Essere Serena
Copertina dell'episodio 53: Crea abitudini sane, che restano! Sistema nervoso, Strategie e Disciplina
EP 5352 min

Crea abitudini sane, che restano! Sistema nervoso, Strategie e Disciplina

con Andrea FavarettoFormatore, coach, neurolinguista e autore

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DESCRIZIONE

Perché 'da domani cambio' non funziona. Le due domande fondamentali e come costruire abitudini concrete e sostenibili.

Cosa vuoi? E chi sei tu quando sei al tuo meglio — non in termini di performance, ma di funzionamento?

CAPITOLI

  1. Da domani cambio: perché non funziona

  2. Il paradosso delle scelte

  3. Cosa vuoi? Chi sei al tuo meglio?

  4. Strategie sostenibili

Trascrizione dell'episodio

Trascrizione integrale della conversazione, per leggere l'episodio o cercarne i passaggi.

Serena Malaspina: Benvenuti e benvenute in un nuovo episodio di Essere Serena Podcast. Oggi affrontiamo un tema che tocca a tutti noi, la forza di volontà. Quante volte ci siamo detti da domani cambio, questa volta ce la faccio, eppure poco dopo ci siamo ritrovati un po' al punto di partenza. Con me oggi c'è Andrea Favaretto, formatore, coach, neurolinguista e autore, che da oltre vent'anni aiuta persone e aziende a costruire abitudini concrete e sostenibili trovando un equilibrio più sano tra vita e lavoro.

Serena Malaspina: Benvenuto Andrea, grazie per essere qui.

Andrea Favaretto: Grazie a te Serena, il piacere è mio e buongiorno a tutti.

Serena Malaspina: Allora Andrea, partirei proprio un po' dal titolo di un tuo libro che non passa inosservato, ossia la forza di volontà non serve a un... vip. In questa conversazione quindi parleremo un po' di cosa si nasconde anche dietro ai blocchi, di come distinguere lo stress che ci fa crescere da quello che invece ci logora e come creare abitudini nuove senza sentirci sempre in rincorsa. Quindi proprio partendo un po' dal tuo libro Andrea, perché la forza di volontà, per come l'abbiamo sempre intesa, non funziona? Cioè che cosa rende questa idea così radicata ma allo stesso tempo fallimentare?

Andrea Favaretto: Allora è giusto chiarire subito un punto. Il titolo, La forza di volontà non serve a un vip, è ovviamente un titolo che serve a colpire. Cioè è provocatorio, un titolo che serve a far fermare le persone, anche nel dire "ma che cacchio stai dicendo, questo qua". In realtà non è del tutto vero, ma non è nemmeno del tutto sbagliato.

Andrea Favaretto: La forza di volontà serve come input iniziale, cioè senza il desiderio, quindi la volontà di fare qualche cosa, non saremmo qua a fare questa intervista, non faremo niente nella giornata. Il problema è quando si generalizza e si cerca di attribuire alla forza di volontà una responsabilità che di fatto non può avere. Cioè la forza di volontà è utile sul brevissimo termine

Andrea Favaretto: inutile anzi disfunzionale sul medio lungo termine semplicemente perché il nostro sistema nervoso non ama la fatica e quindi tu stai chiedendo al tuo sistema nervoso di fare qualche cosa per tanto tempo sforzandoti no cioè con la sola forza di volontà ad un certo punto lui che ti conosce dall'età che hai dice va bene adesso faccio di tutto per metterti in crash faccio di tutto per sabotarti quindi

Andrea Favaretto: avere come, avere la forza di volontà come unico, come unica strategia per creare disciplina, per creare una nuova abitudine, per inserire qualcosa nella nostra vita che non ha mai, che non è mai entrata, è fallimentare.

Andrea Favaretto: è giusto capire come funzioniamo noi, come funziona il nostro sistema nervoso e dialogare con lui o fare in modo che lui sia adatti al nuovo stile di vita o alla nuova abitudine che vogliamo allenare.

Serena Malaspina: perché molte volte appunto succede, non so penso alle classiche, cioè quelle più standard che sono magari le diete o allenarsi o appunto cioè quel rispetto diciamo alla vita quotidiana che magari uno inizia e poi dopo appunto inizia con il botto nel senso che magari appunto vai tutti i giorni o comunque vai con una frequenza molto alta o mangi molto bene eccetera eccetera ma

Serena Malaspina: Il discorso è appunto come dicevi medio lungo termine e poi quello che succede è un po quasi non so è una profezia che si auto avvera perché magari uno ci ha già provato e di nuovo non è riuscito quindi l'anno successivo rinizia oppure settembre anche perché settembre è un po l'altro non rientro è un po l'altro diciamo buoni propositi. Esatto esatto quindi insomma cioè molte volte poi si collega forse anche a una narrazione.

Andrea Favaretto: è il vero inizio anno dei professionisti.

Serena Malaspina: Come ci risiamo, no? Di nuovo non sono riuscito, non so se succede molto spesso.

Andrea Favaretto: ma esattamente così, ti faccio un esempio concreto che puoi capire benissimo io non so se tu fai attività fisica regolare cosa fai?

Serena Malaspina: vario, yoga, insomma pilates e...

Andrea Favaretto: Perfetto, diciamo che allora questa è la tua normalità, giusto? Per te non è uno sforzo farlo, quindi non ci metti forza di volontà, lo fai perché fa parte da un po' di tempo delle tue abitudini. Se io oggi ti chiedessi di fare una cosa motivandotela, quindi ti facessi vedere i benefici di un'attività fisica nuova e tu fossi particolarmente

Andrea Favaretto: ispirata, motivata, galvanizzata da me, dal fatto che oggi ti ho fatto provare questa attività e tu dici wow che bello, che figata, la voglio fare, la faccio anche domani. Ecco se io ti chiedessi adesso inserisci un'ora in più al tuo allenamento tutti i giorni, il primo giorno sei motivata, il secondo giorno anche perché? Perché sul breve termine magari

Andrea Favaretto: ti costa un po' di fatica ma sei talmente galvanizzata che non è un problema questo. Se però io ti dicessi quell'ora in più inserisci la tutti i giorni all'interno di un tuo sistema di vita che ha già un equilibrio, ti porterebbe, tempo è soggettivo, una settimana, due settimane, ti porterebbe in stress. Ma non perché quell'attività stressa.

Andrea Favaretto: perché va a creare un disequilibrio in un sistema di vita che tu hai già e che comunque ti faceva stare bene. Ecco perché la forza di volontà è una cavolata come strategia a lungo termine. La chiave è capire che il nostro sistema nervoso non ama stressarsi.

Andrea Favaretto: Quindi se tu la inserisci, quella nuova attività che ti piace, all'interno del tuo sistema di vita, secondo ovviamente delle piccole strategie, e lui percepisce che va bene perché non lo stressa, non è un problema. Cioè fare quell'ora in più o quelle due ore in più al lavoro questa sera non è un problema per nessuno. Farlo domani non è un problema per nessuno, perché magari hai un obiettivo, hai una scadenza, hai qualche cosa, sai che è fuori dall'ordinario, ma è come se avessi negoziato col tuo sistema nervoso, come se gli avessi detto: ehi, per questo periodo fammi fare un po' di straordinari, fammi stringere i denti, poi torno alla normalità. Tutti siamo in grado di farlo, il problema è se questa cosa diventa strutturale. Cioè il problema di molte persone con la disciplina non è un problema di obiettivi, è un problema di strategia.

