone che fanno questo piccolo esercizio, magari ti consiglio di fare questo viaggio stasera,

Alessio Carciofi: è che all'inizio le persone dicono no, ma io non riesco. La tematica è come fanno a uscire di casa per 300 metri, perché il tema è che i secchetti della spazzatura fisici sono più o meno al massimo 300 metri, non è che sono a due chilometri. Quindi 10 minuti. Ecco, il primo atto di separazione inizia con questi piccoli grandi passi, anche perché noi non dobbiamo, visto che prima parlavi di digital detox,

Alessio Carciofi: fare il salto più lungo della gamba. Che cosa significa? Significa che se io sono abituato costantemente ad avere uno smartphone in mano, da domani se mi impongo di stare senza cellulare la mia mente va in crisi, e allora dobbiamo magari trovarci dei momenti di disconnessione, quelli che io chiamo stazioni di autovelox del benessere all'interno della nostra giornata. Il primo è anche questo del buttare la spazzatura senza cellulare.

Serena Malaspina: È un ottimo primo passo insomma, e soprattutto appunto che fa proprio realizzare quanto sia appunto applicabile nelle piccole cose, senza andare per estremi, proprio perché tante volte i cambiamenti appunto iniziano dal primo passo senza aspettare di rivoluzionare la propria vita da un giorno all'altro. Un altro tema molto interessante che è connesso appunto, diciamo, al

Serena Malaspina: rapporto positivo nei confronti della tecnologia è quello della gestione del tempo, e io ti chiederei un po' in che modo un'ottimizzazione della propria gestione del tempo può aiutare appunto anche a migliorare il proprio rapporto con le varie tecnologie e col digitale in generale.

Alessio Carciofi: Qui sono molto onesto e anche molto drastico, io penso che la gestione del tempo, nei momenti in cui abbiamo i calendar condivisi, non esiste più. Che cosa esiste al meglio? Esiste la gestione dell'attenzione e la gestione dell'energia, quindi se io riesco, come abbiamo un po' detto prima, a gestire il mio focus, la mia attenzione, e a gestire anche come deve la mia energia.

Alessio Carciofi: Quando parlo di gestione dell'energia dobbiamo prenderla da Pranayama, Asana, yoga, attenzione, è molto molto pratico. Noi siamo fatti di energia e il più delle volte ne consumiamo tantissima, come le distrazioni digitali abbiamo detto prima. Ecco ad esempio se io ho il picco dell'energia alla mattina perché sono un cronotipo allodola, nel senso che io mi sveglio molto presto alla mattina e ho tantissima energia alla mattina, ecco se in quel momento io invece di fare diciamo

Alessio Carciofi: ricaricarmi? Ecco se è vero anche qua che per ricaricarmi abbiamo bisogno di una pausa, quindi evitare di fare video call l'una dietro l'altra senza slottarne almeno cinque minuti per una ricarica, evitare di stare davanti a un computer per un'ora, due ore, tre ore fino a che dice no devo trovare la soluzione, perché poi il nostro cervello dopo 90 minuti lui si prende una pausa, sono i circoli

Alessio Carciofi: ultradiani che sono l'esatto opposto dei circoli circadiani della notte. Ecco, allora tutto questo significa che poi andrò a gestire meglio il mio tempo, ma non dobbiamo più partire dalla gestione del tempo. E allora sulla gestione del tempo, permettimi di fare una provocazione, noi dobbiamo smetterla di fare delle to-do list come se fossimo dei super umani, delle Wonder Woman.

Alessio Carciofi: Facciamo almeno una to-do list che sia almeno tre attività, ma concentriamoci su quelle, perché poi il più delle volte alziamo l'asticella giorno dopo giorno, affinché noi possiamo diventare e sentirci sempre più ultra produttivi, ma questa cosa può essere fatta in alcuni periodi della settimana o in alcuni frangenti, non possiamo sempre prendere

Alessio Carciofi: il massimo e pretendere il massimo da noi stessi. Faccio un esempio, un atleta, un professionista, cioè lui è, come dire, si allena e poi ha il momento focus sulla gara e poi è il momento del distacco, del recupero. Ecco, noi questi tre tempi, come li svolgiamo all'interno della nostra giornata? Il più delle volte, in ottica provocativa, di provocazione,

Alessio Carciofi: siamo sempre attenti a fare l'allenamento, il che significa il multitasking. Pochissime volte siamo attenti quindi alla gara, quindi momenti focus di attenzione, e ancora meno tempo ci dedichiamo al rilascio, al recupero, al distacco. Questo è quello che fa la differenza tra la produttività e anche il benessere, perché il più delle volte il trade off produttività e benessere non coincide.

