
Relazioni sane o "tossiche"? Conflitti, red flags e scelte autentiche
con Annalisa Marzi — Psicologa, sessuologa, psicanalista relazionale
DESCRIZIONE
Perché ci connettiamo con persone che ci fanno stare male. Pattern inconsci, stili di attaccamento e la familiarità delle dinamiche disfunzionali.
“Se non va bene dice qualcosa di noi: quali parti di me si connettono con questa persona? E ci sbattiamo la testa cercando di farlo andare per forza.”
CAPITOLI
Perché ci attrae chi ci fa stare male
Stili di attaccamento
La familiarità disfunzionale
Red flags
Scegliere con autenticità
Trascrizione dell'episodio
Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.
A me piace pensare che siamo tutti giusti ma è l'incastro che non è giusto. Quindi se non va bene non so, disimando di... l'incontro di noi non va bene, però anche lì dice qualcosa di noi insomma che parte di me sento connettersi con questa persona. Spesso noi ci sbattiamo un po' la testa ecco, cerchiamo di farlo andare per forza bene.
Ciao a tutti e tutte, bentornati su Essere Serena Podcast. Questo episodio nasce da una conversazione che ritorna molto spesso nella community, ma anche con me stessa, ed è quella sul tema delle relazioni. Con me oggi c'è Annalisa Marzi, psicologa, sessuologa e psicanalista relazionale, che lavora con un approccio di approfondimento umano e centrato sulla relazione. Quindi è una conversazione, diciamo, sincera, accessibile, che invita a farsi delle domande, a volte un po' difficili, ma molto importanti, sull'amore.
l'autenticità e il modo in cui ci relazioniamo agli altri. Partirei da un tema che è molto discusso ma forse non abbastanza approfondito e, Annalisa, ti chiederei come si distingue una relazione difficile ma evolutiva da una relazione che in realtà ci sconnetta da noi stessi e che ci tiene legati a paure e che cosa significa davvero avere una sorta di relazione tossica o disfunzionale.
casso relazionale è sempre molto valligato, dipende poi dagli individui che sono in relazione fra l'ora e si incontrano. Inizialmente si può tracciare uno schema rispetto al conflitto che una risorsa all'interno delle relazioni, perché è attraverso il conflitto che può aprire la negoziazione, si può sfruttare una connessione diversa con il partner professione.
Quello che potrebbe caratterizzare ad esempio un legame tossico, il contrariamento al legame sano, lo giustizia al conflitto, però il conflitto non è volto alla disoluzione, alla nepotenziazione, alla comprensione di ciò che non è andato ad esempio, accompagnato poi da una comunicazione che era efficace del tipo, e io intendevo questo, non avrei mai intenzione di farti del male, ma io ho capito questo e insomma le attribuzioni e significato sono diverse da persona a persona, insomma questo dobbiamo prenderlo e tenerlo in considerazione.
che il conflitto avvenga è abbastanza spontaneo ma è come noi ci muoviamo nel conflitto e la funzione che assume nella coppia a determinarne poi gli esiti da un punto di vista di una relazione sana o caratterizzare invece da dinamica non sana e quindi stagnanti. Tendenzialmente cioè che non è sano, rigido, è roccato su dei versanti di rigidimento quindi appunto magari il conflitto potrebbe essere più
non volta allo comprensione, alla negoziazione, quindi modo dinamico alla... mi rimando un po' di fluidità, insomma, un confronto sano, aperto, perché ci si mette in discussione, si trova una comunicazione inclusiva per l'altro, mentre quando questo non avviene ci comunica una certa rigidità, ovvero, io parlo nei miei modi e parlo della realtà che è stata, la realtà per me, ma come se fosse... cioè conti il segno alla realtà dei fatti.
senza poter mettere in discussione la mia realtà e accogliere la tua prospettiva. Quindi anche questo è molto respingente anche nei confronti dell'altro. Paradossalmente sembra che ci si voglia affilare all'altro ma non lo si accoglie poi tantissimo. Perché appena la discorda da la nostra equazione ci difendiamo e ci viviamo. Quindi quando il conflitto è volto a magari...
giochi di potere, avere ragione o meno, insomma uscirne puliti in qualche modo, anche sentiamo una certa rigidità perché non siamo disposti a evolvere, ovvero, è accaduto questo, quindi c'è una perturbazione miglia giusto, ovvero, ho integrato insomma nuovi elementi e ne siamo usciti diversi, in qualche modo. Invece quando sono rigida, la relazione è tossica, io sono sempre io, io vorrei avere ragione, dimmi con ragione.
Non avviene, va bene, hai torto la compettua, io magari mi chiudo, sono risentita, ma non si cambia mai, noi siamo sempre noi. Purtroppo, o per fortuna, quando si è in una interazione dinamica con qualcuno, che sia in una relazione romantica, anche in amicizia, noi dobbiamo lasciarci poterci far toccare dall'altro, allo stesso modo in cui, egoisticamente, vogliamo toccare l'altro, perché abbiamo questa spinta inata a farlo.
però per risuppone anche la possibilità di farci toccare a nostra volta. Ecco questo è un unicolarchiale esempio.
parlavi mi veniva in mente anche che molte persone forse hanno una paura di sotto un certo aspetto perdere l'indipendenza magari in anni e anni se la sono costruita magari staccandosi dalla propria famiglia di origine, proprio ambiente di origine, creandosi una propria identità e quindi entra in una relazione fa paura perché ci si mette in discussione e si entra in una nuova forma di sé forse.
Ehi bravissima, infatti hai rimandato a un punto molto importante. Quello che anche caratterizza una relazione sana da una relazione tossica è proprio la differenziazione dei due individui che finiscono la coppia, ovvero sono in grado di entrare in connessione con l'altro pur mantenendo ben definito il senso di me, il senso di identità. Spesso si tende a andare in un'unità simbiotica in cui si perde la divista poi negli elementi che quando appuntano la coppia. E' chiaro che, come parlavo prima di negoziazione, si crea poi quasi un terzo
è una terza istanza, no? Però io sono io, tu sei tu e questo banalmente si traduce nel legame cuocicano ad esempio che ho un certo obvio, una certa attività che preferisco portare avanti non è aderente alla tua o hai altra interazione va bene così io continuo a portare avanti il mio impegno e tu i tuoi vuoi è bello incontrare, bello incontrarci e condividere quando si può se non si può però io parto con conti questa attività ecco in alcune situazioni invece
le esperienze che abbiamo avuto personali, le relazioni un po' più ecco meno sane o anche secondociate ci riportano amici o che piegiamo in giro spesso si tende a lasciare indietro quello che ci fa bene se non è in linea con benessere altrui in qualche modo subordinarci un po' all'altro ci fa sentire che sia il modo giusto di stare con l'altro è vero se io difendo questi confini in qualche modo sono egoista o non sto accogliando l'altro accogliere l'altro invece nel modo sano è proprio io ti amo, m'amo anche me
e per questo io mi difendo, difendo il rapporto con te ma purtroppo ci sono anche da tenere questi ruoli distinti, che portano ricchezza in realtà perché se ci si fonde, si sta sempre insieme, si fanno sempre le stesse cose e mi fa pensare un po' nel Scursus, all'etimologia della parola desiderio di cui ci parlano a lezione, che trovo molto interessante. Perzare le stelle consapevoli che non si potranno mai raggiungere, che le stelle sono belle perché sono lì e in qualche modo desiderio per i suoi...
questa componente di inattivabilità. Pertanto anche nella coppia o nelle relazioni di durature di tanti anni bisogna tenere attivo il desiderio, bisogna saperlo coltivare. Ecco io tengo molto a questa cosa, il desiderio, quindi rimanere pudesi dell'altro, rimanere differenziati, condividere le attività insieme ma anche condividere singolarmente i problemi di tressi personali. Questo continua a nutrivere l'apporto.
