
Ascolti il tuo corpo? Sintomi, diet culture e nutrizione integrata
con Nina Gigante — Nutrizionista
DESCRIZIONE
Il problema non è il pacco di biscotti ma il bisogno insoddisfatto dietro. Nutrizione integrata, fame nervosa e la trappola della diet culture.
“Il problema non è che ho finito il pacco di biscotti. È che non ho soddisfatto il bisogno che c'era dietro.”
CAPITOLI
Il bisogno nascosto dietro il cibo
Nutrizione integrata
Sintomi alimentari e bisogni emotivi
La diet culture e lo 'sgarro'
Ascoltarsi invece di punirsi
Trascrizione dell'episodio
Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.
Serena Malaspina: Benvenuti e benvenuti nel nuovo episodio di Essere Serena Podcast. Oggi ho il piacere di parlare con Nina Gigante. Benvenuta Nina.
Nina Gigante: Ciao, buonasera a tutti.
Serena Malaspina: Allora in questa puntata parliamo di cibo, emozioni e sistema nervoso appunto con Nina che è giornalista, holistic nutritionist, health coach e autrice della newsletter Terracielo. Quello che affronteremo sarà un dialogo indicato per chi si è sentito un po' in lotta con il proprio corpo, ha provato un po' tutte le diete o semplicemente vuole riscoprire un rapporto più gentile e vivo con il nutrimento.
Serena Malaspina: perché il corpo non è un nemico da controllare ma è un alleato che, se ascoltato, sa cosa serve per tornare davvero a casa. Quindi io inizierei proprio chiedendo ti, Nina, che cos'è per te la nutrizione olistica, cosa significa nella pratica, diciamo, prenderci cura del corpo in maniera integrata senza farlo diventare un altro degli ambiti da, diciamo, controllare.
Nina Gigante: Guarda, è una domanda bellissima e centrale secondo me per tutti noi in occidente in qualche modo perché se tu guardi un attimo l'approccio con cui noi parliamo di cibo, parliamo di nutrizione, quello che cerchiamo sugli scaffali e quello che ovviamente l'industria ci dà, rispondendo a una domanda offerta noi non facciamo altro che pensare che quello che noi introduciamo sia un altro modo per controllare noi stessi ed è un po' figlio
Nina Gigante: della diet culture a cui accennavi tu all'inizio. Tu sei più giovane di me, io 43 anni, ma in qualche modo noi tutte siamo cresciute dentro questo schema per cui la parola dieta fa rima con un regime in qualche modo, cioè uno schema, qualcosa di imposto di solito che facciamo quando vogliamo perdere peso, questo è macro schema, poi ovviamente ci sono anche
Nina Gigante: diete per prenderlo però in linea di massima quello che noi facciamo è rivolgere, se è o meglio pensare alla nutrizione quando l'obiettivo è questo. In realtà la parola dieta viene totalmente da un'altra parte, la parola dieta viene dal greco e vuol dire proprio quotidianità cioè quello che noi facciamo ogni giorno ecco perché la mia folgorazione in qualche modo per la nutrizione olistica per la holistic nutrition è stata proprio questo cioè finalmente un modo di
Nina Gigante: guardare al cibo, guardare a quello che mangiamo, guardare al nostro nutrimento e non soltanto alla nostra nutrizione in un modo un po' più tondo, un po' più olistico, adesso è una parola che diciamo che stata molto svuotata di senso, ancora una volta il greco ci aiuta, olos, tutto, quindi noi io dico sempre noi non mangiamo per fame raramente ormai in occidente, per lo meno in questo pezzo di mondo fortunato
Nina Gigante: mangiamo per fame, noi mangiamo per tantissime ragioni, a volte anche emotive, a volte anche risposta a uno stress, insomma ci sono tante cose, guardare quello che mettiamo nel piatto senza prenderci cura della parte emotiva per cui invece noi mangiamo molto spesso ci rivolgiamo al cibo è un po' guardare veramente il dito e non la luna.
Nina Gigante: e poi tu, accennali al controllo e mi hai fatto venire in mente una cosa, tu sai da dove nasce il nostro? Quando dico controllo io penso automaticamente alle diete, se penso alle diete penso alle calorie, che è la cosa da cui siamo bene o male ossessionate tutte, o siamo state, facciamo così, ho sofferto di disturbi alimentari da ragazzina e io in quei periodi ti sapevo dire che 100 grammi di zucchine avevano 12 calorie, cioè è talmente tanta l'ossessione del controllo che poi
Nina Gigante: in chi sviluppa un disturbo alimentare, queste forme assumono un'istanza ipercontrollante. Ora, senza andare nel clinico e senza andare nel patologico, però io ricordo che per me il cibo ora è diventato solo numero. E in misura minore, quando noi guardiamo quante proteine ha e quanti carboidrati ha e quant'è, noi in fondo non facciamo che staccare il cibo dal nostro corpo.
Nina Gigante: e mangiare solo col cervello. Peccato però, Serena, che a volte è il cervello di qualcun altro, nel senso che una delle scoperte per me più folgoranti durante gli studi che ho fatto all'estero appunto in holistic nutrition è stata proprio questo. Io ti chiedo, tu sai da dove vengono le calorie? Perché noi parliamo di calorie?
Serena Malaspina: No, in realtà no!
Nina Gigante: Perché hai ragione? È giusta questa risposta perché noi le diamo come un naturale. Le calorie esistono. Per il nostro corpo le calorie non esistono. Le calorie sono cultura, non natura, e sono state inventate da uno scienziato che cercava di applicare
Nina Gigante: immagina, diciamo, metà dell'ottocento, quindi già scoperte scientifiche, si stava cominciando a capire come funzionavano una serie di meccanismi fuori e dentro il nostro corpo, ehm, sarò brutale. Le calorie sono state inventate e misurate bruciando in alcuni fornetti la cacca di studenti americani maschi di un college. La tua faccia è giusta, ma è esattamente così.
Nina Gigante: Così è come sono state inventate le calorie, come sono state scoperte le calorie ed è per questo che a me risulta ancora più assurdo che noi ci ossessioniamo su un dato che non solo, ripeto, non è natura. Il nostro corpo non sa nemmeno che queste calorie esistono e noi siamo molto più complessi, purtroppo e per fortuna.
Nina Gigante: di una stufetta in cui bruciare i byproducts, cioè i prodotti di scarto dopo la digestione di questi studenti americani.
Serena Malaspina: Assurdo, cioè assurdo veramente.
Nina Gigante: O qui è così. C'era appunto questo tizio, Atwater, che ha cominciato a capire che quando tu bruci, da so senza entrare nel dettaglio, ma quando tu bruci, diciamo così, un cibo, tu hai una determinata caloria appunto. Il problema qual è? Lui ha detto bene però poi dopo questo cibo viene anche introdotto nel corpo umano, quindi senz'altro succedono delle cose. Allora proviamo a bruciare quello che resta.