Serena Malaspina: Mi vengono in mente tantissime cose legate alla mia esperienza, è un tema che mi sta molto a cuore, perché lavorando con l'ambito digitale ho sperimentato un po' tutti gli estremi sbagliati e la volontà di ricalibrare il tutto. Però prima dicevi un meeting dietro l'altro, a me è successo tantissime volte di...

Serena Malaspina: appunto overcommittarmi, cioè accettare troppe cose e sentirmi obbligata a cancellare proprio, non c'era una motivazione reale nel senso che effettivamente era successo qualcosa, ma io a livello di energia non avevo più energia e quindi dovevo, ed è anche un dispiacere chiaramente perché avrei potuto, come dire, capirlo prima, però appunto proprio dall'esperienza mi sono resa conto di quanto l'energia

Serena Malaspina: è importante che venga anche appunto programmata, perché altrimenti uno dice sì a tutto e poi ci, cioè si ritrova magari ad avere metà della propria energia, metà giornata e ancora, che ne so, sei ore per dire, no? E questa cosa è anche molto importante, quindi riconoscere l'energia.

Alessio Carciofi: Eh sì. E questo significa che se tutto è diventato urgente, cosa è veramente urgente? Significa che il più delle volte noi siamo in codice rosso. Diciamo il più delle volte diciamo di sì agli altri e dietro a quei sì agli altri si nasconde un no a noi stessi. Quindi questo è, o se non è a noi stessi, è alle persone a noi care, vicino.

Serena Malaspina: Certo, assolutamente. E appunto io ti chiederei un po' quali sono o quali sono state anche le abitudini che avevi magari prima di avvicinarti appunto, prima del burnout in generale, di avvicinarti a tutte queste tematiche, che hai interrotto e che ti senti di consigliare appunto anche ad altre persone, che magari sono appunto azioni anche piccole, però uno non ci fa caso, però appunto sono importanti.

Alessio Carciofi: Il primo, perché la qualità della nostra giornata inizia la notte prima, è avere dei rituali prima di andare a dormire. Quindi il rituale prima di andare a dormire significa concepire la camera da letto come il tempio del benessere. Cioè lì non deve ora entrare la tecnologia. Mentre prima rispondevo dal mio letto alle email, riportavo il Mac

Alessio Carciofi: sul letto e quindi il cervello per associazione poi non distingue più se quello è il benessere o quello è il lavoro. Quindi avevo allargato le mie zone di lavoro nella camera da letto, oggi assolutamente vietato. Il secondo, molto importante, è quello di evitare di rispondere alle email o alle informazioni in real time, cioè

Alessio Carciofi: nei momenti in cui arrivano mi faccio come dire una sorta di precedenza, è un po' come dire chi è che ha la destra libera come sugli incroci, non possiamo passare tutti insieme, e questo significa che ad esempio le email le accedo in alcuni momenti della giornata e non rispondo a tutte quelle che arrivano, rispondo a quelle a cui do la precedenza. Questo mi porta poi a dire un altro tema, che io ad esempio prima

Alessio Carciofi: facevo molto, era quello del real time, cioè avere dei dispositivi sempre con me, e in qualche modo era una sorta di ping pong, appena arrivava ribattevo. Ecco questo faceva sì che era un circolo vizioso, che mi aspettavo poi che l'altro a sua volta rispondesse in real time, se non rispondeva aumentava il cortisolo, cioè dopo ho capito come aumentava la roba. Il terzo è molto molto importante, prendersi proprio dei momenti

Alessio Carciofi: dove ti ricarichi, quindi questo significa individuare dei rituali di inizio e fine giornata, dopo una certa ora non si lavora più, per me se io controllo le email alle 7 di sera ad esempio, a quelle email magari non ti rispondo, ti rispondo il giorno dopo, perché se io ti rispondo, attenzione, se è una cosa urgente senza che lo dobbiamo sottolineare

Alessio Carciofi: però ecco se ci sono delle... eh io evito di risponderti perché? Perché sennò il meccanismo di prima è un ping pong. E poi il weekend, il weekend, come il sonno, sono diciamo le massime armonie per il nostro benessere e quindi io quando mi ricarico maggiormente vado in natura. Ecco per me la natura è un po' la power bank della mia anima,

Alessio Carciofi: di me stesso, ho compreso che quando si fanno queste attività devono essere intime, non devo avere un Fitbit che mi ricorda che ho fatto 9000 passi, magari dopo sì, ma non in quel momento.

