Essere Serena
Copertina dell'episodio 43: Cosa ti fa sentire amatə? Relazioni, "self-love" e riconoscimento
EP 4337 min

Cosa ti fa sentire amatə? Relazioni, "self-love" e riconoscimento

con Leonardo MendolicchioPsichiatra e psicoterapeuta

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DESCRIZIONE

Il self-love basta? Leonardo sfida il concetto spiegando che sentirsi amabili nasce nella relazione, non nell'isolamento.

Per amarti non devi essere sicura di amare te stessa. Questo processo non può mai concludersi, perché io sono amabile se l'altro mi dà quella sensazione.

CAPITOLI

  1. Il mito del self-love

  2. Sentirsi amabili nasce nella relazione

  3. L'infanzia e l'amore non ricevuto

  4. Amare senza certezze

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Serena Malaspina: Benvenuti e benvenute ad un nuovo episodio di Essere Serena Podcast. Oggi ho il piacere di parlare con Leonardo Mendolicchio. Benvenuto Leonardo.

Leonardo Mendolicchio: Grazie, grazie Serena.

Serena Malaspina: Allora, Leonardo è un medico psichiatra, psicanalista, autore di libri e pubblicazioni scientifiche a livello internazionale, membro della scuola lacaniana di psicanalisi e dell'associazione mondiale di psicanalisi. Allora, Leonardo, io inizierei partendo dal titolo del tuo ultimo libro, che è L'amore è un sintomo. E questo titolo mi ha colpito molto e suggerisce che, diciamo, l'amore non è qualcosa che effettivamente scegliamo in maniera consapevole, quindi ti chiederei: quali sono le forze inconscie che influenzano poi le relazioni che intraprendiamo?

Leonardo Mendolicchio: È una domanda molto ben posta e il titolo di questo libro parte proprio da questa prospettiva ovvero da sottolineare quanto del sentimento umano a noi più caro che è l'amore molte questioni ancora ci sfuggono e perché il titolo l'amore è un sintomo? Proprio per questo motivo, perché in una società dove noi tendiamo a spiegare tutto, sapere tutto, condividere tutto, divulgare tutto il mistero dell'amore ancora resiste e per cui c'è una sorta di cortocircuito tra le aspettative che noi abbiamo, vero di sapere, conoscere, dire dell'amore e il fatto che nella nostra esperienza affettiva di tutti i giorni invece ancora qualcosa sfugge. Per cui l'amore non è tanto un sintomo per noi, l'amore è sempre stato un sintomo per noi, oggi diventa, nella tesi del libro, un sintomo per la società, una società appunto che tende a sdoganare un po' tutto, che tende a non tollerare il irrazionale, il misterioso, ciò che non appare, ma in questo contesto sociale e culturale l'amore resiste, perché inevitabilmente il suo mistero continua a essere tale e continua a impattare nella nostra vita, così come tanti anni fa e come tanti secoli fa.

Serena Malaspina: Certo, e mi viene in mente quante volte ci succede di rimanere un po' anche incastrati in delle dinamiche che anche diciamo sono controintuitive no? Magari un certo tipo di persona e poi oppure le relazioni che finiscono allo stesso modo. Ho ricevuto molte segnalazioni e in generale è successo anche a me in passato, no? Di trovare magari relazioni impossibili o essere molto attratte da questi aspetti di ciò che non possiamo avere, e chiaramente poi finendo a rimanerne deluse. Ti chiederei, rispetto magari a questi meccanismi, è una questione di desideri o sfida o ci sono dei meccanismi psicologici più profondi?