Nina Gigante: ma che cosa c'è? 150 anni dopo, anzi quasi due secoli dopo, abbiamo capito molte più cose del nostro corpo, eppure siamo ancora ossessionate da questo dettaglio.
Serena Malaspina: Assolutamente. E quando parlavi mi veniva in mente proprio il concetto appunto di normalità, uno dei libri appunto di Gabor Maté che mi era piaciuto di più è appunto Il mito della normalità e quello che viene affrontato si può rivedere su tanti aspetti diversi della nostra vita secondo me. Quello che citavi è uno di questi, cioè l'alimentazione. Ci sono delle cose che noi diamo per scontato e come se fossero normali, ma senza nemmeno
Serena Malaspina: domandarci l'origine senza utilizzare il pensiero critico perché viene preso come giusto a priori, no? E quindi questo poi può portare veramente una sorta di sconnessione, come se qualcun altro ci dica, fai, questo è giusto e questo è sbagliato, no? E noi lo prendiamo senza veramente domandarci se questa effettivamente sia la cosa giusta o meno, no?
Nina Gigante: assolutamente è centrato il punto, detto due parole secondo me fondamentali, uno appunto normalità ma che cosa è la norma? La norma è una media ma chi di noi sta nella media? Su tutti i punti di vista noi nella nutrizionalistica più in generale io ho studiato le medicine orientali che per me sono state proprio la lente attraverso cui io dico sempre il paio di occhiali che mi sono messa e dico caspita adesso finalmente ci vedo perché
Nina Gigante: perché nelle medicine orientali noi non distinguiamo il sintomo fisico dal sintomo emotivo, tutto è connesso esattamente come siamo noi e quindi anche qua. Che cos'è normale? Normale è... noi ci basiamo sulla bioindividualità, cioè ognuna e ognuno di noi è diverso ed è diverso per tantissime ragioni, quelle che vediamo
Nina Gigante: io i capelli mori, tu hai i capelli più chiari, tu sei più alta, io sono più bassa, eccetera eccetera eccetera. Ma anche e soprattutto per me la parte più importante questa per la storia che abbiamo avuto, per le giornate che abbiamo, per la vita emotiva che abbiamo, per come siamo fatte. Allora come può? Hai detto bene una media, una norma, essere quello che poi ci nutre.
Nina Gigante: probabilmente come dire, le tabelle nutrizionali magari ci sfamano, ma sono proprio due cose diverse per me centrale nella pratica ma anche nella domanda che mi muove ogni volta che mi ha portato a cambiare vita, cambiare nazione, lasciare tutto, lasciare il fidanzato, lasciare come prestar tempo indeterminato e andare a studiare queste cose all'estero per me la domanda è stata proprio questa ma che cosa ci intri davvero?
Nina Gigante: ci nutre davvero lo yogurt proteico che paghiamo l'ira di Dio al supermercato per poi scoprire che quelle proteine boh forse ce le dava lo stesso un piatto di riso in lenticchie cioè che cosa ci nutre davvero dobbiamo staccare per me molto importante il concetto appunto di nutrimento dal concetto di nutrizione sono due cose estremamente importanti ma in occidente almeno diciamo nella parte più fortunata mettiamola così
Nina Gigante: Nessuno di noi davvero ha che fare con estremi bisogni nutrizionali. Ovviamente stiamo parlando della media, poi c'è e viva i medici, e viva tutta la parte clinica di nutrizione clinica, ma quello è un altro discorso. Noi stiamo parlando di chi appunto come noi vuole stare meglio dentro il proprio corpo e fa la spesa ogni giorno. Allora che cosa deve mettere nel piatto? Quello che ci dà più proteine e meno carboidrati? Perché l'ha deciso qualcuno bruciando cacca di studenti americani?
Nina Gigante: o quello che fa bene a te, quello che radica te dentro il tuo corpo rispetto alla tua storia, ai tuoi bisogni, alle tue emozioni, eccetera eccetera eccetera.
Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. Penso proprio anche, prima parlavi appunto di dei viaggi anche, che appunto il fatto di aver studiato all'estero e secondo me in generale quando si viaggia si mette un po' automaticamente in prospettiva quello che appunto per noi è la norma.
Serena Malaspina: quindi mangiare una certa ora, mangiare in un certo tipo di modo e vedi che la norma in altre parti del mondo e per altre persone eccetera può essere totalmente diversa e questo non vuol dire che la nostra norma con una visione etnocentrica, no? Che vede l'Occidente come chi insegna e in realtà poi scopri magari che ci sono delle modalità di vivere, appunto di nutriarsi in altre parti del mondo che risultano
Serena Malaspina: perfettamente bilanciate ma che non seguono la stessa logica che magari seguiamo noi automaticamente o per lo meno quando cresciamo. Questo è un altro tema.
Nina Gigante: Assolutamente mi è fatto venire una cosa in mente a cui non pensavo più. Quando io ho un bambino di tre anni e ho fatto come tutte le mamme uno svezzamento, io mai gli avrei dato del curry, giusto? Le mie amiche indiane a Londra invece, giustamente, durante il loro svezzamento, una delle prime cose che davano i bimbi era una una sorta di porridge con della curcuma e altre cose dentro. E anche i gusti.
Nina Gigante: che noi acquisiamo, sono dei gusti che noi acquisiamo, allora diciamo quando noi nasciamo naturalmente abbiamo bisogno di qualcuno che ci sfami e di qualcuno che appunto ripeto che si prenda cura dei nostri bisogni fisiologici, mangiare ogni due ore per esempio, ma dentro quel latte che noi cerchiamo quando il bambino nasce e da solo va verso il capezzolo della mamma che cosa sta facendo? Certo a fame!
Nina Gigante: ma ha anche bisogno di contatto, anche bisogno di calore, quindi i nostri bisogni sono esattamente radicati in quei momenti, è lì che noi impariamo, come qualsiasi cucciolo di essere vivente, a cercare attraverso il cibo il conforto. A me viene sempre un po' da ridere quando qualcuno mi dice, ma io, sai, sono tornata distrutta dopo una giornata stanchissima.
Nina Gigante: E purtroppo ho cominciato e finito il pacco dei biscotti. Allora, il problema è davvero che abbiamo cominciato e finito il pacco dei biscotti o che noi non abbiamo soddisfatto il bisogno che c'era dietro quel pacco dei biscotti. Allora che facciamo? Ci mettiamo addosso questo bellissimo senso di colpa, questa emozione matriosca che ci porta a guardare il pacco dei biscotti come se il colpevole di chissà che.