Serena Malaspina: Quindi hai citato il sistema nervoso che da quello che capito è abbastanza chiave rispetto a tutto quello che riguarda anche nuovi obiettivi, nuove abitudini. Se il nostro sistema nervoso non ama fare fatica, che modo possiamo farcelo alleato per inserire? Hai detto, al posto di fissare già subito tante cose o comunque dare uno sforzo molto forte, potrebbe essere

Serena Malaspina: piccoli step, come facciamo ad allearci infatti con lui.

Andrea Favaretto: Ci sono diverse strategie, ovviamente vanno sperimentate. Io sono un grande sostenitore dei micro obiettivi, delle micro abitudini, perché li ho applicati su di me e l'ho riportato anche nel libro: cioè quelle abitudini che tu inserisci, che ti portano un pochino fuori dalla tua zona di comfort ma non stressano il tuo sistema nervoso.

Andrea Favaretto: Ovviamente lo fai in maniera strategica, cioè se io oggi mi sono sforzato 10, domani non mi sforzo più 10, cioè domani conduco la mia vita in maniera regolare. Il giorno dopo ancora, quindi mi sono sforzato 10, sono soddisfatto, non stravolto,

Andrea Favaretto: ma sono particolarmente soddisfatto. Il giorno dopo io ho desiderio ancora di raggiungere quel 10, non lo faccio. In maniera tale che il mio sistema nervoso dica perché non mi dai ancora quella cosa che mi è piaciuta tanto. Quindi è una sorta di inganno che faccio a lui? Dico no guarda io lo so che ti è piaciuta, ti è piaciuto il dolcetto, va benissimo, oggi però non ce l'hai. Ce l'hai tra due giorni.

Andrea Favaretto: tra due giorni l'ultimo ricordo che il mio sistema nervoso ha dell'attività che ho fatto è positivo vorrà avere ancora quel 10 cosa faccio? glielo do il giorno dopo non glielo do più il giorno dopo ancora non arrivo a 10 arrivo a 5 cioè mi concedo un tempo iniziale per far sì che il mio sistema nervoso comincia a percepire come normale l'inserimento di quella nuova attività

Andrea Favaretto: perché se gliene do troppo tutto insieme, fa indigestione e male.

Serena Malaspina: Assolutamente. Ma è molto interessante perché mi viene in mente anche, cioè proprio su questo tema, anche il mio rapporto banalmente con appunto lo sport e l'attività fisica, Ho fatto anni cercando di anche farmi piacere a determinate cose e quindi ogni volta voglio farlo perché so che comunque mi fa bene eccetera eccetera, però era più tipo una cosa mentale del devo farlo, no?

Serena Malaspina: che poi realtà è qualcosa che sentivo, penso alla palestra anni fa. In realtà poi quando ho trovato, ho provato anche sport differenti e ho trovato quello che mi piace un po' anche di più, che appunto mi fa muovere il corpo, in maniera che mi piace e mi fa sentire bene. Cioè è cambiata un po' la motivazione per cui lo faccio. Cioè al posto di dire so che mi fa star bene, quindi una cosa più tipo ipotetica, cioè mi fa star bene a livello fisico, so che la sensazione è quella e quindi anche se non ho voglia.

Serena Malaspina: so che dopo mi sentirò meglio, no? Non so se ha senso.

Andrea Favaretto: Brava, esattamente questo. La chiave è capire, sai, quando c'è voglia è facile, sono tutti motivati. Fa ridere: quando c'è il sole, c'è una temperatura gradevole e magari sei al mare, è facile allenarsi, è facile allenarsi al mattino.

Serena Malaspina: No, io ti vedo, ok, ok, sì.

Andrea Favaretto: No, ok, ok, perché sei bloccato adesso, non so come mai; tu però mi vedi, posso continuare a parlare?

Serena Malaspina: Io ti vedo, sì sì, e comunque registra tutto anche offline, quindi se c'è qualche problema viene registrato tutto.

Andrea Favaretto: Dicevo è facile quando le cose vanno bene, quindi c'è bel tempo, la temperatura è gradevole, eccetera, è facile allenarsi. E quando uno è motivato ha maggior ragione, cioè non hai bisogno di motivazione, lo sai già. La chiave è trovare quella strategia utile e col minor sforzo possibile che ti faccia muovere quando non hai voglia. È lì che crei la disciplina. Allora...

Andrea Favaretto: Questa, guarda, te la racconta un ex pigro. Io mi alleno da un po' di tempo, mi alleno cinque volte a settimana. A me piace molto fare attività fisica di quelle strong, no? Quindi utilizzo strumenti come le kettlebell, che sono quelle palle di ferro con le maniglie, mi piacciono quelle attività. Ho sempre evitato

Andrea Favaretto: perché mi davo la scusa della rottura di scatole e della noia, ho sempre evitato la corsa.

Andrea Favaretto: Mi viene in mente il proverbio, la favola. È come quello che, siccome non vuole qualcosa o gli dà fastidio, dice che non gli piace. Una roba del genere. Io facevo così, perché dicevo: no, mi annoia, non mi piace, quando in realtà, nel momento in cui vedevo amici che andavano a correre, c'era una parte di me, a essere onesto, che li invidiava, li ammirava.

Serena Malaspina: La volpe che non arriva all'uva e dice che è acerba.

Andrea Favaretto: io non mi sono mai concesso questa possibilità semplicemente perché ho detto mi prendevo tutte le scuse razionali del mondo capito sono troppo alto sono 1,95 e peso troppo ho 52 anni se corro tanto poi mi fa male le ginocchia poi sicuramente corro male e poi non ho sempre un'ora da dedicarci insomma questa roba quando andata avanti per anni ultimamente ho trovato una persona che

Andrea Favaretto: inconsapevolmente è riuscita a toccare quel nervo giusto per me, quella corda.

Andrea Favaretto: E mi fa: tu inizia a camminare, inizia a camminare, se ti va corri, ma, come dici tu, senza sforzo. Mi dice: non lo fai tutti i giorni; se lo fai domani, poi anche il giorno dopo, se hai voglia, non lo fai, perché hai 52 anni, quindi dobbiamo tenere in considerazione le tue articolazioni.

Andrea Favaretto: Insomma Serena, è da 4 mesi, non tantissimo, che 3 o 4 volte alla settimana vado a correre.

Andrea Favaretto: Non l'avrei mai fatto prima. Perché ti sto facendo questo esempio? Perché ti parla un ex pigro. Io non sono il tipo per quanto faccia il mental coach, E si è soliti credere che il mental coach è quello che se non vuoi puoi, no, pain no gain, quando non hai voglia allora è lì che devi assolutamente sforzarti. Io sono contro queste cose qua. Sono contro. Perché so benissimo che quando non hai voglia, non hai voglia.