Questo è un tema molto interessante anche perché nel mio caso per esempio quando ho iniziato la mia relazione attuale col tempo poi andando magari anche vivere insieme spostandosi in una nuova città facendo tante attività molto appunto comuni diciamo mi sono resa conto che il fatto di stare molto bene all'interno di una relazione appunto nel mio caso appunto col mio ragazzo mi portava a
preferire praticamente sempre la relazione ad altre relazioni, diciamo, perché mi trovavo molto molto bene, E quindi diciamo che è una riflessione che ho fatto proprio ultimamente, quella dell'importanza di avere dei propri spazi al di fuori continui, Cioè ce li avevo anche prima, però notavo che davo quasi sempre la priorità.
allo stare in relazione e meno magari alle amicizie esterne che in realtà sono ugualmente importanti e tutto c'è proprio per l'identità personale perché sennò si rischia appunto come dicevi forse di perdersi un po' no?
è molto paradossale perché sentiamo che lasciare che l'altro sia priorità e tenere molto considerazione all'altro in qualche modo dia nutrimento alla relazione ma in diamoci la relazione se curiamo l'amicizia, curiamo noi, i nostri interessi e anche un'uscita appunto con altre persone per poi rincontrarsi e ehi siamo andati lì, è successo questo e questo per esempio perché questo è molto elaborato
ovvero perché tendiamo a rifugiarci nella familiarità del legame di coppia e preglutendoci l'esplorazione di nuovi setting, nuovi ambienti, nuove dinamiche, perché ci chiediamo un po' rispetto alle amicizie quando siamo fidanzati, quando siamo in coppia, si vede magari con gli amici storici, però si è meno esploratori, per qualche modo. Chiaramente questo è funzionale, ovvero abbiamo una base sicura, un ordinario sicura.
da declinare se la relazione sta con meno, ma in qualche modo è una base. Abbiamo questo fortissimo bisogno di affidazione con le persone, per quanto sia una società anche, come dire, siamo in società occidentale, siamo in Europa, siamo anche orientati molto all'individualismo, ma in realtà abbiamo questa componente di affidazione, non ce la possiamo dover, siamo pronti, slanciati a cercare l'altro, stare tra le persone.
In qualche modo il legame di coppia è la sicurezza e quindi ci sentiamo meno sicuri che poi esplorare l'astroambiente.
Assolutamente e invece rispetto appunto diciamo a quelle che sono un po' le red flag che vengono definite come tali o comunque quali possono essere hai citato prima la rigidità sicuramente quindi anche la gestione del conflitto ma quali possono essere dei segnali che sono magari sottili e anche normalizzati forse però che possono indicare che magari una relazione che sia di coppia o di amicizia non sia davvero qualcosa che ci faccia star bene.
Verebbe da rispondere
In azio con la risonanza personale, di pancia percepiamo che c'è qualcosa che non va, proprio la pancia è in rogione. Quando la testa ci stringa dire che no dai, cambierà, trammeggio, tornerà come era prima spesso. Quindi mi sento di rispondere ad azio con la risonanza personale, di dare fiducia alle nostre sensazioni. Sono un'ottima cartina di tornasole.
Il corpo è molto analibico, che nemmeno se mette la rigiditya, la gestione del conflitto, la capacità di rimanere indifferenziati all'interno della relazione, ovvero anche un partner che mi permette di poter differenziarmi, ovvero non è invasivo, è emotivamente vicino senza essere invadente, mi lascia i miei spazi e non bisogna dinamiche di gelosia, ovvero gelosia è un vissuto molto sano, molto funzionale.
come ogni cosa è sana e funzionale quando è che non è più sana o diventa tossica. Non demonizziamo le cose insieme, anche la gelosia è sana, non è sana nel momento occupasiva ovvero invadi da un'altra persona, la limitare alle proprie scelte, la sentire in posizioni di gestire, di rendere cotto in qualche modo. Un'altra cosa che mi senti raggiungere rispetto alla domanda che mi hai posto è
Non saprei come dire individuare degli elementi che sono intrinzicamente buoni o sbagliati, se non nell'osservazione di quanto sono intensi, quanto pervasivi, quanto invalida nel rapporto. Perché tutto a suo modo è funzionale, come dicevamo, la simbolicità la cerchiamo è funzionale. Nel momento in pera bilanciata è manere con dei confini se e in più. La geologia è chiaro, perché siamo investiti emotivamente. L'altro è l'oggetto del desiderio.
siamo attivati insomma e abbiamo paura, è normale, è normalissimo ma diventa malsano nel momento in cui stiamo limitando le scelte dell'altro quindi non lo amiamo più perché non abbiamo la sua libertà ma comunque modo lo scriviamo diventa un po' un'atelega del nostro benessere perché non siamo più in grado di stare bene se non mi stai vicino questa anche una grande... questa tele che è molto pesante per fare le consulte dell'altro se non sai questo e questo, non sai questo e questo e mi sento amato, lo sto bene
e questo ha una responsabilizzazione molto grande nell'altra persona. Lezionemente questi incastri sono sempre ben studiati, ovvero avvengono fra persone che poi sanno pensare il fianco a questa dinamica, è l'isuana della loro storia, ovvero sono familiari con questo, mi lascio i veri responsabilizzazioni, magari sono stati portati tutti i tari da papini. Il tuo amore che cerchiamo è realtà un'enorme cartina di un'asola dell'amore che c'è familiare.
parla molto anche del modello di amore planario che abbiamo giocato nei nostri genitori questa storia troppo latalista è il primo modello di amore che apprezziamo lo stioquazza è il primo modello di amore all'interno del quale noi sappiamo muovere i nostri passi posto che mamma e papà si amano in quel modo io che riesco in quel modo, oltre che osservarlo quindi fabbiliarizzare, abituarsi proprio come paradigma e lo interiorizzo nel senso che inizio a muovere i miei passi con questo modello di amore
e poi lo ripropongo perché mi è familiare, lo ripropongo per similianza e per contrasto quindi cercare di tutt'altro che allora non abbia sentito dirette ai miei valori poi una volta che mi sono difinezzata come individuo in adolescenza però si parte sempre più o meno da lì siamo sempre un po' con le mani legate dipende sempre da quanto lavoro personale e le consapevolezze apprechiamo
alle paure o comunque tutto quello che ci portiamo poi dentro e che viene proiettato, che l'altro proietta in noi insomma a seconda delle situazioni. Mi viene in mente anche il tema un po' del senso di colpa, un tema che ho sentito molto quando le persone in qualche modo hanno questa paura forse di perdere l'altro, se è una relazione che non è appunto funzionale dove magari il senso di colpa viene utilizzato contro di te, quindi qualcosa che già hai, però in qualche modo per ogni piccola cosa, io ho notato proprio questa
questo aspetto di appunto quello che noi abbiamo come paura nostra ma che può essere utilizzato chiaramente non con la persona giusta e non nella relazione giusta però contro di noi, mi chiedevo se fosse un tratto che viene a fare spesso.