Nina Gigante: In realtà lui ha solo cercato in quel momento di soddisfare un nostro bisogno che senz'altro non stava dentro il pacco di biscotti, tant'è che io l'ho aperto, l'ho mangiato, l'ho finito e non mi sono sentita meglio. Però se io smetto di guardare a quello che mangio con colpa, con sentimenti che non fanno bene a me, semplicemente, anzi, mi allontanano dal vero motivo per cui sono andata lì. Magari io ho lavorato troppo, magari...
Nina Gigante: faccio un lavoro che non mi convince, magari sono arrivata iper stressata, magari ho detto 300 sì quando l'unica cosa che volevo fare era dire di no. E inoltre, proprio i cibi che noi mangiamo quando abbiamo quella che in inglese si chiama emotional eating e che in italiano malamente abbiamo tradotto con fame nervosa, perché molto spesso non ha niente a che vedere col nervosismo, ha a che vedere con altre emozioni e già
Nina Gigante: non nominarle, fa sì che noi non le vedremo. Che cosa cerchiamo? Noi cerchiamo cibi grassi e cibi zuccherini. Perché? Perché il latte di mamma, quello con cui mamma ci ha allattato al seno o col biberon, non cambia niente, perché era comunque l'amore che mamma o papà o genitori di riferimento mettevano nel momento in cui loro ci allattavano, il contatto con gli occhi, tu lo guardi tuo figlio mentre lo allatti, quello è il nutrimento al pari del latte.
Nina Gigante: grasso e zuccherino, quindi le due cose che noi cerchiamo quando cerchiamo comfort food. Ecco perché mi fa sorridere quando dicevo tantissimo dei biscotti ma poi ho mangiato una carota cruda. Ecco non funziona così perché il tuo bisogno è rimasto insoddisfatto, hai tappato quel bisogno di sgranocchiare, sai le voglie sono un indicatore preziosissimo di come sta e come sta il nostro sistema nervoso e dunque di come stiamo noi.
Nina Gigante: e nella medicina orientale per esempio noi abbiamo dei meridiani che passano in questa parte del volto quindi a zichè flagellarci per aver sgranocchiato tutto il pomeriggio diciamo che bello il nostro corpo ha scaricato la tensione nervosa allentando alcuni meridiani che sono connessi al nutrimento e a quello che ci stiamo dicendo o meglio anche al non nutrimento quello che non ci siamo date a livello emotivo, a livello di bisogni profondi
Nina Gigante: scaricando la tensione in questo modo e invece noi ci puniamo, ci flaggelliamo diciamo che questa cosa non andava fatta lo sgarro che odio questa parola
Serena Malaspina: Assolutamente. E mi viene in mente, un po', diciamo, andando su un'altra parallela, però sempre legato a questo, a questa manifestazione di bisogni che, appunto, cioè ci sembra di dover far qualcosa ma all'origine in un'altra realtà, Quindi mi viene in mente, appunto, dicevi magari fai me nervosa, ma io come so, ci sono delle cose che magari ho fatto senza rendermene conto, oppure delle cose che sto ignorando e che quindi mi portano a questo
Serena Malaspina: bisogno, appunto, che percepiamo proprio dentro, no, come appunto viene definita voglia, quello che vuoi, però è qualcosa che appunto senti. Mi viene in mente anche, per esempio, con lo scrolling sui social, per esempio, no? C'è che le persone poi si autoflagellano tipo, oddio, so stata tanto tempo, eccetera. come se fosse sempre una questione di volontà.
Serena Malaspina: razionale, del controllo, dell'autoregolazione, cioè tutto quello non è un'autoregolazione ma più tipo autodeterminazione, non lo so, no? Quindi tutto questo tema del se non ce la faccio è colpa mia e quindi mi viene in mente quanto in lo scrollare sui social rappresenti in realtà sia la manifestazione magari di qualcosa di più profondo che però viene più facile ignorare tante volte che magari andare a affrontare e prendersi il tempo per farlo.
Nina Gigante: Assolutamente, assolutamente, ma dirò una cosa che non piacerà un sacco di persone. Adesso c'è questa moda enorme del biohacking, del monitorarsi, del quanto hai dormito e come hai dormito, a hackerare il nostro corpo. Io sono una grande amante delle tecnologie, però trovo che, di nuovo, stiamo guardando la luna e il dito, non la luna, perché se il mio corpo è fuori sincrono e io lo...
Nina Gigante: allora che cosa ho capito? Niente, perché il mio corpo andando fuori sincrono portandomi ore a scrollare sui social, facendomi fare quelle cose che stridono con come sto lui mi dice prenditi cura di me ma se io lo hackero, virgolette, io di nuovo non ho capito nulla quindi lui che fa esattamente come un bimbo visto che prima abbiamo parlato di bimbi piccoli lui ha cominciato piangendo piano piano piano piano urlerà
Nina Gigante: Quello che diciamo sempre, sintomi non ascoltati diventano poi malattie croniche. È esattamente lo stesso principio. Allora se io, anziché prendermi cura del perché non dormo di notte, perché apro gli occhi alle 3 e mi viene l'impulso di scorrollare sui social, do la colpa ai social o, peggio, hackero il mio organismo
Nina Gigante: di nuovo, veramente sto guardando le dita, non la luna, non sto andando di nuovo alla radice del problema. Quando a interessa soltanto quello, capire da dove nasce questo disequilibrio, è come prendermi cura di me. Sai, sui social c'è un'altra cosa che va fortissimo di moda, diventa la versione migliore di te stessa. Io ho una cosa che detesto, perché tu non devi diventare la versione migliore di niente, è il contrario. Tu devi imparare essere meglio.
Nina Gigante: con quella che sei è l'esatto opposto ad abitare meglio il tuo corpo, a dire al tuo corpo sei al sicuro. Tante volte torno sulla questione del peso un attimo, tante volte noi quando magari vengono così in consulenza da me non riesco a perdere peso, ok, ma il problema è quello che mangi molte volte mangi bene aperte virgolette, parola che detesto, mangi sano, tutto giusto direi.
Nina Gigante: è però un perdipeso a nessuno che venga in mente che forse tu che stai studiando studi il sistema nervoso questa cosa la capisci che probabilmente tu vivi in una tale insicurezza sotto mille punti di vista economica emotiva lavorativa ognuno no poi alle sue e ai suoi trigger appunto e questa cosa crea un tale discomfort nel tuo corpo che come può un corpo che non si sente al sicuro
Nina Gigante: perdere peso, il contrario di quello che farebbe chiunque in una situazione d'emergenza tu prendi e fuggi di certo non ti stai lì a rifinire le tapparelle di casa e le finestre di casa e a fare le grandi pulizie che servono al corpo per lasciar andare ma se noi guardiamo sempre soltanto la parte finale e quindi tu ti puoi monitorare tutte le cose del mondo ma se non risolvi la radice non andiamo da nessuna parte anzi
Nina Gigante: Sai che cosa aggiungi? Aggiungi al problema che senti la frustrazione di non fare abbastanza.
Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente, una sorta di... Esatto, c'è di... perfezionismo, questa idea di perfezionismo applicata a sé, cioè al proprio percorso, alla propria alimentazione, a quello che si fa, a quello che si controlla, Quindi questo controllo su tutti quelli che sono gli aspetti che ci sembra di poter controllare, che controllando abbiamo questa illusione che ci faranno sentire meglio, no? Quindi alimentazione in un certo modo, sport in un certo modo...
Serena Malaspina: parte che tantissime volte perdi proprio il piacere perché diventa un devo fare questo devo far l'altro. Cioè è tutto un devo e poi ci si domanda cioè c'è un certo punto su me proprio per cosa lo sto facendo. Cioè veramente no lo sto facendo perché penso che in futuro mi faccia stare meglio ma in realtà nel mentre ti perdi il percorso penso che questo poi nella medicina.
Serena Malaspina: come dire nella medicina orientale è un concetto molto più presente di quanto non lo sia il se vuoi puoi forse occidentale.
Nina Gigante: Niente, assolutamente, ma anche da un punto di vista, direi, integrato, nel senso che poi a me le medicine orientali, ripeto, sono stato un grande amore della mia vita, ma noi viviamo qui e quindi viviamo con questi, vediamo cinquemila anni dopo, quando sono state pensate in qualche modo messi a punto e abbiamo delle ricchezze meravigliose che ci vengono dall'Occidente, da quello che l'Occidente ci ha spiegato di come funzioniamo, quindi per me è sempre molto importante integrare.
Nina Gigante: ricchezza di entrambi i mondi e prima hai detto una cosa bella hai detto finisci no che alla fine non ti godi niente mangi da sola il tuo cibo giusto tra virgolette ripeto non esiste il cibo giusto ma diciamo quello che ti hanno convinta che sia il cibo giusto e poi spoiler è cambiato negli anni no nel senso che prima non si trovavano a toccare i grassi adesso i grassi vanno bene il male sono gli zuccheri
Nina Gigante: Dipende anche da che cosa noi scopriamo ma anche dalle mode perché quando noi demandiamo al marketing la nostra salute questo è po' il rischio tornando a noi hai detto una cosa molto bella e anche qua mi hai fatto pensare perché hai detto a un certo punto mi perdo il piacere di fare queste cose qua ma il cibo è piacere che cosa è altrimenti? Il cibo è gioia, il cibo è godimento
Nina Gigante: c'è una parte orale in cui noi mangiamo, gustiamo, addentiamo e se io penso e mangio soltanto con questo pezzettino di testa, con quello che è giusto e non con quello che piace a me, io già i miei bisogni non li sto assolutamente incontrando, ti dirò di più. È stato fatto un bellissimo esperimento nel secolo scorso nella comunità scientifica, nota come The Roseto Effect.
Nina Gigante: immagina questo paesino minuscolo in america questa colonia di immigrati dopo la guerra a un certo punto scoprono gli scienziati non so come si imbattono in questa cosa che dai GP, dai medici nessuno va con problemi cardiaci dicono ok ma allora
Nina Gigante: Che sarà questa figata? Come mai in America, posto in cui i disturbi cardiovascolari, gli infarti, insomma sono la prima causa di morte, che cosa sta succedendo? Allora arrivano e i medici dicono, sarà senz'altro quello che mangiano e invece no, perché in questo paesino di immigrati sud dell'Italia del sud questi si sfondavano di vino, di carne, salsicce, di salame, di di tutto. Dice allora sarà
Nina Gigante: nella qualità dell'acqua, Perché la falda era la stessa dei paesini accanto, ok? Allora sarà che sono super sani, vanno a correre e non fumano. No, zero. Bevevano, fumavano. Insomma, c'era tutta. Te la faccio breve. La comunità di Roseto viveva in comunità. Tutti mangiavano tutti insieme. I nonni stavano con i bambini, i bambini stavano con i grandi. Erano parte di una comunità. Perché? Perché
Nina Gigante: tolti dal loro abitato, avevano ricreato gli usi, i costumi, si erano un po' chiusi ma in questo chiudersi si erano protetti e questo protegge il cuore. Io dico sempre qual è la principale fonte di longevità? Gli altri e noi oggi, medicina orientale o no, noi sappiamo dati alla mano che proprio stare con gli altri, il contatto con gli altri è uno dei fattori epigenetici più forti.
Nina Gigante: cioè noi spegniamo i geni dell'invecchiamento con essi, tutti quelli connessi dell'infiammazione e accendiamo quelli della longevità sana semplicemente stando con gli altri. Ma quante volte quando siamo a dieta noi rinunciamo ad andare a mangiare la pizza con gli amici perché l'insalata a casa è più sana? Invece no, non è più sana per niente.
Serena Malaspina: Caspita, questo è veramente un tema centrale, penso, appunto, che si applica all'alimentazione ma veramente proprio al benessere, C'è quest'idea di... Noi abbiamo bisogno dell'altro, cioè dell'altro di relazioni che ci nutrono, che ci fanno stare bene, che ci fanno sentire amate. Cioè, è qualcosa che io in primis mi sono resa conto, soprattutto per chi ha...
Serena Malaspina: vissuto dei traumi relazionali, Quindi ha vissuto delle esperienze di difficoltà in relazione. Va un po' da sé, per molte volte è il distaccarsi, no? Quindi il pensare di dover fare le cose da sé. Io ho questa responsabilità di guarire emotivamente qualsiasi cosa possa essere, però la mia responsabilità è individuale. Quindi il mio percorso molte volte, appunto, anche iniziare ad andare in terapia, iniziare un percorso comunque one on one,
Serena Malaspina: è sempre questa dimensione, magari io con l'altro ma singolo, tante volte difficile poi allargare a chi sono le nostre relazioni, Proprio perché non ci si sente magari safe o sicuri abbastanza. Invece questo tema che toccavi con questo esperimento, con questo esempio insomma molto interessante, mi fa proprio pensare a quella che è la dimensione proprio di collettività che sempre di più sicuramente appunto nella nostra società
Serena Malaspina: in occidente abbiamo tantissime tecnologie avanzate e ringraziamo tante nuove scoperte, tante cose che possono essere integrate. Però la dimensione umana del contatto è qualcosa che soprattutto nelle città è molto facile perdere proprio per questa ognuno concentrato sul suo lavoro ognuno concentrato con i suoi ritmi ognuno che tante volte è difficile proprio entrare in contatto con quelle che sono anche la propria famiglia normalmente.