Leonardo Mendolicchio: una domanda molto ben posta, Serena, la consapevolezza in amore è un punto d'arrivo, non di partenza, anche qui ce l'hanno spiegata storicamente male, ci hanno venduto soprattutto una certa cultura che associa l'amore al razionalismo, ha sperato che l'amore potesse diventare una scelta consapevole sin da subito, in realtà no, essendo l'amore un mistero il grande compito che ognuno di noi può mettere in campo è che nell'arco delle sue esperienze, delle sue relazioni, nell'arco del tempo passato insieme col partner, possa sempre di più capire e comprendere quali sono i meccanismi profondi che ci legano alle persone. Per cui il grande paradosso anche qui è che noi dobbiamo partire da questo presupposto che l'amore vive d'esperienza, che l'amore inevitabilmente vivendo di esperienza è suscettibile di errori, è suscettibile di situazioni faticose e suscettibile di non situazioni del tutto sempre felici e gioviali come spesso noi siamo abituati a intendere ma proprio attraverso la conoscenza, l'esperienza dell'amore attraverso il vissuto della storia affettiva col proprio partner noi diventiamo, come dire, consapevoli e come ci insegna Gabor Maté l'amore lo scopri nell'essenza alla fine. E questo è il grande coraggio che noi dobbiamo poter mettere in campo. E un'altra questione che richiama questo tema che tu hai molto amabilmente tirato in campo è proprio il tema della scelta. Tu giustamente dicevi, noi spesso facciamo delle scelte amorose per le quali i conti non tornano. È verissimo, non tornano quasi mai anche perché le scelte sono, noi le definiremmo, noi psicanalisti, scelte inconscie. È anche vero che però noi impariamo a interpretare il nostro inconscio. E alla fine, come dire della storia, alla fine della nostra storia, riusciremo a capire perché abbiamo fatto sempre determinate scelte, oppure in alcuni momenti queste scelte sono cambiate. Ecco, l'amore è fatto anche di etica, ovvero non solo di quelle emozioni passionali che contraddistingono il nostro vissuto sentimentale, affettivo o sessuale, ma è fatto anche dalla capacità di poter scegliere e capire quello che noi siamo o quello che ci aspettiamo dagli altri. Ecco il grande tema che spesso sull'amore non si dice, l'etica dell'amore. L'amore ha una sua etica che si fonda proprio su quello che dicevi tu, sulla consapevolezza. All'inizio no, l'amore è vivere un'esperienza un po' la cieca. Poi tutti quanti noi siamo chiamati a crescere nell'educazione sentimentale, la direi così, crescere nella consapevolezza delle dinamiche affettive sentimentali e anche sessuali, e in virtù di questa crescita esercitare una scelta consapevole, sapendo che questo appartiene a un processo di maturità.

Serena Malaspina: Questo è un punto molto interessante perché, poi correggimi se sbaglio, però molte volte, appunto in questa società, sempre volta alla razionalità, alla logica, puoi fare da te tutto, no? Quindi, queste idee che molte volte le persone devi amare te stesso prima di amare tutti gli altri, che è una cosa che abbiamo sentito tutti e mi ricordo che appunto sfogliando il tuo libro ho letto, un insomma, una parte interessante su questo tema perché io in primis ho sempre per anni pensato a questa cosa e quindi evitavo di entrare in relazioni perché dicevo devo prima amare me stessa devo prima risolvere tutte le cose ed è una cosa nella quale poi un loop nel quale molte persone si trovano e non si aprono poi mai effettivamente all'amore. Cosa ne pensi a riguardo?

Leonardo Mendolicchio: Beh, io scritto un capitolo tutto dedicato rispetto a questo tema e l'ho intitolato La Grande Bufala. La Grande Bufala devo dire è una psicologia pop che un po' si presta a una certa sottocultura che impera nelle nostre vite, che in realtà serve a vendere tanti articoli di giornale o tanti dotocacchi su consigli del tutto beoti e intidi. che si fonda appunto su un grande inganno l'amore non può essere mai autoreferenziale non esiste l'amore per se stessi e faccio un esempio molto chiaro nel momento in cui io mi guarda lo specchio e mi dico e mi faccio una serie di complimenti oppure definisco l'amore di me attraverso alcune parole io sto utilizzando un linguaggio che non è il mio ma che io sto attingendo dalla mia storia personale, dalla mia storia familiare, dalla mia cultura alla quale appartengo. Per cui anche il lincensarmi con un linguaggio che può definire il cosiddetto self-love è sempre un meccanismo eteroriflesso, perché le parole che noi utilizziamo per descrivere L'amore che noi avremmo per noi stessi sono parole che non inventiamo noi, ma che noi prendiamo in prestito da un flusso di discorso nel quale noi siamo immersi, familiare, sociale, culturale. Per cui il tema della massi è un inganno, è un modo anche per edulcorare la questione che invece l'amore passa sempre attraverso lo sguardo, le parole, la relazione con l'amore. Questo è fastidioso come concetto perché sarebbe molto più facile invece immaginare di totalmente capaci di governare il sentimento d'amore e la sensazione di amore o l'amabilità che noi possiamo mettere in calma. Ma questo è inganno molto pericoloso perché da un lato, come l'idea ci dice, l'altro può non pesare oppure prima di amare l'altro devi tu essere sicura di amare te stessa. Ma questo processo non si conclude mai e non può mai arrivare a conclusione proprio perché non esiste un amore di sé, se non attraverso il riconoscimento, anche solo dalle parole che utilizziamo che passa attraverso il circuito dell'alto. E questo è il primo grande pericolo, vedo entrare in un loop che non finisce mai. Il secondo grande pericolo del self love è che noi tagliamo il desiderio, l'aspirazione di invece essere riconosciuti dall'altro. che l'amore è il più grande gesto, il più nobile gesto di riconoscimento. Io sono amabile se l'altro mi dà la sensazione della mia amabilità. Ci piace o no, così è. Certo, potremmo aver incontrato tantissime persone che invece questo dono non ce l'hanno dato, ma ci saranno tante altre persone che invece possono darcelo. E l'amore si struttura rispetto al fatto che io, guardando negli occhi il mio partner, sento di essere amabile. E questa è la magia dell'amore. Inevitabilmente è l'altro legittima nell'essere amato e io legittimo il mio partner nell'essere amato. Pensate a quanto è potente questo legame. L'amabilità si rispecchia nello sguardo reciproco, altro che self-love, altro che amati. E quando l'amabilità si struttura su uno sguardo reciproco, il legame diventa solido, inevitabilmente solido, perché entrambi ci autorizziamo a essere amati, l'uno rispetto all'altro, da cui ama il prossimo tuo come te stesso, anche questa parabola evangelica, spiega la potenza di questo meccanismo, che si ama l'altro o si amata dall'altro solo in una relazione a due o in una relazione con l'altro e questo come dire è assolutamente antidevico rispetto alla cultura che invece ci vogliono imporre e che davvero ci ingannano.