è un vissuto molto pervasivo nella vita di alcune persone. prima vi dicevo, non c'è nulla di sbagliato o giusto in modo prioristico, ma dipende dalla situazione in si manifesta. Anche il senso di colpa può essere funzionale, il senso di colpa deriva dalla sensazione di arrecare danno, arrecare danno a me o all'altro. Ad esempio se io prendo un bastone e te lo do in testa e ti faccio male mi sento in colpa perché ti ho fatto male.
e lì può essere funzionale insomma perché io ho agito, hai risposto in qualche modo. Spesso però noi che sentiamo, non sentiamo spesso questo termine, non ci sentiamo in colpa, ma questa espressione rispetto a situazioni di tutt'altra natura, ad esempio mi sento in colpa per aver risposto tardi al mio partner, o non aver visto i miei amici, non riuscire a esserci con lui, per esempio, e rapportare a questo. Quindi in qualche modo mi sento di arrecare danno nel momento in cui
difando i miei confini, penso con le mie passioni, mi sviluppo, è interessante. Chiaro che attaccare il mezzo corizona con la nostra storia, come diceva un vissuto, quindi se io sono incline al senso di colpa, chiaro che il partner lo saprà bene, perché mi ha vista e ha avuto modo di vedere, e se lo vuole rigirare in un cattivo modo può far leva sul senso di colpa, ed è nel mio vissuto, ed è nella mia grammatica, io sono familiare col senso di colpa e tendo a sentire di arrecare danno, e che...
in qualche modo devo essere in un certo modo, il predante per l'altro, questo e questo, insomma poi ci sono delle credenze alla base. È chiaro che le attaccherà insomma, come ti dicevo prima l'incastro è sempre molto ad hoc e la Shelter and Partner non è casuale, la Shelter and Partner è molto significativa, vi constatiamo, del momento cui contiamo con la persona. Capì, ad esempio, di incontrare vecchi ripetazioni o vecchi partner
gli anni precedenti incontrarli magari nel momento presente e dire ok adesso non sentirei nulla, nessuna spinta di condivisione con questa persona eppure tempo fa mi struggevo per questa persona, ma molto interessante, parla di noi in quel momento e l'altro si parla sempre di familiarità insomma di arreni in cui ci sentiamo al nostro agio in modo che ci stiamo parlando chiaramente di dinamiche tossiche, fare leva sul senso di colpa
è un ricanto per ottenere quant'osa da quella persona, è un'estorzione. Chiaramente attacca nel momento in cui dall'altra parte c'è qualcuno che ha della famiglia di Tago in senso di cura.
veramente interessante questo aspetto che comunque ci scegliamo diciamo il partner in qualche modo sulla base cioè che ci sono appunto questi questi incastri no come come dicevi perché a volte gli incontri sembrano veramente casuali no vivendoli o comunque succedono per mille mille ragioni differenti e a volte appunto sembrano quasi a caso però in realtà appunto questo questo tema dell'affinità dei
anche degli ambienti o delle situazioni alle quali magari siamo appunto state abituate, che per noi sono familiari e in qualche modo risuonano. È veramente una riflessione che penso sia fondamentale in tutti i tipi di relazioni, perché appunto sia del partner ma penso anche a livello di amicizie o comunque appunto le persone di cui ci circondiamo e forse sotto un certo aspetto.
I fattori relazionali sono un tema a molto caro e vi faccio un esempio. Capita di magari prendere i mezzi bucci e uscire in strada, un esempio che si collega a quello che mi dicevi adesso. Ad esempio siamo inseriti sempre in contesti in cui ci sono altre persone intorno a noi, però in qualche modo spesso non le notiamo, non ce ne accogciamo, ma capita magari quella volca sul bagone della metro che è entrata quella persona, ma non necessariamente
nel mio caso, le persone eterosessuali, e se è un ragazzo, quindi, provo attrazione, no, parlo anche di una ragazza, mi comunica qualcosa, invece che uno sia prestita, o il modo in cui porta le cuffie, si, magari, immerge in un libro, e rimanda qualcosa di noi, perché abbiamo curiosità o serviamo l'altro, insomma, perché ci accorgiamo di alcune persone e di altre no, questo, poi, si legna in cosa, perché faccio un gizio in una, alcune persone e altre no, quante persone, possibilmente, potrei, no, agganciare?
con cui potrei avere uno scambio ma solo con alcune e insomma c'è un terreno diverso, per far dire in qualche modo. Con alcune sappiamo già che in realtà non sono per noi o non sono per noi in teso che non sono sbagliate, in siamo giusti o più di diverso, non siamo sbagliati e l'altro giusto. A me piace pensare, sono un po' idealista, che siamo tutti giusti ma è l'incastro che non è giusto. se non va bene non stop disimando di...
incontro di noi non va bene spesso noi ci sbattiamo un po la testa ecco e cerchiamo di farlo andare per forza bene però anche lì dice qualcosa di noi insomma che cosa sto cercando di che parti di me sento e connettersi con questa persona quali altre parti di me invece sono di intensionanza con questa persona ma soprattutto in una prospettiva dinamica perché tutto è dinamico noi siamo un potevole cambiamento sempre ogni giorno e quali parti io sto cercando di
e muovere, smuovere da questo incontro. Cerchiamo sempre qualcosa, desiderio, tornare al desiderio. Siamo sempre sdanciati in tezione verso qualcosa.
sul tema in realtà più del giudizio, E quindi magari quando qualcuno attorno a noi ci crea magari una sensazione invece più anche negativa e magari in realtà appunto ci sta facendo da specchio sotto alcune parti di noi che magari non riusciamo a vedere o accettare.
non è che sia questo momento del mio percorso è qualcosa che passo molto tempo a farci caso come mi sto sentendo e come mi risuona questo però anche insomma come dire in adolescenza o rispetto quello che mi portano i miei amici per esempio è molto interessante è vero non conosco questa persona un nuovo collega gli dà un fastidio e penso ma quali parti di me? Quali parti di me è fastidio? oppure questa realtà è molto diffusa e spesso si prova
di fastidio magari per le persone che manifestano una vulnerabilità molto spiccata e magari appunto episodi di bianco ma comunque di vulnerabilità emotiva e magari l'altro regisce un po' con fastidio o est zil. Ecco questo mi santo di dirlo anche come una sommersazione generale perché siamo fastidili, potrebbe essere che non ci sentiamo e non ci permettiamo di stare in contatto con quella parte vulnerabile di noi, noi siamo fatti di polarità.
e fra le due polarità c'è un mondo di sfumature. molte persone si arroccarono su una polarità e basta, escludono tutto il resto. quando incontruono un ciclo, non hanno più invigliente di nessuno. cosa c'è dall'altra parte? cosa ci stanno spendendo? è forse a paura a toccarla, ma c'è sempre. quindi quando vediamo qualcuno che è troppo polarizzato, sta del tutto escludendo l'altra parte per i suoi motivi, insomma, i motivi di funzionare nella sua storia. è interessante il fastidio, si omorge anche da questa perturbazione, ovvero...