Serena Malaspina: mi viene in mente sempre nel libro del mito della normalità c'è un capitolo dove parla proprio per esempio delle gravidanze del crescere un figlio e porta degli esempi di determinate tribù dove di fatto il bambino viene cresciuto in collettività e spiegava come questo anche proprio dal punto di vista di evoluzione del bambino supera quell'idea di famiglia che per noi è normale che è quella
Serena Malaspina: nucleare del papà, mamma, figlio, cioè una cosa molto piccola, molto individuale, E magari i parenti sono in un'altra parte, amici sono in giro, quindi c'è quest'idea di famiglia, appunto, responsabilità su due persone solo, quindi il momento in cui uno si ammala, il momento in cui... cioè è una cosa molto, molto pericolosa perché chiaramente la responsabilità è su poche persone, mentre in una visione più di comunità c'era proprio questo messaggio che arrivava che era
Serena Malaspina: se non c'è la mamma in quel momento c'è qualcun altro e può essere allargato, secondo me, ripensato oltre all'idea di famiglia di sangue. proprio c'è un discorso che io sto facendo molto, per esempio, con i miei amici, proprio adesso che ci domandiamo dove vivere, come vivere, questo elemento della comunità e anche del cibo, del mangiare come momento di condivisione, che è qualcosa che secondo me, soprattutto per chi ha vissuto delle esperienze difficili col cibo,
Serena Malaspina: il cibo diventa nemico, il cibo diventa qualcosa che posso evitare, non mi serve, E realtà è molto interessante quello che dicevi, penso.
Nina Gigante: solo anche no mi protegge perché in qualche modo io a quel punto sto da sola ma la verità è che è che noi degli altri abbiamo bisogno ma proprio in senso fisiologico noi ci coregoliamo nessuno di noi esiste e sta bene da solo adesso c'è un altro grande mito che dobbiamo imparare anche a sfatare il fatto che ognuno basta a se stesso non è così noi non siamo fatti così siamo lo diceva Aristotele un po' di anni fa
Nina Gigante: Noi siamo animali sociali, siamo un uomo, un animale politico, politico nel senso proprio di stare tutti insieme e ti dirò di più, io mi occupo tanto di benessere, per i femminili e noi abbiamo un po' destrutturato, adesso si sente tanto parlare di self care, di cura di sé ed è viva, nel senso che qualcosa che le nostre mamme
Nina Gigante: per esempio non ci hanno insegnato perché nessuno l'aveva insegnato a loro, d'accordo? Il punto qual è? È che noi abbiamo sganciato il concetto vero di self care, cioè io mi prendo cura di me pensando che self care è mettersi l'ennesima maschera sulla faccia, passarsi il rullo di giada, fare gli esercizi so much, qualsiasi cosa sia, non ce l'ho con niente di queste cose, ma la cura per il burnout, per esempio, non è
Nina Gigante: farti una skincare da 15 passi la sera quando sei tornata a casa distrutta. La cura per il burnout è ripensarci come società e capire che collettivamente stiamo chiedendo troppo ai corpi. Ecco perché noi ci siamo rinchiusi in una società sempre più individualistica, sempre più... prima dicevi giustamente la famiglia è diventato un nucleo sempre più stretto, ma i bambini non sono fatti per essere cresciuti soltanto dai genitori. Assolutamente no, ma noi...
Nina Gigante: senza andare a scomodare le tribù lontane fino a 200 anni fa, fino a 100 anni fa, noi vivevamo in comunità che non includevano soltanto la famiglia di sangue, includevano la signora che ti abitava accanto, che cucinava perché tua mamma non aveva avuto tempo, eccetera eccetera eccetera. Noi adesso siamo sole e siamo soli e questo fa sì che pensiamo ancora di più di dovercelo fare su di noi.
Nina Gigante: da sole, però qual è il problema? è che noi già abbiamo tutto il peso del mondo addosso viviamo in una società difficile, lavoriamo come se non avessimo dei figli, dobbiamo avere dei figli come se non lavorassimo eccetera eccetera e questo che cosa fa? rende la nostra solitudine ancora più schiacciante e ci consente, proprio ci mette nelle condizioni di fallire perché se io non posso contare su nessuno che non me stesso nel momento in cui però io già sento di avere troppo addosso
Nina Gigante: io non ho via di scampo. Se invece io provo a capire che l'altro è una risorsa e che il progetto non è un progetto individuale, è un progetto collettivo. Io sono molto grata a tutti quanti social, a tutti i mezzi tecnologici, però a guardarsi in faccia, a incontrarsi, a mettere in moto delle risorse diverse.
Nina Gigante: e forse riscoprirci come collettività è veramente l'unica cosa che noi possiamo fare per chiamarci fuori anche da questa iper-responsabilizzazione del singolo.
Serena Malaspina: Assolutamente, poi anche lì è sempre legato a un concetto di senso di colpa nel momento in cui per forza di cose a livello di energie, di cicli diciamo di vita, non siamo sempre uguali. Cioè anche il nostro ciclo proprio, Mestruolo, ho fatto qualche puntata fa, proprio discusso di questo, E di come però noi siamo abituati a ripensarci, a organizzarci sulla base di una giornata lavorativa che stata creata.
Serena Malaspina: in base ai ritmi che sono quelli ormonali che sono maschili. anche quello, Proprio, considerare anche questo aspetto in quanto donne, penso. Cioè questo ancora, maggiore, maggiore, come dire, in maniera maggiore rispetto ancora di più agli uomini, no? E questo è un tema anche interessante.
Nina Gigante: enorme, la fa tutta la nostra medicina, noi parliamo di medicina di genere da pochissimo e non dovremmo nemmeno parlare di medicina di genere, dovremmo parlare di medicina gender specific, è una cosa un po' diversa. Tu pensa che c'è un libro molto bello che si chiama Invisibili, di qualche anno fa, del 2019, poi è stato tritato dall'emergenza pandemica, è scritto da, credo sia una giornalista britannica, e lei ha indagato il perché
Nina Gigante: per esempio gli infarti nelle donne sono più mortali che negli uomini o perché negli incidenti stradali le donne si fanno più male degli uomini? Perché? Perché noi abbiamo studiato i sintomi dell'infarto con il dolore al braccio, vedi lo sappiamo tutti, ma nessuno sa quali sono i sintomi dell'infarto femminile, che sono diversi, quindi le donne arrivano tardi al pronto soccorso. Oppure, incidente stradale mi si apre l'airbag, peccato che l'airbag sia fatto
Nina Gigante: per i corpi degli uomini e anche il poggia testa. Quindi che cosa succede? Che l'airbag in una donna, in media ovviamente, diventa controproducente e quindi ci sono molti più danni, molti più effetti collaterali diciamo così, che non negli uomini. Tutto questo è incredibile perché noi pensiamo che il modo di guardare le cose, la medicina, i farmaci, il modo in cui è strutturato il nostro mondo sia neutro.