Serena Malaspina: È molto forte, senso dal mio punto di vista è qualcosa, è un'argomentazione molto interessante perché a primo ascolto diciamo è qualcosa che comunque mi spaventa molto sotto un certo aspetto, immagino che possa spaventare molto le persone perché è come se una persona con l'idea del self love comunque di imparare ad amare se stessi abbia una sorta di agency, nonostante magari quello che ha vissuto magari in famiglia, perché secondo me l'idea, insomma la paura che può esserci molte persone, non ho ricevuto magari l'amore che mi sarei meritato in infanzia e quindi ho imparato tante volte a diventare il mio primo, insomma, nemico sotto un certo aspetto, anche dal punto di vista di narrazione, non sono capace, non sono brava, non sono abbastanza, eccetera eccetera, e quest'idea dell'amore appunto tramite l'occhio dell'altro non so, può fare un po' paura dal punto di vista del...

Leonardo Mendolicchio: che l'amore spaventi un po' e tra l'altro, Serena, tu stai dicendo una cosa importante, perdonami se ti interrompo perché questo è un punto fondamentale, l'amore che noi apprendiamo dai nostri genitori non sarà mai e non deve essere mai l'amore che noi cerchiamo nell'altro, sono due questioni diverse. Ok, è vero che noi veniamo educati al sentimento del riconoscimento del rapporto genitoriale, è anche vero che l'amore che ci da il partner, o che dobbiamo attendere dal partner, o che noi dobbiamo dare al partner, è totalmente diverso e di altra natura. E come giustamente, di C2FORCE, questo gap ci spaventa. Ma e vive il Dio? L'amore deve un po' turbare, altrimenti non è amore. L'amore ci deve spingere a fare dei passaggi evolutivi, altrimenti non è amore. Se invece noi cerchiamo nell'amore la comfort zone, allora non ci stiamo buttando nel mare di quel sentimento che in ci rende davvero umani. E poi sarà grande scommessa.

Serena Malaspina: Molto interessante e rispetto alla mia personale esperienza, una cosa che ho notato è da quando è iniziata la mia relazione, appunto sono quattro anni adesso ed è stata la prima relazione sana ufficiale, diciamo, che ho avuto, ed è stata molto triggerante sotto vari aspetti perché appunto il suo modo di amare era molto sicuro, no? Molto... e io nel ricevere l'amore tante volte era come se avessi una difficoltà nell'accoglierlo, no? Quindi non so... ti ritorna come esperienza?