Cosa è che mi resta dando fastidio? Quali parti di me fa stifo? Forse è proprio l'altra parte che sta dentro di me per toccare. Oppure, nell'altro vedo la vulnerabilità che io non mi permetto di manifestare e quindi, in qualche modo, ho un dialogo interno del tipo sveglia di chi fai. Ma è come per me parne da io? Purtroppo, molte persone non sono molto salvevoli anche se questo avvenga. E quindi semplicemente lo proiecciono alle stelle. Quindi risultano per essere giudicanti, critiche. E questo contribuisce a creare un...
Assolutamente e rispetto a proprio il tema del creare diciamo relazioni no tra lavoro impegni eccetera rimane spesso poco tempo per incontrare appunto nuove persone magari soprattutto per chi è singola e quale appunto incontrare qualcuno ma anche nell'ambito dell'amicizia. Molto spesso le app di dating sembrano essere un po' l'unica opzione sotto certi punti di vista e ti chiederai un po' che cosa ci sta facendo
questa cultura diciamo dello swipe, il tema del ghosting e anche un po' dei legami lampo, no? Che magari esci una volta due poi non funziona e è finita, no? Ci stiamo un po' abituando a magari bruciare connessioni o applicare un po' quest'idea di perfezionismo, quindi o perfetto oppure niente, al posto che costruirle come come influenza un po' come crediamo nuove relazioni.
ovviamente il fenomeno del dating app, così come questi nuovi modelli relazionali della situationship, il ghosting che è questa dinamica di silenzio molto violento, sono chiaramente frutto anche del contesto culturale nel quale siamo inseriti e credo che sia il prodotto perfetto ovvero siamo molto liquidi, Zygmunt Bauman è un autore a me molto caro e faccio un
devo fare un'introduzione per chi non lo conosce: Zygmunt Bauman è un sociologo che scrive per esempio Modernità liquida. Modernità liquida è un'istantanea della società contemporanea dice che l'uomo è liquido oppure caratterizzato da liquidità poiché siamo sommersi di mortistimoli vaghicati tra loro e per rimanere aggiornati a galla si sta liquidamente in superficie poiché se io mi permetto di andare a fondo e potrei dire una relazione ma anche un dato di realtà ovvero una notizia
mi rallento perché sto scendendo quindi mi rimango qua in superficie con scuotante persone ma nessuna realmente in modo autentico in un contatto vero e sottile. L'uomo che si insegisce nella società contemporanea è un artista da liquidità. Tornandolo e riscrivendolo anche in Amore liquido, che è una declinazione di questo paradigma molto bella e parla delle relazioni. Ora, non parlava di dating app perché è un libro del 2000 però ne parliamo noi e le dating app sono in realtà un prodotto molto funzionale per
che ben si incastra con quelle che sono le nostre vite ovvero i ritmi frenetici, il lavoro, poche risorse, poca energia, poca voglia di investimento perché? Perché c'è bisogno di tempo e noi al tempo ci lo stiamo togliendo e stiamo cercando di vivere sempre più veloce per risparmiare sempre più tempo, che stato quello che dobbiamo investire è ben pur sì per scrollare e oppropilarci perché se pensiamo magari a come facevano le vecchie generazioni si usciva, si stava fuori, aveva una serata
trovare le persone, un'altra, altre e questo evento qui, questa rete di amici piano piano magari un giorno incontrai queste persone che parlavamo dell'incastro relazionale che ti risuovano, insomma, interessa ma adesso non ci permettiamo più di prenderci questo tempo o meglio non siamo stati allenati a farlo perché il bisogno c'è sempre quindi che facciamo? è un ottimo compromesso abbiamo sempre bisogno di collettaccia all'altro, abbiamo risorse molto limitate siamo molto stibici al gomietto quindi la dating app è perfetta
che riesce a convergere questi aspetti. L'intersezione è molto ben prezzata. Nella dating app io entro, sembra così di fare la spesa su Amazon. Consumismo nei rapporti, consumismo nei prodotti, si fa a swipe, ovvero, ma io posso avere un'idea di chi ho davanti, ovvero della persona che io sto selezionando, solamente da qualche foto e qualche frase. C'è così tanto dietro, ma non ci prendiamo il tempo, non abbiamo altri strumenti.
per poterlo discernere, quindi ok, iniziamo con questa minascrimatura e poi parte una conversazione che in realtà è la copia di mi dei assunti, è sempre una conversazione che parte da cosa fare nella vita perché giustamente non siamo nulla di te, ma tu dall'altro lato dello schermo ti rompi del scatole di lontinaria e no, sempre di propinare le stessi contempo via. Siamo un po' in dating fatigue, questa nuova nuova termine con Iato, siamo un po' stanchi.
Poi prima il viene diventato una frase molto interessante ovvero ho tutto subito e tutto perfetto o nulla La verità è non è mai perfetto se è reale perché anche la nazione più sana e più da soppovera del mondo apporta conflitto, negoziazione e spicoli ovvero L'altro mi arriva da lontano mi si inizia a palesare io non vedo bene no? Quindi lo vedo ben smossato come una perfetta palla di forma sferica, rotonda, lucente e semplicina
si avvicina verso di me e facciamo che l'appiccinarsi è una metapola della conoscenza del toccarsi e del cibolo. Comunque se si avvicina inizia a vedere magari delle scalature, delle perfezioni, dei kinestetismi e man mano che è stato più vicino inizia a vedere anche i miei. Ecco questo non lo consentemo più insomma. E' bene che rimani lì nella tua bolla, sei una bolla.
ma ci tocchiamo e non ci vediamo vicendevolmente perché ma in realtà non è solo vedere che l'altro non è perfetto, vedere che noi non siamo perfetti perché spesso ci costruiamo relazioni nella nostra testa, spingiamo via gli altri nel momento in cui possono entrare più in contatto con noi perché non ci siamo permessi di vedere noi penis, noi facciamo farci vedere l'altro, è spaventoso, è paucoso. Io mi parlavi di paura, sento di addingere questo. La paura è data dalla percezione di valere dei strumenti per affrontare una situazione.