Nina Gigante: No, è maschile e questo fa la differenzia.
Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. Cioè su questo tema penso che potremmo stare a parlare per ora perché veramente si apre una parentesi che include tutte tutte le tematiche, Perché veramente dal, cioè il benessere, l'alimentazione, malattie, cioè...
Serena Malaspina: Ed è, secondo me, che bellissimo il libro che hai consigliato. Io devo ancora leggerlo, mi era stato suggerito pochissimo tempo fa da delle amiche, proprio perché riguarda anche tutte quelle malattie, patologie che sono legate all'universo femminile, che non sono proprio mai state studiate. Quindi sono cose che veramente super recenti, perché fino a prima le donne non avevano accesso.
Serena Malaspina: non erano prese in considerazione appunto sia come elemento appunto da studiare ma anche proprio le donne non potevano accedere a determinati ambienti dove studiavano, no? Quindi questa è veramente una rivoluzione se vogliamo quella che sta avvenendo per fortuna sotto quella, ci vorrà tutto un tempo, però dico quello è un... cioè se non sappiamo non possiamo, non conosciamo e non possiamo effettivamente agire.
Nina Gigante: Il fatto stesso sai che gli effetti collaterali, sui farmaci tantissimi e lei ti porta proprio i dati di questa cosa qua non sono stati fatti su uomini e su donne. Noi non sappiamo, quando tu leggi nel bugiardino ti può dare febbre a 40, mal di testa, whatever. Noi non sappiamo se in quei test c'erano delle donne. che vuol dire? Vuol dire che tu non sai quello che fa effettivamente sul tuo corpo. E questi sono
Nina Gigante: Ripeto, le medicine che viva ci salvano la vita, lungi da me a parlarne male, ma se noi riuscissimo anche là a guardarci, fermarci un attimo prima, a capire da dove muove la domanda. Per me per esempio le medicine orientali in queste sono state illuminanti e anche tutto il lavoro sul sistema somatico, perché noi ci vediamo lì come organismi diversi e riusciamo a capire di cosa ho bisogno io anche a partire dal corpo in cui sono nata, dal genere in cui mi riconosco.
Nina Gigante: che per forza di cose poi porta a degli effetti differenti. Quello che tu dicevi prima, fra l'altro, va proprio in questa direzione. Cioè se noi imparassimo a capire che siamo diversi, che abbiamo bisogno di pratiche quotidiane e che non dobbiamo arrivare all'emergenza per prenderci cura di noi. Ad Harvard è stato introdotto, quindi non ti sto parlando della...
Nina Gigante: della medicina cinese, ti sto parlando del tempio della medicina moderna, della scienza moderna, della ricerca moderna, ad Harvard è stato finalmente introdotto un corso di laurea in lifestyle medicine, cioè quello che le medicine orientali dicono da sempre, ti devi prendere cura di te ogni giorno. Noi oggi abbiamo dei dati straordinari per provare a capire
Nina Gigante: che cosa davvero, perché noi siamo male o siamo bene, tutte quelle malattie che non sono nemmeno mai state studiate come dicevi tu, sulle donne, le malattie croniche, ci sono un sacco di cose che stanno emergendo adesso di cui noi finalmente vediamo la radice e la radice non è quella che ci siamo raccontati fino ad ora, cioè non è qualcosa che succede all'improvviso al corpo delle donne, è qualcosa di cui la medicina non ha una spiegazione, una spiegazione c'è
Nina Gigante: abbiamo però fatto le domande sbagliate abbiamo cercato le risposte là dove non ce le potevano
Serena Malaspina: Assolutamente, davvero un tema interessantissimo e penso veramente cruciale proprio perché siamo abituati a muoverci con il sintomo, muoverci quando raggiungiamo, ignoriamo magari per tanto tempo tutta una serie di messaggi e arriviamo poi alla parte finale di grosso grosso sintomo, grosso grosso problema e allora l'attitudine molto spesso è come mi libero di questo problema, al posto di ascoltarmi e capire un po'
Serena Malaspina: che cosa è successo che ha portato a quel problema, Al posto di concentrarsi sul problema come se fosse un'entità da eliminare cattiva. cioè, questa conoscenza di sé, della prevenzione, dell'azione veramente quotidiana, che non deve essere intesa però come devo fare un'ora di meditazione al giorno, se no è la fine. Cioè, non con quell'ottica appunto, perché anche lì il perfezionismo, anche lì poi diventa...
Serena Malaspina: contrario del self care, il contrario del prendersi cura di sé, diventa un controllo, diventa un obbligo. Quindi, appunto, applicare questa mentalità su come posso prendermi cura di me oggi. Su questo tema, appunto, prima dicevi che il corpo comunque non assimila solo il cibo, ma anche relazioni, emozioni, ambiente. Ti chiederai un po' in che modo, appunto, cioè in
Serena Malaspina: come il modo in cui mangiamo e con chi appunto può diventare anche una sorta di medicina se vogliamo.
Nina Gigante: assolutamente ma tu sai che a seconda di come stai e quindi magari se mangi con altre persone o anche se mangi da sola ma con un atteggiamento diverso cioè il punto è chiederti come stai capire come stai chiedertelo ogni tanto perché forse la domanda qui rispondiamo più spesso no vai al bar, colazione, qualcosa che ti chiede e ciao come stai e tu che dici bene e vai avanti magari dentro non stai bene per niente quindi il punto è
Nina Gigante: come dire diventare veramente un orecchio verso di sé. medicine orientali ce lo insegnano, noi dobbiamo sempre avere un po' l'orecchio nella pancia, cioè chiederci come stiamo noi, come stiamo davvero, aspettare che emerga la risposta, non avere fretta e poi a quel punto anche, guarda
Nina Gigante: anche l'assimilazione, noi diciamo sempre siamo quello che mangiamo, sì, ma noi siamo anche quello che assimiliamo, l'Ayurveda lo dice bene e quindi se magari noi siamo stressatissime, se siamo di corsa, se siamo tristi, se viviamo una serie di cose difficili, noi quel cibo perfetto comunque non lo assimileremo nel migliore dei modi. Esiste un vero e switch, quando noi per esempio abbiamo il corpo in un dato di cortisolo, quando siamo stressatissime, noi anziché
Nina Gigante: rivolgere diciamo la nostra freccetta della riserva energetica verso i grassi, noi andiamo verso gli zuccheri. Sai che vuol dire? Vuol dire che tu avrai continuamente fame, continuamente voglia di zucchero, continuamente non andrai mai a bruciare le tue riserve, cosa invece funzionale al corpo, perché il corpo ha bisogno di tanto in tanto insomma di alleggerirsi per così dire.