Leonardo Mendolicchio: Assolutamente sì, è una delle tesi di questo libro, una delle questioni è proprio questa, cioè non capire il significato e il senso dell'amore, non capirlo e non riconoscerlo, fare fatica ad accertarlo. Non a caso oggi, come dire, le relazioni sono in crisi. Una delle tesi di questo libro è che si parla tantissimo d'amore, appunto, se ne parla sempre. Anche il mio libro è una provocazione, sarebbe l'ennesimo libro che parla d'amore in un oceano di libri e di riflessioni sull'amore. Però tanto se ne parla, tanto te ne scrive che i matrimoni sono in crisi, le relazioni sono in crisi, il rapporto a due è in crisi. Per cui quello che tu racconti è proprio così, in una società che forse ci inocula delle riflessioni sull'amore di un certo tipo, probabilmente non siamo più abituati a riceverlo e questo è un paradosso e di questo paradosso qualcosa e qualcuno deve pur dir qualcosa, appunto, noi dobbiamo farcene qualcosa perché altrimenti si rischia davvero di escludere questa dimensione. Si sta insieme ma non ci si ama. Che un'altra tesi che tratto nel libro c'è questa bellissima espressione di questa psicanalista francese che dice che nel libro cito. Dice appunto, all'epoca di Freud si andava dall'analista perché la frase che accompagnava la persona che andava dall'analista era, amo quella donna, amo quell'uomo ma non riesco a farci l'amore, perché c'era tutta l'interdizione sulla sessualità, l'Europa vittoriana, tutte le varie censure. Ad essere esatto opposto, si va dall'analista dicendo, riesco ad avere rapporti sessuali con chiunque ma non riesco ad amare. Proprio perché, come giustamente ci dicevi tu, c'è qualcosa che fa cortocircuito nel ricevere l'amore, perché chissà che aspettative abbiamo, chissà che retropensieri abbiamo su questo tempo.

Serena Malaspina: e su questo ultimo aspetto mi collego con l'idea che molte persone dicono di voler cercare e trovare l'amore, ma poi quando arrivano al momento di intimità e quando si va in maniera un pochino più profonda poi si tirano indietro. Quali possono essere, o quali sono, le paure principali che ci frenano dal costruire poi magari i legami più autentici e vicini?

Leonardo Mendolicchio: Perché anche qui, e adesso ci apriamo al grande tema della sessualità, che è l'altra grande questione di cui parlo in questo libro, perché anche qui la sessualità oggi ha subito una grande trasformazione, smette di essere uno strumento... dove attraverso il corpo io entro nell'altro. L'atto sessuale è un atto potentissimo in cui due corpi si spogliano delle loro difese, entrano in contatto della dimensione più intima, ed entrando in contatto della dimensione più intima parlano delle loro rispettive verità. La sessualità è un potente strumento di verità, non tanto per l'altro, ma soprattutto per noi stessi. E nell'atto sessuale che noi capiamo chi siamo, cosa desideriamo, come godiamo, che cosa ci piace, nostri gusti, nostre perversioni anche. Tutta questa dimensione della scoperta nella sessualità oggi si spegne e spegnendosi la sessualità smette di essere uno strumento grazie alla presenza dell'altro, grazie all'atto sessuale con l'altro, di comprensione della nostra parte più profonda. E non a caso, anche qui io riporto tutta una serie di statistiche che parlano chiaro, che ci dicono che la sessualità oggi muore, nel senso che i ragazzini e le ragazzine scoprono il sesso molto precocemente, ma poi la dimensione della sessualità nel tempo già trent'anni si spoglia, diciamo, del suo significato. E anche questo è un tema su cui riflettere, anche qui si scrivono tantissimi libri sulla sessualità, ma probabilmente si guarda il dito e non la luna. Che cos'è che oggi fa inciampo nella dimensione della sessualità. E oggi, noi che saremmo la società più libera dal punto di vista dei costumi, realtà siamo probabilmente la società dove il contatto sessuale diventa difficile tanto quanto l'Europa, la mitteleuropea, quella vittoriana, c'erano tante interdizioni e tante difficoltà.

Serena Malaspina: Ma in questa centralità anche dell'altro, della relazione appunto con l'altro nell'amore appunto, che cosa dice, cosa rivela di noi invece il nostro modo di amare se appunto rivela qualcosa? Cosa provviene da noi?