Andrea Favaretto: e se non hai voglia lo so benissimo che se poi lo vai a fare ti senti orgoglioso il problema non è quando lo fai è il giorno dopo e il giorno dopo ancora

Andrea Favaretto: Allora o tu sei un professionista, sportivo, io ho lavorato con degli sportivi, quella è la loro vita. Loro sanno che per 10 anni, 15 anni, 20 anni, devono allenarsi 5-6 ore al giorno, tutti i giorni, ma quella è la loro vita. Vuol dire che tutto il resto è corollario dell'attività principale.

Andrea Favaretto: nella vita, perché non è uno sportivo professionista e soprattutto fai conto che io ho una tipologia di clienti che vanno dai 35 ai 60-65 anni.

Andrea Favaretto: quel tipo di clientela che ho io sono persone normali come me non puoi basare la tua vita attività fisica come un professionista se ti va bene tu hai un'ora al giorno se ti va bene quell'ora deve inserirsi in un contesto familiare perché per te la cosa importante è stare bene ovviamente essere performante e lucido nel tuo lavoro che comunque ti porta via

Andrea Favaretto: 10-12 ore della tua giornata, tante, diciamo dalle 8 alle 11 ore della giornata; vuoi essere fresco, lucido e appassionato nella tua relazione di coppia, se ce l'hai; vuoi essere presente nella vita dei tuoi figli, vuoi goderti la vita. Quindi non puoi fare in modo che il "no pain no gain", o lo stress, prenda il sopravvento, perché se no questa roba qua ti frega nelle aree più importanti della tua vita.

Serena Malaspina: certo

Andrea Favaretto: allora la chiave qual è? lo vuoi fare? stai parlando con uno che ha fatto di questo tema la sua attività io porto le persone, il mio lavoro consiste nel aiutare le persone a realizzare quello che loro vogliono il come è importante perché la cosa nuova che tu voglio realizzare deve inserirsi in un contesto familiare soggettivo tuo

Serena Malaspina: Certo.

Andrea Favaretto: non deve essere vissuto con press perché sennò il tuo sistema nervoso dice senti qual è l'ultima cosa che ha inserito nella nostra vita? la corsa benissimo eliminamola

Serena Malaspina: Certo, certo.

Andrea Favaretto: Il problema è che molto spesso le persone poi si danno dei significati distorti, cioè allora non lo voglio veramente, allora sono uno che molla, allora forse sono io sbagliato, sono un pigro, non è vero. A volte è semplicemente perché hai delle strategie sbagliate, hai sempre creduto che quello che hai sempre fatto fosse giusto o perché l'hai visto fare degli altri, ma tu sei diverso dagli altri. La chiave è crearti il tuo vestito su misura.

Andrea Favaretto: nel libro spiego bene questa roba qua, il sistema di allenamento o lo stile di vita che è utile e giusto per me non è per forza vero che sia utile giusto anche per te.

Serena Malaspina: Certo.

Serena Malaspina: Assolutamente.

Andrea Favaretto: avendo gli stessi obiettivi. Io e te potremmo avere gli stessi obiettivi, solo che è importante per me crearmi un mio sistema di allenamento che sia adatto al mio stile di vita e per te un sistema di allenamento che sia adatto al tuo stile di vita.

Serena Malaspina: Penso che sia appunto un tema centrale. Mi sono venuta in mente varie cose mentre parlavi, ma in particolare una cosa che mi ha colpito è quello del dialogo interno e della narrativa che ci portiamo dietro. Prima hai detto dell'esempio della corsa che quindi, no, non posso perché, non posso perché o non fa per me perché. Cioè molte volte si contrappone appunto a una sensazione quella

Serena Malaspina: parlavi un po' di invidia, ammirazione, qualcosa che comunque ti colpisce, Che secondo me è un gran sensore, insomma, ti dà una visione di quali sono anche quelle abitudini che veramente possono interessarti versus le infinite abitudini nuove che puoi creare, perché potenzialmente tu potresti veramente creare delle abitudini su qualsiasi cosa, E lì, cioè, crea anche molto il...

Serena Malaspina: paradox of choices, il paradosso delle scelte. Quindi dovrei fare questo, dovrei fare l'altro, dovrei, dovrei, dovrei. Ma io cosa voglio? Cioè, cos'è che vorrei veramente forse? Non lo so.

Andrea Favaretto: Hai toccato un punto fondamentale, e cioè chiederti: io che cosa voglio? Sono due le domande principali che io faccio quando lavoro con le persone. La prima è "che cosa vuoi?", la seconda è "chi sei tu?". Cioè chi sei tu vuol dire come funzioni quando sei al tuo meglio, non al tuo meglio in termini di performance, cioè che cosa ti viene spontaneo fare, che cosa ti viene naturale fare. Ed è la risposta più importante, perché quando tu sei in grado di rispondere a chi sei tu, cioè descrivermi come sei, mi descrivi cosa tu vedi di te, cosa tu credi di te. A quel punto la domanda "che cosa vuoi"

Andrea Favaretto: si deve adattare a chi sei tu, non il contrario. perché se tu ti adatti al tuo obiettivo, tu ti stai forzando, è come mettere un vestito che non ti sta bene. Non dico che il vestito è brutto in assoluto, è che a te per il tipo di fisico che hai, per il tipo di stile che hai, non ti valorizza.

Andrea Favaretto: l'obiettivo dovrebbe essere una conferma di chi sei tu. un'amplificazione di chi sei tu, invece molto spesso le persone cosa fanno? L'errore più grosso che fanno è adattarsi, quindi stravolgere tante volte le loro abitudini, il loro stile di vita, in virtù di un obiettivo che per definizione è un obiettivo idealizzato.

Andrea Favaretto: Risponde a una domanda: che cosa voglio? Il che significa, qui viene fuori la mia parte linguistica, che se lo vuoi vuol dire che non ti appartiene ancora, non appartiene ancora alla tua vita. Primo, quindi non ne hai ancora fatta esperienza. Sai che in inglese c'è il verbo, che dovrebbe essere utilizzato anche in italiano ma suona male, to experience.

Andrea Favaretto: Tu non hai ancora fatto esperienza, il che significa che non sai se effettivamente quell'obiettivo porterà dei miglioramenti alla tua vita. Lo idealizzi. Quindi: 1. Non ha ancora fatto parte della tua vita, altrimenti non avrebbe senso desiderarlo. 2. Credi che ottenerlo migliori la qualità della tua vita, ma non ne hai la certezza.

Andrea Favaretto: Quindi per definizione un obiettivo è idealizzato. Allora se è idealizzato non può avere più importanza di chi sei tu. Perché chi sei tu, sei così. L'idea che hai di te, ovviamente l'idea del tuo meglio, della tua versione migliore di te, ce l'hai da... io ho 52 anni, non ti dico 52 anni, ma una quarantina.

Andrea Favaretto: Allora, tu mi vuoi veramente dire che un obiettivo nuovo, semplicemente perché l'hai visto in giro, l'hai visto sui reel di Instagram, te ne ha parlato qualcun altro, diventa più importante di chi sei tu? È un paradosso questo. È una assurdità. Diverso è un vestito. L'obiettivo è un vestito. Allora, vuoi impegnarti per quell'obiettivo? Fantastico.