Nina Gigante: e andrai sempre a ricercarne di nuovo, ma non sei tu che sei matta, il corpo che fisiologicamente sa di essere in uno stato di allarme, sa di essere, per dirlo in termini somatici, uno stato di iperattivazione del sistema nervoso e di conseguenza fa quello di cui ha bisogno. Tu con l'allarme attivato, andresti a prendere le cose che hai in dispensa lontanissime
Nina Gigante: o andresti continuamente a fare rifornimento? Andresti continuamente a fare rifornimento. Ecco perché lo stato emotivo in cui mangiamo e a cui arriviamo quando mangiamo cambia tutto, cambia anche la fisiologia del corpo ed ecco perché, torniamo all'inizio, ossessionarsi sullo yogurt iperproteico non ci farà stare meglio se non ci chiediamo come stiamo.
Serena Malaspina: Assolutamente. E mi viene in mente anche un po' il concetto di farsi, proprio perché parla di... Quando si in imperativazione non ci si fanno molto spesso le domande, no? È una cosa molto urgente di cui abbiamo bisogno, proprio per lo stato del sistema nervoso in cui ci troviamo. È interessante, secondo me, anche imparare un po' a chiedersi quello che in questo momento mi va di fare.
Serena Malaspina: è una cosa che la me del futuro anche, cioè mi farà bene nel futuro, Perché se penso per esempio alla ricompensa immediata di determinati tipi di azioni che facciamo me versus la ricompensa tra virgolette dello stato di benessere più sul lungo, Non so, esempio sul breve mi viene voglia di scrollare, mi viene voglia di mangiare una cosa, eccetera, che magari so che dopo mi appesantisce, mi fa star male, la domanda anche, cioè...
Serena Malaspina: creare uno spazio, creare una sorta di spazio tra quello che è la nostra reazione e poi l'azione che mettiamo in atto. Quindi questo istinto è l'azione che mettiamo in atto. Quindi il domandarsi questo versus una cosa che io faccio molto spesso, yoga o meditazione, e magari non ho voglia, ci sono un sacco di volte in cui non ho voglia, non è detto che lo faccia sempre, però cerco di domandarmi come mi fa stare, come mi fa stare dopo.
Serena Malaspina: ho fatto questa azione che in questo momento non ho voglia di fare, no? Quindi è anche questa, il creare spazio tra lo stimolo forse e la reazione.
Nina Gigante: assolutamente hai detto una parola magica, spazio, che quello che noi non ci diamo perché corriamo continuamente
Nina Gigante: e dentro questa iperattivazione del sistema nervoso in cui siamo tutti chiedersi di cosa ho bisogno presuppone che io abbia fermato, che io abbia frenato, scusami, che io mi sia fermata e quindi il punto è proprio quello se io mi dico devo meditare mentre sto correndo a mille non funziona anzi se mi metto sul tappetino il corpo mi dirà che cosa stai facendo hai inchiodato a mille e via la mente io sarò ancora peggio quindi il punto è proprio quello
Nina Gigante: creare uno spazio qualsiasi sia il tuo ognuno ha il suo metodo, allora anziché prendere un metodo deciso da qualcun altro per quanto figo, la doccia fredda al mattino ognuno c'ha i suoi, io una doccia fredda al mattino col ghiaccio ma nemmeno se anche là, questa è un'altra cosa estremamente maschile adesso non ne abbiamo il tempo ma sui corpi femminili tutta questa
Nina Gigante: Queste ciotole d'acqua e ghiaccio fanno malissimo perché in realtà è qualcosa creato dal maschile, ma non entriamo lì. sì, la parola magica è proprio quello, è fare spazio, che poi è fare spazio per te,
Serena Malaspina: Assolutamente. Ti chiederai infine se abbiamo toccato adesso il tema di fare spazio che secondo me è sicuramente uno dei consigli in generale, dei suggerimenti per cercare di affrontare tutto quello che è il tema della connessione col proprio corpo e un approccio più gentile. Però ti chiederai se proprio un'altra piccola
Serena Malaspina: pratica o piccolo suggerimento che può aiutare le persone che ci ascoltano a uscire magari in quella logica del controllo di quello che è il cibo, alimentazione ma in generale la propria vita e tornare appunto in connessione gentile diciamo con con se stesse.
Nina Gigante: C'è una pratica minuscola che mi ha insegnato un po' di anni fa Nicoletta Cinotti che è una terapeuta, un'esperta di mindfulness, facendo questo corso di self-compassion perché sai a nessuna di noi viene facile trattarsi bene. Tu magari sei abituata a prenderti cura degli altri, sei abituata a prenderti cura degli amiche, degli amici, tuoi, dei tuoi figli, dei tuoi partner, però poi con te stessa.
Nina Gigante: Sei di no, quasi tutte, insomma il 75 % degli intervistati secondo uno studio americano fa fatica a parlare a sé come parlerebbe ad un'amica o ad un amico o alla persona che ama.
Nina Gigante: E quindi dentro questo corso di self compassion lei ci ha insegnato un gesto minuscolo, anche che per me è stato rivoluzionario e funziona anche moltissimo quando tu sei in iperattivazione, quando sei nella fuga, quando sei nella lotta, quando sei in tutte le sfaccettature del nostro meraviglioso sistema nervoso che conosciamo molto, che diciamo si chiama simpatico ma in quei momenti di simpatico non ha nulla. Guarda è semplicissimo mano sul cuore, stai lì e crea
Nina Gigante: spazio, stai lì per due respiri, tre respiri, chiediti come stai e aspetta che arrivi la risposta, quella vera, già soltanto toccarti nei momenti in cui appunto sei in totale disconnessione, credimi è un gesto rivoluzionario, non costa niente.
Nina Gigante: Contrariamente invece alla maggior parte delle pratiche di self care occidentali che hanno sempre un prezzo, questa non costa niente, puoi fare dovunque, la può fare chiunque, in qualsiasi condizione fisica, in qualsiasi condizione emotiva, soprattutto.
Serena Malaspina: Bellissimo, bellissimo. Tra l'altro avevamo registrato un episodio con Nicoletta sul reparenting, però molto interessante. Penso che appunto anche proprio questa questione di accessibilità, di piccole pratiche, perché sono sembra qualcosa che si aggiunga, diciamo, alla to-do list e quindi è proprio una cosa che in realtà poi ha un effetto forse controproducente tante volte. Invece in questo caso è proprio una riconnessione col proprio corpo, appunto, perché quando siamo in quello stato di attivazione nel sistema, diciamo, nervoso, simpatico, la disconnessione è la prima cosa. Siamo, diciamo, dire, nostro corpo diventa altro, E quindi anche questo toccarsi, appunto, sul cuore, in generale è qualcosa di rivoluzionario per quanto, appunto, sembri...