Leonardo Mendolicchio: Rivela la nostra natura, rivela la nostra parte più vera, rivela la nostra parte più naturale, rivela il grande gap che c'è tra il nostro bios e il nostro logos. Nella mare noi mettiamo dentro corpo, carne, spirito, cultura, società, linguaggio, mettiamo tutto. E nella mare una persona inevitabilmente ci interroghiamo su tutte queste aspette e tutte queste caratteristiche. E questo è il grande potere dell'amore. E questa è la grande conseguenza dell'amore. Quando cito appunto il titolo e entro nel film di Sorrentino, le conseguenze dell'amore, intendo dire proprio questo, che nel momento in cui amiamo, noi entriamo nella dimensione della sincerità. Neanche della verità, perché la verità è passaggio ancora più nebuloso, ma nell'amore noi siamo sinceri e siamo sinceri nella prospettiva in cui la complessità dell'umanità, che è fatta di tanti aspetti da... sociale, biologico, la genetica. Noi esseri umani dobbiamo adimenticare che siamo un quacervo di aspetti che ci rendono del tutto particolari, in un diverso emel creato. E la sincerità di questa complessità emerge nel rapporto amoroso, e forse è quello che ci spaventa, cioè entrare in contatto su quella dimensione umana che oggi nella società in cui viviamo, nella grande rivoluzione digitale che stiamo per vivere, la grande scommessa in Mettere Insieme Tekne è appunto umanità e umanesimo. Questo Mettere Insieme e questi due aspetti siamo ancora all'inizio di questa operazione per cui probabilmente l'amore fa difficoltà, fa inciampo proprio perché nella società della ipertecnologizzazione e anche delle relazioni qualcosa di con l'umanità dobbiamo recuperarla e agganciarla a questa grande rivoluzione. Siamo in un tempo di cambiamento, Serena. È la parte più umana della nostra, i sentimenti, appunto, un po' ne risento, ma dobbiamo riflettere questo libro, vuole proprio che si faccia questo, iniziamoci a fare delle domande su come questo nuovo tempo incrocia la parte più vera più sincera di noi, nel tentativo di trovare un nuovo armonamento, nuova umanità, una nuova umanità che vive e si trova come dire, meglio in una devoluzione che quella che stiamo vivendo noi, che la devoluzione digitale.

Serena Malaspina: e mi viene in mente una frase... cosa ne pensi dell'amore è un verbo?

Leonardo Mendolicchio: è una frase, è un modo di dire abbastanza interessante, beh se il verbo è una struttura semantica che ci immagina un divenire, che ci immagina come dire un tempo logico che è in sviluppo, sicuramente così, ecco l'amore è qualcosa che non nasce e non muore nel giro di 5 minuti, l'innamoramento può nascere morire nel giro di 5 minuti, l'amore è un meccanismo psichico sentimentale umano che nasce con noi e muore con noi, ci accompagnerà per tutta la vita. Da questo punto di vista è più che un verbo.

Serena Malaspina: e rispetto proprio a quanto poi una relazione ci possa far star bene o meno, cioè anche per capirlo, Quali pensi possano essere gli aspetti da tenere in considerazione per capire appunto quando è il momento di impegnarsi per lavorare e affrontare assieme determinate magari problematiche o sfide come diciamo naturali e quando invece non insomma bisogna

Leonardo Mendolicchio: anche qui bisogna iniziare ad adottare un paradigma diverso non lo capiamo, lo sentiamo c'è profonda differenza tra sentire e capire ok? noi sentiamo quando sta per nascere un amore, capiamo e non lo capiamo noi sentiamo quando un amore è finito, non lo capiamo anche qui dobbiamo rialenare dei recettori diversi se pensiamo che sia la testa, l'organo che possa capire quando nasce un amore o quando finisce un amore, stiamo fuori strada, lo sentiamo. Poi dobbiamo capire e agire, e da qui la questione è la scelta dell'etica. Ma il primo grande passaggio è il sentire, cuore, addirittura la pancia. Io che mi occupo appunto dei disturbi alimentari so quanto lo stomaco e la pancia siano importanti nelle relazioni dei sentimenti. E allora anche qui dobbiamo cambiare il paradigma. Non è nella razionalità, nella comprensione, nelle capacità intellettive, nella infrastruttura cognitiva che possiamo allenare, che saremo capaci di distinguere se c'è o non un amore. Nel sentire sì. Dobbiamo allenare non la testa, il cuore e lo stomaco. E allora, nel momento in cui impariamo a sentire che un amore è finito, lì dobbiamo imparare a prendere a razionalizzare, a scegliere che strada percorrere. Anche lì le strade sono diverse. La razionalità, l'intelletto, la mente ci può aiutare anche come dire a sfidare determinanti momenti di difficoltà, a non gettare come dire l'amore alle ortiche, alla prima difficoltà. Ecco perché bisogna sentire. Perché se noi passassimo la nostra storia sotto il circuito della cognizione e dell'intelletto tutte le storie morirebbero. Non ci sarebbe partita rispetto al fatto che dal punto di vista intellettivo e cogliettivo le relazioni non reggono al tempo. Nessuna relazione reggerebbe al tempo. Il sentimento è diverso. Ci si sente legati ad una persona anche se il ménage quotidiano non è perfetto, non va bene, anche se si fatica, anche se si sta male, anche se, come dire, quell'amore che avevamo nella testa non c'è più. e io lo sento, poi arriva un momento che anche quando tutto questo non migliora sento che l'amore è finito, allora lì bisogna prendere determinate decisioni però davvero vorrei che tutti gli amici che ci ascoltino ora capiscano la differenza tra il capire e il sentire l'amore si valuta sul piano del sentire le decisioni si prendono sul piano del capire e sono due cose diverse. Se noi dobbiamo analizzare i nostri essori solo sul piano intellettivo e cognitivo sono tutte già morte. Ma interrogate il piano del sentimento che è diverso.