Non c'è che avere gli strumenti per affrontare l'altro e spesso non li abbiamo per aver sentito uno stesso.
ultime frasi in particolare, mi ritrovo tantissimo proprio anche nella mia esperienza diciamo che crescendo appunto, prima di iniziare anche tutto il percorso di terapia dal 2020 in poi e di scoperta di me in mille modi diversi, cioè riconezione se vogliamo. Mi ricordo quando usavo le dating app e tutto il tema anche della performatività, questa idea che dovevi presentare la parte migliore di te, o perlomeno io la vivevo così, quindi mi frustrava tantissimo, non era una cosa che facevo con piacere, ma era una cosa tipo...
cioè so che devo parlare di questo, questo, quell'altro e cercare di mostrare una certa parte di me, però poi si creava sempre la stessa dinamica che o l'altra persona era interessata e quindi io a un certo punto poi mi allontanavo, oppure viceversa se l'altra persona si allontanava allora diventava improvvisamente la cosa più importante del mondo, e quindi questa cosa degli strumenti.
proprio rispetto alla gestione delle situazioni che io in quel momento non avevo, però penso che molte volte succede appunto che le persone si ritrovinano un po' in queste dinamiche anche di perfezionismo relazionale, quindi proprio con quest'idea appunto, cioè ti sembra di avere tutto accessibile, no? Anche perché avevo visto una serie tv francese che si chiamava Dopamine e parlava proprio di come determinati tipi di social, ma anche appunto le dating app sono sviluppate, chiaramente prendendo in considerazione tutto.
circuiti neurali, gli aspetti psicologici della persona, per creare una sorta di addiction tante volte. Fanno proprio una sorta di ranking sulla base di quanti si ricevi e quanti non ricevi e ogni tanto ti mettono una persona che è in un ranking più alto del tuo per darti l'impressione che no, dici che aspetta, ma allora posso uscire con questo tipo di persona e lo fanno proprio maniera sistematica, Quindi proprio i meccanismi che vengono strutturati che a volte ci sembrano così
normali, quando uno si abitua ad utilizzarli, in realtà hanno degli studi fatti proprio per farci tornare sull'app. Quindi l'interesse non è veramente tante volte farti trovare una persona, ma creare un po' queste dinamiche di cui noi poi in primis, non abbiamo fatto un lavoro su di noi, portiamo dietro magari delle dinamiche del passato e tutto.
portiamo avanti, però mi ricordo proprio questa fatiglia veramente, adesso c'è un termine che la senti e poi ti sembra che non trovi nessuno perché magari hai fatto 15, 20, 50 appuntamenti però in qualche modo nessuno ti ha lasciato niente ma perché proprio anche il setting e la struttura mentale che ti porta lì parte da delle basi che non sono quelle reali di connessione, di normalità un po' come dicevi.
La storia che devo prima quando mi parlavi di questa serie di Vue che non conoscevo perché a me hai anche menzionato che ci sono studi alla base, ecco quello dell'effetto Dixan ovvero alle persone piace quello che piace alle altre persone e si specchia in quello che prima menzionavi del ranking con quella persona che aveva tanti sì e quindi si già trapersonato tanti sì allora un prodotto consigliato in qualche modo come parlavamo del fatto che le persone sono bene di consumo al momento
Quando mi parlavi della serie perfetta, insomma, che come dico nei tuoi, relazione con l'altro, tempo avviadro, la domanda che inizia a trasportare è stata perfetta per chi? Oppure la versione in biore possibile per chi? E quello che credo l'altro voglia vedere di me?
Assolutamente, sì sì sì, tra l'altro c'era proprio legato anche a tutto il concetto nel mio caso di identità digitale, Nel momento in cui è una cosa che sto elaborando col tempo, io tipo la mia treanale in sociologia, la mia tesi è stata letteralmente su come cambia l'identità nel momento in cui ormai abbiamo delle comunicazioni costanti online, no? Un profilo online e tutto. E quindi, appunto, avevo proprio indagato questo tema tra psicologia e sociologia.
e nel mio caso mi rendevo conto che era tantissimo legato a quello, quindi come era l'immagine che tra virgolette mi permettevo di mostrare all'altra persona che non aveva i difetti che io sentivo tanto di avere dentro, ma solo le parti un pochino più che potevo controllare sotto un certo aspetto e chiaramente quando ti entri in contatto con un'altra persona, cioè invece c'è te come intero sotto un certo aspetto, per lo meno se vuoi creare un legame autentico e quindi per esempio poi quella che è diventata la mia relazione
diventata la mia relazione grazie al fatto che siamo partiti come amici di fatto, no? Proprio perché io quella dinamica me la portavo dietro tantissimo, invece l'amicizia non ce l'avevo, E quindi è stato molto interessante poi col tempo riscoprire tutte quelle che erano quelle paure che poi mi muovevano verso una direzione o l'altra, o quest'idea di perfezione appunto per chi, per cosa, no? Però come se avesse una considerazione forse di me come difettosa sotto un certo aspetto e che quindi dovevo ipercompensare nel momento in cui entravo in contatto con l'altro.
e quindi sì, diciamo che sono dinamiche nelle quali soltamente ho vissuto molto tempo e che noto che comunque essere molto presenti soprattutto in un momento in cui i social comunque fanno parte tantissimo della nostra vita, E quindi è un aspetto secondo me interessante.
Innanzitutto, grazie per aver detto della tua esplicazione con il tuo ragazzo perché questo è molto bello e il fatto che voi siete partiti come amici perché in la relazione, il lavoro è bello quando c'è alla base una bellissima amicizia, però non va trascurato, bisogna prendersi molta cura nell'amicizia alla base della relazione, trovo modonna e detto questo mi ha fatto pensare anche, rispetto anche al fenomeno
nella cisma digitale, nostro io ideale, insomma noi ci veicoliamo all'altro, poi per la video social ci veicoliamo su social, il nostro profilo su social non corrisponde alla nostra persona ma noi selezioniamo con cura cosa mettere, cosa mostrare di noi all'altro allo stesso modo in cui ci mettevamo, ci selezioniamo al tavolo del bar durante un date e selezioniamo con cura cosa dire, come comportarci, cosa mostrare e questo crea una manettura incredibile fra
quello che noi pericoliamo e quello che in realtà sentiamo di essere in modo listico. Però c'è da dire che noi, come dire, in questo processo di scrematura di queste informazioni che filtriamo, selezioniamo noi stessi quali sono quelle più adeguate e quelle che non sarebbero adeguate, ovvero io mi presento all'altro sotto la mentira spoglia della mente ideale, magari dedutendo informazioni di varia natura che in realtà all'altro pericerebbe tantissimo poter sapere.