Andrea Favaretto: Fai in modo che sia... tienilo lì, noi ci impegniamo per realizzare quello, ma fai in modo che il tuo piano d'azione per realizzare quell'obiettivo si adatti, quindi entri sinuosamente nel tuo stile di vita, si unisca al tuo stile di vita. Questo ti porta

Andrea Favaretto: essere costante, perché il tuo sistema nervoso non lo percepisce come sforzo, a essere disciplinato e a essere stimolato perché hai una cosa nuova verso cui andare. La realizzazione di quell'obiettivo ti porterà a essere felice, ma non stremato.

Andrea Favaretto: perché il problema sai tante volte qual è? è che le persone realizzano quell'obiettivo, a tutti è capitato di sono dimagrita, sono dimagrito, l'ho raggiunto, che figata, adesso posso tornare a mangiare, posso tornare allo stile di vita di prima, questo ti fa capire che hai rinunciato, hai stravolto la tua vita, messo sotto stress la tua vita per 3, 4, 5, 6 mesi, utilizzando una strategia

Andrea Favaretto: che per l'amore di Dio ti ha fatto stringere i denti ma non è sostenibile, una volta raggiunto basta non ce la faccio più.

Andrea Favaretto: e in tempo zero ritorni al peso precedente. Il problema non è mai l'obiettivo, è la strategia che metti in atto per raggiungerlo.

Serena Malaspina: Certo.

Serena Malaspina: Assolutamente, perché tu puoi raggiungere lo stesso obiettivo vivendo percorsi totalmente diversi, Cioè da percorso che suona e che è per te, che ti piace eccetera eccetera, oppure puoi obbligarti e vivere appunto di stenti, tra virgoletto, comunque in una maniera molto molto rigida e arrivi a quell'obiettivo ma...

Serena Malaspina: con la consapevolezza in diretta che non ti è piaciuto per niente quello che hai fatto. Quindi, sì, hai raggiunto l'obiettivo, però li dici, poi ci ripenso due volte, oppure mi rieobbligherò di nuovo a farlo, però comunque sapendo che non mi fa star bene. Quindi questo penso che sia un tema molto interessante perché c'è questo bianco e nero. Se devo fare, devo, non so,

Serena Malaspina: iniziare una dieta, allora non potrò più mai mangiare niente che mi piace, oppure devo fare sport, allora devo fare, non lo so, no? Queste idee proprio idealizzate. Esatto. Insomma, interessante perché effettivamente penso che molte volte ci sia automaticamente quando si pensa a concetti come dieta, nuove abitudini o appunto sport, eccetera, cioè ci sono delle idee idealizzate.

Andrea Favaretto: Non è così.

Serena Malaspina: molto anche tossiche alle volte, Di come si arriva lì, no?

Andrea Favaretto: esattamente così. modelli di riferimento, a me piace molto anche se non sono sicuramente un influencer né un content creator, però mi piace molto. Io credo che i social usati bene siano un bellissimo ambiente virtuale in cui una persona può prendere spunti, riferimenti, il tuo podcast per esempio è molto utile a questo. Credo che però, come tutte le cose, se non hai

Andrea Favaretto: se non contestualizzi... E i social network, soprattutto gli ultimi, quelli molto più veloci, non parlo di Facebook, roba da boomer, non permettono il contesto, cioè evitano alle persone di capire qual è il contesto giusto. Ci sono degli influencer che sicuramente hanno milioni di follower e hanno un grande appeal. Uno su tutti, sempre tenendo la barra sull'attività fisica: David Goggins, non so se ne hai mai sentito parlare. L'uomo più duro del pianeta. Quest'uomo corre ed è assolutamente stimolante. Cioè è uno che ha cinquant'anni, ti spiega la sua vita, che è tutto: la tua mente è più potente di tutto. Tutto bellissimo, è fantastico. La domanda da farti è: sei veramente disposto a fare quello che fa lui?

Andrea Favaretto: perché tu sei innamorata di quello che è il risultato finale ma la domanda è il come l'ha raggiunto? è in linea con il tuo stile di vita? è in linea con i tuoi valori? è in linea con i tuoi bisogni? questo è! cioè non è una questione di... hai detto bene no? non è bianco nero non è... Goggins correrebbe tre giorni io invece faccio fatica a correre mezz'ora vuol dire che sono debole no Goggins corre tre giorni

Andrea Favaretto: sicuramente è una grande... al netto della motivazione grandissimo diamogli tutti i meriti del mondo ha anche il tempo per correre tre giorni di seguito e magari lo pagano anche perché ha tutti gli sponsor tu tu

Andrea Favaretto: vivi la stessa situazione? Ha un senso per farlo? Queste sono le domande. Secondo lui chiunque lo può fare. Benissimo. Io però ho due figli da portare avanti, due figli da crescere, mi piace stare con la mia famiglia, vivo a Padova, lo posso fare come sfida personale, ma allora, per farlo come sfida personale, qualora lo volessi fare, dovrei muovere la mia vita in funzione della sfida personale, cioè parlare con mia moglie e dirle: amore mio, adesso per il prossimo anno mi alleno per arrivare a correre tre giorni consecutivi. Mi può dire di sì, non è un problema.

Andrea Favaretto: siamo sicuri che questo si incastri bene nella mia routine? Allora, se il tema è mi piacciono le sfide, voglio pormi degli obiettivi, voglio raggiungere dei risultati e quel tipo di stile di vita mi piace, fantastico, lo inserisci nel tuo stile di vita e cerchi di farlo nel migliore dei modi perché tu la chiave è questa.

Andrea Favaretto: Alla sera quando vai a letto devi andare a letto riposato, alla mattina ti devi svegliare riposato perché quello ti può portare a raggiungere quella sfida in maniera ecologica e sostenibile. Se no il tuo sistema nervoso, il nostro sistema nervoso dei nostri obiettivi, della quantità di follower, del conto in banca, della bellissima casa che vogliamo comprare, non gliene frega niente.

Serena Malaspina: Certo. Caspita, questo tema che hai toccato penso che sia veramente super importante perché è un po' anche la distinzione, forse, le mete e i mezzi, no? Cioè, cosa... cioè, quello... questo è l'immagine che vedo e che mi sembra ideale della vita, no? Quindi voglio raggiungere questo, ma sono disponibile, secondo i miei gusti, le mie preferenze, quello che voglio nella vita, a...

Serena Malaspina: tra virgolette fare dei sacrifici perché ogni cosa porta di sacrifici anche la nostra stessa vita dei sacrifici rispetto ad altre no però dico cioè quali sacrifici sono disponibili a fare o quali cose per me contano invece voglio mantenere nella mia vita no perché quello è una domanda fondamentale da farse mi ricordo che qualche anno fa quando dovevo trovare mi ricordo era uscito da università dove trovare lavoro e stavo e c'era gente attorno a me che magari l'aveva trovato in posti che in quel momento mi sembravano tipo ideali e mi ricordo che ero tipo nel loop del tipo

Serena Malaspina: ma vedi ma tutti riescono, anche io lo vorrei eccetera eccetera. Mi ricordo che un mio ragazzo allora mi disse questa cosa che tipo io non ci avevo mai pensato ma tu saresti disponibile a spostarti in questo paese e fare questa cosa, vivere in questo modo, andare in un fischio non so cinque giorni su cinque cosa che non ho mai fatto perché sono sempre stata in remoto, in realtà no, però non ci avevo pensato, io guardavo solo gli aspetti positivi che per me in quel momento erano tipo assoluti no?