Serena Malaspina: Questo penso che sia cruciale e ti chiederei, cioè, come si allena al lato del sentimento.

Leonardo Mendolicchio: Bella domanda, una bella provocazione. Innanzitutto, Serena, vi permetto di dire, abbassando il piano della razionalità, abbassando il piano della comprensione, se noi dobbiamo dare ascolto al sentimento, al cuore, alla pancia, la mente deve abbassare i regimi, il cervello deve un pochettino allentare la pressione. E allora, quando state la sera... accanto al vostro partner, vedere la tv, anche se avete smattato o avete litigato perché il piatto di pasta era scotto, silenziate il cervello rispetto alla rabbia, alla scontentezza di quel piatto di pasta e, stando accanto al divano con la vostra partner o con il vostro partner, sentite qualcosa mentre guardate una serie Netflix, quello importante, di quello bisogna, come dire, farne qualcosa. quella dimensione non può essere secondaria alle scarpe allacciate male o ai calzini non appaiati dopo aver fatto la lavatrice. Ok? Allora, così si allena il piano del sentire, nelle sensazioni apparentemente effimere, quando si sta in macchina e si ascolta la stessa musica, quando si guarda una TV insieme, quando si decide andare a un concerto insieme anche se 10 minuti prima abbiamo litigato. e quello è il piano del sentimento, il sentire, il sentire qualcosa che non passa per forza del circuito della testa e quello si avviene nelle piccole situazioni, anche nello sguardo, anche nella complicità di quei genitori che crescono in un momento difficile, nella sociale difficile dei figli e che anche se fanno fatica a vivere loro dimensioni di coppia nel fare i genitori trovano un'alleanza, quell'alleanza è un sentimento importante.

Serena Malaspina: Molto interessante. Mi viene in mente appunto per la parte invece razionale di intelletto. Cioè è importante nel riconoscere magari quelli che sono gli schemi inconsci, che magari abbiamo ereditato ma che non vogliamo che si ripresentino all'interno della nostra relazione. Cioè ha un ruolo importante in questo caso. Cioè come evitare di riviverli, insomma riportarli dentro le nostre relazioni.

Leonardo Mendolicchio: Assolutamente sì, se la mente è strumento della consapevolezza e della conoscenza di sé e del processo di evoluzione o di noi è evidente, Serena, che non ricadremo mai nei nostri errori. Se la nostra esperienza diventa consapevolezza e la nostra mente fatte solo delle esperienze pregresse, e la nostra voglia, il nostro desiderio di vivere orientato all'evoluzione, non ricadremo nei copioni passati. Se invece c'è nel nostro animo da qualche parte una tendenza un po' autodistruttiva allora sì, rischio che fatto il primo errore se ne faccio il secondo se ne faccio il terzo. La grande battaglia ma questo non ha a che fare con l'amore, l'amore ne è come dire una conseguenza, la battaglia tra appunto lo direbbe Freud, l'eros e il Thanatos tra l'evoluzione, crescere, quella parte erotica della vita che è inevitabilmente costruttiva rispetto alla parte discruttiva che è quella del Thanatos. L'amore diventa fedele alleato di Eros della costruzione se noi arginiamo la parte distruttiva di noi stessi. E come si argina la parte distruttiva di noi stessi? Inseguendo i nostri desideri, inseguendo e alimentando le nostre passioni, nostri talenti, immaginando di mettersi in gioco nella vita alla luce di quello che desideriamo fare e desideriamo essere. Che anche qui è molto facile a dirsi, ma come si fa? Dando spazio, dando voce, dando parola, quella parte di noi che vuole fare delle cose, non perché sono utili, non perché ci fanno guadagnare di più, perché ci fanno essere blasonati, ma perché ci divertono come si divertirebbe il bambino che siamo stati noi, ad esempio. La dimensione del desiderio è una dimensione molto infantile, potentemente infantile e utilmente infantile. Per vivere un amore felice bisogna passare attraverso l'eros e non attraverso il Thanatos e per passare attraverso la costruttività, l'evoluzione personale e soggettiva bisogna perseguire il proprio desiderio e per perseguire il proprio desiderio bisogna entrare in contatto con i propri talenti e con il piacere di fare le cose non con l'utilità di fare le cose poi c'è anche l'utilità per carità di Dio l'utilità, anche qui, deve essere un'utilità sempre legata a me e agli altri non solo a me in quanto tale. Però sì, si può vivere un amore felice se va nel senso della progressione, della crescita, dell'evoluzione, se va nel senso dell'eros. Se l'amore invece si sposa con Thanatos ci saranno guai. E i guai sono sotto gli occhi di tutti.