di me, miei limiti, miei difetti anche se vogliamo però per me sono veramente inconcepibili quindi no e allora non ci facciamo vedere dall'altro oppure su social il nostro profilo è la rappresentazione del nostro ideale se non vengono in accesso digitale è molto interessante e sono appunto lagante ovviamente perché abbiamo voglia di farci disetterci riconosciuti questo è chiaramente normale, un troppo
Seconda che non è normale quando c'è questa spaspatica ricerca di approvazione ma non ci veicoliamo non postere mai una storia qui e farlo di come ha incidentato la mia macchina per esempio, un pochetto la storia e qui ha un successo così che l'altro mi possa dire sono brava ma io so che ha incidentato la macchina quindi non ci sono mai a integrare l'approvazione che ho dell'altro o le parti di me in todo
e quindi ho sempre bisogno di approccio dell'auto perché non la integro e la metto da parte, sono valida anche in quello, no? Ho anche accettito l'auto e non siamo in grado di ottenere la promozione, non so farlo spiegare, fatto un fuso, però è proprio che ho capato questo meccanismo che è collegato come i circoli neurali della ripropenza, con i circoli della dopamina.
nel cekbello, quindi noi mettiamo la foto e ci vediamo i like, questa cosa ci piace, ne vogliamo sapere più, sentiamo di piacere, ma perché crea una dissonanza? Perché noi sentiamo di piacere perché abbiamo la connozione, ma tuttavia intimamente ci vediamo per intero, vediamo il nostro anche il duolo d'ombra, vediamo i nostri dimidi e le nostre caratteristiche positive, ma in qualche modo non integriamo queste varie parti di noi, per questo abbiamo bisogno di connozione costante.
per occuparci e distanziarci dalla conservazione delle zone d'obbra, anche quelle che sono parte di noi, e non è tutto quello che ci precludano la occupazione del matto.
anzi appunto alle volte poi sono quelle che che forse ti possono connettere in realtà con altre persone in maniera molto più profonda rispetto al dare un'immagine di te che pensi che sia patinata è giusta ma in realtà in qualche modo crea una sorta di distanza no e quindi su questo tema assolutamente infatti appunto da quando ho iniziato a abbracciare le mie vulnerabilità e condividerle le mie relazioni sono effettivamente cambiate tantissimo e anche appunto alla base della della mia relazione appunto in questo caso in questo momento
è un tema che ormai è diventato quello della condivisione degli stati d'animo, qualcosa che mi sembra assurdo che prima non ci fosse, Però in realtà mi rendo conto che in tantissime relazioni normalizzato anche per gli uomini non condividere. Cioè magari le donne sono forse più abituate culturalmente, sotto un certo aspetto, a abbracciare le proprie emozioni, gli uomini hanno anche questo imperativo morale, insomma, di virilità, no? L'emozione così, no assolutamente, e questo poi tante volte crea veramente un distacco interno.
che io vedo anche con delle amicizie dove viene dato quasi per scontato, è sempre stato così sotto un certo aspetto, è interessante anche appunto più una persona lavora su di sé, più si rende conto appunto di questi meccanismi, però se uno non fa un lavoro e magari ha degli esempi attorno a sé che normalizzano questo aspetto, cioè si creano poi dei pattern che magari poi ti ingabbiano molto.
amici uomini, allo socialmente appreso che non è conveniente in qualche modo per loro essere apportato per le loro emozioni, mostrare la probabilità non sarebbe ascrivibile all'idea di un uomo forte, eccetera. Tuttavia però ci sono dei differenzi generali importanti, devo arrivare all'occhio in neurale, a chi ho una relazione mi capita di comunicare con il mio ragazzo e spesso è molto difficile poter colletterci sui cani emotivo ovvero
Secondo diversa letteratura gli uomini sono freddientati alla soluzione, le donne sono freddientate all'ascolto, alla confiazionativa. Però spesso magari noi lamentiamo o abbiamo un conflitto ma non abbiamo bisogno di sentire un nuovo conflitto con l'altro, un problema personale, ci studiamo, l'uomo ci dà un consiglio, non ci fa sentire invece uno scolto empatico e ci fa sentire la vicinazza, mentre magari abbiamo bisogno di quello.
una cosa che io sto facendo con il mio ragazzo è ok, mi sto lamentando se avevi lettato le soluzioni, può solamente che io gliela asporti e che sei vicino però, risposta, sto un pò meglio
io lo faccio questo, è utile, cioè è molto utile in realtà.
Non so nessuno che lo abbia pensato di parlarsi, però tutto può essere appreso. Anche l'amore si farà soprattutto, che non si è conosciuto tra le ore di casa. O farica che non si può prendere, che si può preparare.
E questo da proprio anche l'idea di costruzione, no? Perché appunto la relazione non è qualcosa che entra ed è così e rimane così, no? L'idea del... e vissero per sempre felici e contenti che molte volte le persone indirettamente, crescendo anche con un determinato tipo di rappresentazioni e magari per chi non l'ha trovato nelle relazioni vicine, no? L'amore appunto che poi vuole, che insomma in qualche modo al quale ambisce. Appunto si tratta di costruire, E quindi niente è perfetto, niente è...
permanente ma è qualcosa che si evolve come evolviamo noi, E quindi anche questo tema che dicevi è appunto una cosa che anche ho integrato perché ognuna ha le proprie predisposizioni, le proprie credenze, le proprie realtà e in qualche modo ci si confronta e si evolve insieme, trovando nuovi modi per gestire il conflitto, tra virgoletto, comunque tutto quello che diverge forse.
perché siamo così asserviti alla perfezione, in qualche modo le cose devono andare bene, devono essere corrette ed essere semplici e ci accorgiamo in realtà col passare del tempo che è un'utopia, non si può pure possiamo perseguire questo ideale di perfezione nei rapporti che poi sapto troppo schizze intorno a me, desidero una relazione, come se la relazione fosse una entità da riempire, ecco, la riempire e farla riempire l'altra persona con il
invece l'interazione si costruisce dopo l'incontro con l'altro. La relazione non è neanche venuta di me e dell'altro, ma è proprio una terza cosa che esce da questa interazione dopo la rinvoziazione che poi è in evoluzione attraverso le varie fasi della relazione, perché all'inizio sembra tutto, l'incastro sembra molto spontaneo e noi siamo molto contenti, è tutto molto...
neutralizzato, poi si entra in una fase di disillusione perché passa a idealizzazione mi accalgo che l'altro è l'altro di cui sono innamorata però vedo anche tanti difetti che a lei signoravo perché ero solo a trattare cose positive perché anche nelle relazioni più sane possibili comunque ci si veigola come diciamo prima e la fase di disillusione si vede l'altro di quello che è e si scelge se andare avanti spesso le relazioni finiscono
e anche appunto sempre rispetto a quel tema che ci portiamo un po' quello che conosciamo e che per noi appunto è familiare penso anche per magari quelle persone che sono cresciute in ambienti magari caotici o comunque non hanno visto appunto un amore come dire sano attorno a sé quanto anche un po' l'addiction a quello che può essere lo stress, la mancanza, il dubbio, l'insicu... cioè tutto questo tema qui che poi in realtà quando una persona entra in una relazione che
o inizia appunto a uscire con una persona che invece è diciamo, sicura, più tranquilla, magari lo spavento che si può avere, E quindi tipo mi distacco perché non percepisco quella sorta di tensione che però vivo come far falle nello stomaco.