Andrea Favaretto: E guarda, non voglio che passi il messaggio "allora ti becchi tutte le scuse". No no, io sono uno... guarda, io sono un bambino a cui piacciono i giocattoli, e per me i giocattoli sono i viaggi, i giocattoli sono un certo tipo di ambiente. Ho le mie passioni e cerco di fare in modo di realizzarle.

Andrea Favaretto: Quindi la chiave è: voglio mantenermi in forma, voglio sentirmi in forma o vedermi in forma in un certo modo, sì. Posso ammirare i tipi come David Goggins, ma non li prendo come mio modello di vita. Vado a cercare qualcun altro che ottiene, più o meno, quello che io desidero.

Andrea Favaretto: e vado a studiare il suo modello comportamentale, e se è una cosa che si incastra bene col mio modello di vita mi ci impegno. Ti torna? Quindi non è o bianco o nero: vado a vedere la scala dei grigi, vado a cercare qualche cosa. Siamo in un mondo in cui veramente l'ultima cosa che manca adesso sono le informazioni.

Andrea Favaretto: Allora, adesso si può andare su qualsiasi intelligenza artificiale lo sai benissimo e dirle bene io ho 52 anni il mio stile di vita metti giù un prompt fatto bene tu che cosa mi consiglieresti? Trovami dei modelli di riferimento ti dedichi un po di tempo magari qualche settimana o se non è se non è sufficiente qualche mese per trovare dei modelli di riferimento che possono essere utili al caso tuo e poi da lì inizi

Andrea Favaretto: e non c'è niente di sbagliato in questo.

Serena Malaspina: Sì, ma anche comunque un altro concetto che è saltato fuori poi mentre parlavi, che secondo me è molto interessante, sempre legato a questo concetto di idealizzazione versus percorso, Che molte volte, anche se sentiamo che vogliamo iniziare una nuova abitudine, perché sappiamo che ci farà star bene ed è allineata con noi, l'abbiamo magari pensata tante volte, la notiamo negli altri, quindi un po' quei segnali, no? Che dicevamo prima che qualcosa che tocca qualche corda nostra, no?

Serena Malaspina: Però l'idea è che magari, non so, io non voglio iniziare a meditare, per dire, no? Ci sono tante persone che mi dicono, no, voglio iniziare a meditare. E vedono magari persone che meditano ore al giorno e dicono, vabbè, da settembre, dal primo settembre o dal primo di gennaio, inizierò a meditare un'ora al giorno tutti i giorni. Ecco, cioè, questo tipo è una delle cose che poi porta la maggior parte delle persone che iniziano con questo a proprio abbandonare totalmente e dicono, no, io non ci voglio più tornare, non mi è piaciuto, non ce la faccio.

Serena Malaspina: come ogni volta finisce così, quindi narrativa, narrativa, narrativa. E quindi la differenza invece tra anche l'un per cento, comunque il progressivo che magari citave anche prima, quindi magari un giorno sì, un giorno no, però comunque intanto inizia ad allenarti e a capire se ti piace, se la cosa... perché magari qualcuno gli piace la meditazione, qualcun altro gli piace un'altra cosa, non è per forza quella, Però altri momenti di connessione con sé che comunque sono molto utili, però da sperimentare, Proprio come dicevi prima.

Serena Malaspina: Cioè experience, La provi e vedi se fa per te, perché non tutto fa per tutti, però tante cose fanno per noi, no?

Andrea Favaretto: esatto hai detto bene guarda hai toccato un tasto che sento mio perché io sono il tipo che medita tutti i giorni

Andrea Favaretto: però giustamente come l'hai raccontato, come le persone lo vivono, esattamente la stessa strategia che utilizzano per l'attività fisica. Cioè intanto c'è gente che medita ore, bravi, vuol dire che hanno il tempo e non hanno altre storie, si vede che è la loro priorità, vuol dire che non è puoi avere dodici priorità, ne hai una.

Andrea Favaretto: C'è una gerarchia di valori e di priorità. Per il tipo di vita che faccio io ho tempo, non dico voglia, magari la voglia ce l'ho. Posso permettermi di fare quattro ore, tre ore tutti i giorni di meditazione? No!

Andrea Favaretto: ne faccio una, da zero a un'ora di meditazione è scioccante, hai l'effetto paradossale che vai sotto stress cercando di evitare lo stress.

Andrea Favaretto: perché la meditazione dovrebbe stimolare di più il sistema parasimpatico, che è quello che ci fa sentire beati, solo che ovviamente se tu ti ostini, sei ossessionato dal farlo tutti i giorni per un'ora, attivi in realtà il sistema simpatico e quindi vai sotto stress. Allora come si fa in quel caso? Anche qui

Andrea Favaretto: il problema è la definizione che tu dai: "la meditazione non fa per me", "io non sono il tipo da", oppure, addirittura, "la meditazione è una rottura di palle". Non è così.

Andrea Favaretto: ci sono diversi tipi di meditazioni. Prima cosa importante da capire: tutti i tipi di meditazione vanno bene, trova quello adatto a te secondo il tuo stile di vita, ritorniamo sempre lì. Secondo: il nostro sistema nervoso non ha una concezione temporale newtoniana, cioè passato, presente, futuro, non è lineare.

Andrea Favaretto: Per cui per il nostro sistema nervoso, meditare tre minuti, meditare venti minuti, meditare un'ora, se fatto bene, ti dà lo stesso identico risultato.

Andrea Favaretto: è molto più efficace fare meditazioni da un minuto ripetuti 30 volte durante il giorno piuttosto che una meditazione di 30 minuti forzata perché devi stare lì con gli occhi chiusi 30 minuti cercando di rilassarti

Serena Malaspina: vero.

Andrea Favaretto: Allora, se mi dici "in un minuto riesco", sì, ci sono delle tecniche, ci sono delle strategie che ti permettono di andare in stato meditativo, cioè di rallentare i tuoi cicli cerebrali per raggiungere quella che si chiama fase alfa, fase theta. Il tuo sistema si rilassa, stai lì un minuto, due minuti, e poi esci.

Serena Malaspina: Sì, sì.

Andrea Favaretto: Dopo un'ora lo rifai, dopo un'ora lo rifai, dopo un'ora lo rifai, dopo mezz'ora, dopo 10 minuti.

Andrea Favaretto: Allora senza volere andare a 30 minuti tutti i giorni, cominci con 5 minuti, cominci con 10 minuti, ritorniamo a quello che dicevo poco fa. Il tuo sistema dice: questa roba qua mi piace, ha stuzzicato l'appetito, me lo ridai anche oggi.

Andrea Favaretto: C'è una frase che probabilmente ho messo anche nel libro, che dice: poco e spesso è meglio di tanto una volta ogni tanto.

Serena Malaspina: beh sì, assolutamente. Ed è anche veramente, cioè è molto più come dire, suona molto più accessibile appunto, perché rispetto all'idealizzazione che vuole grandi azioni in poco tempo, non so, mi viene in mente un altro aspetto sempre legato a quello che dicevi, tutto quello che riguarda l'iniziare cose che non si sono mai fatte.