Serena Malaspina: Assolutamente. E ti chiederei poi come, diciamo, anche, cioè se possiamo imparare a conoscerci meglio anche osservando come ci relazioniamo con le altre persone, cioè quindi qual è il nostro modo di, diciamo, amare appunto, relazionarci.

Leonardo Mendolicchio: Sartre diceva che l'inferno sono gli altri, proprio perché gli altri ci fanno da specchio e inevitabilmente noi conosciamo noi stessi nel modo in cui ci relazioniamo agli altri. Anche qui viviamo un tempo in cui noi vogliamo segregare, mettere muri, mettere barriere, perché non ci piace vedere quella parte sporca che è la nostra parte sporca. Quello che oggi si vede, le immagini che arrivano a me a volte anche da paesi che sono stati il simbolo della democrazia e dell'integrazione ci dicono proprio questo che noi viviamo in un tempo in cui vogliamo smettere di guardare l'altro e lo vogliamo segregare, vogliamo allontanare, vogliamo mettere mure e confini, non lo vogliamo accoglierlo proprio perché dire, il potente meccanismo di specchio che l'altro fa nei nostri confronti, ovvero che ci mette in risonanza con la parte più nascosta di noi, fa paura e ci spaventa. È chiaro che l'immigrato puzzolente è che alimenta la parte degradata delle nostre città, noi non vogliamo vederlo, perché noi non sappiamo curare le nostre città. Quell'immigrato lasciato lì su un marcio a piede è il simbolo di un degrado che noi non riusciamo a gestire ben prima che l'immigrato arrivi. E ti parlo da cittadino di una città, io sono andato a Foggia, una di quelle città che più di altre, come dire, patisce di tutto questo. Sembrerano off topic rispetto all'argomento, ma tu tocchi un tema interessante, l'amore specchio di come funziona la società. E oggi la società funziona sul self-love perché proprio l'altro non deve entrare, perché l'altro ci mette in discussione fortemente. È più facile a, come dire, a dittare il degrado delle città a causa dell'immigrazione piuttosto di un'impotenza della politica che governa le città. Il meccanismo della paranoia è molto forte da questo punto di vista. E anche l'amore... come dire ce lo insegna, è più facile dire coppa dell'altro piuttosto che non una mia ed empienza. E allora tu dici una cosa molto nobile, molto evoluta mia cara Serena, dobbiamo, come dire, ritorno di cui bisogna tornare a discutere. L'altro è il nostro specchio e dobbiamo avere il coraggio di guardarlo in faccia quello specchio altrimenti pensiamo che quella parte cattiva di noi non esista, ma se la parte cattiva di noi non diventa oggetto del nostro lavoro, il mondo non ha un buon futuro. E diciamo i presaggi che si vedono all'orizzonte e non sono fortemente incoraggianti.

Serena Malaspina: Questa è una bellissima, diciamo, chiusura. L'immagine dello specchio è veramente utile. Poi, appunto, in tutti i tipi di relazioni immagino. Cioè, oltre a quella del partner, anche quella proprio amicizie, familiari, persone che non conosciamo in società. Fantastico. Leonardo, io chiuderei con un piccolo format, appunto, di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. E la prima è qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Leonardo Mendolicchio: Allora, mia piccola pratica quotidiana che mi permette di entrare in contatto con me stesso è riflettere su che cosa ho fatto per me in relazione all'utilità degli altri. Ecco, io ogni qualvolta faccio una conquista di conoscenza, di consapevolezza, mi domando sempre, vale solo per me o può valere anche per gli altri? Se vale per gli altri, lo devo comunicare agli altri. Per cui, io sto bene se so, ad esempio il libro espia di questo, se quello che penso e rifletto mi è stato utile e deve però essere anche utile, spero possa essere utile anche per gli altri.