Serena Malaspina: Certo, è interessante, sempre legato a questo concetto, non so se nella tua impostazione giornaliera, perché parlavi del flow, lo stato di concentrazione che ti permette di essere maggiormente dentro un'attività e di svolgerla in maniera gratificante, perché la concentrazione è poi finalizzata su qualcosa, non altrove. E poi ovviamente...

Serena Malaspina: circoscritto nel tempo. E quindi non so se nel tuo caso appunto utilizzi, cioè non so, questa concentrazione la racchiudi all'interno di, non so, ogni due ore stacchi, ogni ora stacchi, sono delle attività del genere?

Alessio Carciofi: Ma io non sono tanto per l'approccio, passami il termine americano, molto severo. Perché se siamo severi con le regole significa che siamo severi con una parte di noi stessi. E allora significa che ogni giornata è unica,

Alessio Carciofi: e quindi magari ci sono delle giornate in cui mi do più delle regole o alcune regole, però di base io non sono, come dire, molto imperativo con questo, perché ho imparato ad abbassare le aspettative, e perché se noi ci settiamo che la giornata deve andare in quel modo e poi non va in quel modo, quindi andiamo in frustrazione. Quindi il flow secondo me è questo anche, cioè non tanto dal...

Alessio Carciofi: che deriva dalla concentrazione, ma anche del saper accogliere e accettare quello che in linea non è come tu pensavi. Però attenzione, il mio momento massimo di concentrazione è la mattina. La mattina io mi sveglio molto presto verso le 5 e mezzo, 6 e mezzo, e io sono già in piedi.

Alessio Carciofi: Devo dire che dalle 6 e mezzo, perché poi prima faccio colazione, faccio dei rituali miei, dalle 6 e mezzo alle 8 e mezzo, in quelle due ore, io ho fatto buona parte del lavoro, in qualche modo mi dà questa... specialmente adesso che stiamo andando verso la stagione un po' più autunnale, quindi la mattina ancora notte, ancora buio e c'è tutto ovattato, ci sono le email che arrivano, ci sono i messaggi su WhatsApp, non ci sono le telefonate, anche perché...

Alessio Carciofi: è tutto ovattato e quindi io in quel momento mi concentro su quello che è importante, ovviamente facendo una mia to-do list il giorno precedente, quindi la cosa importante che devo fare è quando poi riesco a farla, sono le otto e mezza, sono le nove e io mi sento già produttivo, mi sento bene con me stesso e poi quello che arriva arriva, però questo sono io.

Alessio Carciofi: Se lo proponi a un'altra persona invece che ha il cronotipo, come dire, che va a letto tardi e quindi la mattina alle sei ancora dorme, non è che è sbagliata lei, è sbagliato l'approccio, non è che è sbagliato, è proprio un altro approccio. Quindi magari lavora di più la sera, quindi invece la sera alle nove e mezzo non mi ricordo neanche come mi chiamo.

Serena Malaspina: Capisco, capisco perché io uguale. No, però è interessante perché un po' i vari argomenti che abbiamo toccato, parte tutto, cioè il nostro, diciamo, approccio nei confronti del digitale, della tecnologia in generale, è molto legato all'approccio che abbiamo nei confronti di noi stessi, quindi è sempre legato a quello, quindi adesso dicevi appunto, mi conosco, so che la mia energia è focalizzata la mattina o qualcuno appunto alla sera, e non

Serena Malaspina: cercare diciamo un universo comune top down che ci dica devi comportarti così, no, perché parte proprio dall'ascolto di noi.

Alessio Carciofi: Sì, poi magari io la mattina mi sveglio alle 5 e mezzo, alle 6 e mezzo vado a lavorare e sento qualche cosa che non va e magari vado a fare una passeggiata. Cioè, cosa importante che il burnout e l'insonnia mi hanno restituito è che se non siamo in sintonia con il nostro corpo è inutile acquistare tutti i feedback del caso per ascoltare le notifiche. La notifica è, allora,

Alessio Carciofi: perché il nostro corpo, se siamo attenti, ci dà segnali importanti, segni importanti, soprattutto ci restituisce quello che oggi viene chiamato non solo il paradosso dell'intelligenza artificiale, ma quello che io sottolineo la solitudine artificiale. Cioè questa solitudine artificiale, anche in un'era di comunicazione, come dire, social e di tutto,

Alessio Carciofi: poi siamo, come dire, ci sentiamo soli, soli all'interno di un team ma soli anche con noi stessi. Quindi sì, va bene, ok, intelligenza artificiale, ma non smettiamo di investire sul noi stessi.