Serena Malaspina: ma che in qualche modo si vogliono iniziare a fare. Penso nel lavoro, del... Cioè, mettersi anche fuori dalla propria comfort zone per fare quelle cose che dici, caspita, ci ho pensato, lo vorrei fare, però comunque ho paura. Il mio sistema nervoso è chiaramente super, cioè, uncomfortable. Cioè, non è che è una cosa che vuole fare perché non l'ha mai fatta e quindi saltano fuori il rischio di sbagliare, rischio di questo, il rischio dell'altro. E quindi anche lì...

Serena Malaspina: Cioè, rendersi conto anche del... Indirettamente, quante volte ci si paragona con invece la persona che magari già sta facendo quella cosa e diciamo, ma perché quella persona ce la fa e io no? Sì, magari quella persona non sta facendo da anni o quella persona magari ha iniziato molto prima, no? Quindi anche questo concetto della gentilezza sotto un certo aspetto, anche nel iniziare cose nuove che non si sono mai fatte, che il nostro sistema nervoso semplicemente non conosce, no?

Andrea Favaretto: Assolutamente, assolutamente. Se io inizio una qualsiasi attività parallelamente ad un'altra persona, ma quest'altra persona ha un background differente dal mio e per background non intendo solamente una storia di vita, vuol dire che ha creato dei solchi, delle tracce amnestiche, dei percorsi neuronali diversi dei miei. Cioè se io mi metto a fare allenamento con un mio amico

Andrea Favaretto: siamo tutte e due sovrappeso, sono vent'anni che non facciamo più nulla, facciamo la stessa attività però magari lui in età giovanile per 10 15 anni ha fatto ginnastica artistica oppure ha fatto quell'attività che adesso stiamo andando a fare insieme, io non l'ho mai fatta lui ha una memoria muscolare differente dalla mia

Andrea Favaretto: a parità di sforzo è possibile che i risultati lui li ottenga prima e in maniera molto più sostenibile rispetto a me. Perché? Perché giustamente ha riscoperto nel suo hard disk c'era già la meccanica del movimento, quindi c'era una biomeccanica, c'è un ricordo, c'è un ricordo anche dello sforzo, c'è una tecnica che non deve essere appresa.

Andrea Favaretto: e se io devo a partire da zero imparare una tecnica, sto mettendo alla prova il mio sistema nervoso e mi dice è stressante per me.

Serena Malaspina: Assolutamente, penso che sia un concetto appunto che troppe volte ci si dimentica, no, proprio con quest'idea del tutto subito, devo farcelo appunto, no, tutto dipende da me e se non ce la faccio nei tempi che mi stabilisco come possibili, allora è colpa mia, no? quindi, cioè, si va nell'autocommiserazione, si va nel loop invece proprio che non porta poi a, anzi, porta all'immobilizzazione tante volte perché si è più spaventati e...

Serena Malaspina: in realtà è controproducente. un tema, appunto abbiamo parlato di tante cose che sono veramente molto interessanti e penso però ad alcune persone a casa che magari sono in uno stile di vita che magari vorrebbero cambiare molto perché si sentono stressate, perché si sentono che devono stare dietro alla famiglia, alle relazioni, al lavoro, cioè tante cose. Molte volte

Andrea Favaretto: è assolutamente così.

Serena Malaspina: alti fuori di sé, Cioè, quindi responsabilità che percepiscono di avere. E io mi chiedo per queste persone che magari vorrebbero iniziare a ritagliarsi anche veramente semplicemente più tempo per sé, però gli sembra impossibile. Cioè, tu cosa... Cioè, secondo te quali sono delle strategie che possono aiutare in generale quando si è proprio in questa situazione, diciamo, molto estrema, ecco, no? Dove proprio mi sembra di non avere tempo neanche...

Serena Malaspina: 5 minuti per prendere, cioè per una meditazione, qualsiasi cosa che possa essere.

Andrea Favaretto: guarda io invito sempre a fare un piccolo esercizio che dura non più di 5 minuti ma non sto scherzando 5 minuti uguale 300 secondi con il timer del telefono programmato ed è un esercizio che abbina la respirazione al movimento oculare faccio una premessa

Andrea Favaretto: da quello che tu hai detto, ma lo vivono in tanti, giustamente, giustamente no, però purtroppo. Tu alla sera vai a letto e hai un sovraccarico di pensieri, pensi alla giornata che è trascorsa, pensi alla giornata che incontrerai. Quindi vuol dire che hai un dialogo interno che comincia a macinare. Fai faticata a addormentarti, magari dormi male.

Andrea Favaretto: la mattina hai tante cose da fare a cui pensare e non hai il tempo di prenderti spazio per te quindi pensi il tuo focus è tutto sull'esterno dando per scontato che il tuo motore funzioni quando in realtà funziona per un po ma non funziona a regime 5 minuti ce l'hanno tutti adesso ti farò una battuta ma non è una battuta tu in bagno ci stai almeno 5 minuti

Andrea Favaretto: Allora la cosa che invito a fare, guarda, ha un potere esagerato, è una respirazione che tra poco ti spiegherò, unito a un movimento oculare. Questo porta emisfero destro ed emisfero sinistro a creare un equilibrio, quindi questo rilassa, questo tipo di esercizio ci mette in bolla, cioè ci fa entrare in uno stato d'animo

Andrea Favaretto: concentrazione, di rilassamento, quindi non uno stato d'animo particolarmente esaltato, sicuramente permette l'annullamento del dialogo interno, cioè non ci fa focalizzare sulle preoccupazioni. Attenzione, c'è un messaggio importante, non significa che i problemi spariranno, significa entrare nell'atteggiamento risolutivo, quindi

Andrea Favaretto: pronto, presente per poterlo affrontare e non preoccupato. Perché se già devo affrontare una situazione in più ci metto il carico da 90 a livello emotivo è peggio. Allora l'esercizio che di solito, guarda io lo faccio tutte le mattine e tutte le sere prima di dormire perché concilia anche un casino sonno. Prima ancora del caffè

Andrea Favaretto: se uno fa il caffè con la moka potrebbe usare anche il tempo della... una volta preparato il caffè il tempo della moka per venire su è questa parto con una respirazione quadrangolare non so se ne hai mai sentito parlare si chiama box breathing quindi è inspiro per un tempo di a seconda della capacità polmonare 3-4 secondi quindi una cosa di questo tipo

Andrea Favaretto: Trattengo respiro, sempre per lo stesso tempo.

Andrea Favaretto: espiro per tre secondi

Andrea Favaretto: trattengo per tre secondi e poi ricomincio inspiro per tre secondi trattengo per tre secondi e spiro per tre secondi poi se uno che è capace di farlo 4 5 6 secondi l'importante è che non vada a non debba stressare questa cosa portata avanti per un massimo di 5 minuti non dici ma se lo voglio fare venti sì ma ritorniamo al discorso di prima perché devi forzare qualche cosa che non ha mai fatto parti da tre minuti 5 minuti poco

Serena Malaspina: certo

Andrea Favaretto: abito al tuo corpo a fare qualche cosa di nuovo ma che sia piacevole e senza sforzo. Una volta che hai fatto il primo giro, associ a... mantieni la stessa respirazione e muovi gli occhi a sinistra e a destra. sinistra e a destra. sinistra e a destra. Nel frattempo. Nel frattempo. Sì. Ti accorgerai che dopo un minuto e due

Serena Malaspina: Quindi mentre lo fai o appena è finito il periodo? Mentre lo fai.