Serena Malaspina: La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio.

Leonardo Mendolicchio: Questa è interessante, non ovvia ma utile: passeggiare, camminare e riflettere tra me e me.

Serena Malaspina: L'ultima, quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?

Leonardo Mendolicchio: Ogni uomo è medicina per un altro uomo. È un proverbio centro-africano. Questa è una frase che mi ha ispirato tantissimo. E quando dico medicina intendo anche gli effetti collaterali, nel senso che la medicina è terapia, ma la medicina può anche avere degli effetti collaterali. Per cui, davvero il grande mistero della relazione di come gli esseri umani devono rapportarsi.

Serena Malaspina: Leonardo, ti ringrazio tantissimo questa visione relazionale, questo approccio molto relazionale appunto dell'amore è qualcosa che penso appunto abbiamo ancora molto lavoro da farci perché appunto è una società molto individualista, abbiamo un approccio molto più di amori, invece costruire dei ponti e avere questo approccio è veramente qualcosa di utile, quindi grazie per aver condiviso il tuo sapere con noi Leonardo.

Leonardo Mendolicchio: Grazie a te Serena per avermi ospitato.

Serena Malaspina: Perfetto, bene Leonardo grazie mille, ce l'abbiamo fatta perfetto. Allora io ti chiedo solo un secondo. No cosa dici?

Serena Malaspina: 📌 summary, keywords ecc

Serena Malaspina: Keywords

Serena Malaspina: amore, psicanalisi, relazioni, consapevolezza, sessualità, etica, self-love, società, psicologia, crescita personale

Serena Malaspina: Summary

Serena Malaspina: In questo episodio di Essere Serena Podcast, Serena Malaspina e Leonardo Mendolicchio esplorano il concetto di amore attraverso una lente psicanalitica. Mendolicchio discute come l'amore sia un sintomo della società e come le forze inconsce influenzino le nostre relazioni. Viene messo in discussione il mito dell'amore per se stessi, evidenziando l'importanza del riconoscimento reciproco. La conversazione si sposta sulla sessualità come strumento di verità e sull'importanza di sentire piuttosto che capire nell'amore. Infine, si riflette su come le relazioni ci aiutino a conoscerci meglio e sull'importanza di affrontare le nostre paure e schemi inconsci.

Serena Malaspina: Takeaways

Serena Malaspina: • L'amore è un sintomo che riflette le dinamiche sociali.

Serena Malaspina: • La consapevolezza in amore si sviluppa nel tempo.

Serena Malaspina: • L'amore non può essere autoreferenziale.

Serena Malaspina: • Il riconoscimento reciproco è fondamentale nell'amore.

Serena Malaspina: • L'amore deve turbare per essere autentico.

Serena Malaspina: • La sessualità è uno strumento di verità personale.

Serena Malaspina: • L'amore rivela la nostra vera natura.

Serena Malaspina: • Sentire è diverso da capire nell'amore.

Serena Malaspina: • L'altro funge da specchio per la nostra crescita personale.

Serena Malaspina: • Le relazioni ci aiutano a confrontarci con le nostre paure.

Serena Malaspina: Sound bites

Serena Malaspina: "L'amore è un sintomo per la società."

Serena Malaspina: "Sentire e capire sono due cose diverse."

Serena Malaspina: "L'altro è il nostro specchio."

Serena Malaspina: Chapters

Serena Malaspina: 00:00 L'amore come sintomo

Serena Malaspina: 05:44 La bufala dell'amore per se stessi

Serena Malaspina: 10:26 Il riconoscimento nell'amore

Serena Malaspina: 15:22 La sessualità come strumento di verità

Serena Malaspina: 17:43 Il Potere dell'Amore e la Sincerità

Serena Malaspina: 20:07 Amore come Verbo e Sentire

Serena Malaspina: 20:49 Sentire vs Capire nell'Amore

Serena Malaspina: 24:14 Allenare il Sentimento

Serena Malaspina: 26:35 Consapevolezza e Schemi Inconsci

Serena Malaspina: 29:28 L'Amore come Specchio della Società

ARGOMENTI

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