Serena Malaspina: così semplice e non che abbia veramente qualcosa di effettivo però il bello è che ce l'ha, quindi questo spazio è bellissimo da creare.
Nina Gigante: ci dobbiamo riappropriare non solo dei nostri corpi ma proprio della cura di noi come atto politico cioè noi dobbiamo farlo e lo dobbiamo fare come società non abbiamo molte alternative se fosse così facile noi staremmo tutti bene perché noi le informazioni per stare bene ce le abbiamo tutte, noi sappiamo tutto però poi non lo facciamo perché? perché appunto siamo dentro le teste e questo non fa che aumentare il senso di disconnessione
Serena Malaspina: Assolutamente, assolutamente. Bene Nina, io chiuderei questa bellissima chiacchierata, questa bellissima intervista con il piccolo format di chiusura. sono tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. La prima è, qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?
Nina Gigante: Allora guarda io ti direi la colazione perché io dico sempre quando mi chiedono che fai nella vita io rispondo sempre colazione quindi senz'altro questa e però per esempio proprio la pratica che ti condividevo prima quindi la mano sul cuore aspettare due respiri aspettare la mia risposta quella vera quella somatica a me io comincio le giornate così e per me cambia la qualità delle giornate
Nina Gigante: Le giornate in cui non lo faccio, in cui mi tuffo sul telefono, sento il podcast in news, qualsiasi cosa faccio, so già che prenderanno una piega che non è quella del mio cuore durante tutto quanto il ritmo delle giornate.
Serena Malaspina: Beh, insomma, ulteriore, come direi.
Nina Gigante: con una parola sola: colazione e mano sul cuore
Serena Malaspina: La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio?
Nina Gigante: dire di no, quindi dire di no è un ennesimo impegno quindi non aggiungere ma togliere, fare spazio come l'hai detta tu prima
Serena Malaspina: E l'ultima, quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?
Nina Gigante: senza dubbio questa, esprime quello che la mente, come lo diresti in inglese non lo so, nel senso di nasconde, reprime, tiene nascosta
Serena Malaspina: Assolutamente, penso che sia centrale proprio vedere questo corpo come veramente un alleato, al posto di qualcuno da controllare, qualcosa da controllare, da farci la lotta o vedere come un nemico. Penso che sia un po' il messaggio centrale del nostro corpo e del corpo anche degli altri in quanto relazione, appunto dicevere coregolazione e tutto questo concetto importantissimo.
Serena Malaspina: Nina, ti ringrazio di cuore, sono contentissima di questo episodio e di questa chiacchierata. Ringrazio anche tutte le persone che ci ascolteranno, sono sicura che troveranno tanti spunti di riflessioni e temi molto importanti e molto interessanti. Grazie mille, Nina.
Nina Gigante: Grazie di cuore davvero Serena hai creato uno spazio così raro e così prezioso brava grazie di cuore davvero
Serena Malaspina: Grazie!
Serena Malaspina: 📌 summary, keywords, takeaways
Serena Malaspina: Keywords
Serena Malaspina: nutrizione olistica, emozioni, cibo, dieta, comunità, benessere, medicina di genere, cura di sé, bioindividualità, relazioni
Serena Malaspina: Summary
Serena Malaspina: In questo episodio del podcast, Serena Malaspina e Nina Gigante esplorano il concetto di nutrizione olistica, discutendo l'importanza di un approccio integrato alla salute che considera le emozioni, le relazioni e il contesto sociale. Nina condivide la sua esperienza con la dieta e il controllo, sottolineando come la cultura alimentare occidentale spesso ignori il legame tra cibo ed emozioni. Viene enfatizzata la necessità di ascoltare il proprio corpo e di creare spazio per la riflessione, oltre a riconoscere l'importanza delle relazioni e della comunità nel benessere individuale. La conversazione si conclude con pratiche quotidiane di cura di sé e l'importanza di un approccio più gentile verso il nutrimento e la salute.
Serena Malaspina: Takeaways
Serena Malaspina: • La nutrizione olistica considera il corpo come un alleato, non un nemico.
Serena Malaspina: • Le calorie sono un costrutto culturale, non una realtà biologica.
Serena Malaspina: • Mangiamo spesso per motivi emotivi, non solo per fame.
Serena Malaspina: • La bioindividualità è fondamentale nella nutrizione.
Serena Malaspina: • Le relazioni e la comunità sono essenziali per il benessere.
Serena Malaspina: • Il perfezionismo può ostacolare la cura di sé.
Serena Malaspina: • La medicina di genere è importante per comprendere le differenze fisiologiche.
Serena Malaspina: • La prevenzione è meglio dell'intervento.
Serena Malaspina: • Creare spazio per la riflessione è cruciale per il benessere.
Serena Malaspina: • Le pratiche quotidiane di cura di sé possono essere semplici ma efficaci.
Serena Malaspina: Sound bites
Serena Malaspina: "Le calorie sono cultura, non natura."
Serena Malaspina: "Il cibo è piacere, il cibo è gioia."
Serena Malaspina: "Dire di no è un gesto di cura."
Serena Malaspina: Chapters
Serena Malaspina: 00:00 Introduzione alla Nutrizione Olistica
Serena Malaspina: 03:00 Il Concetto di Dieta e Controllo
Serena Malaspina: 05:54 La Cultura delle Calorie
Serena Malaspina: 08:57 Normalità e Bioindividualità
Serena Malaspina: 11:30 Cibo e Comfort
Serena Malaspina: 14:41 Il Ruolo delle Emozioni nella Nutrizione
Serena Malaspina: 17:36 Biohacking e Monitoraggio del Corpo
Serena Malaspina: 20:31 La Relazione con il Cibo e il Piacere
Serena Malaspina: 23:16 L'Importanza della Comunità
Serena Malaspina: 26:19 Conclusioni e Riflessioni Finali
Serena Malaspina: 27:41 La Famiglia e la Comunità
Serena Malaspina: 28:46 Il Ruolo della Comunità nel Benessere
Serena Malaspina: 32:02 Riscoprire il Collettivo
Serena Malaspina: 32:44 Medicina di Genere e Salute Femminile
Serena Malaspina: 37:31 Ascoltare il Corpo e la Prevenzione
Serena Malaspina: 41:52 Creare Spazio e Connessione
Serena Malaspina: 44:49 Pratiche di Self-Compassion
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