Serena Malaspina: Esatto, no no è chiave appunto proprio perché cioè quello che davvero conta poi nella nostra vita al di là di tutte le prospettive sociali che ci sono state anche tante volte insegnate a livello culturale, perché noi chiaramente cresciamo in una cultura che definisce molti di quelli che sono per noi principi, ma in realtà quello che è un po' comune a tutti è il rapporto con se stessi, il rapporto con i propri cari, le persone vicine,

Serena Malaspina: e con la natura anche, sotto un certo aspetto come dicevi, che è fondamentale più che mai.

Alessio Carciofi: Natura, sport, hobby, volontariato, qualche cosa che in qualche modo ci porta a specchiarci con noi stessi, con una parte di noi stessi.

Serena Malaspina: Certo. Bene, Alessio, io chiuderei con un format di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. Allora, la prima domanda è: qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Alessio Carciofi: La mia pratica è quella che ho detto prima, è quella di riservarmi del tempo, quella che io chiamo stazione di beatitudini per me stesso, il più delle volte la mattina presto.

Serena Malaspina: La seconda è: qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio?

Alessio Carciofi: Uscire e andare incontro al verde, alla natura e stare in mezzo al verde.

Serena Malaspina: E l'ultima, quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?

Alessio Carciofi: Gandhi: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Serena Malaspina: Bellissimo, insomma, grazie mille Alessio, è stata una bellissima chiacchierata e insomma sono molto contenta di aver trattato questo tema con te, quindi grazie mille.

Alessio Carciofi: Grazie a te Serena. Grazie a te e grazie agli altri che ci stanno ascoltando e che ci ascolteranno.

Serena Malaspina: Perfetto! Grazie Alessio!

Serena Malaspina: 📌 Keywords - Summary - Takeaways

Serena Malaspina: Keywords

Serena Malaspina: digital detox, slow living, benessere mentale, mindfulness, tecnologia, gestione del tempo, energia, relazioni, burnout, consapevolezza

Serena Malaspina: Summary

Serena Malaspina: In questa conversazione, Alessio Carciofi esplora i concetti di digital detox e slow living, condividendo la sua esperienza personale di burnout e insonnia. Discutendo l'impatto della tecnologia sul benessere mentale, sottolinea l'importanza di una relazione equilibrata con il digitale. Viene introdotto il concetto di mindfulness digitale, che invita a una maggiore consapevolezza nell'uso della tecnologia. Alessio offre pratiche quotidiane per migliorare il benessere, enfatizzando la gestione dell'energia e del tempo come chiavi per una vita più equilibrata e soddisfacente.

Serena Malaspina: Takeaways

Serena Malaspina: • Il digital detox è fondamentale per il benessere mentale.

Serena Malaspina: • La tecnologia non è il problema, ma la nostra relazione con essa.

Serena Malaspina: • La qualità della vita dipende dalla qualità dell'attenzione.

Serena Malaspina: • È importante avere rituali di disconnessione.

Serena Malaspina: • La gestione del tempo è superata, bisogna gestire l'energia.

Serena Malaspina: • La mindfulness digitale aiuta a rapportarsi meglio con la tecnologia.

Serena Malaspina: • La nostra identità è sempre più online.

Serena Malaspina: • Il burnout può derivare da una cattiva gestione del digitale.

Serena Malaspina: • La natura e il volontariato sono essenziali per il benessere.

Serena Malaspina: • Il cambiamento inizia con piccoli passi.

Serena Malaspina: Sound bites

Serena Malaspina: "Il primo costo è il tempo."

Serena Malaspina: "Siamo sempre disponibili al lavoro."

Serena Malaspina: "La gestione del tempo non esiste più."

Serena Malaspina: Chapters

Serena Malaspina: 00:00 Introduzione al Digital Detox e Slow Living

Serena Malaspina: 02:53 L'Impatto della Tecnologia sul Benessere

Serena Malaspina: 05:54 Mindfulness Digitale e Consapevolezza

Serena Malaspina: 09:11 Rituali e Pratiche per il Benessere

Serena Malaspina: 12:01 Gestione del Tempo e dell'Energia

Serena Malaspina: 14:57 Il Ruolo della Natura e del Volontariato

Serena Malaspina: 17:57 Conclusioni e Riflessioni Finali

ARGOMENTI

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