mi è venuta in mente che stavi parlando di questo, ovvero nel momento in cui avrei detto l'altro si allontana, allora se l'altro è disponibile mi annottano io, nel in l'altro si allontana io lo inseguo, però il interesse sorge, non per l'altro, per l'altro non vuole e quindi ti viene di attaccare la tartarupa e riguarda l'oggetto all'esita che non è l'altro ma è la tensione, è l'inaffinabilità dell'altro e questo chiaramente poi si sposa magari con una
la razione alla base di scuratezza, di aver toccato tutta la mano con un amico sano, fanno di valore, supporto. Ora, la questione qui è molto spinosa, ci sarebbe moltissimo da dire, perché le azioni che esclascono realmente gli situazionali, un punto di vista di dinamiche familiari, poi tendono a procorsi nelle relazioni con questa modalità molto...
è caratterizzata da maure, liabattono e sicurezze e di circarino ferma chiaramente non ci sia sentito amati, ma lo stò costruendo piano piano perché è molto molto ampia molto difficile, sennò tutto è di spondere cercando di apprezzare un po' tutto ma me povano mi hanno fatto sentire amato, me povano mi hanno fatto sentire il giusto sono riusciuto sentandomi sbagliato, sentando che dovessi essere a casa di diverso migliore che l'amore andasse guadagnato con fatica, ok?
lo sto bene, però ho tanto bisogno di amore, ho tanto bisogno dell'altro quindi se sono sufficientemente coraggioso dovrò cercarlo fuori dovrò cercarlo fuori come faccio a cercare qualcosa che non conosco qualcosa che è diverso da quello che io ho toccato finora a copano quello che ho vissuto non mi è stato bene ovvero non mi sono sentita appalto, riprenosciuto, apprezzato purtroppo non riesco neanche a apprezzarmi, di conoscermi, toccarmi e amar perché non è stato facile, non sono stato...
e hanno iniziato a farlo ma ho voglia di cercare l'amore come faccio? Allora inciampi e ci provi con tutta la paura con uno schianto e fai tanti sbagli praticamente poi è frutto anche magari di un di terapia personale
poter essere accompagnati, non essere soli e ricevere un aiuto in un setting perché anche l'amico ti può aiutare ma cosa cambia da una relazione terapotica a un rapporto inizio del setting e soprattutto la compilezza. me la terapia personale ha salvato le prospettive sulla vita che avrei potuto anche continuare a esistere ma sarebbe stata sui una modalità molto interice di fare spiegazioni della vita e io volevo dire per me. Quindi, parlando poi magari delle paure di abbandono, insomma, queste come dire, questi pattern, non fare i porlenti insomma, come è la persona che non è stata amata?
quando poi ha una reazione che non riesce a amarsi e che ha tanta paura ma lo vuole comunque l'amore e magari si sceglie qualcuno che le sfugge, qualcuno che non le dà certezze e sempre parlando della famiglia di prima se io sono abituato a aver sentito che l'amore mi sfuggeva è chiaro che ho un partner presente e l'ho sento invasivo quindi muoio in grado delle persone che non mi vedono, sento che mi sfuggono, così io devo fare fatica
dimostrare di essere valida e degna d'amore questa tensione non si risponderà mai io avrò fatigato tantissimo per farmi vedere magari per quel secondo che il momento di steppano mi avrà visto il mio padre e io sarò personale, c'è il mondo avrò questo piccolo ridotamina poi di nuovo non mi vedrà penso mi devo fare uno sforzo per quanto la più grande conquista che si può fare è realizzare, io lo auguro a chiunque possa ascoltare
noi meritiamo amore così come siamo, non dobbiamo fare fatica, non dobbiamo essere nulla di diverso da quello che noi siamo adesso per meritare l'amore. Come dicevo prima non c'è giusto e spagliato, ma è l'incasso. Ma io non mi piace, ma sono piena di difetti, ma sono impulsivo, ma sono... maloso. Tu puoi bene così, per la misura in cui hai necessità e voglia e puoi lavorare su questi due aspetti e limarli. Però nella misura in cui me lo chiederai tu, ma non devi essere nulla di
di quello che sei adesso, meritiamo amore. Meritiamo amore per quello che siamo. Questa è una cosa che se non si è attaccata con mano, un amore nella famiglia, quando si era bambini, si perde di vista. Che tanto non sia. Allora, l'amore è frutto di un fatico percorso, cambiamenti, desiderio di qualcosa di... Invece no, è tutto di... L'altro non mi coccola, l'altro mia, abbandonata, rimanda alla dimensione infattile.
spesso noi sentiamo di stare richiedendo l'amore del partner ma in forse in maniera attica e piscinale noi siamo ancora cercando l'amore del gestore si manifesta anche in queste espressioni purtroppo il partner è tipo amare come partner non potremmo amare un genitore allora magari tu pensi e allora come faccio se non ce l'ho mai avuto? le fitte non vanno necessarie di metterle in fitte, possiamo integrarle?
di rendere gli strumenti per fare esperienza al mondo in maniera cozzolale e dire io lì ho dolore, ho una cicatrice qui, se ci metti il tiro in maniera molto forte io avrò dolore, per favore non farlo, ma toccare tutto il resto.
qualcosa che non si può negare nel momento in cui si è vissuto, certe ferite sono parte della nostra esperienza e possono diventare la condanna, come possono diventare comunque qualcosa che invece ci permette di integrare tutte quelle che sono anche le consapevolezze che abbiamo sviluppato, le connessioni che possiamo creare con un livello e un grado di connessione anche diversa tante volte, perché se non sperimenti determinati tipi di dolori, difficoltà, eccetera.
magari non ne deriva neanche un'attenzione, una consapevolezza forse, no? Che magari altre persone non hanno e quindi secondo me è molto importante iniziare a cambiare la prospettiva su quello che ci è successo senza cercare di nascondere o positivizzare tante volte oppure invece diventarne vittime per sempre perché ognuno vive esperienze diverse, dolori diversi in tutta la vita, E quindi è più tipo conoscere, riconoscere il proprio dolore, vedere come ci influenza.
integrarlo invece in modo che le nostre scelte possano comunque essere consapevoli e appunto ricrearci quella rete che possiamo sempre avere di amore, che poi è un amore diverso, sì, però è comunque amore e quindi al posto di, insomma, di viverla passivamente, viverla invece più attivamente e anche connettersi con persone magari che
cioè scoprire che in realtà siamo molto più simili di quello che pensiamo perché tante volte quando viviamo delle difficoltà pensiamo che riguardino solo noi e invece poi ci riscopriamo molto più simili e molto più umani nelle storie degli altri. Però questo lo scopriamo quando ci permettiamo di riconoscere e anche sotto un certo punto di vista accettare e, laddove lo si ritiene necessario, condividere con quelle persone che scegliamo, sotto un certo aspetto. Quando uno
fa un lavoro su di sé e inizia a riconoscere quelli che sono magari le tendenze di ognuno e anche quello che ogni relazione che abbiamo ci può insegnare dalle dinamiche che si ricreano, Quindi andare un po' oltre quello che è il nostro punto di vista che è stata magari la nostra realtà sempre e ovvia diciamo e iniziare a mettere in discussione o comunque farsi delle domande che ci permettono di conoscerci meglio ma anche di entrare in relazioni in maniera più presente, più...