Andrea Favaretto: tu entri quasi in uno stato meditativo, perché di fatto lo è uno stato meditativo, perché il movimento oculare sinistra-destra favorisce in maniera molto più veloce il rallentamento dei cicli cerebrali per raggiungere una fase che va dall'alfa al teta, che è una sorta di autoipnosi, però in maniera molto presente. Farlo prima di iniziare una giornata.

Andrea Favaretto: prima di dormire, quindi l'ultima cosa che fai prima di chiudere gli occhi è questa, dopo non ti dico il giorno dopo, lo tieni regolare quindi tre minuti al mattino, tre minuti alla sera, vedrai nel corso delle settimane che non è che la tua vita si stravolge, ma affronti le cose con molto più equilibrio e con molta più serenità.

Serena Malaspina: Wow, è l'ora di provarla perché la respirazione la conoscevo e l'ho già fatta molte volte e già quella mi aiutava. Però questo match col movimento oculare, di cui tra l'altro in altri episodi avevamo parlato, magari dell'EMDR o di pratiche dove viene utilizzato proprio anche in ambito terapeutico, per cose come la rielaborazione dei traumi eccetera. Però è un movimento che poi di solito facciamo anche mentre dormiamo no? Cioè proprio legato a una fase, a un qualcosa di

Andrea Favaretto: Assolutamente.

Serena Malaspina: auto aiuto diciamo che però non sappiamo in qualche modo.

Andrea Favaretto: invece di farlo in maniera passiva lo fai in maniera attiva, lo fai in maniera consapevole così come la respirazione, noi respiriamo tutti i giorni ma la respirazione consapevole ha molti più benefici rispetto al fatto di fare la respirazione automatica come giusto per sopravvivere

Serena Malaspina: Assolutamente, cambia tutti. Legato appunto a questo tema anche delle persone a casa che tante volte vedono fuori la risoluzione del proprio stato d'essere. Quindi quando avrò questo, quando inizierò questo, allora poi starò bene, ma nel proprio corpo non stanno bene. E realtà questo esercizio che hai portato è proprio un... cioè non puoi connetterti fuori, non puoi essere creativo se non sei in qualche modo...

Serena Malaspina: connesso con te e ti senti bene dentro di te sotto un certo aspetto.

Andrea Favaretto: Questo è assolutamente un messaggio importante che hai dato. Quello che noi viviamo fuori è in diretta proporzione a come noi ci sentiamo. Se noi ci sentiamo internamente fuori fase, fuori equilibrio, non concentrati, non rilassati, noi percepiremo fuori, fuori allo specchio del nostro stato d'animo interno. Allora la chiave qual è? Capire come funziona e cominciare a

Andrea Favaretto: Passami il termine programmare o riprogrammare la nostra mente come se noi dicessimo, ehi io prima di iniziare la giornata voglio affrontarla così, voglio sentirmi Vuol dire che fuori mi si possono presentare tutti i problemi di questo mondo ma decido io come affrontarli e ti sto educando ad affrontarli in questo modo.

Serena Malaspina: Assolutamente, è cruciale. Anche prima, con questo termine, avevamo detto rispetto all'esperienza, no? C'è il fare esperienza, ma adesso tipo il riprogrammare, che in italiano suona sempre un po'... riprogrammare, in che senso? Però in realtà, tipo rewire il cervello, è qualcosa che utilizzano i neuroscienziati, non so, è molto interessante.

Andrea Favaretto: Sì, altrimenti sembra quasi l'imposizione delle mani, esatto.

Serena Malaspina: Sono assolutamente allineata e penso che sia un concetto fondamentale per riconoscerci come agenti nella propria vita attivi con la possibilità di scegliere essere consapevoli su quello che facciamo e non vivere la vita come un flusso che succede ma che noi non abbiamo la possibilità di agire.

Andrea Favaretto: Sì, guarda, anche questo messaggio mi piace molto. non so se effettivamente noi possiamo decidere sempre della nostra vita, perché capitano delle situazioni dove tu non puoi decidere nulla. Nulla vieta però se la nostra vita scorre come un fiume possiamo però decidere, e noi abbiamo una barchetta, possiamo decidere di percorrere questo fiume anche quando è in piena in un certo modo. Questa ne abbiamo facoltà.

Serena Malaspina: certo

Serena Malaspina: Assolutamente.

Serena Malaspina: Assolutamente, bellissima questa metafora finale. Andrea, io chiederei con il solito format di tre domande a cui rispondere con una parola o una frase. Allora, alcune forse le hai già risposte però, qual è la tua piccola pratica quotidiana che ti aiuta a prenderti cura del tuo benessere mentale?

Andrea Favaretto: questa è l'ultima cosa che ho consigliato se poi ne faccio altre ce n'è senso che io non mi prendo cinque minuti ma ne prendo perché io mi sveglio molto presto al mattino ne faccio altre però tutto parte da lì questo è il priming cioè il mio attivatore

Serena Malaspina: La seconda è: qual è una cosa non ovvia ma utile che ti capita di fare quando vuoi sentirti meglio?

Andrea Favaretto: nonovia ma utile che mi capita di fare quando voglio sentirmi meglio? Non è molto distante da quello che ho consigliato. Guarda, da qualche anno a questa parte ho cominciato a studiare i benefici della respirazione e ho scoperto che la respirazione, che è il segreto di Pulcinella, è il modo più veloce.

Serena Malaspina: Sì.

Andrea Favaretto: non dico l'unico, per cambiare la chimica del corpo. Siccome voglio fare in modo che il mio corpo provi, si nutra di più sostanze chimiche positive in maniera naturale, quello è il modo migliore, più facile per farlo. Quindi quando voglio sentirmi bene, la prima cosa che faccio è cambiare, mi prendo del tempo e cambio il mio modo di respirare.

Serena Malaspina: hai un respiro in particolare che ti piace fare per calma cioè per quando sei magari agitato eccetera ce n'è uno in particolare oppure

Andrea Favaretto: è una cosa che ho messo anche nel libro si chiama priming. Il priming, già che ci siamo a quel punto lo condividiamo, il priming è una respirazione dinamica molto veloce, è una respirazione si fa da seduti, meglio da seduti che in piedi e si parte con l'utilizzo delle braccia quindi quando inspiri butti in aria le braccia, quando espiri le tiri verso il basso.

Andrea Favaretto: La respirazione, sottolineiamo questa cosa qua, è importante che avvenga sempre dal naso. Quindi è una cosa di questo tipo, fatta in maniera dinamica.

Andrea Favaretto: Faccio tre, quattro cicli di questo priming intervallato, fai conto di solito faccio o conto mentalmente 50, 100 respiri oppure vado a sensazione, cioè quando sento un indolenzimento nelle spalle mi fermo, mi rilasso nel senso che lascio che respiro

Andrea Favaretto: torni tranquillo e poi faccio un secondo ciclo, mi rilasso e poi un terzo ciclo. Al termine. A seconda di come mi sento in quel momento lo faccio. Sicuramente uno dei due però lo porto a termine.

Serena Malaspina: Wow, non vedo l'ora di provare anche questo, io mi insegno tutto. L'ultima Andrea è quale pensiero, insegnamento o citazione ti ha ispirato maggiormente nel tuo percorso?

Andrea Favaretto: Allora guarda è una frase che ho sentito anni fa da Will Smith. In realtà non l'ho sentita da Will Smith, l'ho sentita da Hugh Jackman, l'ho letta in un'intervista che è: se sei sempre pronto non hai mai bisogno di prepararti.

Andrea Favaretto: Siccome io detesto, ma questo è un problema, ne ho parlato anche con amici psicologi, io da quando faccio le elementari detesto prepararmi per le cose. Non sono il tipo che si prepara con le slide. Detesto prepararmi perché mi toglie il tempo per le cose che mi piacciono di più, però mi piace essere preparato.

Andrea Favaretto: quando ho sentito quella frase, se sei sempre pronto non hai mai bisogno di prepararmi, detto voglio studiarla, come faccio a essere sempre pronto senza avere l'ossessione di prepararmi? Inserisco, e praticamente è il tema della chiacchierata che abbiamo fatto, inserisco nella mia routine quotidiana delle cose piccole, fatte in piccolo, in poco tempo, ripetute più volte in maniera tale che il mio cervello

Andrea Favaretto: il mio corpo le inglobi, le faccio sue e mi dia una preparazione, mi faccio sentire preparato e questo l'ho fatto io sono il tipo sono tra quelli che anni fa si è iscritto a questi famosi istituti che insegnano inglese hanno ancora la mia quota credo di essere accertato due volte perché quando cominciamo...

Andrea Favaretto: All'inizio sei motivato, vuoi imparare l'inglese, dici: va bene, adesso mi iscrivo all'istituto tal dei tali. Poi cominci a guardare le cagate, no? Il fatto che devi prendere la macchina, fare mezz'ora di strada, parcheggiare la macchina, salire le scale, ti mettono lì davanti a un computer e devi ascoltare, e poi devi studiare dei testi... Mi sentivo di nuovo a scuola, mi è venuta un'ansia, ho detto: no, non fa per me, non fa per me.

Andrea Favaretto: Negli ultimi anni ho scoperto, ho inserito lo studio dell'inglese all'interno della mia attività, quindi poche cose, Due minuti, tre minuti, cinque minuti, la parola, il film, il reel. Mi piace molto viaggiare all'estero, per cui quando vado all'estero mi piace tantissimo. Io rompo le scatole a tutti per conversare, glielo dico proprio: mi aiuti, facciamo conversazione, perché ho bisogno di parlare. Questo mi ha permesso di migliorare, anche se non sono madrelingua.

Andrea Favaretto: Mi ha permesso di migliorare un casino il mio inglese, senza aver dedicato il tempo alla preparazione canonica.

Serena Malaspina: Assolutamente. Wow, penso che anche questa ultima risposta chiuda veramente bene il cerchio della chiacchierata che abbiamo fatto perché è proprio un permettersi di creare nuove abitudini su misura, tra virgolette, nuovi schemi su misura, nel senso che non c'è solo la versione canonica alla quale noi dobbiamo adattarci, ma come dicevi è un vestito che ci cuciamo addosso e lo creiamo di volta in volta e quindi lasciare andare quest'idea di anche

Serena Malaspina: appunto fuori troverò le soluzioni, ma crearsi le proprie. Ed è bellissimo, mi è piaciuto molto. E quindi Andrea, io ti ringrazio tantissimo, è veramente un episodio ricco di informazioni e tocca tanti temi diversi, grazie veramente.

Andrea Favaretto: Grazie a te.

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Andrea Favaretto: Keywords

Andrea Favaretto: forza di volontà, abitudini, sistema nervoso, micro obiettivi, motivazione, dialogo interno, obiettivi, riprogrammare, benessere, meditazione

Andrea Favaretto: Summary

Andrea Favaretto: In questo episodio del podcast, Serena Malaspina e Andrea Favaretto esplorano il concetto di forza di volontà e come essa non sia sufficiente per creare abitudini durature. Favaretto condivide strategie pratiche per integrare nuove abitudini nella vita quotidiana, enfatizzando l'importanza di comprendere il funzionamento del nostro sistema nervoso e di stabilire micro obiettivi. La conversazione si concentra anche sul dialogo interno, sull'idealizzazione degli obiettivi e sull'importanza di riprogrammare la mente per raggiungere un benessere autentico.

Andrea Favaretto: Takeaways

Andrea Favaretto: • La forza di volontà è utile solo a breve termine.

Andrea Favaretto: • Il sistema nervoso non ama la fatica e lo stress.

Andrea Favaretto: • Creare micro obiettivi è fondamentale per il successo.

Andrea Favaretto: • La motivazione deve essere sostenibile nel tempo.

Andrea Favaretto: • Il dialogo interno può influenzare le nostre scelte.

Andrea Favaretto: • Gli obiettivi devono adattarsi al nostro stile di vita.

Andrea Favaretto: • Riprogrammare la mente è essenziale per il cambiamento.

Andrea Favaretto: • Esercizi di respirazione possono migliorare il benessere.

Andrea Favaretto: • Non esiste un'unica strategia valida per tutti.

Andrea Favaretto: • La consapevolezza è la chiave per il cambiamento.

Andrea Favaretto: Sound bites

Andrea Favaretto: "La forza di volontà non serve a un VIP."

Andrea Favaretto: "La chiave è capire come funzioniamo noi."

Andrea Favaretto: "Poco e spesso è meglio di tanto una volta."

Andrea Favaretto: Chapters

Andrea Favaretto: 00:00 Introduzione alla Forza di Volontà

Andrea Favaretto: 03:02 La Forza di Volontà: Un Mito da Sfatare

Andrea Favaretto: 05:55 Strategie per Creare Nuove Abitudini

Andrea Favaretto: 08:35 Il Ruolo del Sistema Nervoso

Andrea Favaretto: 11:43 Micro Obiettivi e Abitudini Sostenibili

Andrea Favaretto: 14:01 La Disciplina e la Motivazione

Andrea Favaretto: 16:57 Obiettivi e Identità Personale

Andrea Favaretto: 19:42 Il Paradosso delle Scelte

Andrea Favaretto: 22:32 Conclusioni e Riflessioni Finali

Andrea Favaretto: 27:35 Affrontare le Sfide Personali

Andrea Favaretto: 28:35 Obiettivi e Sacrifici

Andrea Favaretto: 30:02 Modelli di Riferimento e Stile di Vita

Andrea Favaretto: 31:05 Meditazione e Pratiche di Rilassamento

Andrea Favaretto: 33:08 Iniziare Nuove Abitudini

Andrea Favaretto: 37:50 Affrontare il Cambiamento

Andrea Favaretto: 40:53 Esercizi di Respirazione per il Benessere

Andrea Favaretto: 47:03 Riprogrammare la Mente

Andrea Favaretto: 49:29 Pratiche Quotidiane per il Benessere

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