Bene, Annalisa, io chiuderei questa bellissima chiacchierata con un format di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. La prima è qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?
fa caldissimo ma tendenzialmente qualche minuto di disposizione al sole se capita che io sia in casa, all'ufficio, a studio, sopra se tende a un paticione e fare stretching o pure muovere il mio corpo sentirmi connessa la natura se posso andare in natura se non posso perché è una giornata lavorativa con il mio corpo
La seconda è qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio?
Dipende dalla natura delle emozioni, sia molto spiacevole, preferisco sedermi con le mie emozioni e lavorare in maniera autonoma. a fare una messaggia comunque è aprire una finestra di aglia metaforicamente non stare chiusa, che è vero, ma uscire, però stare con me. In altre situazioni invece cerco un confronto con l'altro, un amico, un abbracciola, che sia la ricordividere, come ti sento.
Assolutamente. L'ultima è quale pensiero, insegnamento e citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?
Questa frase è una cosa molto affeggerata che era nell'ufficio del mio allenatore di moto. Diceva quando tutto sembra avverduto vado a guardare un taglio a pietri che si messo cento volte senza poter riuscire a staffirlo e pur al certumesimo colpo la pietra si spacca in due. Io so che non è stato quel colpo ma tutti quelli che sono venuti prima. Quella frase la lavetevo tutti giorni. Non se li ho inadesi perché ho pensato a... il risultato dopo un percorso. Allora noi abbiamo colpo sul masso, no?
aspettiamo sempre di arrivare al cento unesimo colpo e non ci vediamo neanche i cento precedenti oppure un giorno mi sveglio e ok mi sembra di poterla processare questa cosa e tutti i geni precedenti non mi sono sentiti in grado e mi ha stiacciato ogni giorno ha fatto qualcosa riguardo però anche quando mi sentivo di non avere gli strumenti per farlo anche quando ero più fatta dalla paura o alla sfluscia che io stesso ho provato e che proviamo tanto umani che puramente di fronte alle sfade e sfide della vita ma come mi piace anche mettere il prospec...
non vederlo come uno ostacolo, come uno sfida se io ti dico ostacolo che ti viene e mette? è qualcosa di negativo, ti dico sfida qualcosa da cui potrei crescere, ok? quindi questa frase ci sono affezioni perché è entrata nella mia storia da tanti anni e non so come risunirà per le altre persone però per me è molto significativa
Molto bella e penso che sia anche molto legata a quella che è stata la nostra conversazione in generale, questa idea di percorso e di lasciare andare questa idea di perfezionismo che molte volte in tanti ambiti, in tanti contesti, anche nelle relazioni ci portiamo, ma anche nella relazione con noi stessi in Primis.
e vedere un po' tutto da una prospettiva più flessibile, un po' più fluida, sotto un certo aspetto, se vogliamo citare Bauman, però comunque sapere che quello che ci radica è anche quello che ci fa star bene e quello che fa star bene anche l'altro, come riflesso forse, perché alla fine parte da noi e dalle relazioni che abbiamo e quindi accettare un po' quelli che sono gli alti bassi, che sono normali, come nella natura, sono anche nelle nostre relazioni e mettere in discussione quello che consideriamo come normale in
momento culturale diciamo che molte volte riduce forse la bellezza dell'anima umano e delle relazioni. Quindi grazie Annalisa per aver condiviso il tuo sapere con noi, è stato un piacere.
📌 keywords, summary, takeaways
Keywords
relazioni, tossicità, evoluzione, indipendenza, red flags, senso di colpa, dating app, liquidità, vulnerabilità, autenticità
Summary
In questo episodio del podcast, Serena Malaspina e Annalisa Marzi esplorano le dinamiche delle relazioni, distinguendo tra relazioni tossiche e evolutive. Si discute dell'importanza della differenziazione tra individui all'interno di una coppia, della gestione del conflitto e del senso di colpa. Viene analizzata la cultura delle dating app e la liquidità delle relazioni moderne, evidenziando il perfezionismo e l'autenticità come temi centrali. La vulnerabilità e la costruzione delle relazioni sono sottolineate come elementi chiave per una connessione profonda. Infine, si parla dell'integrazione delle ferite personali come parte del percorso di crescita e consapevolezza.
Takeaways
Le relazioni possono trasformarci in modi sia positivi che negativi.
È fondamentale distinguere tra relazioni tossiche e evolutive.
La differenziazione tra individui è essenziale in una relazione sana.
Il corpo e le sensazioni sono indicatori importanti delle dinamiche relazionali.
La gelosia può essere sana se equilibrata e non pervasiva.
La cultura delle dating app promuove relazioni superficiali e liquide.
La paura di abbandono è spesso radicata in esperienze infantili.
L'amore non deve essere guadagnato con fatica, ma accettato come naturale.
Le ferite possono diventare opportunità di crescita e consapevolezza.
Siamo più simili di quanto pensiamo nelle nostre esperienze relazionali.
Titles
Esplorando le Relazioni: Tossicità e Crescita
La Differenziazione nelle Relazioni: Un Elemento Chiave
Sound bites
"Il corpo è molto analitico."
"Siamo molto liquidi nelle relazioni."
"L'amore non è frutto di fatica."
Chapters
00:00 – Siamo tutti giusti, ma non sempre l’incastro lo è
02:10 – Come distinguere una relazione sana da una "tossica"
04:25 – Paura di perdere se stessi in coppia
06:22 – Desiderio, spazi personali e identità
08:12 – Amicizie, individualità e coppia
10:16 – Red flag sottili e segnali normalizzati
14:21 – Il senso di colpa come leva di controllo
18:27 – Perché alcune persone ci attraggono e altre no
20:23 – Fastidio e vulnerabilità: lo specchio che non vogliamo guardare
22:18 – Dating app, ghosting e “relazioni usa e getta”
27:02 – Paura di farsi vedere per intero
31:01 – Effetto Dixan: ci piace ciò che piace agli altri
35:13 – Identità digitale e approvazione online
37:14 – Uomini, emozioni e cultura del silenzio
40:48 – La relazione come costruzione, non perfezione
42:59 – Perché inseguiamo chi ci sfugge
45:10 – Non devi guadagnartelo: ti meriti amore così come sei
47:20 – Trasformare le ferite in consapevolezza
49:37 – Format finale di 3 domande
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